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Una ragazza in costume da bagno, ricoperta di cioccolato, sdraiata su un tavolo dove era allestito un buffet. È la scena che si sono trovati davanti nel giorno di Ferragosto gli ospiti, adulti e bambini, di un noto hotel di Golfo Aranci, il Voi Colonna Village della catena Voi Hotels.

Sono bastate poche ore per far esplodere le polemiche sui social. A scatenarle è il post pubblicato su Linkedin da un testimone: "Dopo una bella giornata in cui tante persone hanno lavorato duramente per fare passare un giorno spensierato ai tanti ospiti - scrive Federico Mazzieri -, rimango senza parole guardando questa scena: buffet dei dolci a bordo piscina, su un tavolo una ragazza 'in costume' ricoperta di cioccolato, stesa in mezzo ai pastìccini. Dopo il primo momento di sgomento mi domando cosa ne pensano i manager di Alpitour di questa rappresentazione del corpo femminile? (in hotel dopo avere espresso il mio disappunto mi hanno detto che era la 'statua di cioccolato').

L'ospite si chiede come si possa "permettere che nelle proprie strutture ci siamo questi comportamenti, dove il corpo di una donna, di una lavoratrice, sia equiparato a quello di una stoviglia per assecondare l’occhio malizioso dì qualcuno. Sono in vacanza con mia figlia di quattordici anni ed il suo commento è stato: 'papà che schifo, questo non è un paese dove potersi realizzare'. Parlare di sostenibilità e di etica è molto semplice, rendere questi valori aziendali vivi nel quotidiano è sicuramente molto più difficile".

Da Voi Hotels rispondono parlando di episodio increscioso: "Desideriamo, prima di tutto, porgere a lei, alla sua famiglia e in particolare a sua figlia, nonché ai nostri clienti, le più sincere scuse a nome di tutto il management. Ci teniamo a sottolineare con forza che ogni giorno ci impegnano per praticare i valori dichiarati, tra i quali in modo prioritario, il rispetto verso i nostri collaboratori e ospiti. Ci rammarichiamo profondamente per l'incidente verificatosi e desideriamo ribadire con fermezza che non abbiamo mai avuto alcuna intenzione di rappresentare valori diversi da quelli che abbracciamo con determinazione e che sono gli stessi del gruppo Alpitour World di cui siamo parte.  Continueremo a lavorare incessantemente affinché situazioni come queste non si ripetano in futuro, perseguendo il massimo impegno nella forma e nella sostanza. Stiamo intraprendendo azioni immediate per affrontare questo episodio in modo costruttivo e per garantire che in futuro nessun cliente debba sentirsi offeso in alcun modo".

Duro l'attacco da parte del Presidente della Regione Christian Solinas: "Un episodio che offende tutti, e che mi suscita, francamente, un po' di vergogna. La Sardegna vuole offrire ai propri visitatori, e lo ha sempre fatto, l'immagine di una terra accogliente, rispettosa, nobile nei sentimenti e nei modi. Questa immagine va in senso opposto, e vorremmo non averla mai vista".

E non è da meno il Codacons: "Si fa un gran parlare dei diritti delle donne e poi in un attimo certe immagini sembrano riportare indietro nel tempo di cento anni, vanificando gli sforzi di chi ogni giorno si impegna per sensibilizzare su questo tema: l’immagine di una donna, equiparata a una stoviglia o a un piatto succulento, in una posa completamente passiva e oggettuale, è talmente vergognosa da non meritare commenti. Una trovata medievale, uno scandalo vero e proprio che giustamente ora ricade su chi ha concepito un simile ‘spettacolo’.

Certo non possono bastare le solite scuse del giorno dopo per dimenticare la gravità di quanto accaduto: specie se, come in questo caso, la catena alberghiera coinvolta sembra non aver afferrato che l’episodio, gravissimo, non riguarda la sensibilità individuale di chi ha denunciato l’accaduto, come sembra emergere dalla replica diffusa sul web (“Stiamo intraprendendo azioni immediate per […] garantire che in futuro nessun cliente debba sentirsi offeso in alcun modo"), ma ha a che fare con una questione di dignità e rispetto della donna che riguarda l’intera nostra società".
 
