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Alessandra Todde resiste alle pressioni: "Dimissioni? Assurdo. Continueremo a governare"
“Chiunque mi conosca sa che è assolutamente un'assurdità, non ho intenzione di dimettermi.” Con queste parole, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha risposto seccamente alle voci su una sua possibile uscita di scena, durante un punto stampa convocato a Villa Devoto. Le dichiarazioni arrivano all’indomani della sentenza che ha rigettato il ricorso contro l’ordinanza di decadenza legata alle spese elettorali.
Una vicenda giudiziaria che scuote il panorama politico regionale ma che, secondo Todde, non intacca minimamente la solidità dell’esecutivo sardo. “Mi dimetterei se non avessi la fiducia dei sardi, se mi dicessero chiaramente che non credono in me o nel mio operato, allora mi porrei in discussione. Ma questa è l’unica possibilità. Altre possibilità non esistono”, ha ribadito con fermezza.
Proprio mentre infuriava la polemica, la governatrice si trovava a Roma per incontri istituzionali in ambito sanitario. Un segnale che vuole essere chiaro: l’azione di governo prosegue. “La nostra maggioranza è assolutamente coesa e unita. Ieri io ero a Roma a lavorare per dare risposte ai sardi. Siamo assolutamente intenzionati a proseguire a lungo il nostro lavoro. La maggioranza farà la maggioranza a lungo”, ha sottolineato.
Todde, esponente del Movimento 5 Stelle, non nasconde l’irritazione per la narrazione alimentata dalle opposizioni, che parlano di una legislatura ormai al capolinea. “Capisco che l’opposizione faccia il suo lavoro – ha commentato – ma dovranno accettare una grande delusione: noi andiamo avanti.”
Sui tempi lunghi della vicenda giudiziaria – che potrebbero protrarsi anche per un anno – la presidente non mostra alcun segno di cedimento: “Sono mesi che si parla di questa questione, addirittura circolava già durante l’estate tra certi parlamentari. Ma questo non ha minimamente intaccato la nostra azione di governo. Stiamo governando e continueremo a farlo. Se ne facciano una ragione.”
L’impressione è che Todde voglia trasformare la pressione in carburante politico, rafforzando la propria leadership e quella della maggioranza che la sostiene. La sfida resta aperta, ma la presidente non intende arretrare.
Le delibere della riunione della Giunta del 28 maggio
Su proposta della presidente Alessandra Todde, la Giunta ha approvato di nominare il dott. Gianluca Piras come Commissario liquidatore del Consorzio per la pubblica lettura “Sebastiano Satta” e consentire la trasformazione dello stesso Consorzio nella omonima Fondazione.
TRASPORTI
Su proposta dell’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca, la Giunta ha approvato la ripartizione triennale delle risorse per l’abbattimento dei costi di trasporto marittimo a favore dei passeggeri non residenti nelle isole minori di San Pietro e La Maddalena. Ai Comuni di Carloforte e La Maddalena saranno destinati 1,2 milioni di euro all’anno dal 2025 al 2027, finalizzati a sostenere la mobilità turistica dei non residenti, oltre a un ulteriore contributo di 100 mila euro per il 2025 che i due comuni potranno destinare ai pendolari con frequenze di viaggio inferiori ai di quattro viaggi settimanali, al momento esclusi da altre agevolazioni. La misura punta a favorire l’accessibilità turistica e sociale e sarà gestita direttamente dai Comuni, con flessibilità operativa e un acconto immediato del 50% delle risorse.
Todde, il Tribunale di Cagliari conferma la sanzione: 40mila euro per irregolarità nei rendiconti elettorali. La decadenza? Spetta al Consiglio regionale
Il Tribunale di Cagliari ha respinto il ricorso presentato dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, contro l’ordinanza-ingiunzione emessa dal Collegio regionale di garanzia elettorale. La sentenza conferma una sanzione pecuniaria di 40mila euro per irregolarità riscontrate nella presentazione dei rendiconti delle spese elettorali. Tuttavia, sul tema della possibile decadenza dall’incarico, il giudice ha chiarito che la competenza è esclusivamente del Consiglio regionale.
A firmare la decisione è stato il giudice Gaetano Savona, che nella motivazione sottolinea come il provvedimento del Collegio "non ha disposto la decadenza", ma ha semplicemente trasmesso gli atti al Presidente del Consiglio regionale, ritenendo che le violazioni potessero comportare tale conseguenza. "Non rientra nella competenza del Collegio di Garanzia né in quella del Tribunale pronunciare l’eventuale decadenza della ricorrente", si legge nel testo della sentenza.
