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La Giunta regionale ha approvato, su proposta della Presidente della Regione d'intesa con l'assessora della Difesa dell'Ambiente, lo schema di Protocollo d'intesa tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, rafforzando la collaborazione istituzionale per la tutela del mare e della fascia costiera dell'Isola. L'intesa nasce dalla consapevolezza che il sistema costiero della Sardegna, con oltre 1.890 chilometri di coste distribuite lungo 72 comuni, rappresenta uno dei principali patrimoni ambientali, paesaggistici, sociali ed economici della Regione e richiede un'azione sempre più integrata tra le istituzioni chiamate a garantirne la salvaguardia e la valorizzazione.

“La Sardegna possiede uno dei patrimoni costieri più estesi e preziosi del Mediterraneo. La sua tutela richiede una collaborazione stabile tra tutte le istituzioni competenti. Con questo Protocollo rafforziamo il rapporto con la Guardia Costiera, una presenza fondamentale sul territorio, per sviluppare un'azione ancora più efficace nella difesa dell'ambiente marino e costiero, nella sicurezza delle attività che si svolgono in mare e nella valorizzazione sostenibile delle nostre coste” sottolinea l’assessora Rosanna Laconi.

L'accordo definisce un quadro organico di collaborazione che interesserà numerosi ambiti strategici: dalla tutela ambientale e del demanio marittimo alla protezione della fascia costiera, dalla sicurezza della navigazione e delle attività balneari e portuali alla pesca e all'acquacoltura, fino al monitoraggio delle aree marine protette, dei fenomeni erosivi, alla raccolta e condivisione dei dati, all'educazione ambientale e alla promozione della cultura del mare. Il Protocollo costituisce una cornice generale di cooperazione che sarà resa operativa attraverso uno specifico documento attuativo, elaborato con il coinvolgimento delle Direzioni marittime di Cagliari e Olbia e delle rispettive articolazioni territoriali, nel quale saranno definite le attività concrete e le modalità di collaborazione tra le parti.

“L'obiettivo - dice ancora la Laconi - è mettere a sistema competenze, conoscenze e capacità operative – spiega l'Assessora della Difesa dell'Ambiente – affinché il patrimonio marino e costiero della Sardegna possa essere tutelato con strumenti sempre più efficaci, attraverso un costante scambio di informazioni, il monitoraggio del territorio e iniziative condivise di prevenzione, controllo e sensibilizzazione. Questa intesa rappresenta un investimento nella qualità della cooperazione istituzionale. La tutela del mare e delle coste non riguarda soltanto la conservazione dell'ambiente, ma anche la sicurezza delle persone, il sostegno alle attività economiche legate al mare e la crescita sostenibile delle comunità costiere. La collaborazione con la Guardia Costiera consentirà”. Il Protocollo avrà durata triennale, rinnovabile previo accordo tra le parti. La deliberazione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale: eventuali interventi che richiederanno risorse finanziarie saranno oggetto di successivi specifici provvedimenti.