Il Codacons, che da anni porta avanti insieme a Miss Italia un progetto per la tutela delle donne vittime di stalking e di violenza, stigmatizza questo episodio inquietante e da non sottovalutare, e invita i consumatori a denunciare scene del genere ovunque si verifichino, boicottando le strutture che si rendono protagoniste di simili oscene rappresentazioni.

 

 
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La Regione Sardegna impugna alcuni commi di un articolo della legge di stabilità del Governo davanti alla Corte Costituzionale. Alla base della decisione la mancata attenzione riservata alla Sardegna rispetto a due temi strategici per lo sviluppo: i trasporti, e nello specifico l’esiguità dello stanziamento previsto per i collegamenti aerei, e l’insularità alla luce della mancata prosecuzione del tavolo tecnico politico finalizzato alla quantificazione e alla compensazione dei costi derivanti dagli svantaggi strutturali determinati dalla condizione insulare.

Con la legge di stabilità, sono stati considerati adeguati a garantire alla Sardegna e alla Sicilia un efficace e completo collegamento aereo da e per l’Isola appena 5 milioni nel 2023 (che diventano 15 a regime per entrambe le realtà territoriali dal 2024). Risorse considerate non adeguate, a fronte degli svantaggi legati alla condizione insulare, e che certificano una distanza tra quanto asserito nella varie interlocuzioni istituzionali e quanto messo in pratica con la Legge di Stabilità.

“Non possiamo consentire che l’interesse della Sardegna e dei sardi possa essere messo in discussione, specie su temi delicati come il diritto alla mobilità - spiega il Presidente Solinas - Ci siamo ritrovati davanti al fatto compiuto, ovvero uno stanziamento non certo sufficiente ad assicurare un corretto ed efficiente sistema di collegamento aereo. Un fatto ancora più grave se si considera il prelievo annuo di risorse regionali, sotto forma di compartecipazioni tributarie, che attualmente ammonta a 306 milioni, a cui si deve aggiungere un ulteriore accantonamento di circa 5 milioni nel 2023. I sardi che per qualunque esigenza si spostano dall'Isola, dice ancora il Presidente, hanno diritto ad avere certezza di collegamenti e certezza di poter viaggiare sempre allo stesso prezzo, con frequenze sicure, possibilmente con aerei di qualità. Questi diritti ad oggi continuano ad essere negati”.

Lo Stato, prosegue il Presidente Solinas, “è indietro anche rispetto alla quantificazione degli extra costi dovuti all’insularità, che doveva avvenire nell’ambito del tavolo tecnico politico istituito sulla base dell’accordo siglato nel 2019 e confermato nel 2021 ma che, nonostante le ripetute sollecitazioni della Regione,  ha visto un’interruzione improvvisa. “Quel tavolo – evidenzia ancora il Presidente Solinas - rappresentava la sede ideale per certificare definitivamente il dovere di rimuovere le disuguaglianze che cittadini e imprese sarde hanno dovuto subire per decenni, sopportando maggiori costi sull’energia, sui trasporti ed in altri settori che hanno determinato una compressione di opportunità per l’intero sistema Sardegna rispetto al resto della Penisola”, ha concluso il Presidente.

“È evidente la necessità di ripartire nelle interlocuzioni con il Governo per ridiscutere le maggiori criticità che riguardano la nostra Isola, storicamente e ancora oggi in una posizione inferiore rispetto alle altre regioni. Siamo pronti a favorire una nuova fase di sviluppo che accresca le potenzialità della nostra Isola, ma per farlo è necessario superare i ritardi strutturali della Sardegna, svantaggi di cui lo Stato deve necessariamente tener conto”, spiega l’Assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Fasolino, che ha auspicato l’apertura al più presto di nuove finestre di dialogo sui temi di maggior impatto per lo sviluppo futuro della Sardegna, come i trasporti, la sanità e l’insularità.

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“La Sardegna è il luogo ideale per ospitare progetti di alta tecnologia e ha le carte in regola per diventare area leader in Italia. Siamo sempre più intenzionati a continuare a sostenere attivamente, con decisione e fermezza, la candidatura di Lula a ospitare l’Einstein Telescope, forti dell’appoggio delle Istituzioni, che hanno ascoltato gli appelli della Regione e ci sostengono pienamente, e soprattutto consapevoli delle caratteristiche del luogo che ne fanno il posto ideale. È per tutte queste ragioni che andiamo avanti senza temere la concorrenza”. Lo ha detto il Presidente della Regione, Christian Solinas, che tornando a evidenziare l’importanza del progetto “per la Sardegna, per l’Italia e per l’intera Europa” si sofferma sulle caratteristiche della miniera di Sos Enattos, che andrà a ospitare l’osservatorio di onde gravitazionali.