Il Tribunale ha ribadito che il proprio ruolo – così come quello del Collegio – è limitato all’accertamento tecnico delle violazioni in materia di spese elettorali, e non può estendersi a valutazioni politiche o istituzionali come la decadenza di un eletto. Una scelta che spetta ora al Consiglio regionale, unico organo legittimato dalla legge a decidere in merito, sulla base degli accertamenti tecnici ormai definitivi.
La sanzione pecuniaria inflitta alla presidente Todde, invece, dovrà essere pagata. Il Tribunale ha ritenuto corretto il procedimento con cui il Collegio ha determinato l’importo: una base per la violazione più grave, incrementata fino al triplo per ogni ulteriore irregolarità rilevata.
Alessandra Todde respinge le accuse: "Nessuno spazio alle fake news nella nostra azione di governo"
“Le fake news non troveranno mai spazio nella nostra azione”. Con queste parole Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna, interviene con fermezza per respingere le recenti accuse mosse dal centrodestra contro la sua Giunta. Una risposta articolata e puntuale, che giunge dopo giorni di critiche e polemiche su diversi fronti, dalla sanità all’energia, fino al delicato tema dei farmaci oncologici per gli anziani.
Todde, in una nota diffusa nella mattinata di oggi, ha scelto di affiancare alle parole anche l’azione concreta: “Mentre alcuni sprecano tempo a raccontare menzogne spargendo fango e bugie – scrive – questa mattina ero a Nuoro per presentare il nuovo corso di laurea in Servizio sociale e Innovazione del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università di Cagliari. Un progetto pensato per rafforzare i servizi sociali, formare nuove competenze e costruire solide connessioni con le comunità”.
Ma il cuore dell’intervento è un duro contrattacco alle “fake news” diffuse, a suo dire, ad arte per delegittimare l’operato della sua Giunta. “Si è voluto far credere ai sardi che questo governo regionale volesse coprire la Sardegna di pale eoliche: nessuna autorizzazione è stata concessa da inizio legislatura”, puntualizza, rivendicando l’impegno dell’esecutivo regionale a tutela del paesaggio e dell’ambiente.
Altro tema caldo: il nucleare. “Si è raccontato che volessimo portare sull’Isola il deposito di scorie nucleari, mentre la nostra posizione è sempre stata netta e contraria”, ribadisce Todde, sottolineando che il suo governo è in linea con la volontà popolare espressa in sede referendaria.
“Non accetteremo mai che la nostra terra ospiti centrali che producano scorie. Ci hanno accusato di essere contro la transizione ecologica, ma siamo il governo regionale che ha investito più risorse sulle comunità energetiche e sull’autoconsumo. Lo dimostrano i fatti, non le chiacchiere”, prosegue la governatrice.
Sul fronte della sanità, la presidente ha respinto le accuse di immobilismo: “In pochi mesi abbiamo approvato centinaia di delibere per rimettere al centro il paziente e avviare un piano di riorganizzazione dei servizi sanitari. Il commissariamento delle Asl è stato un passo necessario per cambiare rotta e rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini”.
Infine, Todde ha difeso l’operato dell’assessore alla Sanità, Marcello Bartolazzi, finito al centro di una bufera mediatica per presunte dichiarazioni sui farmaci antitumorali destinati agli over 80: “Hanno perfino mistificato le sue parole, attribuendogli un significato completamente distorto e lontano anni luce dalla nostra visione politica e dal nostro senso di umanità”.
Un messaggio chiaro, quello della presidente Todde, che si propone di smentire narrazioni strumentali e rivendicare un’azione di governo fondata su “trasparenza, coerenza e rispetto per i sardi”. In un clima politico sempre più teso, la governatrice sceglie la via del confronto diretto e del chiarimento, ribadendo la centralità della verità nell’agire pubblico.
Via libera del Mase per la realizzazione della SS130. Assessore Piu: “Ora l’avvio dell'opera non ha più alcun ostacolo”
L’eliminazione degli incroci a raso sulla Statale 130 è più vicina. Il Ministero dell’Ambiente, direzione generale Valutazioni ambientali, congiuntamente al Ministero della Cultura, direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio, ha espresso giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto definitivo “S.S. 130 Iglesiente” per l’eliminazione degli incroci a raso da Cagliari a Decimomannu dal km 3+000 al 15+600. “La Valutazione d’impatto ambientale (Via) del Mase è l’atto che consente di avere tempi più certi e di stabilire un cronoprogramma e delle procedure per l’avvio dell’opera – evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici, Antonio Piu - abbiamo impresso un’accelerata all’iter istruttorio ministeriale perché quest’opera non può più aspettare. Ora con la Via si può procedere senza ulteriori rinvii. Questa strada ha segnato troppe croci e abbiamo il dovere di mettere in atto ogni azione possibile per restituire sicurezza a quel tratto e ora finalmente possiamo concretizzare il progetto”.