A pochi mesi dal Challenger e dalla vittoria di Matteo Arnaldi (rilanciato dalla Sardegna sino alla semifinale del Roland Garros), Cagliari ancora capitale del tennis nazionale: dal 17 al 26 luglio i campi del Tc Cagliari ospiteranno i campionati italiani di seconda categoria. Ma non è finita: subito dopo il circolo di Monte Urpinu si affaccerà anche oltre confine con le qualificazioni del 2006 Tennis Europe cups by Dunlop (Summer cup) degli under 18 continentali in un raggruppamento che comprende Italia, Israele, Andorra, Grecia, Monaco, Polonia e Spagna. Tutto questo in attesa del prossimo appuntamento in primavera (ma i biglietti sono già in vendita) con l’edizione 2027 del Challenger 175. Ora arrivano i campionati che assegnano lo scudetto del tennis maschile. E che lanciano ogni anno giocatori che poi conquistano la ribalta nazionale e internazionale. L’ultimo esempio è quello di Gianluca Cadenasso, a maggio semifinalista al Challenger, ma tre anni prima in campo a Monte Urpinu proprio per i nazionali di seconda. Settantotto gli iscritti per un montepremi di tredicimila euro. È l’ottava volta di fila che il capoluogo sardo ospita la manifestazione. Una vetrina, ma anche un’occasione di confronto tra scuole e club di tutta Italia. A parte la Sardegna (25 giocatori), la ragione più rappresentata è il Lazio con undici partecipanti. Poi la Campania a quota 8, con tanti tennisti dei club napoletani, insieme all’Emilia Romagna.  Quindi cinque a testa per Toscana e Lombardia. Ma ci sono tutti o quasi tutti: Sicilia, Piemonte, Veneto, Puglia, Marche, Calabria. Il siracusano Alessandro Ingarao è ancora una volta l’uomo da battere: a Cagliari il re da quattro anni a questa parte è sempre lui. Nel 2025 ha conquistato il poker con il quarto scudetto consecutivo. L’anno scorso però, dopo tre successi di fila, non si è aggiudicato il doppio. Quest’anno deve stare molto attento soprattutto ad Alessandro Ragazzi, trentenne ancora in forma che quattro anni fa ha conquistato un titolo Itf in Egitto. Ma può dare fastidio al siciliano anche Nicolas Bianchi: l’italo argentino, sconfitto in finale nell’ultima edizione, torna in Sardegna a caccia di rivincite. Attenzione agli altri 2.2 Marco Dessì, sardo che gioca in Puglia, Alessandro Scialla, Giuseppe Caparco e Tommaso Gabrielli. Tra i padroni di casa occhio ai due Tc Cagliari Nicola Porcu e Lorenzo Rocco, già convocato nelle giovanili azzurre. Il direttore del torneo è Andrea Lecca. “Sarà un luglio di grande tennis al Tennis Club Cagliari. La Summer Cup e i Campionati Italiani di Seconda Categoria rappresentano due appuntamenti di grande prestigio, sia a livello internazionale che nazionale. I Campionati Italiani, in particolare, offriranno agli atleti sardi un’importante opportunità di confrontarsi con i migliori giocatori provenienti da tutta Italia, gareggiando nella nostra isola e senza dover sostenere i costi di una trasferta- spiega la presidente del Tennis club Cagliari Lodovica Binaghi- Per il nostro circolo si tratta di un impegno organizzativo ed economico significativo, affrontato con entusiasmo e grande senso di responsabilità. Siamo convinti che gli sforzi profusi saranno ripagati dalla soddisfazione degli atleti, dei tecnici, degli accompagnatori e di tutti coloro che avranno il piacere di vivere queste manifestazioni nella splendida cornice della Sardegna e del Tennis Club Cagliari. Sarà un mese di tennis, passione e condivisione, capace di valorizzare il nostro territorio e di confermare il Tennis Club Cagliari come punto di riferimento per il tennis italiano e internazionale”

Un Piano straordinario di assunzioni per rafforzare in modo strutturale il Servizio sanitario regionale della Sardegna: 1.000 infermieri e 500 medici, da reclutare a tempo indeterminato attraverso concorsi e procedure di mobilità a carattere extraregionale. È il cuore della delibera approvata dalla Giunta regionale, che dà mandato ad ARES Sardegna di avviare le procedure per l’ingresso di 1.500 nuovi professionisti nel sistema sanitario dell’Isola. Un intervento straordinario per potenziare gli organici, sostenere la rete ospedaliera e territoriale e dare una risposta concreta alle carenze di personale che interessano il sistema sanitario regionale.

“Abbiamo sempre detto che, per affrontare davvero le criticità del nostro sistema sanitario, occorresse superare le ‘dosi omeopatiche’ nell’immissione di nuovo personale negli ospedali e nei servizi. In questi mesi abbiamo lavorato per dare un segnale realmente forte e concreto: dopo il superamento del sistema dei gettonisti, oggi dimostriamo con i fatti che stiamo investendo sul Servizio sanitario regionale e sul suo futuro”, dichiara la Presidente della Regione e Assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde.

“La risposta che diamo con questa delibera è chiara: non vogliamo spostare le carenze da una parte all’altra del sistema, ma rafforzarlo nel suo complesso. Per questo diamo mandato ad ARES di procedere con l’assunzione a tempo indeterminato di 1.500 professionisti. Un intervento di questa portata mancava da molto tempo in Sardegna”, prosegue la Presidente.

Il provvedimento si inserisce nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale previsto dal DM 77/2022 e punta a garantire personale adeguato alle Case della Comunità, agli Ospedali di Comunità e alle altre strutture del territorio, oltre che alla rete ospedaliera e ai servizi di emergenza-urgenza. La ricognizione regionale ha infatti evidenziato un fabbisogno complessivo superiore alla disponibilità di professionisti oggi reperibili attraverso le sole procedure ordinarie.

