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La sede della Scuola forestale a Nuoro diventa realtà. Oggi la Giunta regionale ha approvato la delibera che dà mandato alla Direzione generale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA) di stipulare una convenzione con il Comune di Nuoro per l’utilizzo dei locali della ex Artiglieria, in viale Sardegna, quale sede temporanea della scuola. La Convenzione avrà durata di un anno, eventualmente prorogabile secondo le esigenze.

In attesa che la scuola venga realizzata, come da programma, nell’ex vivaio forestale in località “Su Pinu” era necessario reperire con urgenza dei locali idonei per avviare il percorso formativo dei 96 agenti che costituiscono il primo contingente di reclutamento previsto nel Piano del fabbisogno 2025-2027.

Dopo le interlocuzioni tra il Corpo forestale e il Comune di Nuoro, la scelta è caduta sui locali dell’ex Artiglieria, che possono essere destinati ad alloggi, servizio mensa e aula didattica, adeguati come sede temporanea per l’espletamento dei corsi di reclutamento.

“Come avevamo promesso – afferma la presidente Alessandra Todde – dopo anni di incertezze la scuola forestale ha la sua sede a Nuoro. Non è ancora la sistemazione definitiva, ma era importante che i prossimi corsi partissero subito nel capoluogo che per noi è sempre stata la sede naturale di un progetto che consideriamo strategico per la protezione e gestione del territorio sardo”.

Contestualmente la Giunta ha stabilito che la Direzione generale CFVA dovrà anche quantificare gli oneri finanziari necessari all’adeguamento strutturale della sede temporanea e alle spese necessarie per l'arredamento e per i costi per lo svolgimento del corso di formazione degli agenti forestali.

Nel frattempo, prosegue l’iter progettuale per la realizzazione della scuola forestale di “Su Pinu”, che conta su un finanziamento regionale di 25 milioni di euro e la cui progettazione e la realizzazione è affidata alla società Opere e Infrastrutture della Sardegna s.r.l. (OIS).

La volontà della Regione è quella di superare l’idea di una tradizionale scuola di formazione, puntando a dare vita a un polo di eccellenza nazionale e internazionale nella formazione sulla lotta agli incendi e sulla tutela, protezione e vigilanza ambientale, aperto non solo alle esigenze del personale della direzione generale del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale, ma anche a quelle di tutti gli attori regionali della protezione ambientale e forestale.

“La tutela ambientale – spiega la presidente – deve poter contare su professionisti preparati non solo sul piano tecnico, ma anche organizzativo e decisionale e collaborativo e in questo senso la scuola forestale di Nuoro rappresenterà uno strumento determinante non solo nella lotta agli incendi, ma anche per la prevenzione e gestione delle emergenze”.

Recuperati oltre 17 milioni di euro derivanti dalle vendite del patrimonio aziendale di proprietà dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa (Area) nel periodo 2019-2025. Le risorse derivanti dall’alienazione verranno reinvestite, secondo quanto stabilito dalla legge 560 del 1993, in edifici ed aree edificabili, per la riqualificazione e l'incremento del patrimonio abitativo pubblico mediante nuove costruzioni, recupero e manutenzione straordinaria di quelle esistenti e programmi integrati. L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha presentato la delibera, che è stata approvata dalla Giunta, che stabilisce il programma per la ripartizione delle risorse, definito dall’amministratore unico di Area, Matteo Sestu, sulla base delle esigenze rappresentate dalle unità territoriali: “destiniamo prioritariamente i proventi dell’alienazione – spiega Piu – a interventi di manutenzione straordinaria su condomini misti e alloggi di risulta, al completamento di interventi già programmati e all’acquisto di alloggi, con particolare riferimento a immobili già alienati che hanno contribuito alla formazione di condomini misti nel territorio di Sassari, per consentire di riportare i condomini nella totale disponibilità di Area finalizzata ad una gestione più razionale e proficua di ogni aspetto, come ad esempio quello relativo alle manutenzioni”.

La ripartizione delle risorse è stabilita sulla base di quanto manifestato dalle unità territoriali di Area per la realizzazione di interventi necessari e sul dato della loro capacità di spendita delle risorse, di medesima derivazione. Secondo questi criteri la suddivisione nei vari servizi territoriali destina 5,8 milioni a Carbonia, 4,6 milioni a Sassari, 3,2 milioni a Nuoro, 2,8 milioni a Cagliari e 1,1 milioni a Oristano. “La realizzazione di questi interventi – sottolinea l’assessore – consentirà di migliorare le condizioni di sicurezza e di vivibilità degli alloggi, rendendone possibile, nei casi in cui ciò non sarebbe altrimenti consentito, l’assegnazione agli aspiranti beneficiari collocati nelle graduatorie comunali”.

Tra gli interventi finanziati è compresa la realizzazione di nuovi alloggi a Macomer: “si tratta di alloggi oggetto di realizzazione, attualmente allo stato grezzo, con le lavorazioni ferme da due decenni e che grazie a questo stanziamento, dopo l’ultimazione saranno messi nella disponibilità degli assegnatari. A questi si aggiungono il recupero degli alloggi di risulta su cui stiamo lavorando da tempo, passando da 150 a 250 dal 2024 al 2025. Un obiettivo che ci vede impegnati per proseguire ad investire, anche grazie a queste risorse, sull’aumento del numero di alloggi disponibili, partendo soprattutto da quelli inutilizzati perché non idonei a causa, per esempio, della necessità di interventi di manutenzione, affinché possano essere riassegnati”.