In competizione con il sito sardo c’è quello del Limburgo, al confine fra Olanda, Belgio e Germania, ma la zona non ha caratteristiche fisiche e ambientali comparabili con la Sardegna.

Gli apparati devono essere infatti costruiti in regioni a basso rumore sismico sia di origine naturale (attività sismica) che antropica (attività umane, industriali, produttive, trasporti). Non solo: la geologia del sito deve permettere una costruzione stabile di grandi caverne, poco soggetta alla presenza di acqua sotterranea.

Venendo alla nostra Isola, ecco che la geologia della Sardegna è estremamente stabile e l’attività sismica locale è pressoché inesistente; la roccia nella regione di Lula è costituita principalmente da graniti molto duri e stabili, un'ottima base per la costruzione di infrastrutture sotterranee. La zona presenta anche una densità abitativa tra le più basse d'Europa, promettendo un rumore antropico bassissimo.

“Le caratteristiche della Sardegna – ha proseguito il Presidente Solinas - rendono quindi l’Isola  la regione ottimale per la realizzazione di ET e il sito di Lula, in particolare, la scelta migliore. Partiranno da questa considerazione tutte le iniziative che la Regione sosterrà da ora in avanti per tenere alta l’attenzione sulla necessità di dare avvio a progetto nella nostra terra, a beneficio dell’Italia, certo, ma soprattutto della Sardegna e dei sardi che da questa straordinaria opportunità di sviluppo trarranno giovamento”, ha concluso il Presidente.

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I dati positivi sull’occupazione dimostrano la validità dell’operato della Regione in favore di famiglie e imprese sarde e sono la migliore testimonianza dell’impegno straordinario che ha dato stabilità alle aziende e sicurezza ai lavoratori. La Sardegna è la regione che durante la pandemia ha investito maggiori risorse proprie rispetto a tutte le altre regioni italiane ed è ancora, e in maniera sempre più decisa, impegnata in una forte azione di ammodernamento capace di incidere sull’occupazione e sullo sviluppo dei territori”. Così il Presidente della Regione Christian Solinas, a proposito dell’indagine diffusa dalla Camera di Commercio dell’Umbria che ha certificato come la Sardegna sia tra le prime 3 regioni per crescita occupazionale.

La Sardegna, secondo il report diffuso oggi a livello nazionale, presenta un +4,82% tra il primo trimestre 2021 e lo stesso periodo del 2022 con un incremento positivo anche se si guarda all'anno precedente alla pandemia (+1,9%) e nel confronto tra l'ultimo semestre 2021 e il primo del 2022 (+0,2%). “I dati ci danno conforto – prosegue il Presidente commentando l’indagine - e traducono quello che fino a oggi la Regione ha fatto per contrastare gli effetti di una crisi senza precedenti, che ha sconvolto il tessuto produttivo della nostra Isola e lasciato strascichi che ancora oggi necessitano di misure ordinarie e straordinarie di accompagnamento alla ripresa. È per questo che la Regione – continua il Presidente Solinas - sta lavorando costantemente con l‘obiettivo di consolidare la crescita e accompagnare lo sviluppo dei territori, soprattutto di quelli più fragili nei confronti dei quali questa Giunta ha varato un piano straordinario di lotta allo spopolamento e all’isolamento. Contestualmente - ha concluso il Presidente Solinas - prosegue l’impegno per rendere la nostra Isola il luogo ideale per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione e per uno sviluppo nuovo e sempre più attento all’ambiente”.