“Con questo Piano diamo anche una risposta chiara a una delle principali preoccupazioni dei cittadini: il rafforzamento della sanità territoriale previsto dal DM 77 non avverrà sottraendo personale agli ospedali o ai servizi esistenti. Al contrario, stiamo creando le condizioni perché Case della Comunità, Ospedali di Comunità e rete ospedaliera possano crescere insieme grazie all’ingresso di nuove professionalità”, evidenzia la Presidente Todde.

“L’obiettivo è potenziare la medicina di prossimità, assicurare il pieno funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunità e, attraverso una rete territoriale più forte, ridurre la pressione sugli ospedali. Vogliamo inoltre intervenire sulle liste d’attesa, rafforzando anche la presenza di professionalità specialistiche, a partire dai medici radiologi e dai tecnici di radiologia, e garantire una maggiore copertura delle zone disagiate e dei territori che soffrono maggiormente la carenza di personale”, sottolinea Todde. La delibera prevede che ARES attivi le procedure di reclutamento a tempo indeterminato attraverso concorsi e mobilità extraregionale. Per i medici saranno considerate anche le discipline equipollenti e affini, con una programmazione finalizzata a rispondere alle necessità della rete territoriale, ospedaliera e della prevenzione.

Accanto al Piano straordinario delle assunzioni a tempo indeterminato, la Regione attiva inoltre una misura complementare e temporanea per fronteggiare le situazioni di maggiore urgenza e le difficoltà di reperimento di personale sul territorio nazionale. La Centrale regionale di Committenza sarà incaricata di avviare una procedura di gara per individuare un operatore specializzato nelle attività di supporto tecnico-istituzionale, organizzativo, formativo e linguistico finalizzate alla cooperazione internazionale e alla mobilità di professionisti sanitari provenienti da Paesi extra UE.

Il canale di reclutamento internazionale riguarda complessivamente 450 professionisti: 200 medici, 200 infermieri e 50 tecnici di radiologia medica, da destinare prioritariamente alle strutture territoriali delle aree con maggiori criticità e ai pronto soccorso individuati dal provvedimento.

“La nostra priorità resta valorizzare le professionalità sarde e attrarre in Sardegna medici e infermieri provenienti dal resto d’Italia attraverso le procedure ordinarie di assunzione. Il reclutamento internazionale rappresenta uno strumento complementare e straordinario per coprire le carenze residue e garantire continuità assistenziale nei territori più esposti alla mancanza di personale”, sottolinea la Presidente.

“Accanto alle 1.500 assunzioni a tempo indeterminato, attiviamo un canale straordinario e complementare di reclutamento internazionale con 450 professionisti sanitari, che saranno impiegati con contratti a tempo determinato nel biennio 2027-2028 e con la possibilità di una futura stabilizzazione nel rispetto della normativa vigente. Nel complesso parliamo quindi di quasi 2.000 nuovi operatori tra medici, infermieri e tecnici che entreranno a supporto del sistema sanitario regionale. Sono numeri che possono cambiare radicalmente la capacità di risposta della sanità pubblica sarda e testimoniano in modo concreto la volontà della Regione di investire sul diritto alla salute e sul rafforzamento dei servizi in tutti i territori dell’Isola”, conclude la Presidente.

Il ricorso al reclutamento internazionale è configurato dalla delibera come uno strumento eccezionale, secondario e complementare rispetto alle procedure di assunzione gestite da ARES, necessario per colmare nell’immediato il divario tra il fabbisogno assistenziale e la disponibilità di professionisti, in particolare nei territori meno attrattivi e nelle discipline caratterizzate dalle maggiori carenze.

 

Da una attenta disamina della Delibera del CSM del 10 giugno 2026, emerge subito che non si tratta di un mero adempimento burocratico ma che siamo di fronte a una vera e propria riforma paradigmatica in cui la Magistratura riconosce formalmente la protezione reputazionale della persona come valore costitutivo e ordinante dell'azione pubblica, affiancandola strutturalmente al principio della presunzione di innocenza.