L’intervento interessa complessivamente circa 10 km del suo tracciato, nei comuni di Elmas, Assemini e Decimomannu. La SS 130 collega il capoluogo sardo con Iglesias, inizia da Cagliari, a nord della città, e scorre per i primi chilometri in direzione nord, passando a fianco dell'aeroporto di Cagliari-Elmas. La strada in oggetto è attualmente classificata come extraurbana secondaria, con due corsie per senso di marcia. Gli interventi hanno l'obiettivo di migliorare le condizioni di percorribilità e implementare il livello di sicurezza, nel tratto compreso tra il bivio di Elmas sud ed il bivio di Decimomannu. L'azione di miglioramento prevede l'eliminazione delle intersezioni a raso che comportano la realizzazione di svincoli a livelli sfalsati (realizzazione di uno svicolo ad Elmas, due svincoli ad Assemini ed uno svicolo a Decimomannu), l'adeguamento della sede stradale, sempre a due corsie per senso di marcia, la realizzazione di strade complanari a servizio della viabilità locale, oltre a opere idrauliche ed ulteriori opere complementari.
Soddisfazione da parte delle sindache di Elmas e Decimomannu e del primo cittadino di Assemini.
“Sono felice di questo importante risultato – commenta la sindaca di Elmas Maria Laura Orrù - che consentirà di restituire sicurezza ad una strada che ha visto e vede tante criticità e ha segnato troppe vittime. Resta ferma la necessità del comune di Elmas di garantire con una modifica l'accessibilità al territorio soprattutto con una ulteriore uscita in direzione Iglesias”
“Sono molto soddisfatto di questo risultato – riferisce il sindaco di Assemini Mario Puddu - un passo importante per le nostre comunità. Ringrazio l'assessore Piu, il suo staff e tutti gli altri enti coinvolti per il lavoro svolto finora. Continuando con questa determinazione, questa opera così importante, anche e soprattutto per la sicurezza dei nostri cittadini, sarà presto realtà”.
“Accogliamo con favore il via libera alla compatibilità ambientale del progetto sulla SS 130 – dice la sindaca di Decimomannu Monica Cadeddu - un atto che aspettavamo ormai da troppo tempo, un passo decisivo verso la realizzazione di un’opera attesa da anni e fondamentale per la sicurezza di tutti. L’eliminazione degli incroci a raso e la realizzazione dello svincolo a Decimomannu miglioreranno la viabilità ma soprattutto la qualità della vita. Siamo e continueremo ad essere parte attiva nel percorso, continuando a dialogare con tutti gli enti coinvolti, affinché l’intervento sia presto realtà”.
Per la realizzazione dell’intera opera infrastrutturale è stato stimato un tempo pari a 4 anni per i lavori, corrispondenti a 1460 giorni, oltre al tempo necessario per le fasi amministrative e autorizzative preliminari, stimato in un ulteriore anno. “Avvierò, come promesso, nei prossimi mesi una fase di condivisione e ascolto dei territori, i comuni e i comitati coinvolti dall’opera – precisa Piu – credo sia un passaggio importante per permettere alle cittadine e ai cittadini di conoscere il progetto negli aspetti che li riguardano più da vicino”.
Oltre 48 milioni per la scuola forestale a Nuoro, i collegamenti stradali per l’Einstein Telescope e una rsa a Oliena
La Scuola Forestale a Nuoro, miglioramento degli accessi all’Einstein Telescope e una Rsa a Oliena. La Giunta, su proposta della presidente Alessandra Todde, ha deliberato di utilizzare 48 milioni per nuovi interventi con esigenze prioritarie di finanziamento nel Piano sviluppo e coesione (Psc) della Sardegna 200-2020.
Per migliorare l’accessibilità, la sicurezza e l’efficienza operativa del sito Sos Enattos di Lula – candidato a ospitare l’Einstein Telescope – sono stati stanziati 20 milioni di euro che serviranno per una strada di collegamento alla Provinciale 73 per l’accesso al Centro Ricerche Et SUnLab e alla ristrutturazione della diga Minghetti, attualmente in disuso, per renderla funzionale alle esigenze idriche della struttura e del territorio, un particolare ai fini agro-pastorali.