La Giunta regionale ha approvato la riprogrammazione di circa 2,6 milioni di euro destinati all'edilizia scolastica, con l'assegnazione dei finanziamenti alle Province e alle Città Metropolitane per la realizzazione delle indagini diagnostiche sugli edifici che ospitano gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado. La delibera è stata proposta dall’assessore degli Enti locali, Francesco Spanedda, di concerto con l’assessora della Pubblica istruzione Ilaria Portas, e dall’assessore della Programmazione, Giuseppe Meloni.

"Mettiamo a disposizione risorse che consentiranno di realizzare le indagini diagnostiche sugli edifici scolastici superiori. Si tratta di un intervento che rende più efficace il lavoro sulla sicurezza del patrimonio scolastico e offre agli enti di area vasta gli strumenti per programmare gli interventi necessari", dichiara l'assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda.

La rimodulazione delle risorse rafforza il ruolo delle Province e delle Città metropolitane nella gestione dell'edilizia scolastica e dà continuità al programma regionale di verifica del patrimonio scolastico.

"Il provvedimento è il risultato di un lavoro di coordinamento tra assessorati e con gli enti locali, che ha permesso di individuare una soluzione condivisa per rendere disponibili queste risorse e accelerarne l'utilizzo sui territori", prosegue Spanedda.

"La sicurezza all'interno delle nostre scuole è una priorità assoluta, funzionale a garantire il diritto allo studio in contesti sereni, moderni e protetti. Con lo stanziamento odierno diamo un segnale concreto e immediato ai territori, rispondendo alle esigenze di manutenzione, adeguamento e prevenzione giustamente sollecitate dagli enti locali, dai dirigenti scolastici e dalle famiglie", dichiara l'assessora della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas.

"Intervenire sulle strutture delle scuole secondarie di secondo grado – continua – significa investire sul futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e sulla serenità di chi ci lavora ogni giorno. Il nostro impegno sul tema dell'edilizia scolastica è costante: l'obiettivo non è solo sanare le criticità strutturali, ma supportare attivamente le Province e le Città Metropolitane nella gestione e nell'esecuzione dei progetti, affinché le risorse – conclude – si trasformino rapidamente in spazi di apprendimento sicuri e inclusivi".

Il provvedimento prevede l'erogazione dei finanziamenti in un'unica soluzione e fissa al 31 dicembre 2027 il termine per la conclusione delle attività.

La Regione Sardegna compie uno dei più importanti investimenti mai realizzati a favore delle giovani generazioni, destinando quasi 100 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021 -2027 alla formazione di alto livello, alla ricerca, all'innovazione e al lavoro qualificato. Con il Piano NEWGENS e le misure STEP (Strategic Technologies for Europe Platform, Piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa), approvati dalla Giunta regionale su proposta dell'assessora del Lavoro Desirè Manca prende forma una strategia che punta a costruire il capitale umano della Sardegna, sostenendo l'occupazione, la creazione d'impresa e la formazione di competenze altamente specializzate nei settori tecnologici strategici. Un investimento che guarda al futuro dell'Isola, offrendo ai giovani l'opportunità di formarsi anche fuori dalla Sardegna per poi riportare competenze, innovazione e valore al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio.

“Il Piano NEWGENS rappresenta una scelta strategica della Regione per il futuro della Sardegna. Il nostro obiettivo – dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca - non è soltanto aumentare l'occupazione giovanile, ma migliorarne la qualità, investendo sulle competenze e creando le condizioni perché i giovani possano costruire il proprio percorso di vita e di lavoro nella nostra Isola. Vogliamo accompagnare i nostri giovani nella formazione, favorire l'acquisizione di competenze sempre più qualificate e richieste dal mercato e trasformare anche le esperienze maturate fuori dalla Sardegna in un valore aggiunto per il nostro territorio”.

Dietro questa visione c'è un investimento concreto: quasi 100 milioni di euro. Con una dotazione di 44,2 milioni di euro, il Piano Newgens finanzierà interventi per favorire l'occupazione stabile, la creazione di impresa, rafforzare le competenze e accompagnare le nuove generazioni verso un lavoro qualificato. Accanto a queste misure, la nuova Priorità STEP, mette a disposizione 52 milioni di euro per sostenere la formazione e l'occupazione nei settori tecnologici strategici individuati dall'Unione europea: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse e biotecnologie. Gli interventi comprendono percorsi di upskilling e reskilling, incentivi alle imprese che assumono personale qualificato, strumenti di microcredito per startup innovative, contratti di ricerca, master, borse di studio e dottorati realizzati in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari.

Tra gli indirizzi approvati figura anche l'innalzamento dell'indennità massima dei tirocini extracurriculari finanziati dal Piano NEWGENS, fissata in mille euro lordi mensili, con l'obiettivo di favorire una più ampia partecipazione.

L'attuazione del Piano sarà affidata ad ASPAL, in collaborazione con la Direzione generale del Lavoro, la Direzione generale della Pubblica Istruzione, le Università, gli enti di ricerca e il partenariato economico e sociale.