Per la nostra comunità professionale, questa delibera non è solo un quadro regolatorio per la Magistratura, ma si configura come una straordinaria leva strategica per tre macro-aree delle Relazioni Pubbliche: la comunicazione giudiziaria (Litigation PR), le Relazioni Legislative e la Comunicazione Istituzionale.

Infatti, nell'ecosistema digitale in cui viviamo, il "processo mediatico anticipato" produce spesso danni reputazionali immediati e irreversibili su aziende e individui, ben prima di qualsiasi sentenza. Stabilendo che la comunicazione istituzionale della Magistratura debba obbedire a cinque requisiti essenziali – ovvero essere vera, necessaria, proporzionata, riparabile e aggiornata – il CSM mutua e valida le migliori pratiche delle RP.

La netta gerarchia introdotta (il comunicato scritto neutro come modalità ordinaria e lo stop ai nomi in codice suggestivi dei maxiblitz) punta a prevenire la spettacolarizzazione e l'iper-personalizzazione dei flussi informativi. Il vero punto di svolta per i professionisti risiede nell'introduzione del dovere di riequilibrio e aggiornamento. Questa simmetria informativa legittima le LitigationPR non come uno strumento di opacità, ma come una funzione di garanzia, trasparenza e rispetto profondo della dignità della persona.

Le linee-guida del CSM definiscono quindi uno standard deontologico e operativo applicabile come benchmark all'intera Pubblica Amministrazione. Imponendo un lessico neutro, privo di aggettivazioni enfatiche, e vietando tassativamente l'uso dei profili social personali dei magistrati per commenti o anticipazioni d'ufficio, la delibera traccia un confine rigido a tutela dell'apparenza di imparzialità e indipendenza.

Per chi si occupa di comunicazione istituzionale, questo impianto rappresenta un modello di accountability. Dimostra infatti come la comunicazione pubblica debba focalizzarsi unicamente sulconcreto interesse pubblico e sulla trasparenza dei processi, escludendo logiche di visibilità personale.

Sul fronte dei Public Affairs le nuove linee guida offrono importanti spunti di scenario ossia una Giustizia che comunica in modo più prevedibile, rigoroso e basato unicamente su canali ufficiali tracciabili. Pertanto i professionisti che supportano i decisori pubblici o che gestiscono il rischio istituzionale, questo testo funge da indicatore di tendenza verso una maggiore coerenza istituzionale. Permette quindi di mappare meglio l'evoluzione delle politiche pubbliche in materia di giustizia, offrendo una solida base argomentativa per promuovere riforme legislative orientate al giusto processo, anche sul piano della narrazione pubblica. Con questo testo, il CSM delinea finalmente un terreno d'incontro omogeneo tra diritto all'informazione e tutela della reputazione, riconoscendo implicitamente il valore delle Relazioni Pubbliche come pilastro essenziale di uno Stato di diritto moderno.

(articolo pubblicato in Federazione Relazioni Pubbliche Italiana_FERPI)

 

Fabiana Callai

 "L’Assessorato dell’Industria della Regione Sardegna accoglie con soddisfazione la decisione del Governo di sostenere il progetto ‘Digital Vault Sulcis’, che prevede la riconversione produttiva della società Carbosulcis con la realizzazione di un polo tecnologico da 100 megawatt incentrato sull’intelligenza artificiale e sul cloud computing, inserendolo fra i progetti strategici di livello nazionale". Così l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani.

“Il progetto, presentato dalla società Energy Vault e avviato dalla Regione già lo scorso anno, rappresenta un tassello strategico nel percorso di riconversione e valorizzazione delle aree minerarie dismesse della Sardegna, in coerenza con gli indirizzi regionali di sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e attrazione di investimenti ad alto valore aggiunto. La Regione Sardegna, attraverso Carbosulcis, ha accompagnato sin dalle prime fasi il processo di insediamento dell’iniziativa imprenditoriale, garantendo supporto istituzionale, disponibilità delle infrastrutture e un quadro amministrativo aperto alla possibilità di realizzazione del progetto”, spiega l’assessore.

“La richiesta di riconoscimento del ‘Digital Vault Sulcis’ come progetto di interesse strategico nazionale, avanzata da Energy Vault al Governo, costituisce pertanto un passaggio importante che la Regione valuta positivamente”, sottolinea Cani. “La collaborazione istituzionale tra Regione e Governo – conclude - è di fatto essenziale per accelerare le procedure, favorire l’attrazione di capitali e generare nuove opportunità occupazionali per il territorio”.