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La Regione mette a disposizione risorse e strumenti finanziari per andare incontro alle aziende gravate prima dalla crisi e ora dal costo dell’energia e per facilitare la ripresa continuando a investire nella competitività del sistema produttivo. Ha raggiunto il totale delle risorse europee messe a bando, con l’erogazione di 120 milioni, il Fondo emergenza imprese istituito dalla Giunta Solinas nel 2020 per sostenere le aziende grazie all’erogazione di prestiti a lungo termine a tassi agevolati a cui si aggiungeranno altri 30 milioni che verranno erogati entro giugno (arrivando quindi al totale delle risorse previste dal Fondo, quindi a chiusura del bando). Intanto, si appresta a entrare nel vivo il programma regionale Fesr Por 2021-2027 presentato all’Europa, che per quanto riguarda lo sviluppo delle imprese del territorio si propone sempre di agevolare l’accesso al credito, anche grazie ai nuovi strumenti finanziari che garantiscono tassi agevolati.

“La Regione proseguirà nell’azione di sostegno alle imprese gravate prima dalla crisi e ora dai costi connessi allo scenario internazionale, con strumenti finanziari dedicati al raggiungimento dell’efficienza energetica, quindi della riqualificazione dei processi produttivi in chiave green. La Sardegna, in linea con le nuove sfide di carattere globale dettate dall’Agenda 2030, punta alla realizzazione di azioni concrete verso nuovi modelli di sviluppo”, spiega il Presidente della Regione Christian Solinas. Non a caso nella programmazione 21-27, alla transizione verde e digitale e alla competitività intelligente sono state destinate le maggiori risorse, circa 1 miliardo in totale (su un programma di 1.581 milioni di euro). Nello specifico, per la transizione verde sono previsti 522,10 milioni di euro; per la transizione digitale 159,88 milioni di euro; per la competitività intelligente 340,12 milioni di euro. Transizione energetica ed ecologica e transizione digitale sono quindi i capisaldi della nuova programmazione europea e la Regione anche in questo caso punta ad attenuare l’impatto della guerra in Ucraina con strumenti finanziari dedicati, garantendo un maggior accesso al credito anche attraverso forme complementari al sistema bancario come il fondo Sardinia Fintech e gli strumenti dedicati alla finanza d’impatto.

“Prepararsi al cambiamento significa anche andare incontro alle imprese e prepararle a una fase nuova: lo abbiamo fatto dall’inizio dell’emergenza fino a oggi, con misure e strumenti straordinari come il Fondo emergenza imprese e continueremo a farlo - ha aggiunto l’Assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Fasolino - L’introduzione e l’operatività di strumenti finanziari che consentono di erogare prestiti a tassi agevolati è anche la sfida della nuova programmazione europea che ha, tra gli obiettivi, quello di investire nelle imprese per aumentare le opportunità di apertura verso i mercati esteri (internazionalizzazione) e agevolare l’accesso al credito”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

Guardando al dettaglio del Fondo emergenza imprese che ha sostenuto le aziende grazie all’erogazione di prestiti a lungo termine e a tassi agevolati, l’obiettivo era di dare liquidità per evitare i licenziamenti attraverso due linee di intervento, la prima da 0 a 800mila euro e la seconda, per le imprese di dimensioni maggiori, da 800mila a 5 milioni di euro. Nel 2021 grazie alla modifica del programma POR FESR Sardegna 14-20 la dotazione del fondo è aumentata raggiungendo i 150 milioni di euro, risorse destinate alla competitività del sistema produttivo (di cui 120 milioni a valere sui fondi europei e 30 milioni messi a disposizione grazie a fondi regionali) per un totale di 186 imprese sarde ad oggi beneficiarie dei finanziamenti, a cui già sono state erogate le risorse. Con gli altri 30 milioni verranno soddisfatte tutte le richieste, raggiungendo oltre 200 imprese. 

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Ricorso della Regione Sardegna al Tar contro l'ordinanza del ministro della Salute Speranza che conferma l'isola in zona arancione. L'ha annunciato il governatore Christian Solinas. L'atto è stato depositato in piazza del Carmine  nel capoluogo sardo, e non nel Lazio. E si attende la fissazione dell'udienza. Che, per essere utile, dovrebbe arrivare nei primi giorni della settimana prossima. 

"Difendiamo i legittimi interessi e i diritti della Sardegna contro un provvedimento immotivato, che danneggia gravemente il nostro tessuto economico e produttivo affliggendo la Sardegna con un nuovo insopportabile atto di prevaricazione. Oggi tutti gli indicatori consentono di mantenere la Sardegna in zona gialla, permettendo al nostro sistema economico e produttivo di continuare il proprio lavoro", ha spiegato Solinas. 

