utente1

utente1

Il finanziamento del Registro Tumori della Sardegna non è mai stato interrotto ed è stato costantemente assicurato dalla Regione attraverso le risorse previste dal Piano Regionale della Prevenzione (PRP), a partire dall'edizione 2014-2019.
In attesa dell'approvazione del nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026-2031, attualmente in fase di elaborazione, la Regione ha disposto la proroga per l'intero anno 2026 del PRP 2020-2025, confermando integralmente le attività già programmate e le relative coperture finanziarie.
 
Nell'ambito del programma PP09 "Ambiente, clima e salute" del Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025, è infatti prevista l'azione "Miglioramento della sorveglianza epidemiologica della popolazione residente nelle aree interessate da elevate criticità e pressioni ambientali", che comprende il sostegno alle attività del Registro Tumori. Anche per il 2026 tale intervento è stato finanziato con 360 mila euro, in continuità con gli anni precedenti.
 
Le risorse vengono ripartite tra i tre Registri Tumori Locali operativi presso le ASL di Sassari, Nuoro e Cagliari, che rappresentano l'infrastruttura territoriale di supporto al Registro Tumori Regionale della Sardegna (RTRS).
A tali finanziamenti si aggiunge inoltre il contributo statale previsto dal Decreto Ministeriale del 12 agosto 2021, pari a 37.320,43 euro annui, assegnato ad ARES Sardegna e destinato specificamente all'implementazione informatica del Registro Tumori Regionale e alla sua interconnessione con il Registro Nazionale Tumori.
 
L'attenzione della Regione su questo tema è massima e si concentra in particolare sul completamento del percorso di informatizzazione del sistema, sul recupero e la validazione dei dati storici e sulla classificazione delle informazioni secondo gli standard previsti dalla normativa nazionale. Si tratta di un lavoro complesso e strategico che coinvolge diversi servizi dell'Assessorato, ARES, le aziende del Servizio sanitario regionale e i Registri Tumori Locali, con l'obiettivo di assicurare una base informativa sempre più solida, aggiornata e affidabile a supporto della programmazione sanitaria e delle attività di prevenzione.
La Regione conferma quindi l'impegno a rafforzare ulteriormente il sistema di sorveglianza epidemiologica oncologica, considerato uno strumento essenziale per la tutela della salute pubblica, la conoscenza dei fenomeni sanitari e la definizione delle politiche di prevenzione e cura sul territorio regionale.

L'assessora regionale della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, ha convocato e presieduto questo pomeriggio, alle 16, una videoconferenza urgente con i sindaci della Sardegna per condividere il quadro aggiornato delle criticità nella raccolta degli imballaggi in plastica e le misure immediate attivate per evitare interruzioni del servizio. Hanno partecipato oltre 170 sindaci, tra i quali i sindaci metropolitani Massimo Zedda e Giuseppe Mascia. Presenti anche la presidente di ANCI Sardegna, Daniela Falconi, il presidente del CACIP, Beniamino Garau, l'amministratore unico di Tecnocasic, Sandro Anedda, il direttore generale del CIPNES Gallura, Aldo Carta, e i tecnici dell'Assessorato.

CACIP e CIPNES Gallura hanno confermato il completamento degli adempimenti antincendio necessari per le nuove aree di stoccaggio temporaneo. La piattaforma CACIP sarà disponibile da martedì 11 agosto e quella del CIPNES Gallura da mercoledì 12 agosto, per una capacità complessiva di circa 2.000 tonnellate. A queste si aggiungono circa 700 tonnellate presso il sito di Scala Erre, rese disponibili dall'ordinanza già adottata dal Sindaco metropolitano di Sassari.

Gli interventi consentiranno di alleggerire la pressione sulle piattaforme e sostenere i conferimenti nelle prossime settimane.