Sono partite ufficialmente le iscrizioni all’anno accademico 2026/2027 dell’Università degli Studi di Cagliari, che rinnova la propria offerta formativa con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’Ateneo come punto di riferimento per la formazione, la ricerca e lo sviluppo del territorio regionale.

Le novità sono state presentate questa mattina nella Sala del Consiglio del Rettorato dal Magnifico Rettore Francesco Mola, dalla prorettrice per la Comunicazione e l’Immagine Elisabetta Gola, dal prorettore per la Didattica, Welfare allo studente e Università diffusa Ignazio Efisio Putzu, dalla prorettrice per l’Orientamento Valentina Onnis, insieme ai dirigenti e ai funzionari della Direzione Didattica.

Per il prossimo anno accademico UniCa propone 102 corsi di studio: 49 lauree triennali, 8 lauree magistrali a ciclo unico e 45 lauree magistrali biennali, distribuiti in tutte le aree disciplinari.

Un’offerta ampia e articolata, costruita per rispondere alle esigenze formative delle nuove generazioni e alle trasformazioni del mondo del lavoro, attraverso percorsi innovativi, interdisciplinari e sempre più integrati con il tessuto produttivo, le imprese e le istituzioni.

L’università registra un balzo in avanti nelle iscrizioni con un numero di iscritti che ha superato i 27 mila e i nuovi immatricolati che per lo scorso anno accademico si attestano a quasi 5 mila.

Numeri importanti che vengono sostenuti dal modello di università diffusa; una strategia che punta a portare formazione, servizi e opportunità sempre più vicino agli studenti, valorizzando le specificità dei diversi territori.

UniCa è oggi presente con corsi di laurea nelle sedi decentrate di Olbia, Nuoro e Oristano, con master di primo e secondo livello a Carbonia e Iglesias e con laboratori didattici specialistici per il restauro a Barumini.

L’obiettivo è garantire un accesso più capillare all’alta formazione, riducendo le distanze e costruendo percorsi coerenti con le vocazioni economiche, sociali e culturali della Sardegna.

A Olbia, in collaborazione con il consorzio universitario UniOlbia, prosegue il percorso avviato con il corso di laurea in Ingegneria navale, nato per rispondere alla crescente richiesta di professionisti qualificati nel settore nautico.

Dal prossimo anno accademico sarà inoltre attivato il corso di laurea professionalizzante in Tecnologie Industriali Elettriche e Aeronautiche, articolato negli indirizzi Tecnologie Elettriche Industriali e Conversione dell’Energia e Tecnologie e Manutenzione dei Sistemi Avionici, quest’ultimo fortemente collegato alle esigenze del comparto aeronautico e avionico del territorio gallurese.

È inoltre prevista l’attivazione della laurea magistrale in Ingegneria nautica, per completare il percorso formativo avviato con la laurea triennale.

A Nuoro sono attivi il corso di laurea in Infermieristica e il corso in Servizio sociale e innovazione, quest’ultimo nato anche grazie alla collaborazione con l’Ordine professionale degli assistenti sociali. Il percorso forma professionisti capaci di leggere i bisogni delle comunità e progettare interventi nell’ambito delle politiche sociali e dell’innovazione.

A Oristano trovano spazio due percorsi fortemente legati alle caratteristiche del territorio: il corso di laurea in Management delle destinazioni e del turismo culturale (MDTC), dedicato alla gestione sostenibile e innovativa delle destinazioni turistiche e del patrimonio culturale, e il corso di laurea in Biotecnologie marine e degli ecosistemi acquatici, specializzazione unica nel panorama nazionale e fortemente connessa alla ricerca e alle attività produttive dell’area.

Nel Sulcis-Iglesiente, grazie anche al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, UniCa rafforza la propria offerta con percorsi specialistici dedicati al cinema e alla transizione sostenibile.

A Carbonia sono attivi i master in Regia e produzione di documentari, Sceneggiatura e Management per il cinema e l’audiovisivo, mentre a Iglesias è stato avviato il master di secondo livello in Progettazione per la transizione sostenibile dei territori post-industriali, rivolto alla formazione di esperti nella rigenerazione ambientale e nella valorizzazione dei territori.

A Barumini, infine, prosegue l’attività dei laboratori didattici collegati al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e restauro dei beni culturali, abilitante alla professione di restauratore.