"Tuteliamo dunque le ragioni e i diritti della Sardegna. La collocazione in arancione - prosegue Solinas - appare immotivata, e nemmeno è possibile individuare con certezza a quali dati si sia fatto riferimento per adottarla. I dati da noi trasmessi dopo essere stati tardivamente avvisati dal Ministero, quelli pubblicati da Agenas e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla, confermano l'ingiustizia del provvedimento adottato, tanto più che sono stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l'indicatore RT non è mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione. Non vi è alcun sovraccarico dei servizi assistenziali. L'ultimo rapporto Gimbe, pubblicato ieri - dichiara ancora il presidente della Regione Sardegna - conferma una situazione pienamente sotto controllo e in continuo miglioramento. Il Ministro della Salute, con l'ordinanza impugnata, ha quindi stabilito sussistesse la necessità e l'urgenza di collocare la Sardegna in zona "arancione" e vi ha dato corso senza che in merito l'Amministrazione abbia potuto concretamente esprimersi o apportare i propri elementi di valutazione (che certo avrebbero consentito di pervenire a conclusioni differenti), applicando un Dpcm pubblicato il venerdì della stessa settimana cui si riferivano i dati presi in considerazione. La Regione, ritenendo tale decisione ingiusta e ingiustificata, ha chiesto, con spirito di leale collaborazione, che il provvedimento venisse modificato, in ragione delle non corrette modalità di adozione del provvedimento e dell'insussistenza dei presupposti per l'applicazione delle misure in esso previste, ma senza esito. Ciò sebbene l'art. 2, comma 3 del Dpcm del 14.1.2021 attribuisca al Ministro della Salute il compito di aggiornare l'ordinanza adottata, a seguito di verifica settimanale del permanere dei presupposti che ne hanno giustificato l'adozione".

"Il Ministro non ha ritenuto di provvedere in tal senso e dopo ore di discussione con gli organi tecnici sulle misure da adottare oggi ha deciso di tenere la Sardegna in zona arancione. La Regione Sardegna - conclude Solinas - si vede quindi costretta a chiedere l'annullamento dell'ordinanza impugnata all'intestato Tar, con richiesta di urgenza e di intervento immediato inaudita altera parte".

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Con una dotazione finanziaria di 120 milioni di euro per ciascun anno, 2021 e 2022, la Giunta regionale ha assicurato la continuità di tutti i piani assistenziali per le persone con disabilità grave previsti dalla legge 162/98 e il finanziamento dei nuovi piani, che potranno partire dal 1 maggio 2021, una volta trasmessi dagli Enti locali alla Regione entro il 30 aprile, attraverso il Sistema informativo sanitario integrato (SiSaR).

“Una conferma dell'attenzione della Giunta a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie”, dichiara il presidente Christian Solinas. “Rafforziamo il nostro impegno – prosegue il Presidente – a sostegno di una misura di indubbio valore sociale che assume un'importanza ancora più grande in virtù del particolare momento che la nostra Isola sta attraversando a causa dell'emergenza”.

In Sardegna, nel 2020, sono stati attivati piani personalizzati per 40 mila persone, di cui il 61% d'età superiore ai 64 anni. Il 78% dei piani sono stati in continuità con l'anno precedente. “A causa del Covid, nell'anno che si sta concludendo – spiega l'assessore regionale dell'Igiene e sanità e dell'assistenza sociale, Mario Nieddu – la pianificazione di assistenza domiciliare e di servizi educativi è stata preminente rispetto all'attività sportiva e di socializzazione o all'inserimento nei centri diurni e ai soggiorni temporanei in strutture”.

Restano invariati i criteri d'assegnazione con una particolarità: “proprio in considerazione della pandemia – conclude Nieddu – siamo intervenuti per escludere dalla valutazione dei piani del 2021 l'ampio ricorso ai permessi di lavoro che in tanti hanno richiesto quest'anno per poter accudire i propri familiari a casa e che, diversamente, avrebbero inciso sul carico assistenziale comportando una riduzione dei contributi per l'anno prossimo. Puntiamo quindi a massimizzare i benefici degli aventi diritto evitando una penalizzazione che sarebbe stata ingiusta vista l'eccezionalità del momento”. 