Ai Comuni è stato chiesto di verificare, ricorrendone i presupposti di legge e nel rispetto delle necessarie condizioni tecniche e ambientali, la possibilità di adottare ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell'articolo 191 del decreto legislativo n. 152 del 2006, individuando aree idonee al deposito provvisorio. Alcune amministrazioni hanno già provveduto e altre stanno completando le valutazioni. Sono misure eccezionali e temporanee, dirette a impedire che il rallentamento dei ritiri blocchi la raccolta.

Il punto decisivo resta la velocità con cui COREPLA (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) ritirerà e avvierà a recupero il materiale accumulato. Le nuove superfici offrono un margine operativo, ma non sostituiscono la regolarità dei ritiri che il sistema convenzionale nazionale deve assicurare ai Comuni e ai gestori. Senza flussi in uscita adeguati ai quantitativi raccolti, anche queste capacità saranno rapidamente esaurite. Regione, consorzi industriali e sindaci stanno contenendo gli effetti della crisi, ma non possono farsi carico stabilmente di una disfunzione nazionale.

La Regione segue la crisi sin dalle prime difficoltà emerse nel nord dell'Isola e poi estese al sud. Il problema riguarda da quasi un anno tutte le Regioni ed è aggravato in Sardegna dall'insularità. All'origine restano la contrazione del mercato dei materiali riciclati e il rallentamento dei flussi verso gli impianti di recupero.

Il 29 giugno l'Assessora Laconi, coordinatrice della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni, ha promosso l'audizione dei vertici di CONAI e COREPLA, che hanno confermato la dimensione nazionale del problema. L'8 luglio la questione è stata posta al viceministro Vannia Gava, chiedendo il coinvolgimento delle Regioni nel tavolo ministeriale; il confronto è proseguito il 20 e il 24 luglio con i Consorzi e nelle riunioni tecniche con gli enti titolari degli impianti.

Con la lettera al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, resa nota il 25 luglio, l'assessora ha chiesto un intervento urgente del Governo per assicurare continuità e regolarità dei ritiri. La richiesta resta pienamente attuale: una crisi nazionale non può essere trasferita su Regioni e Comuni, né affrontata moltiplicando i depositi provvisori. La Sardegna ha attivato tutte le leve disponibili; ora il Governo assicuri la necessaria regia nazionale e il sistema consortile renda effettivi gli impegni assunti.

“Ringrazio i sindaci, ANCI Sardegna, CACIP, Tecnocasic e CIPNES Gallura per la rapidità e il senso di responsabilità dimostrati. Le 2.700 tonnellate di capacità di stoccaggio temporaneo ci consentono di guadagnare tempo, ma non sono la soluzione: questo argine può reggere soltanto se COREPLA ripristina subito ritiri regolari e adeguati ai quantitativi conferiti”, dichiara l'Assessora Rosanna Laconi.

“Non è accettabile – conclude l’assessora Laconi – che una crisi nazionale venga scaricata sui Comuni e sulla Sardegna, più esposta per l'insularità. La Regione ha agito per tempo, ma le misure locali non possono supplire indefinitamente alle insufficienze del sistema nazionale. Il Governo intervenga ora e il sistema consortile rispetti i propri impegni: i costi e i rischi della crisi non possono ricadere sui Comuni e sui cittadini sardi”.

Nel corso della videoconferenza l'assessora e gli uffici hanno inoltre chiarito che, allo stato, non emergono le paventate criticità nella raccolta del secco residuo, allarme generato da informazioni inesatte. La crescita della raccolta differenziata e la conseguente riduzione del residuo rappresentano l'esito atteso della pianificazione e della gerarchia europea dei rifiuti, non un'emergenza né una ragione per ridurre la differenziata al fine di alimentare gli impianti.

A pochi giorni da Ferragosto si pensa già alle tavole della festa più attesa dell’estate, una ricorrenza profondamente legata alla tradizione dei sardi e degli italiani. E tra i prodotti più attesi e apprezzati della tavola estiva c’è, ancora una volta, il maialetto. Ma quanto di quel maialetto che verrà consumato nei prossimi giorni sarà davvero sardo? E quanta carne, invece, arriverà da fuori Isola, finendo sulle tavole e nei ristoranti come prodotto tipico senza esserlo? È questa una delle questioni al centro della battaglia degli allevatori sardi sulla tracciabilità e sulla tutela del maialetto, mentre il comparto continua a fare i conti con quotazioni ai minimi e con una remunerazione che non riesce a riconoscere il valore di una delle produzioni simbolo della Sardegna.
 