Accanto all’offerta formativa, UniCa rafforza il sistema dei servizi dedicati al percorso universitario, con particolare attenzione all’accoglienza, al benessere e all’inclusione.

Il servizio di Counseling psicologico è stato ampliato: grazie al finanziamento della Regione Autonoma della Sardegna si è passati da 3 a 7 psicologi, estendendo inoltre il supporto anche al personale docente e tecnico-amministrativo.

È confermato il servizio Tutor Buddy, mentre in ogni Facoltà sono presenti i Tutor di Orientamento, figure dedicate ad accompagnare studenti e studentesse nella scelta del corso di studi, nelle procedure di iscrizione ai test TOLC@CASA, nelle immatricolazioni e durante il percorso universitario.

Grande attenzione anche alla conciliazione tra studio e vita familiare, con le Stanze Rosa presenti nelle strutture dell’Ateneo e il servizio Spazio Bambino-Ludoteca attivo nelle Facoltà e nella sede di Sa Duchessa.

Il Centro Linguistico di Ateneo (CLA) offre inoltre agli studenti la possibilità, durante le giornate di orientamento, di sostenere il test di lingua inglese per i livelli A2, B1 e B2 e ottenere la certificazione Open Badge, utile per l’esonero dal test di piazzamento linguistico obbligatorio per le matricole.

Prosegue anche l’impegno del Servizio per l’Inclusione e l’Apprendimento (SIA), che garantisce supporto agli studenti con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento attraverso servizi di accoglienza, consulenza, tutor specializzati e strumenti dedicati.

 

Tra i progetti strategici dell’Ateneo rientra Pro-Ben MoEBIUS 2, che rinnova l’impegno di UniCa nella promozione del benessere psicofisico della comunità studentesca e nel contrasto al disagio emotivo. Al progetto hanno già aderito oltre 8 mila studenti e studentesse, mentre più di 4 mila hanno usufruito dei servizi messi a disposizione.

L’Ateneo prosegue inoltre con iniziative innovative come UniCa Sailing Teams e UniCaSa, insieme al rafforzamento della mobilità internazionale e delle opportunità di formazione all’estero.

La dimensione internazionale rappresenta infatti un elemento sempre più centrale dell’esperienza universitaria, grazie ai corsi Double Degree, ai percorsi interamente in lingua inglese e ai programmi di mobilità che consentono agli studenti di arricchire il proprio percorso formativo in un contesto globale.

 

La campagna di comunicazione digitale dell'Università di Cagliari per l’avvio delle immatricolazioni si rinnova profondamente per raggiungere un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo attraverso una strategia multicanale basata su autenticità, territorio e internazionalizzazione. Sui canali tradizionali come Instagram e Facebook, la narrazione mette al centro i volti reali di studenti e studentesse per trasmettere i valori dell'Ateneo. Per contrastare il calo demografico regionale e attrarre iscritti da fuori isola, la campagna valorizzerà non solo l'offerta formativa ma anche la qualità della vita a Cagliari, focalizzandosi su sport, benessere e tempo libero. Questa narrazione spontanea sarà arricchita dalla rubrica "Voci da UniCA", uno spazio di interviste e storie quotidiane pensato per ispirare le future matricole attraverso il racconto di traguardi reali.

Sul fronte estero, la grande novità è una campagna in lingua inglese specificamente targettizzata sui Paesi collegati alla Sardegna da voli low-cost — come Spagna, Polonia, Ungheria, Malta, Belgio, Francia e Regno Unito — con l'obiettivo di intercettare i tantissimi ragazzi che scelgono l'Ateneo per l'Erasmus. Infine, il vero debutto di quest'anno è lo sbarco ufficiale di UniCA su TikTok: una scelta strategica per avvicinare la Gen Z attraverso un linguaggio informale, fresco e lontano dagli schemi istituzionali, capace di creare una connessione diretta e immediata con i più giovani.

 

Questa mattina la Corte dei Conti ha approvato la parifica del Rendiconto generale della Regione Sardegna per l’esercizio 2025. La cerimonia annuale si è conclusa dopo due ore di approfondite relazioni con la camera di consiglio dalla quale la Corte è uscita dichiarando “regolare il Rendiconto 2025”, che adesso riferirà al Consiglio Regionale.