“Con questa programmazione – conclude l’assessora del Lavoro - compiamo una scelta strategica: investire sulle persone, sulle competenze e sul talento dei nostri giovani, perché il capitale umano è la vera leva dello sviluppo della Sardegna. Attraverso il Piano NEWGENS e le misure STEP puntiamo al contempo a rafforzare il sistema produttivo, sostenere l'innovazione e trasformare la conoscenza in nuove opportunità di sviluppo per tutta l’isola”.

Nel 2025 la spesa delle famiglie sarde per i beni durevoli si è attestata a 1 miliardo e 654 milioni di euro, in calo dello 0,8% rispetto all’anno precedente. I dati emergono dall’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic giunto alla 32esima edizione. La flessione è molto più contenuta della media nazionale (-2,1%) e colloca la Sardegna fra le regioni che hanno reagito meglio al rallentamento del mercato. La spesa media per famiglia arriva a 2.212 euro, quindicesimo dato regionale in Italia, con un calo del -0,8%.
 
A sostenere il profilo dell’isola sono soprattutto l’usato e diversi comparti per la casa. Le auto nuove si fermano a 299 milioni di euro e calano del 7,2%, mentre le auto usate salgono a 588 milioni di euro con un +2%, una delle migliori dinamiche nazionali. I motoveicoli valgono 44 milioni di euro e lasciano sul terreno l’1%. Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 141 milioni di euro e crescono del 4%, i mobili totalizzano 355 milioni di euro e flettono del 2,5%, l’elettronica di consumo si attesta a 36 milioni di euro con un -2,4%. Sul fronte digitale, l’information technology raggiunge 43 milioni di euro e cresce del 2,6%, mentre la telefonia sale a 148 milioni di euro con un +1,1%. La Sardegna è l’ultima regione italiana per la spesa media a famiglia in motoveicoli, elettrodomestici ed elettronica di consumo.
 
“In Sardegna la spesa complessiva per beni durevoli cala appena dello 0,8% - dichiara Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic - con una dinamica nettamente migliore della media italiana, e dentro questo risultato si leggono segnali di vivacità tutt’altro che marginali. La crescita delle auto usate, degli elettrodomestici, dell’information technology e della telefonia dice che le famiglie continuano a spendere, ma selezionano con più attenzione i capitoli di acquisto. Il dato più emblematico arriva da Nuoro, che è l’unica provincia italiana a chiudere l’anno con una crescita della spesa familiare nei durevoli: un segnale che racconta bene la capacità di reazione di un territorio apparentemente periferico ma ancora dinamico”.
 
CAGLIARI: IN CALO LA SPESA PER AUTO NUOVE, TENGONO LE USATE. Cagliari si conferma il principale mercato sardo dei beni durevoli con 496 milioni di euro di spesa complessiva nel 2025, pari al 51° valore nazionale, ma registra un calo dell’1,4%. La spesa media per famiglia è di 2.455 euro, la più alta della regione, anch’essa in flessione dell’1,4%. La mobilità vale una parte importante del paniere: le auto nuove arretrano a 106 milioni di euro (-6,4%), le auto usate avanzano a 175 milioni (+0,6%) e i motoveicoli a 17 milioni (+3%). Tra i beni per la casa, gli elettrodomestici arrivano a 37 milioni di euro (+3,9%), l’elettronica di consumo ferma a 10 milioni (-1%), i mobili a 91 milioni (-3%). In crescita l’information technology, a 11 milioni di euro (+1,3%), mentre la telefonia tiene a 49 milioni (+0,1%).
 
A SASSARI TIENE IL MERCATO DEI BENI DUREVOLI, QUASI 500 MILIONI LA SPESA. Con 494 milioni di euro di spesa in beni durevoli e una flessione contenuta allo 0,6%, Sassari è la provincia che più si avvicina a Cagliari per dimensione del mercato e una delle più vivaci dell’isola. La spesa media per famiglia è di 2.151 euro, in calo dello 0,6%. Nel comparto della mobilità le auto nuove valgono 95 milioni di euro e scendono del 5,7%, le auto usate raggiungono 180 milioni grazie a un +1,4%, mentre i motoveicoli si fermano a 17 milioni (-0,4%). Nei beni per la casa gli elettrodomestici grandi e piccoli arrivano a 40 milioni di euro (+3,5%) pur essendo la provincia ultima in Italia per la spesa media per nucleo familiare (175 euro). L’elettronica di consumo frena a 11 milioni (-1,6%) e i mobili a calano a 103 milioni (-2,2%). Più brillante la componente digitale: l’information technology sale a 14 milioni di euro con un +4,8%, una delle migliori performance provinciali italiane, e la telefonia raggiunge 33 milioni con un +2,5%.
 
NUORO PRIMA IN ITALIA PER CRESCITA DELLA SPESA IN DUREVOLI. Nuoro è la provincia che nel 2025 sorprende di più: la spesa complessiva in beni durevoli arriva a 205 milioni di euro e cresce dello 0,5%, miglior risultato d’Italia, mentre la spesa media per famiglia sale a 2.173 euro con un analogo +0,5%, anche in questo caso primo dato nazionale per dinamica. Il risultato poggia su una mobilità a due facce: le auto nuove si fermano a 23 milioni di euro (-11,8%), ma le auto usate raggiungono 74 milioni e crescono del 4,6%, una delle migliori variazioni del Paese; i motoveicoli valgono 3 milioni e perdono appena lo 0,6% con provincia ultima in Italia per la spesa media per nucleo familiare (28 euro). Tra gli altri comparti spiccano gli elettrodomestici, che toccano 21 milioni di euro con un +5,6%, miglior dinamica della Sardegna. L’elettronica di consumo scende a 5 milioni (-3,7%), i mobili tengono a 56 milioni (-0,4%), l’information technology sale a 6 milioni (+1,5%) e la telefonia a 17 milioni (+0,8%).
 