COLDIRETTI SARDEGNA: PREZZI AI MINIMI.Per tutto il mese di luglio il maialetto è stato pagato agli allevatori intorno ai 6 euro al chilo (peso vivo): quotazioni difficilmente viste in questo periodo dell’anno e considerate troppo basse per garantire una remunerazione adeguata alle imprese. A pochi giorni da Ferragosto il prezzo è risalito, ma solo poco oltre i 7 euro al chilo, una cifra comunque bassa e non soddisfacente, soprattutto considerando che ci si trova nel periodo dell’anno in cui la domanda e le vendite aumentano sensibilmente proprio per effetto delle festività. Il dato assume ancora più rilievo se confrontato con lo stesso periodo del 2025, quando le quotazioni si attestavano abbondantemente sopra i 7 euro al chilo, ben oltre i livelli pagati oggi. Una dinamica che conferma la forte sofferenza di una filiera che, dal punto di vista produttivo, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni ma che oggi fatica a trasformare un prodotto di grande valore in un adeguato reddito per le imprese.
 
UNA FILIERA DA TUTELARE. Il maialetto sardo continua a rappresentare uno dei marchi di fabbrica della Sardegna, ma gli allevatori vedono comprimersi le quotazioni e faticano sempre di più a garantire la sostenibilità economica delle proprie aziende. Quella 2026 si sta rivelando una delle annate più complicate degli ultimi anni e Coldiretti Sardegna accende i riflettori su un andamento non più accettabile. Da qui la necessità di accelerare il percorso attivato verso un marchio IGP come uno degli strumenti per difendere reddito, filiera e identità.
 
LA SVOLTA. Per Coldiretti Sardegna una delle risposte passa dalla valorizzazione del prodotto attraverso il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta, percorso già avviato insieme agli allevatori. “Il maialetto non è soltanto una produzione zootecnica ma uno dei simboli più riconoscibili della Sardegna - sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu - non possiamo permettere che perda valore proprio nella sua terra. L’esperienza dell’Agnello di Sardegna IGP dimostra che una filiera organizzata e certificata è in grado di difendere il reddito delle imprese, garantire controlli, assicurare la tracciabilità e contrastare chi vende come sardo un prodotto che sardo non è”, precisa Cualbu, che guida anche il Consorzio dell’Agnello IGP.
 
Da qui il rilancio del percorso attivato per la costruzione dell’Igp del maialetto. “Oggi il maialetto ha bisogno dello stesso percorso dell’agnello e lo stiamo facendo con la costruzione dell’IGP che rappresenta lo strumento decisivo per valorizzarlo, proteggerlo e dare prospettive agli allevatori”, precisa Giorgio Demurtas, presidente di Coldiretti Cagliari e del Comitato promotore per l’istituzione del marchio al porcetto.
 
PROBLEMA ECONOMICO. Anche i numeri del settore raccontano quanto sia importante accelerare sul percorso IGP. L’offerta nazionale di carne suina soddisfa meno del 60% del fabbisogno italiano,lasciando quindi ampi margini di crescita alle produzioni di qualità. In Italia esistono già 44 Indicazioni Geografiche dedicate ai prodotti suinicoli, di cui 21 DOP e 23 IGP, ma la Sardegna non dispone ancora di alcuna certificazione europea per il proprio comparto suinicolo. Eppure queste produzioni certificate generano complessivamente 2,3 miliardi di euro di valore alla produzione e oltre 5,3 miliardi di euro al consumo.
 
