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La Sardegna accelera ancora nella vaccinazioni e nella giornata del  15 maggio segna la migliore performance nazionale di somministrazioni ogni 100mila abitanti, 978, il dato più alto fra le regioni., seguono Campania (976) e Umbria (932). Oltre 805mila le dosi somministrate complessivamente nell'Isola, dove circa il 36% della popolazione ha ricevuto almeno la prima inoculazione. "Sul fronte della campagna di vaccinazione – dichiara il Presidente della Regione, Christian Solinas – registriamo un continuo miglioramento. Siamo impegnati a tutto campo e l'intero sistema sanitario dimostra, ancora una volta, le sue potenzialità e la sua efficienza. Oggi come non mai è fondamentale spingere verso il traguardo della piena immunizzazione. La stagione estiva è ormai alle porte e l'Isola si prepara a riconquistare la zona bianca. Il nostro sistema economico e produttivo deve ripartire in sicurezza così come le vite di tutti i sardi".

“Un risultato – dichiara l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu in riferimento alla performance registrata nella giornata odierna – che restituisce il segno dell'impegno e della capacità del nostro sistema sanitario, in grado di dare risposte concrete in una campagna di vaccinazione di massa così importante come quella che stiamo affrontando oggi”. 

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Tutti i diabetici della Sardegna, non solo quelli che presentano danno d’organo, sono stati ricompresi nella categoria dei soggetti a elevata fragilità e a breve potranno aderire alla campagna di vaccinazione anche se di età inferiore ai sessant’anni. La decisione è arrivata dall’assessorato regionale della Sanità che, nei giorni scorsi, ha avviato un’interlocuzione con la struttura commissariale del generale Figliuolo proprio per valutare un’apertura in questo senso. “La Sardegna è fra le regioni che registrano la più elevata incidenza di persone affette da diabete. Abbiamo compiuto un passaggio fondamentale che finalmente ci consente di riconoscere a tutti i diabetici dell’Isola la possibilità di accesso alla campagna di vaccinazione al pari dei cittadini considerati estremamente fragili a causa di altre patologie”, dichiara il Presidente della Regione, Christian Solinas.

“Siamo già al lavoro – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – per mettere a punto gli adeguamenti tecnici necessari che consentiranno ai cittadini affetti da diabete di manifestare la propria adesione alla campagna di vaccinazione attraverso il portale dedicato. Nei prossimi giorni daremo tutte le indicazioni sulle modalità d’accesso che riguarderanno anche specifiche giornate di vaccinazione dedicate”.

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"La Sardegna è la regione nella quale appena tremila pazienti fragili su 14.000 chiamati ha detto sì al vaccino. Vogliamo dirlo?". E lo ha detto Christian Solinas, in consiglio regionale, durante la seduta per la celebrazione di Sa Die de sa Sardigna. Parole che hanno scatenato un vespaio di polemiche ("Numeri campati per aria, offesa alla categoria", hanno tuonato dall'opposizione) che adesso trovano un punto nella conferma giunta dall'Ats. L'azienda sanitaria certifica il dato fornito da Solinas. E spiega.

"In merito alle dichiarazioni sui numeri delle telefonate effettuate per le chiamate destinate alla vaccinazione dei soggetti affetti da disabilità gravi e soggetti ad elevata fragilità, è importante chiarire che il numero comunicato dal CUP WEB di ATS Sardegna, pari a 14.413 telefonate con 3.274 prenotazioni corrisponde a dati veri, certificati e rendicontabili. Solo poco più di 3000 hanno risposto alla chiamata, il che vale a dire che molti pazienti hanno rifiutato il vaccino", si legge in una nota. 

“Si tratta di un target difficile da raggiungere, che deve essere raggiunto con la collaborazione di tutti i medici di medicina generale, come avviene in tutte le altre Regioni – dichiara Massimo Temussi Commissario Straordinario ATS ARES Sardegna. - La comunicazione dei dati non voleva certo essere un atto di accusa a  tutti coloro che, a vario titolo e ciascuno secondo le proprie motivazioni, hanno rifiutato la vaccinazione; piuttosto una dichiarazione che lascia intendere la necessità di una maggiore attenzione verso questi target e anche una ridefinizione del percorso per raggiungerli.  I rifiuti sono stati molti e svariati, ma i soggetti ad elevata fragilità, in particolare tutti coloro che rifiutano perché necessitano di un consulto specialistico o perché allettati, non possono certo essere oggetto di strumentalizzazioni”.

Nello specifico, su oltre 14 mila telefonate 3274 pazienti hanno accettato la vaccinazione; per la restante parte, alcuni hanno rifutato di vaccinarsi, una parte ha chiesto di non fare il vaccino nell’immediato o necessita di un consulto con lo specialista di fiducia o ha richiesto il vaccino a domicilio. Sono ricompresi in questa restante quota anche i numeri errati, inesistenti o di persone che si sono spostate negli ultimi anni dall’Isola.

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 La Sardegna seconda regione in Italia per somministrazione di dosi vaccinali rispetto al suo potenziale. La performance, registrata nelle ultime rilevazioni, vede per l'Isola l'inoculazione di 7.500 dosi, ossia l'84% del numero di vaccini potenzialmente somministrabili nel momento in cui questi fossero disponibili in misura maggiore. Davanti alla nostra regione soltanto le Marche, con un rapporto pari al 100%.

"Il dato che possiamo rilevare – dichiara il Presidente della Regione, Christian Solinas – esprime l'efficienza del nostro sistema sanitario in questa campagna. Stiamo lavorando per incrementare giorno dopo giorno il nostro potenziale, ma il vero problema oggi restano le quantità di dosi vaccinali assegnate alla Sardegna. Continueremo comunque a lavorare per migliorare l'intera macchina e consentire all'Isola di accelerare al massimo non appena il numero di vaccini sarà congruo e rispondente alle esigenze della nostra regione. L'obiettivo resta la completa immunizzazione dei sardi nei tempi più rapidi possibili”, conclude il Presidente.

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