Di concerto con l’assessore ai Lavori Pubblici, la Giunta ha deliberato la realizzazione di un primo intervento per la realizzazione della scuola del Corpo Forestale e della caserma forestale: un polo formativo aperto anche ad altre direzioni generali regionali, creando un centro di eccellenza per le amministrazioni pubbliche (Protezione Civile, Agenzia Forestas, Vigili del Fuoco e polizie locali). Per la realizzazione della Scuola Forestale sono stati stanziati 23 milioni da economie Fsc e 2 milioni da risorse ex legge di stabilità 2025, pari a un totale di 25 milioni.
Inoltre, per completare la struttura socio-sanitaria (Rsa) a Oliena sono stati destinati 5,1 milioni di risorse Psc più 800 mila euro di risorse ex Legge di stabilità 2025 e un milione di altre risorse regionali. L’intervento assicurerà una maggiore equità territoriale e potenzierà la tutela dei diritti della popolazione fragile nell’accesso ai servizi socio-sanitari.
I fondi fanno parte dei 92 milioni di “economie riprogrammabili” all’interno della dotazione finanziaria rideterminata dalla delibera 4 del Cipess del 30 gennaio 2025, pari a oltre 4,2 miliardi.
Taglio ai fondi della manutenzione stradale, la presidente Todde: “Ennesimo schiaffo alla Sardegna. La Regione colmerà il vuoto del Governo”
“Il taglio del 50% dei fondi destinati alla manutenzione delle strade provinciali in Sardegna è l’ennesimo schiaffo da parte del Governo Meloni”. La presidente della Regione, Alessandra Todde, commenta così la notizia del quasi dimezzamento delle risorse deciso dal ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini per finanziare il Ponte sullo Stretto di Messina.
“Una scelta grave e miope a cui risponderemo”, annuncia Todde. “È un atto che penalizza duramente la nostra isola. Ridurre da 51 a 27 milioni le risorse tra il 2025 e il 2028 significa mettere a rischio la sicurezza di chi ogni giorno percorre migliaia di chilometri di strade secondarie: lavoratori, studenti, mezzi di soccorso e chiunque abbia necessità di muoversi da un comune all’altro”.
La Giunta sarà quindi costretta a dirottare risorse non previste per recuperare il taglio subito dal governo nazionale e assicurare manutenzioni e interventi al sistema viario dell’Isola.
“È inaccettabile che, mentre si finanziano opere faraoniche dal dubbio impatto, la Sardegna venga lasciata indietro”, attacca la presidente della Giunta, "così come è inaccettabile che la Regione debba nuovamente colmare le mancanze del Governo, come è successo di recente per il Fondo Unico per gli Enti Locali, che la Giunta ha aumentato per compensare i tagli di Roma. Dovremo sostituirci ancora una volta ad un Governo che sceglie di voltare le spalle a chi vive in territori periferici. Non chiediamo privilegi, pretendiamo equità e il rispetto di tutti i cittadini, anche quelli che vivono distanti dai maggiori centri urbani”, conclude la presidente Alessandra Todde.
Einstein Telescope, incontro in Regione tra l'assessore Spanedda e i sindaci dei comuni di Lula, Bitti, Onanì e Orune
Prosegue il lavoro di coordinamento e regia sul progetto Einstein Telescope da parte della Regione. L'assessore dell’Urbanistica, Francesco Spanedda, ha incontrato i sindaci dei Comuni Lula, Bitti e Onanì, Mario Calia, Giuseppe Ciccolini e Clara Michelangeli, e il vicesindaco di Orune, Luigi Deiana, i cui territori sono direttamente interessati dall’Einstein Telescope, che l’Italia si è candidata a ospitare nell’area di Sos Enattos, a Lula. L’incontro, convocato per raccogliere le esigenze degli amministratori, è stato coordinato dal consulente della Regione per l’ET, Raffaele Marras, alla presenza del consulente della Programmazione, Diego Corrias.
“Nell’incontro con i sindaci di Bitti, Onanì, Orune e Lula – afferma l’assessore Spanedda – abbiamo voluto approfondire come cogliere questa straordinaria opportunità rappresentata dal progetto Einstein Telescope per avviare processi virtuosi di rigenerazione urbana che possano avere un impatto positivo e duraturo sulle nostre comunità”.