PATRIMONIO A RISCHIO. “I dati del comparto dimostrano, dunque, che il problema non è soltanto legato al prezzo attuale ma all’assenza di strumenti che consentano di governare il mercato - spiega il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba - il maialetto sardo continua a dipendere quasi esclusivamente dalla domanda interna e questo espone le aziende a oscillazioni anche molto pesanti - sottolinea - una IGP permetterebbe di costruire una filiera riconoscibile, aprire nuovi sbocchi commerciali in Italia e all’estero, creare valore aggiunto lungo tutta la catena e rendere il prezzo molto meno vulnerabile. Oggi il mercato dei prodotti suinicoli certificati genera miliardi di euro - ricorda – la Sardegna non può continuare a rimanere fuori da questa opportunità. Un marchio significa anche programmazione, promozione e maggiore capacità di intercettare una domanda che oggi viene soddisfatta da produzioni concorrenti”, sottolinea Saba.
 
L’ALLARME DEGLI ALLEVATORI. A confermare il momento difficile è anche Luciano Nieddu, allevatore di Berchidda: “Non si era mai visto un prezzo così basso in questo periodo dell’anno - dice - le macellazioni non stanno aumentando nonostante la stagione favorevole e cresce il timore che una parte della ristorazione si stia approvvigionando attraverso grandi piattaforme commerciali con prodotto proveniente da fuori Sardegna, spesso a prezzi impossibili da sostenere per i nostri allevatori. Il rischio è che con prezzi così bassi e pochi canali commerciali continui a diminuire anche il numero delle aziende che allevano maialetti - conclude - così rischiamo di perdere questo enorme patrimonio sardo”.
 
FUTURO. Per Coldiretti Sardegna il messaggio è chiaro: il maialetto, da uno dei simboli della Sardegna sulle tavole, non può rischiare di perdere il suo valore per il mondo dell’allevamento sardo. Deve diventare anche un simbolo di valore economico per chi lo alleva ogni giorno. Per questo da Coldiretti arriva anche la richiesta alla filiera e alle istituzioni di lavorare con decisione per chiudere il percorso verso l’IGP, trasformando una delle eccellenze più riconosciute dell’Isola in una filiera finalmente tutelata, certificata e capace di garantire futuro e reddito alle imprese.
 

 

La Regione Sardegna ha pubblicato il bando dell’Assessorato dell'Agricoltura per la concessione di indennizzi destinati alle imprese della pesca e dell'acquacoltura che hanno sostenuto maggiori costi per l'acquisto del carburante a causa degli effetti economici del conflitto in Medio Oriente.

L'intervento è finanziato nell'ambito del Programma europeo FEAMPA 2021-2027, a seguito della rimodulazione delle risorse regionali in corso da parte del Ministero dell'Agricoltura.

"Vogliamo che le imprese possano accedere agli indennizzi nel più breve tempo possibile. Per questo, in accordo con tutte le Regioni e il MASAF, abbiamo pubblicato subito il bando in attesa del perfezionamento formale delle modifiche alla parte finanziaria del FEAMPA. Nel frattempo con un emendamento alla variazione di bilancio, in discussione nei prossimi giorni, porteremo le risorse complessive a 5 milioni di euro”, dichiara l'assessore dell'Agricoltura e della Pesca, Francesco Agus.

L'intensità dell'aiuto coprirà fino al 100% dei costi ammissibili. Gli indennizzi riguarderanno le attività svolte, anche in modo non continuativo, nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026.

Per le imprese della pesca, l'importo dell'indennizzo sarà parametrato in base alla lunghezza e alla potenza delle imbarcazioni, mentre per quelle dell'acquacoltura il contributo sarà calcolato in proporzione alla capacità produttiva degli impianti.

Le domande potranno essere presentate dal 7 agosto al 7 settembre 2026 attraverso la piattaforma SIPES.

Inclusione sociale e invecchiamento attivo attraverso una nuova iniziativa di turismo sociale. È on line un avviso esplorativo rivolto a tour operator e agenzie di viaggio, per un'indagine di mercato conoscitiva, finalizzata all'acquisizione di preventivi per l'organizzazione di gite e soggiorni turistico-culturali. Gli operatori economici possono proporre uno o più pacchetti turistici. Per ciascuna proposta dovranno allegare un preventivo di spesa dettagliato e il programma delle attività previste.