A ORISTANO 143 MILIONI DI EURO DI SPESA IN BENI DUREVOLI, CROLLANO AUTO NUOVA E MOTOVEICOLI. Oristano chiude il 2025 con 143 milioni di euro di spesa in beni durevoli, ultimo mercato della Sardegna per volumi, e una flessione del 2%; la spesa media per famiglia si attesta a 2.072 euro, anch’essa in calo del 2%. Il ridimensionamento interessa soprattutto la mobilità: le auto nuove si fermano a 20 milioni di euro (-18%), le auto usate raggiungono 52 milioni (+3,7%) e i motoveicoli franano del 21,6% a 2 milioni con le famiglie oristanesi penultime in Italia per la spesa media (29 euro). I comparti per la casa offrono elementi di tenuta: gli elettrodomestici salgono a 12 milioni di euro (+4,1%), l’elettronica di consumo arretra a 3 milioni (-3,7%) e i mobili tengono a 34 milioni (-0,7%). Nel digitale, l’information technology arriva a 4 milioni di euro (+0,7%), mentre la telefonia vale 16 milioni con un -0,4%.
 
EX SUD SARDEGNA: LA SPESA PER AUTO USATA CORRE A +3%, TRA LE MIGLIORI D’ITALIA. Nel 2025 il Sud Sardegna totalizza 316 milioni di euro di spesa complessiva in beni durevoli, in lieve calo dello 0,5%, con una spesa media per famiglia di 2.067 euro (-0,5%). Il tratto più interessante del quadro provinciale è la tenuta dell’auto usata: 108 milioni di euro e +3%, uno dei dati migliori del Paese. Le auto nuove si fermano invece a 55 milioni di euro (-4,8%), mentre i motoveicoli valgono 5 milioni e segnano un -5,1%. Sul fronte della casa, gli elettrodomestici raggiungono 30 milioni di euro (+3,5%), l’elettronica di consumo arretra a 7 milioni (-3,9%) e i mobili scendono a 71 milioni, con una flessione del 4,5%, la più pesante della regione. L’information technology sale a 8 milioni di euro (+2,5%), la telefonia a 32 milioni (+2,3%), a conferma di un orientamento di spesa ancora favorevole verso i comparti più utili nella vita quotidiana.

Edilizia residenziale pubblica in città oggetto di uno stretto monitoraggio nei mesi scorsi, tanto per lo situazione delle strutture quanto per la presenza o meno di inquilini: il risultato sono un centinaio di alloggi che risultano vuoti, di risulta o murati e che saranno presto assegnati nel rispetto delle graduatorie pubbliche, al termini di interventi di manutenzione minimi. È il primo passo nella strategia messa a punto dal Comune di Cagliari, in collaborazione con i sindacati degli inquilini (Sunia, Sicet e Uniat) e l’Agenzia Regionale per l’Edilizia Abitativa, per accelerare i tempi di accesso alle case popolari e dare una risposta più rapida alle persone in regolare attesa di un'abitazione.

“In questo percorso, frutto della rinnovata collaborazione tra Comune e Area che da diversi anni vivevano come in contrapposizione”, hanno sottolineato il sindaco Massimo Zedda e l’assessora Anna Puddu, delegata alle Politiche di gestione e manutenzione del patrimonio Erp, ”diritto alla casa e legalità vanno di pari passo: è una questione di giustizia nei confronti di chi da anni, nel rispetto delle regole, attende il suo turno nelle graduatorie pubbliche”.

Una lotta senza quartiere a favore della legalità e contro le occupazioni abusive, quindi, con un messaggio chiaro: “Non c’è più bisogno di occupare abusivamente per necessità”, dice l’assessora Puddu, “perché finalmente l’amministrazione è attenta al proprio patrimonio abitativo”. Senza quartiere è anche la mappa degli alloggi che saranno presto rimessi in circolo: dal centro storico a Sant’Elia passando per Is Mirrionis e San Michele, il Cep e Sant’Avendrace il monitoraggio “è frutto di un lavoro congiunto”, ancora Anna Puddu, “tra Comune, Area, sindacati degli inquilini e cittadini che ha permesso di verificare le condizioni di diversi alloggi che, nel giro di poco tempo, dopo interventi minimi di manutenzione, potranno essere assegnati o riassegnati. L’obiettivo è niente più case murate per il pericolo di occupazioni abusive”.

“Diamo risposta a un diritto, quello dell’abitare, che ha sempre avuto un’altissima richiesta, che arriva oggi anche da persone insospettabili”, spiega il sindaco, “che sino a qualche anno fa non si sarebbero mai dovuti rivolgere ai servizi sociali”.