Partendo dal presupposto che l’Einstein Telescope comporterebbe l’arrivo di centinaia di lavoratori e scienziati che gravitano intorno al progetto, gli amministratori hanno evidenziato la necessità di riqualificare le strutture esistenti, in particolare attraverso progetti di riqualificazione dei centri storici, per offrire un adeguato servizio di accoglienza. Ciò dovrà essere accompagnato anche dal recupero e creazione di infrastrutture scolastiche, culturali, e sportive, opere imprescindibili qualora si trasferissero interi nuclei familiari.
“Intendiamo contribuire anche alla creazione di un ambiente accogliente per i ricercatori e le loro famiglie – sottolinea in proposito l’assessore – affinché non si tratti solo di un’esperienza temporanea o di passaggio. L’obiettivo è che chi verrà trovi un territorio ospitale, in cui vivere e investire anche sul piano umano e sociale. È fondamentale che le comunità siano protagoniste nel definire esigenze, progettualità e risorse necessarie per realizzarle. Costruiamo insieme una visione condivisa del territorio”.
Nei prossimi giorni i sindaci si incontreranno tra di loro per stilare un documento condiviso contenente le priorità da affrontare in ognuno dei paesi che sarà sottoposto alla Regione.
Turismo accessibile e inclusivo in Sardegna per le persone con disabilità
Presentato dall’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu, il progetto “L’Isola che accoglie: Turismo accessibile e inclusivo in Sardegna”, che punta a rendere il territorio accessibile alle persone con disabilità fisica, sensoriale, intellettiva e a far diventare la nostra Isola una destinazione turistica inclusiva, riconosciuta dal target di riferimento quale destinazione organizzata, garantita e fra le eccellenze in Italia.
“Questo per noi segna soltanto l’inizio di un percorso - afferma l’assessore Cuccureddu- con cui affrontare il mondo della disabilità e realizzare una offerta di turismo accessibile e inclusivo, che ha necessità di ottenere un tangibile approccio istituzionale. E’ opportuno che si passi dal concetto di disabilità a quello di esigenza della persona. Una persona con disabilità è un turista. Garantire la piena accessibilità turistica, non è solo un obbligo di legge o uno scrupolo etico, ma significa aumentare la qualità dell’ospitalità e rendere più competitiva la nostra terra.”
L’intervento dell’Assessorato regionale del Turismo è stato possibile grazie ad un finanziamento a valere sul fondo nazionale disposto dal Ministero della Disabilità. Alla Sardegna è stata assegnata la somma di 1 milione e 769 mila euro. Non si è avuta la premialità dal momento che nel 2023, non è stata presentata alcuna richiesta al riguardo.
In ordine a questa prima annualità, si è stabilito di concentrare l’intervento nell’ambito del turismo balneare e di coinvolgere i Comuni costieri della Sardegna in qualità di soggetti attuatori. Le zone interne, infatti, sono state interessate dai finanziamenti previsti dal Fondo unico nazionale per il turismo (FUNT), concernenti lo sviluppo dell’entroterra e il turismo lento ed esperienziale. L’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio ha bandito una manifestazione di interesse alla quale hanno partecipato diciotto Comuni, con i relativi progetti; proposte tutte meritevoli di attenzione e strutturate nel pieno rispetto delle indicazioni contenute nel Decreto. Le somme disponibili hanno consentito di finanziare quattro proposte, ricondotte ad unico progetto regionale, ai fini della successiva presentazione al Ministero per le Disabilità, il quale lo ha valutato positivamente ed ammesso a finanziamento. Coinvolti quattro Comuni costieri. Si tratta di Alghero, La Maddalena (con l’Isola di Caprera), Orosei e Carloforte.
In particolare il progetto contiene interventi riguardanti le attività turistiche che assicurano la piena accessibilità ai servizi come realizzazione di spiagge attrezzate, trasporti attrezzati e percorsi garantiti; qualificare l’accoglienza, integrazione con i servizi sanitari, comunicazione e promozione con creazione di siti web accessibili per descrivere l’offerta di servizi, partecipazione a campagne e fiere promozionali, formazione degli operatori del settore turistico, offerta di tirocini per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità e di formazione per la tutela dei diritti delle persone con disabilità.