Il progetto è rivolto ai cittadini residenti a Cagliari, nello specifico a over 65 autosufficienti e a persone con disabilità che saranno accompagnate dai propri caregiver. Le attività si svolgeranno nel periodo compreso tra il 26 settembre e il 30 novembre 2026, sia all'interno della città di Cagliari sia in altre località del territorio sardo. Le mete saranno selezionate tra aree di rilevante interesse culturale, paesaggistico, archeologico, enogastronomico e faunistico, per offrire un'esperienza di scoperta del patrimonio storico-artistico e delle tradizioni locali.

L'obiettivo dell'iniziativa va oltre lo svago. Con il turismo sociale il Comune intende stimolare la partecipazione attiva, creare occasioni di aggregazione e combattere il rischio di isolamento sociale e relazionale, garantendo a tutti il diritto alla cultura e al tempo libero.

Le domande, compilate secondo il modello allegato all'avviso, dovranno essere inviate esclusivamente tramite PEC all'indirizzo:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..legalmail.it entro e non oltre le ore 10:00 del 31 agosto 2026.

Il Servizio Politiche Sociali esaminerà le proposte e confronterà i preventivi per individuare le soluzioni migliori. Per garantire la massima varietà e diversificazione dell'offerta, l'affidamento diretto potrà essere suddiviso tra uno o più operatori.

Il Comune precisa che i cittadini interessati a partecipare alle escursioni non devono presentare domanda in questa fase: i criteri per la selezione degli utenti saranno definiti e comunicati tramite un successivo e specifico avviso pubblico.

Tutti i dettagli e i moduli di partecipazione sono consultabili sul portale istituzionale del Comune di Cagliari al link sul sito istituzionale.

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha disposto la conclusione negativa della Conferenza di servizi relativa al progetto "Ittiri BESS", l'impianto di accumulo elettrochimico da 470,4 MW previsto in località Su Dragone, nel territorio comunale di Ittiri.

La decisione conferma la posizione assunta dalla Regione Sardegna con la deliberazione del 21 luglio scorso, con cui la Giunta aveva negato il rilascio dell'intesa regionale, ritenendo il progetto incompatibile con il territorio e con gli indirizzi della programmazione energetica regionale. Il provvedimento ministeriale richiama, infatti, i principali elementi già evidenziati dalla Regione: la mancata intesa regionale, le carenze progettuali e documentali, l'assenza del benestare di Terna e le modifiche apportate al progetto nel corso dell'istruttoria.

"Le nostre valutazioni trovano oggi piena conferma", dichiara l'assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda. "La Regione ha svolto fino in fondo il proprio ruolo istituzionale, costruendo un'istruttoria solida, basata su valutazioni tecniche e giuridiche, e non su posizioni pregiudiziali. Il provvedimento del Ministero dimostra che la tutela del territorio, del paesaggio, delle aree agricole e del patrimonio culturale può e deve poggiare su atti amministrativi rigorosi e motivati".

Un esito che, sottolinea l'assessore, è anche il risultato del lavoro svolto da tutta la Regione accanto al Comune di Ittiri e alla comunità locale durante l'intero iter autorizzativo.

"Fin dall'inizio abbiamo scelto di affiancare il Comune, coinvolgendo tutti gli uffici regionali competenti attraverso un'azione coordinata tra gli assessorati. È così che intendiamo esercitare l'autonomia speciale: mettendo le competenze della Regione al servizio dei territori, affinché le comunità locali non siano lasciate sole di fronte a procedimenti complessi e strategici".

L'attività istruttoria ha coinvolto i diversi servizi regionali competenti, che hanno esaminato il progetto sotto i principali profili amministrativi e tecnici, contribuendo a definire il quadro delle criticità dell'intervento, oggi richiamato nella determinazione conclusiva del Ministero.