 

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Le sezioni riunite della Corte dei conti della Sardegna hanno parificato, giudicandolo regolare, il rendiconto della Regione per l'esercizio di bilancio 2019. Con qualche rilievo ssu alcune criticità emerse nella requisitoria della Procura generale, le stesse del passato, e su tutte il perdurare dell'eccessivo indebitamento, seppure con un recente cambio di tendenza, la gestione del personale e la spesa sanitaria, sulla quale si dovrà ancora calcolare l'impatto dell'emergenza Covid.

"Apprezzamento e ringraziamento per il lavoro svolto dalla Corte dei Conti e per le positività evidenziate nella Relazione in merito alla composizione del Bilancio Regionale, impegno per una politica finanziaria sempre più orientata allo sviluppo e al benessere delle future generazioni": con queste parole il presidente della Regione Christian Solinas ha commentato, nel suo intervento durante l’udienza per il giudizio di parificazione del Bilancio regionale 2019, quanto espresso dalla Magistratura contabile. 

"Non posso non sottolineare", ha aggiunto Solinas, "come la riduzione del personale abbia rallentato nei decenni passati queste volontà. Siamo però riusciti ad approvare il piano delle assunzioni che ci consentirà di tornare a bandire concorsi pubblici per dare finalmente nuovo slancio all’azione amministrativa, eliminando il precariato. È un tempo di profonde inquietudini e di angoscia", ha aggiunto Solinas, "che ci costringe ad adattare giorno per giorno l’azione amministrativa ad una emergenza alla quale nessun sistema sanitario mondiale era preparato".

Un importante annuncio è arrivato proprio durante il passaggio sulla riforma della sanità in Sardegna: "Siamo intervenuti", ha detto, "con un processo di riforma importante, che ha posto una prima base dalla riforma della governance con il principio della separazione netta tra prestazione sanitaria e assetto organizzativo. L’obiettivo è quello di lasciare sulle aziende territoriali l’onore di programmare ed erogare la prestazione sanitaria, senza il peso della gestione economica e amministrativa. Quest’ultima sarà competenza della centrale di committenza Ares, che si occuperà di acquisti, concorsi e formazione del personale, con risparmi sulla gestione complessiva e snellimento delle procedure. Abbiamo programmato la realizzazione di nuovi ospedali, grazie all’accordo sulle entrate stipulato con il Governo nel novembre 2019, che prevede un imponente ristoro per la Sardegna grazie alla ridefinizione degli accantonamenti e la compensazione parziale di risorse in conto capitale, per 1 miliardo e mezzo di euro spalmati su più anni, che la Cassa depositi e Prestiti ci metterà a disposizione per la realizzazione delle nuove strutture. Gli ospedali sardi sono in gran parte vecchi (l’ultima inaugurazione risale a circa 40 anni fa) e i loro problemi  determinano costi eccessivi che possono essere eliminati con impianti più moderni e un’organizzazione efficiente, che porterà ad un risparmio del 20-30 % sulla gestione complessiva e a servizi di migliore qualità per i nostri cittadini". 

 

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Il piano di emergenza della Regione procede più rapidamente del previsto. Ad oggi si registra uno stato di avanzamento che segna il raggiungimento del 75% degli obiettivi. È il bilancio dei primi venti giorni del Piano di intervento per l’emergenza Covid-19 adottato il 20 novembre, che fissa a 40 giorni la realizzazione, su differenti aree operative, delle principali azioni di contrasto alla pandemia nell’Isola.

“Andiamo avanti più velocemente del previsto  – dice il presidente della Regione Christian Solinas  – grazie ad un massiccio lavoro di pianificazione che sta dando risultati concreti nella gestione dell’emergenza. Proseguiamo sulla strada tracciata sin dall’inizio, con un’impostazione modulare che punta all’efficienza del nostro sistema sanitario e all’efficacia delle risposte alle necessità di cure e assistenza dei cittadini”.

“La macchina regionale - prosegue il presidente - è al lavoro per risolvere tutte le criticità emerse nel corso di questa seconda ondata, coordinando ogni elemento utile al risultato e attivando sinergie tra tutti gli attori in campo, con un unico obiettivo: sconfiggere il virus e garantire la salute dei sardi”.