Il bilancio regionale 2025 viene certificato con un attivo di oltre 510 milioni ed è sempre dominato dalla spesa in sanità, che copre 5,3 miliardi, pari al 30 per cento del totale. Nei vari interventi dei giudici contabili sono stati rimarcati “gli ampi miglioramenti negli indici di utilizzo delle entrate”, “la progressiva acquisizione di liquidità”, “il rafforzamento della spesa sanitaria”, “il miglioramento della capacità di utilizzo delle risorse per l’abbattimento delle liste d’attesa” e “il rafforzamento dei tempi di monitoraggio sulle prestazioni”, sottolineando, con la presidente Donata Cabras, “il pieno rispetto delle tempistiche e il clima di continua cooperazione di tutti gli uffici regionali”. La Presidente della Regione Alessandra Todde è intervenuta dopo la relazione della procuratrice Valeria Motzo: “Ringrazio la Corte per le sollecitazioni sull’utilizzo delle risorse che ci spingono a fare sempre meglio. Abbiamo ad esempio seguito le indicazioni sul tema delle variazioni di bilancio responsabilizzando gli Assessorati e riducendone fortemente il numero, come sottolineato dalla Corte. Sul tema sanitario, che ha tematiche complesse, stiamo riorganizzando il sistema delle cure e mi ha fatto piacere il passaggio suo miglioramento dell’uso delle risorse per la riduzione delle liste d’attesa. Sulla gestione dell’acqua e sulla partecipazione della Regione nella rete degli aeroporti voglio ribadire che il nostro unico interesse è il vantaggio dei cittadini”.

Anche l'assessore del Bilancio Giuseppe Meloni ha ringraziato la Corte sottolineando come "il bilancio del 2025 sia il primo interamente di competenza di questa giunta. Le critiche hanno riguardato i 4 mesi di esercizio provvisorio del 2025. Dobbiamo evitare anche un solo mese di bilancio provvisorio, come avvenuto nel 2026. Siamo contenti dei riconoscimenti della Corte sulla chiusura positiva della trattativa con lo stato centrale per il capitolo 1200, che ha portato in cassa 1,190 miliardi da qui al 2029, e ci impegniamo a presentare questo autunno, in tempo, il Bilancio 2027 per evitare l'esercizio provvisorio".

La Sardegna continua a fare i conti con un numero di blackout ben superiore rispetto al resto d’Italia e l’ondata di caldo estremo di questi giorni rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Secondo un’elaborazione pubblicata dal Sole 24 Ore, basata sui dati dei principali distributori di energia, ogni utenza nell’Isola subisce in media nove interruzioni di corrente all’anno, quasi il doppio della media nazionale, che si ferma a 4,9. Nel conteggio non rientrano gli interventi programmati o annunciati in anticipo, ma solo i guasti improvvisi.

Le cause sono diverse: infrastrutture in parte datate, manutenzioni non sempre tempestive e condizioni meteorologiche sempre più estreme. Se in inverno a mettere in crisi la rete sono tempeste e cicloni, in estate è il caldo torrido a rappresentare la principale minaccia.

Con il termometro destinato a sfiorare i 45 gradi e temperature notturne molto elevate, aumentano infatti le sollecitazioni sulla rete elettrica. I cavi interrati, soprattutto nelle aree urbane, faticano a disperdere il calore accumulato, mentre i consumi crescono per l’uso massiccio dei condizionatori. Una combinazione che può favorire nuovi guasti anche sugli impianti più recenti.

I blackout hanno interessato negli ultimi mesi numerose zone dell’Isola. Tra i casi più significativi quello di San Pantaleo, dove a fine giugno decine di utenze sono rimaste senza elettricità per più sere consecutive. Problemi analoghi sono stati segnalati anche a Tossilo, nell’Oristanese e nel Sulcis, con disagi per famiglie e attività economiche.

La situazione è stata più volte segnalata anche dall’Anci Sardegna, che ha evidenziato le ripercussioni sulle imprese e sulla vita quotidiana dei cittadini, chiedendo interventi per rendere la rete elettrica più efficiente e resistente agli eventi climatici estremi.

La Sardegna sta costruendo un sistema di protezione civile fondato sulla prevenzione, sulla pianificazione e sulla capacità dei territori di affrontare i nuovi scenari determinati dalla crisi climatica. È il messaggio lanciato dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, intervenuta questa mattina all’evento nazionale “CapRischio - Strategie di protezione civile per i territori 2021-2027”.