Lo strumento del percorso è la delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta comunale, che punta a velocizzare l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente vuoti ma già potenzialmente disponibili per le famiglie inserite nelle graduatorie. L'iniziativa nasce dalla necessità di affrontare una domanda abitativa crescente e di ridurre i tempi di attesa per l'accesso a una casa popolare. Oggi nella graduatoria definitiva per l'assegnazione degli alloggi Erp sono presenti 1.084 cittadine e cittadini, ai quali si aggiungono 111 persone inserite nella graduatoria della mobilità. A Cagliari il patrimonio di edilizia residenziale pubblica conta complessivamente 5.641 abitazioni: 3.284 sono di proprietà del Comune e 2.357 appartengono ad Area, l'Azienda regionale per l'edilizia abitativa: “La necessità”, ha sottolineato Matteo Sestu, amministratore unico di Area, “non è soltanto quella di mettere mano a un patrimonio vecchio, che purtroppo non ha avuto la possibilità di essere mantenuto per tanto tempo, ma anche quello di dare risposte alle tante domande che ci sono nelle nelle graduatorie. Di qui nasce la collaborazione con il Comune in una strategia di verifica degli alloggi liberi per capire chi abita in un alloggio, in che condizioni sia quella famiglia, se sia deceduto l’assegnatario: intervenire con rapidità significa anche limitare più possibile le occupazioni abusive”.

Il provvedimento prende atto di una criticità ricorrente. Infatti, molti alloggi, una volta lasciati dai precedenti assegnatari, restano inutilizzati per lunghi periodi in attesa dei lavori di manutenzione necessari per una nuova assegnazione. Per superare questo ostacolo, l'Amministrazione comunale intende procedere con l'assegnazione anticipata degli alloggi cosiddetti "di risulta": immobili che, pur necessitando di ulteriori interventi di ripristino, possiedono già i requisiti minimi di sicurezza, salubrità e abitabilità previsti dalla normativa.

L'assegnazione avverrà nel rigoroso rispetto dell'ordine delle graduatorie e soltanto dopo l'accettazione scritta da parte degli aventi diritto, che saranno informati sulle condizioni dell'immobile.

La misura si inserisce nel lavoro avviato dal Comune con Area attraverso un'unità di progetto interistituzionale dedicata al monitoraggio del patrimonio abitativo pubblico e all'individuazione degli alloggi effettivamente disponibili per la riassegnazione. La deliberazione affida al servizio Manutenzione, gestione e valorizzazione del patrimonio il compito di proseguire nella verifica dello stato degli immobili sfitti, distinguendo quelli immediatamente assegnabili da quelli che richiedono interventi indispensabili prima della consegna. Impegnata anche la Polizia locale nei sopralluoghi congiunti con gli uffici competenti per accertare la disponibilità degli alloggi individuati. Il Servizio Politiche sociali e della casa procederà quindi quindi alla convocazione degli aventi diritto secondo le graduatorie vigenti, nel rispetto delle quote previste tra nuove assegnazioni e mobilità. Particolare attenzione sarà dedicata anche agli immobili che si liberano a seguito dei trasferimenti tra alloggi popolari. La deliberazione introduce infatti un monitoraggio costante delle riconsegne, tempi definiti per i traslochi e misure per prevenire occupazioni abusive.

Grande partecipazione da parte delle imprese sarde all’avviso pubblico Sta.bile. per gli incentivi alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro promosso dall’Assessorato regionale del Lavoro.
Dalla data di apertura dei termini sono state presentate 1.369 domande, per un valore complessivo di 14,9 milioni di euro di contributi richiesti, per misure che incentivano l’assunzione a tempo indeterminato di ex tirocinanti e la trasformazione di contratti già in essere in rapporti di lavoro stabili, sia full time sia part time (almeno al 60% dell’orario previsto dal CCNL). A queste si aggiungono 90 domande per un totale di € 898.225,90, relative alla misura che sostiene la trasformazione dei contratti da tempo determinato e part time in contratti a tempo indeterminato full time.
Nel complesso, i dati evidenziano una richiesta significativamente superiore alle risorse disponibili e confermano il forte interesse del sistema produttivo regionale verso strumenti concreti di stabilizzazione e qualità del lavoro.
“Siamo particolarmente soddisfatti della forte partecipazione registrata, che testimonia la fiducia delle imprese e la piena rispondenza della misura ai bisogni reali del tessuto produttivo regionale – dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca –. Un risultato importante che conferma la bontà della direzione intrapresa e rafforza il nostro impegno nel proseguire su questa strada, con l’obiettivo di consolidare sempre più un’occupazione stabile e di qualità. L’attenzione dell’assessorato è e resta costantemente rivolta alla costruzione di un mercato del lavoro più stabile, più giusto e più qualificato. Non si tratta solo di sostenere l’occupazione in termini quantitativi, ma di promuovere un’occupazione che duri nel tempo, che garantisca diritti, dignità e prospettive reali di crescita per le persone.
Questa misura – prosegue l’assessora Manca – nasce proprio con questo obiettivo: accompagnare e sostenere le imprese che scelgono di investire sul lavoro stabile, trasformando rapporti precari in contratti a tempo indeterminato e favorendo nuove assunzioni di qualità. Ogni contratto stabilizzato è una storia di futuro che prende forma. È un lavoratore che acquisisce sicurezza, è un’impresa che cresce su basi più solide, è un territorio che si rafforza”.
Le misure prevedono una dotazione complessiva di 3 milioni di euro per le prime due tipologie di intervento e di 1 milione di euro per la terza. Attualmente è in fase di conclusione la verifica di ammissibilità formale delle domande.