"Questa vicenda dimostra che la transizione energetica non può essere affidata all'improvvisazione. Servono programmazione, qualità progettuale, rispetto delle regole e confronto con i territori. La Sardegna continuerà a sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma pretenderà sempre che gli interventi siano coerenti con le vocazioni dei luoghi e con l'interesse pubblico. È questa la linea che continueremo a seguire, con serietà, equilibrio e senso delle istituzioni".

Il virus West Nile è stato individuato in alcune zanzare catturate a Cagliari nell'ambito del Piano nazionale Arbovirosi. La positività è stata riscontrata nelle aree dell'Orto Botanico e del cimitero di San Michele durante le attività di monitoraggio condotte dalla ASL 8 in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna e il Centro Antinsetti della Città Metropolitana.

Al momento non sono stati registrati casi di infezione nell'uomo e le autorità sanitarie invitano a non creare allarmismi. L'individuazione del virus negli insetti, spiegano dalla ASL, rappresenta un importante risultato del sistema di sorveglianza, perché consente di intervenire tempestivamente prima dell'eventuale comparsa di contagi nella popolazione.

"La positività conferma l'efficacia del monitoraggio attivo sul territorio", sottolinea Bianca Maria Falchi, responsabile del Servizio di Sanità Animale della ASL 8. "Rilevare precocemente la circolazione del virus permette di attivare subito tutte le misure previste dai protocolli sanitari. Attualmente non sono stati segnalati casi umani correlati e non vi sono motivi di particolare preoccupazione".

Su richiesta della ASL, il Centro Antinsetti avvierà gli interventi di contenimento della popolazione di zanzare, concentrando le operazioni soprattutto sull'eliminazione dei focolai larvali, considerata la strategia più efficace e sostenibile. Eventuali trattamenti contro gli insetti adulti saranno effettuati solo se il quadro epidemiologico dovesse renderlo necessario.

Tra le misure immediate figura anche la chiusura del cimitero di San Michele nella mattinata di venerdì 7 agosto. La struttura riaprirà alle ore 16, dopo un intervento straordinario di disinfestazione eseguito dal Servizio Antinsetti della Città Metropolitana. Durante le operazioni saranno rinviati funerali, tumulazioni e le altre attività cimiteriali previste. Un analogo trattamento interesserà anche l'Orto Botanico dell'Università di Cagliari.

La ASL invita inoltre i residenti nel raggio di 200 metri dal cimitero a mantenere chiuse porte e finestre durante gli interventi e ricorda l'importanza di eliminare qualsiasi ristagno d'acqua da giardini, terrazze e balconi, dove le zanzare possono riprodursi.

Le autorità sanitarie raccomandano anche l'utilizzo di repellenti, l'impiego di zanzariere e l'uso di abiti chiari e coprenti, soprattutto per anziani, bambini e persone con patologie croniche.

Fondamentale anche la collaborazione dei cittadini nel segnalare l'eventuale ritrovamento di uccelli morti, considerati importanti indicatori della presenza del virus sul territorio. Le segnalazioni possono essere effettuate al Servizio Veterinario della ASL 8, che provvederà al recupero degli animali e agli accertamenti diagnostici.

La ASL 8 continuerà a seguire costantemente l'evoluzione della situazione epidemiologica, in coordinamento con la Regione Sardegna e gli enti coinvolti nella rete di sorveglianza, assicurando l'applicazione delle misure previste per la tutela della salute pubblica.

È stato pubblicato sul sito dell’ASPAL l’Avviso pubblico per l’erogazione di voucher formativi individuali finalizzati al conseguimento della Licenza di Manutentore Aeronautico, certificazione professionale riconosciuta a livello europeo, rilasciata secondo la normativa ENAC/EASA, indispensabile per operare nelle attività di manutenzione e certificazione degli aeromobili e dei relativi componenti.