Nel corso della tavola rotonda dedicata alle strategie per l’utilizzo dei fondi di coesione per accrescere la capacità dei territori, la presidente ha illustrato il percorso avviato dalla Regione per rafforzare la resilienza dell’Isola di fronte ai rischi naturali e agli effetti del cambiamento climatico.

“Gli eventi meteorologici estremi che stanno interessando il Mediterraneo e la Sardegna ci impongono un cambio di paradigma. Non possiamo limitarci a gestire le emergenze: dobbiamo investire sulla prevenzione, sulla pianificazione e sulla capacità dei territori di reagire in modo coordinato”, ha dichiarato Todde.

La presidente ha evidenziato il valore della nuova legge regionale sulla protezione civile, approvata nel maggio scorso, che introduce un modello di governance multilivello fondato sugli Ambiti territoriali di protezione civile e sul rafforzamento del ruolo delle comunità locali e del volontariato.

A rappresentare il sistema regionale nella sessione dedicata al progetto CapRischio è stato il direttore generale della Protezione civile regionale, Mauro Merella, che ha illustrato il percorso che ha portato la Sardegna a diventare una delle realtà più avanzate nell’organizzazione degli Ambiti territoriali di protezione civile.

Merella ha ricordato come il modello sia stato costruito progressivamente insieme alle Prefetture, ad ANCI Sardegna e al Dipartimento nazionale della Protezione civile, attraverso un percorso che ha coinvolto l’85% dei Comuni sardi e circa il 50% dei sindaci dell’Isola.

“CapRischio rappresenta per la Sardegna un passaggio decisivo perché ci consente di rafforzare un percorso avviato negli ultimi anni insieme ai Comuni, alle Prefetture, ad ANCI Sardegna e al Dipartimento nazionale della Protezione civile. Abbiamo costruito un modello di protezione civile di prossimità basato sugli Ambiti territoriali, che oggi ci permette di lavorare in una logica multirischio e multilivello. L’obiettivo è far vivere i centri operativi d’ambito durante tutto l’anno, rafforzare la pianificazione condivisa e mettere le istituzioni nelle condizioni di affrontare le emergenze come un unico sistema. L’esperienza del ciclone Harry ha dimostrato che questa strada è quella giusta: i territori non si sono sentiti soli e la forte integrazione tra tutti i livelli del sistema ha contribuito a ottenere un risultato importante, con nessuna vittima registrata durante l’emergenza”, ha dichiarato Mauro Merella.

Concludendo il suo intervento, la presidente Todde ha ribadito il valore strategico dell’inclusione della Sardegna tra le regioni beneficiarie di CapRischio 2021-2027.

Dopo il primo appuntamento dello scorso 27 giugno, prosegue “Un dono a chi dona”, il progetto promosso dall’Avis Provinciale Sassari, in collaborazione con Sardegna for You e con il sostegno della Fondazione di Sardegna, nato per offrire ai donatori un percorso gratuito di prevenzione e tutela della salute.

Il secondo appuntamento è in programma sabato 18 luglio, nella sede provinciale dell’Avis di Sassari (S.V. Taniga – San Giacomo Medas – Loc. San Camillo), dove saranno effettuati tre screening specialistici gratuiti riservati ai donatori: tiroideo, pneumologico e dermatologico con controllo dei nei. 

Il progetto, avviato lo scorso 27 giugno, prevede circa 1.000 screening gratuiti che, nel corso dei prossimi mesi, coinvolgeranno le 36 sedi comunali dell’Avis Provinciale di Sassari, con l’obiettivo di promuovere la prevenzione e offrire un riconoscimento concreto a chi sceglie di donare il sangue.

Per partecipare è necessario rivolgersi alla propria Avis comunale, che raccoglie le prenotazioni, fino a esaurimento posti disponibili.

“Un dono a chi dona” nasce con un obiettivo preciso: prendersi cura della salute dei donatori, affiancando alla cultura della donazione quella della prevenzione, attraverso visite specialistiche gratuite.

“Questa iniziativa rappresenta per noi un modo concreto per ringraziare chi sceglie di donare il sangue - spiega Antonio Dettori, il presidente dell’Avis Provinciale di Sassari -, offrendo servizi di prevenzione che permettono di monitorare il proprio stato di salute e favorire la diagnosi precoce di eventuali patologie”.

 

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