"Rendere il Sulcis Iglesiente un territorio dove sia più facile vivere e sostenere gli investimenti nell’innovazione tecnologica delle imprese. È questo l'obiettivo dei due nuovi avvisi pubblicati dal Centro Regionale di Programmazione, struttura dell'Assessorato della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio che gestisce l'attuazione del Programma Nazionale Just Transition Fund (JTF): 35 milioni di euro complessivi, destinati da una parte a sostenere ricerca, innovazione e diversificazione del sistema produttivo e dall'altra ad aumentare l'offerta di alloggi sociali e sostenibili, supportando così la trasformazione economica e sociale del territorio.

“Con il Just Transition Fund stiamo investendo per rendere questo territorio più forte nel tempo: imprese capaci di innovare, lavoro qualificato, servizi e una migliore qualità della vita” dichiara il vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione, Giuseppe Meloni. “I due avvisi seguono questa strategia per sostenere le imprese che investono in ricerca e innovazione e, allo stesso tempo, per aiutare i Comuni ad aumentare l'offerta di alloggi accessibili, recuperando patrimonio pubblico e rispondendo ai nuovi bisogni delle comunità. Nel Sulcis Iglesiente è importante costruire un'economia più solida e meno dipendente da un unico modello di sviluppo. Per questo abbiamo avviato una programmazione di lungo periodo, capace di mettere in relazione sviluppo economico, locale e sociale, supportando questo territorio nella creazione di nuove specializzazioni produttive che lo rendano più competitivo”.

"L’avviso destinato al potenziamento e alla riqualificazione di alloggi accessibili e sostenibili nel territorio del Sulcis Iglesiente segna un passo importante verso una transizione che sia prima di tutto equa e inclusiva," dichiara Elisabetta Neroni, direttrice generale del Centro Regionale di Programmazione. "Sosteniamo i Comuni e gli enti locali del Sulcis Iglesiente nel recupero e nella rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio pubblico, coniugando l'efficientamento energetico con modelli innovativi di abitare condiviso. Questa azione riafferma il valore dell'edilizia pubblica come strumento di coesione sociale e di equità territoriale, garantendo soluzioni abitative stabili e accessibili per le fasce di popolazione che risentono di difficoltà nel reperimento di adeguate soluzioni abitative nel libero mercato”.

Il primo avviso, con una dotazione di 10 milioni di euro, è rivolto alle grandi imprese e alle micro, piccole e medie imprese già presenti nel Sulcis Iglesiente o che intendano insediarsi nell'area. L'obiettivo è sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo per il miglioramento o la realizzazione di nuovi prodotti, processi e servizi ma anche prevedere un supporto per le spese nell’ambito di consulenze in materia di innovazione e servizi di sostegno all’innovazione. L'avviso prevede inoltre la possibilità, per le imprese, di presentare proposte progettuali in collaborazione con gli Organismi di ricerca, valorizzando la collaborazione tra sistema produttivo e mondo della ricerca favorendo percorsi di innovazione e diversificazione economica del territorio. Particolare attenzione è riservata ai progetti nei settori della green economy, dell'economia circolare, della digitalizzazione, dell'agricoltura, del turismo sostenibile e dell'economia del mare. Le domande potranno essere presentate dal 15 luglio al 16 settembre 2026.

Il secondo avviso mette invece a disposizione 25 milioni di euro per aumentare l'offerta di alloggi accessibili e sostenibili nel Sulcis Iglesiente. Le risorse consentiranno ai Comuni di riqualificare, recuperare e ristrutturare immobili da destinare all'edilizia abitativa sociale, recuperare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente e dare una risposta più efficace ai nuovi bisogni abitativi delle comunità locali, in particolare delle persone e delle famiglie che incontrano maggiori difficoltà ad accedere a una casa. Le domande potranno essere presentate da oggi, 6 luglio, al 7 settembre 2026. Entrambi gli avvisi rientrano nel Programma Nazionale Just Transition Fund Italia 2021-2027, lo strumento europeo dedicato ai territori chiamati ad affrontare le conseguenze economiche, occupazionali e sociali della transizione ecologica.

“Con questa nuova fase di attuazione”, conclude l'assessore Meloni, “cerchiamo di trasformare le risorse europee in opportunità per il Sulcis, sostenendo una visione di sviluppo che accresce l'occupazione attraverso il rafforzamento tecnologico nei campi della ricerca, dell'innovazione, della digitalizzazione e della connettività digitale. Allo stesso tempo rispondiamo alle necessità dei cittadini con interventi che consentono a un numero sempre maggiore di persone e famiglie di vivere in alloggi dignitosi, sicuri e sostenibili, contribuendo a rendere il territorio più vicino alle esigenze di chi lo abita”.

 

Scatta ufficialmente la stagione dei saldi estivi. Da sabato 4 luglio gli esercizi commerciali della Sardegna inizieranno i saldi estivi che dureranno sessanta giorni. Secondo ConfcommercioSud Sardegna il giro d’affari nel sud dell’Isola si aggira intorno ai 27,6 milioni di euro (lo scorso anno era intorno ai 26,5). Le famiglie nel Sud Sardegna che acquisteranno durante i saldi saranno circa 171mila. Mediamente un nucleo familiare (composto da 2,07 persone) spenderà 161 euro (157 euro nel 2025). Ogni sardo invece 78 euro (75 lo scorso anno).