La rimodulazione dei posti letto Covid-19, prevista nel piano regionale, ha portato in tre settimane a un loro incremento del 68% negli ospedali pubblici. Da una situazione di partenza di 392 posti letto effettivi si è quindi giunti a 658 (superiore al target di 545 posti letto fissato a quaranta giorni). Se si aggiungono i 100 posti letto delle strutture private, la situazione attuale registra 80 posti letto dedicati ai pazienti Covid di terapia intensiva (66 nelle strutture pubbliche e 14 nelle strutture private), 77 di semintensiva (49 e 28) e 601 posti letto in area medica (543 e 58).

“Il piano predisposto dalla Regione – dichiara l’assessore della Sanità, Mario Nieddu – ha focalizzato gli interventi su diverse aree su cui abbiamo lavorato e stiamo lavorando per risolvere le criticità e rafforzare l’intero sistema attraverso un potenziamento a 360 gradi. Abbiamo avviato un incremento importante del personale sanitario in servizio, sul territorio e negli ospedali, e adottato soluzioni come l’attivazione dei covid-hotel, per la gestione dei pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere, per allentare la pressione sulle nostre strutture”.

Le assunzioni di personale in emergenza Covid, che includono medici e operatori, sono circa 630 unità. Le risorse attivate, oltre ai 2 milioni di test antigenici rapidi per la campagna di screening di massa, comprendono 12.500 saturimetri, 9 strumenti per test molecolari rapidi, 4 strumenti per indagine biologica molecolare, 150 letti di degenza e terapia intensiva, 200 monitor multiparametrici per degenze ordinarie semintensive e intensive, 200 pompe per farmaci e nutrizione, 50 elettrocardiografi, 15 defibrillatori, 4 emogasanalizzatori e 3 centrali di monitoraggio.

Nei primi venti giorni d’attivazione del Piano sono state avviate anche importanti accordi: con l’Esercito (4 postazioni fisse e 1 postazione mobile), Protezione Civile (fornitura di 25 mila test antigenici rapidi ai medici di medicina generale); Esercito e Croce Rossa (personale sanitario per l’ospedale da campo di Nuoro). Fra le misure messe in campo, anche l’attivazione dell’Rsa Covid a Macomer, tra le prima in Italia, da 40 posti letto.

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“Sosteniamo le imprese e l’occupazione per portare la Sardegna fuori dalla crisi, supportare le attività che hanno dovuto chiudere e favorire la ripartenza del sistema Sardegna”. Così il presidente della Regione, Christian Solinas, commenta la destinazione di 221 milioni di euro alle “azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell'emergenza”: le risorse sono contenute nel nuovo provvedimento, approvato dalla Giunta. 

“Il primo risultato importante – spiega l’assessore alla Programmazione, Giuseppe Fasolino- è stato scongiurare i tagli della spesa già programmata in settori quali la sanità e gli enti locali e orientare le risorse frutto di alcune riprogrammazioni di spesa e di entrate pregresse, per affrontare gli impatti negativi causati dal Covid alla nostra economia. Abbiamo incrementato di 50 milioni di euro il ‘Fondo Emergenza Imprese’,  destinato anche ai professionisti, che vedrà così un maggior numero di beneficiari di prestiti e sovvenzioni a tasso zero. Abbiamo inoltre previsto – continua Fasolino – la costituzione di una serie di fondi rotativi come ulteriore strumento di sostegno alle attività economiche, al fine di riportare le aziende su un piano di naturale competitività e confronto: 60 milioni alle grandi aziende alberghiere e 10 milioni per prestiti e sovvenzioni dirette per interventi di crescita o rilocalizzazione delle attività, dedicando particolare attenzione ai settori che più di altri hanno patito le conseguenze del lockdown. Abbiamo inoltre destinato 4.000.000 quale concessione di contributo a favore dei taxi e degli NCC, fortemente penalizzati dalle limitazioni alla circolazione. Tra le misure previste a sostegno dell’occupazione si evidenziano i 15 milioni destinati alla filiera turistica, consentendo lo scorrimento della graduatoria già approvata e portando ad oltre il 90% il numero complessivo delle istanze soddisfatte. Altri 1.225.000 euro sono dedicati alle politiche attive del lavoro: compresi negli interventi sono quelli in favore dei lavoratori del “Porto Canale di Cagliari” e dell’area industriale di Portovesme. Interveniamo inoltre con un cofinanziamento regionale pari a euro 1.400.000 su  progetti del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), che attraverso un effetto moltiplicatore consente di destinare all’intera misura l’importo complessivo di euro 3.500.000”.