“È un primo finanziamento del quale andiamo particolarmente fieri, ha sottolineato ancora Franco Cuccureddu. Lo scorso anno la Sardegna non aveva richiesto i fondi al Ministero per la Disabilità per il turismo accessibile ed inclusivo. Abbiamo fatto un bando al quale hanno partecipato 18 comuni, quattro sono quelli finanziati con progetti essenzialmente per servizi, per la formazione del personale, per creare le condizioni per consentire a tutti un accesso alle nostre spiagge più belle. I quattro Comuni che hanno vinto sono equamente ripartiti tra nord, nord ovest e nord-est. Nell’isola di La Maddalena gli interventi riguarderanno in particolare l'isola di Caprera e poi sulla costa sud-occidentale nel comune di Carloforte e in quella centro-orientale nel comune di Orosei. Ci sono altri 12 progetti altrettanto interessanti ma che non hanno raggiunto il punteggio necessario per essere finanziati che speriamo con risorse regionali o anche di altri assessorati di poter finanziare anche perché sono progetti che davvero meritano.”
Ad Alghero nasce la prima linea ferroviaria a idrogeno della Sardegna
Con il via libera al PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), la Giunta Regionale, dopo il giudizio positivo sulla compatibilità ambientale da parte dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, approva il collegamento ferroviario Alghero Centro – Aeroporto, alimentato da treni a idrogeno verde. Il progetto, proposto dall’ARST, prevede: 6,7 km di nuova infrastruttura ferroviaria, impianto per la produzione elettrolitica di idrogeno (1.500 kg/giorno), impianto fotovoltaico da 3,95 MWp, nuova stazione Mamuntanas e stazione terminale sopraelevata nelle vicinanze dell’aeroporto.
Il valore complessivo dell'opera ammonta a 237,7 milioni di euro, coperti attraverso risorse ministeriali e regionali, in particolare grazie ai fondi PNRR e all’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione. L’intervento rappresenta un salto di qualità per la mobilità sostenibile e per la connessione territoriale della Sardegna nord-occidentale. Prevede non solo la realizzazione di una nuova infrastruttura ferroviaria lunga 6,7 km, ma anche un impianto per la produzione elettrolitica di idrogeno verde da 1.500 kg/giorno, alimentato da un impianto fotovoltaico da 3,95 MWp.
“Investire nella mobilità a idrogeno significa proiettare la Sardegna nel futuro dell’innovazione ambientale, ha dichiarato l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. Vuol dire affrontare concretamente le sfide della transizione ecologica e allo stesso tempo costruire, con visione e coerenza, le condizioni per una reale autonomia energetica fondata su fonti rinnovabili”.
Il nuovo collegamento ridurrà sensibilmente i tempi di percorrenza tra la città di Alghero e l’aeroporto di Fertilia, migliorando l’accessibilità al sistema aeroportuale sardo e contribuendo a ridurre le distanze effettive e percepite tra l’Isola e il continente.
Il progetto, coerente con i criteri della Legge Regionale n. 20 del 2024 sull’individuazione delle aree idonee agli impianti FER, ha superato una complessa istruttoria tecnico-amministrativa, culminata nel rilascio del PAUR. Alla procedura hanno preso parte tutte le amministrazioni ed enti competenti, tra cui la Provincia di Sassari, che ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’impianto di produzione di idrogeno.
“Questo è un esempio concreto di come un’infrastruttura possa conciliare innovazione, sostenibilità e utilità pubblica, ha aggiunto Laconi. La nuova linea ferroviaria è un volano per lo sviluppo territoriale e rafforza il ruolo strategico della Sardegna nei processi di decarbonizzazione dei trasporti”.
Si configura come la prima linea ferroviaria italiana alimentata da idrogeno prodotto in loco, rappresentando un modello avanzato di decarbonizzazione del trasporto pubblico locale. Particolare attenzione è stata riservata al rispetto delle prescrizioni paesaggistiche e archeologiche, nel contesto di un’istruttoria complessa e partecipata che ha coinvolto tutte le amministrazioni competenti. Tra queste, la Provincia di Sassari ha avuto un ruolo determinante rilasciando l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’impianto di produzione di idrogeno.
Il nuovo collegamento ridurrà significativamente i tempi di percorrenza tra Alghero e l’aeroporto di Fertilia, accorciando le distanze operative e simboliche tra la città, il sistema aeroportuale sardo e i principali nodi del trasporto nazionale e internazionale. In sintesi, si tratta di un’infrastruttura strategica che consolida la vocazione intermodale e sostenibile dell’Isola, creando nuove opportunità di sviluppo territoriale, migliorando la qualità della vita dei cittadini e rafforzando la competitività del sistema regionale