 

“I dati sono simili allo scorso anno, in leggera crescita anche se le transazioni online sfuggono alle stime”, spiega il direttore di Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura, “grazie all’inflazione che ha invertito la rotta, attestandosi al 3% su base annua, è lievemente aumentato il potere d’acquisto e quindi prevediamo che la stagione dei saldi estivi possa riscontrare maggiore successo rispetto agli ultimi anni precedenti, pur con l’incognita della pressione fiscale che, di contro, è in aumento”.

 

In vista del periodo estivo dedicato ai saldi, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcune indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza:

1. CAMBI MERCE- la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso, secondo il Codice del Consumo, scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il cliente, però, è tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto;

2. PROVA DEI CAPI - non c’è obbligo, è rimesso alla discrezionalità del negoziante;

3. INDICAZIONE DEL PREZZO - obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (che, in base al D.lgs26/2023, è il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto ed il prezzo finale;

4. PRODOTTI IN VENDITA - i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

 
 
 

Al via a Quartu Sant’Elena sabato 4 luglio il servizio sperimentale di trasporto pubblico che interesserà tutto il lunghissimo litorale costiero. Il nuovo servizio voluto dall’Amministrazione comunale e realizzato dal CTM, sarà finanziato con i fondi dell’imposta di soggiorno, che come annunciato nel momento dell’istituzione genera risorse utili per lo stesso settore turistico, e quindi permette di accrescere i servizi per la fruizione delle spiagge, del mare, del territorio quartese, anche a vantaggio delle attività economiche che operano nel tratto costiero.

La linea nasce come collegamento diretto verso le spiagge di Mari Pintau, Kal’e Moru e Geremeas- Marongiu, mentre per gli spostamenti verso Margine Rosso e Flumini sono regolarmente attive le linee PF, PQ e 1Q, che continuano a garantire un servizio più capillare lungo la fascia costiera.

Il nuovo servizio sarà attivo dal 4 luglio al 13 settembre 2026, finanziato dal Comune di Quartu Sant'Elena. Collegherà il capolinea di via Beethoven a Quartu Sant'Elena con le spiagge di Mari Pintau, Kal’e Moru e Geremeas Marongiu, con un percorso diretto e un numero limitato di fermate.

Il capolinea di via Beethoven si trova nei pressi del Palazzetto dello Sport ed è facilmente raggiungibile sia in auto, lasciando il mezzo nel parcheggio di scambio nei pressi della fermata, sia utilizzando il servizio CTM, in particolare le linee 1Q, 19, 41, 40, PF, QS e QSA, con fermate nelle vicinanze.

La linea è operativa tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con partenze ogni ora, dalle 8:00 alle 17:00 da via Beethoven. Le corse in partenza alle ore 9, 11, 13, 15 e 17 raggiungeranno Mari Pintau e Kal’e Moru e saranno effettuate con autobus Iveco E-Way da 10,7 metri, con una capienza di circa 80 passeggeri (20 seduti e 60 in piedi). Le corse in partenza alle ore 8, 10, 12, 14 e 16 arriveranno Mari Pintau e Kal’e Moru e proseguiranno fino a Geremeas Marongiu con un servizio su prenotazione, per il quale verrà utilizzato un mezzo corto da 8 passeggeri (seduti).

 

Come prenotare il servizio per Geremeas Marongiu

È necessario prenotare il giorno prima, chiamando il Numero Verde 800 259 745, attivo dal lunedì al venerdì nei seguenti orari:

dal lunedì al giovedì 8:00 -13:00          

il venerdì 8:00 -13:00 e 15:00 -19:00

Per le corse del sabato e della domenica la prenotazione deve essere effettuata entro il venerdì, nella fascia oraria 8:00–13:00.

Per le corse del lunedì: la prenotazione deve essere effettuata il venerdì, dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.

 

Percorso e fermate da Quartu Sant’Elena a Mari Pintau / Kal'e Moru, con prenotazione fino a Geremeas

Beethoven (Capolinea), S’Arrulloni (angolo Silesu), Colombo (fronte Polizia Municipale), Colombo (angolo Salieri), Golfo di Quartu (Lido Mediterraneo), Golfo di Quartu (Torre), Golfo di Quartu (Fortino), Golfo di Quartu (angolo Da Vinci), Margine Rosso (angolo Scirocco), Margine Rosso (angolo Cipro), Leonardo da Vinci (Hotel Califfo), Leonardo da Vinci (Su Meriagu), Flumini (Circonvallazione), Provinciale Villasimius (angolo Liri), Provinciale Villasimius (fronte Camping), Provinciale Villasimius (Is Mortorius), Mari Pintau (direzione Villasimius), Kal'e Moru, Geremeas (solo su prenotazione).

Orari di partenza da via Beethoven verso Mari Pintau/Kal’e Moru: tutti i giorni, alle ore 9:00, 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00, con autobus Iveco E-Way da 10,7 metri.

Orari di partenza da via Beethoven verso Geremeas su prenotazione: tutti i giorni alle ore 8:00, 10:00, 12:00, 14:00 e 16:00, con minibus da 8 posti.