“Il settore aeronautico – dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca - rappresenta un comparto strategico ad alto contenuto tecnologico, con importanti prospettive di crescita e una crescente richiesta di personale qualificato. La Sardegna, grazie alla presenza di realtà specializzate e agli investimenti in corso nella filiera, può cogliere questa opportunità sostenendo percorsi formativi capaci di creare nuove competenze, favorire l’occupazione giovanile e rispondere concretamente ai fabbisogni delle imprese. Investire nella formazione significa investire nello sviluppo, nell’innovazione e nel futuro del nostro territorio”.

Possono partecipare all’Avviso i giovani tra i 18 e i 31 anni non compiuti, residenti in Sardegna da almeno 12 mesi, in stato di disoccupazione e con DID attiva, in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e di un’attestazione ISEE in corso di validità non superiore a 40 mila euro. È inoltre richiesta una conoscenza della lingua inglese almeno di livello B1, oltre a non essere già in possesso della Licenza di Manutentore Aeronautico per la categoria richiesta e a non usufruire di altri contributi incompatibili per lo stesso percorso formativo.

I beneficiari potranno scegliere liberamente il percorso formativo tra gli organismi di addestramento autorizzati secondo la normativa ENAC/EASA (Part-147) e inseriti nel Catalogo Formativo ASPAL LMA 2026, istituito e aggiornato dall’Agenzia. Sarà inoltre possibile optare per soggetti non ancora presenti nel Catalogo, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente e dalla manifestazione di interesse ASPAL.

“Sappiamo che spesso i percorsi di alta specializzazione possono rappresentare un’opportunità difficilmente accessibile per molti giovani, soprattutto quando richiedono di spostarsi fuori dalla Sardegna e affrontare costi elevati per la formazione, il viaggio e la permanenza – prosegue l’assessora Manca -. Per questo abbiamo voluto sostenere concretamente i giovani che scelgono di investire nella propria formazione e nel proprio futuro professionale, prevedendo non solo il sostegno ai costi del percorso formativo, ma anche contributi per le spese di viaggio e permanenza necessarie alla frequenza dei corsi fuori regione”.

“Il nostro obiettivo è dare ai giovani sardi la possibilità di costruire il proprio futuro attraverso la formazione e il lavoro, abbattendo le barriere economiche che troppo spesso limitano l’accesso alle opportunità. Investire sulle competenze significa investire sulle persone, sulle loro aspirazioni e sulla crescita della nostra terra”, conclude l’esponente della Giunta Todde.

L’Avviso pubblico, con tutte le informazioni, i requisiti e le modalità di partecipazione, è consultabile sul sito dell'ASPAL

- La Regione Sardegna investe 1.491.305,67 euro per trasformare il periodo della detenzione in un'opportunità concreta di crescita, formazione e riscatto. Con l'approvazione dell'avviso pubblico "Attuazione Modelli di intervento per l'inclusione Attiva dei Detenuti (AMA DE) – Progetto Per.S.E.I.De. Percorsi Socio-Educativi e di Inserimento per i Detenuti", l'Assessorato del Lavoro punta a rafforzare le politiche di inclusione sociale, offrendo ai detenuti strumenti e competenze per costruire un futuro diverso e ridurre il rischio di recidiva.

“Il carcere non deve rappresentare soltanto il luogo in cui si sconta una pena, ma anche uno spazio in cui ricostruire il proprio futuro – dichiara l'assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca –. La nostra Costituzione affida alla pena una funzione rieducativa e noi vogliamo dare concretezza a questo principio, offrendo alle persone detenute l'opportunità di acquisire competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro. Restituire dignità attraverso il lavoro significa creare le condizioni perché, una volta terminata la detenzione, queste persone possano intraprendere un percorso di inclusione e autonomia, riducendo il rischio di ricadere nell'illegalità”.

L'intervento, che rientra nell'avviso pubblico "Attuazione Modelli di intervento per l'inclusione Attiva dei Detenuti (AMA DE), finanzia percorsi formativi finalizzati all'acquisizione di qualifiche professionali riconosciute, inserite nel Repertorio regionale dei Profili di Qualificazione, con l'obiettivo di favorire il reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute e contribuire alla riduzione della recidiva.