Con 875.000 euro si provvede, invece, allo scorrimento della graduatoria in favore delle micro, piccole e medie imprese  operanti nei settori delle tonnare, dell’allevamento delle cozze e dei mitili, e dell’apicoltura.  Ai lavoratori autonomi, a prescindere che siano o meno titolari di partita IVA ed analogamente ad organismi, agenti e scuole professionistiche operanti nel settore dello spettacolo dal vivo, teatro, musica, cultura, danza, - inclusi i professionisti e i tecnici del settore - andrà una indennità pari a 7.000 euro.

Previste anche ulteriori misure per integrare il reddito dei lavoratori dei Servizi scolastici di Istruzione degli studenti con disabilità e in situazioni di svantaggio. Altri 3 milioni vanno ad incentivare le nuove assunzioni e le conversioni a tempo indeterminato dei contratti a  tempo determinato.

“Questo è l’impegno della Sardegna sul fronte dell’impresa e del lavoro: affrontiamo l’emergenza – ha concluso l’assessore – ma con lo sguardo attento alla ripresa, alla prospettiva, alla creazione di un nuovo modello economico che offra nuove opportunità alle aziende e maggiore stabilità al lavoro per le nuove generazioni”.

Il provvedimento è stato discusso oggi in commissione Lavoro del consiglio regionale ed è passato a maggioranza.  L’assessore del Lavoro, Alessandra Zedda (Fi), ha illustrato, nello specifico, le misure e gli stanziamenti contenuti negli articoli 3 (comma 5, lettere dalla a- alla f) e 7 (comma 5, lettere dalla a - alla c) e che riguardano politiche attive del lavoro, bonus per l’occupazione e sostegni di vario tipo per il mantenimento e la salvaguardia dei salari e dei posti di lavoro, minacciati dal perdurare della crisi da Covid.

Assente per motivi personali, invece, l’assessore della Cultura, Andrea Biancareddu (Udc), che è stato sostituito in audizione dal direttore dei beni culturali, Renato Serra, e da quello della Pubblica Istruzione, Giorgio Cicalò. Ed è proprio sulle parti del provvedimento che riguardano l’assessore Biancareddu che i consiglieri della minoranza (Desirè Manca, M5S; Laura Caddeo e Maria Laura Orrù, Progressisti; Franco Stara, Italia Viva) hanno mostrato perplessità e sottolineature critiche, con riferimento soprattutto agli stanziamenti indicati nell’articolo 6 del Dl. 224. L’accusa, non troppo velata, rivolta dagli esponenti del centrosinistra e dei Cinque Stelle, è che si tratti di interventi non dettati dall’emergenza economica e sanitaria e caratterizzati da un troppo elevato tasso di discrezionalità nelle scelte.

In precedenza la commissione aveva sentito l’assessore del Personale, Valeria Satta, sulla questione del precariato nel sistema regione. Come è noto si tratta della vertenza che riguarda circa 60 lavoratori, impiegati con contratti a tempo negli assessorati, in enti e agenzie regionali, che sono rimasti esclusi dalle stabilizzazioni che hanno interessato, nella precedente legislatura, oltre 530 lavoratori.
L’assessora Satta ha annunciato, la previsione, proprio nell’assestamento di Bilancio, della norma per la proroga di un anno (fino al 31 dicembre 2021) dei contratti dei 60 precari attualmente in servizio nel sistema regione ma ha dichiarato di non voler procedere con le stabilizzazioni.

«La scelta politica – ha dichiarato l’assessora del Personale – è quella di aprire una nuova stagione che si dovrà caratterizzare per l’espletamento dei concorsi per favorire le nuove assunzioni in Regione».
Sul punto, la Seconda commissione, non ha escluso però di proporre una serie di proposte emendative al disegno di legge n. 224, che favoriscano l’attivazione delle procedure per la stabilizzazione (anche a scaglioni) dei lavoratori precari del sistema regionale.

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