 

Percorso e fermate da Kal'e Moru / Mari Pintau a Quartu Sant’Elena, con partenza da Geremeas su prenotazione

Geremeas (Solo su prenotazione), Kal'e Moru, Mari Pintau (direzione Cagliari), Provinciale Villasimius (angolo dei Pioppi), Provinciale Villasimius (Camping), Provinciale Villasimius (angolo dei Papaveri), Flumini (cantoniera), Leonardo da Vinci (angolo San Giovanni), Leonardo da Vinci (fronte Hotel Setar), Leonardo da Vinci (fronte Hotel Califfo), Leonardo da Vinci (angolo Is Pardinas), Margine Rosso (angolo Melibodes), Golfo di Quartu (angolo Fiume), Golfo di Quartu (fronte Fortino), Golfo di Quartu (fronte Torre), Golfo di Quartu (fronte lido Mediterraneo), Beethoven (Capolinea di arrivo).

Orari di partenza da Kal’e Moru verso via Beethoven: tutti i giorni, alle ore 10:00, 12:00, 14:00, 16:00, 18:00, con autobus Iveco E-Way da 10,7 metri.

Orari di partenza da Geremeas su prenotazione verso via Beethoven: tutti i giorni alle ore 9:00, 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00, con minibus da 8 posti.

 

Come comprare il biglietto

Il biglietto può essere acquistato tramite le app BusFinder e Around Sardinia, direttamente a bordo con carta di pagamento (POS contactless) oppure in contanti, esclusivamente con l’importo esatto (1.30 euro di tariffa base più 0,50 euro di sovrapprezzo per la vendita a bordo). Sono comunque validi tutti i titoli di viaggio CTM.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.ctmcagliari.it o contattare il Numero Verde 800 078870, attivo tutti i giorni dalle 8:30 alle 18:30.

Dichiarazione del Sindaco Graziano Milia

“Oggi abbiamo conferma della bontà della scelta politica di introdurre l’imposta di soggiorno, che oggi ci consente di presentare questo servizio e prossimamente ci permetterà di migliorarne altri. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati affinché questo progetto diventasse realtà, un lavoro di squadra che ha prodotto un risultato per il presente e mi auguro anche per il futuro. A nessuno sfugge che non sarà semplice convincere le persone a rinunciare all’automobile, ma bisogna lavorare per una mobilità sostenibile sempre più strutturata. Il nostro compito è fare scelte che incidano anche sulla mentalità della gente, dei cittadini. Non si tratta solo di cambiare la città, si tratta di avere una città per cambiare. Con questa nuova linea abbiamo una bella opportunità per modificare le nostre abitudini e usufruire del nuovo servizio che porta benefici sia alla comunità che all’ambiente”.

Dichiarazione dell’Assessora all’Ambiente, alla Mobilità sostenibile e ai Trasporti Romina Mura

“Siamo ben lieti di presentare questa novità che va a integrare il servizio di trasporto pubblico locale della città e lo qualifica ulteriormente, perché viene fatto con dei mezzi totalmente elettrici e perché migliora l’accessibilità delle spiagge, inclusa la perla del territorio quartese Mari Pintau, anche quest’anno confermata Bandiera Blu. È un altro tassello che l'amministrazione Milia offre alla città per rafforzare la sostenibilità. Il servizio, che ben interagisce con la nostra idea di sviluppo della città, nasce in via sperimentale, ma abbiamo già l’ambizione di farlo diventare strutturale, qualora i numeri ci dessero ragione e a seguito di opportune interlocuzioni con la Regione”.

Dichiarazione del Presidente di CTM SpA, Fabrizio Rodin

“Grazie al contributo del Comune di Quartu Sant'Elena, CTM offre un servizio aggiuntivo strategico per il territorio: un collegamento diretto di circa 23 chilometri che, in meno di un'ora e al costo di soli 1,30 euro, unisce Quartu alle località balneari di Mari Pintau, Kal'e Moru e Geremeas-Marongiu. Si tratta di una soluzione economica e sostenibile, nata da una forte sinergia istituzionale, che consente a cittadini e turisti di raggiungere il mare. Scegliere il mezzo pubblico quest'estate significa evitare lo stress della ricerca del parcheggio, il rischio di sanzioni e tutti gli ulteriori costi legati all'utilizzo dell'auto privata. Per rendere il servizio ancora più accessibile, il biglietto potrà essere acquistato anche direttamente a bordo tramite POS contactless, oltre che con le consuete modalità digitali, così da semplificare al massimo l'esperienza di viaggio per residenti e turisti”.

Dichiarazione del Direttore di CTM SpA, Bruno Useli:

“Abbiamo progettato questo servizio sperimentale per offrire un collegamento efficiente con il litorale, utilizzando i nuovi autobus Iveco E-Way da 10,7 metri, capaci di trasportare fino a 80 passeggeri, e prevedendo corse dedicate a chiamata con minibus fino a Geremeas, con prenotazione tramite il Numero Verde già collaudato con il servizio Amicobus. La scelta dei minibus risponde a un duplice obiettivo tecnico: raggiungere il tratto finale della località Geremeas Marongiu, dove gli autobus di maggiori dimensioni non possono transitare, e percorrere l'anello di Geremeas-Marongiu senza sottrarre spazi di sosta a residenti e frequentatori della zona. Il servizio parte dal capolinea di via Beethoven, dotato di un ampio parcheggio e vicino al Palazzetto dello sport ed è una zona servita dalle linee 1Q, 19, 40, 41, QS e QSA. Monitoreremo l'utilizzo nelle prossime settimane e, sulla base dei dati raccolti, valuteremo eventuali margini di miglioramento in termini di orari, frequenze e modalità di prenotazione”.

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