Finanzia percorsi formativi finalizzati all'acquisizione di qualifiche professionali riconosciute, inserite nel Repertorio regionale dei Profili di Qualificazione, individuate in raccordo con il Provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria e coerenti con i fabbisogni del mercato del lavoro. I percorsi saranno realizzati all'interno degli istituti penitenziari della Sardegna, utilizzando le aule e i laboratori già presenti.

Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso l'area riservata del portale Sardegna Lavoro, entro la finestra temporale compresa tra le ore 15.00 del 29 luglio 2026 e le ore 23.59 dell'11 settembre 2026.

“Investire nella formazione in carcere – conclude l'assessora – significa investire nella sicurezza delle nostre comunità. Ogni persona che, grazie a un percorso educativo e professionale, riesce a reinserirsi nella società è una persona che ha una concreta possibilità di costruire una nuova vita”

Si è svolta la riunione plenaria dedicata alla Campagna Antincendio Boschivo 2026, convocata dalla Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna, d'intesa con l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente, per condividere il quadro operativo del mese di agosto e rafforzare il coordinamento tra tutte le componenti del sistema regionale.

L'Assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi, il Direttore generale della Protezione Civile Mauro Merella, il Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale Gianluca Cocco, il Direttore Coordinatore Speciale dei Vigili del Fuoco Giuseppe Melis e il Direttore generale di Forestas Antonio Casula hanno partecipato ai lavori in presenza presso la Sala riunioni dell'Assessorato della Difesa dell'Ambiente. Collegati in videoconferenza, con circa 180 partecipanti, i rappresentanti delle Prefetture, dei Comuni, delle Province e Città metropolitane, delle strutture operative, degli enti gestori dei servizi essenziali, delle associazioni di categoria e del volontariato di protezione civile.

Nel corso dell'incontro sono stati analizzati l'andamento della campagna AIB, l'evoluzione delle condizioni meteorologiche e le azioni da mettere in campo nelle prossime settimane. ARPAS ha illustrato un quadro caratterizzato da un temporaneo calo delle temperature, seguito da una nuova fase di caldo intenso, mentre il Centro Funzionale Decentrato ha evidenziato come la vegetazione risulti più stressata rispetto allo scorso anno, pur in un contesto di pericolosità oggi inferiore rispetto ai picchi registrati nel mese di luglio.

L'Assessora della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, ha sottolineato che «la lotta agli incendi non può essere demandata esclusivamente alle strutture operative. È necessario il coinvolgimento di tutta la società, dalle istituzioni ai cittadini, passando per agricoltori, allevatori, barracelli e associazioni di categoria. La prevenzione si costruisce con la collaborazione e con una maggiore presenza sul territorio».

Il Direttore generale della Protezione Civile, Mauro Merella, ha evidenziato che «l'obiettivo della riunione è condividere informazioni e strategie operative tra tutti i soggetti coinvolti, mantenendo alta l'attenzione nel periodo più delicato della campagna AIB e assicurando il massimo coordinamento nelle giornate a maggiore rischio». Nel corso dei lavori sono stati inoltre richiamati il contributo del progetto Gemellaggi AIB e dei moduli europei antincendio attualmente presenti in Sardegna a supporto del dispositivo regionale.

Il Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Gianluca Cocco, ha ribadito che «la forza del sistema regionale risiede nella capacità di lavorare insieme, condividendo informazioni e supportandosi reciprocamente. Nonostante un'estate particolarmente impegnativa, il sistema continua a garantire una risposta efficace grazie alla collaborazione tra tutte le componenti coinvolte».

Il Direttore Coordinatore Speciale dei Vigili del Fuoco, Giuseppe Melis, ha ricordato l'importanza della sensibilizzazione rivolta anche ai turisti e ai frequentatori delle aree naturali, sottolineando la necessità di adottare comportamenti responsabili per ridurre il rischio di innesco degli incendi.

Il Direttore generale di Forestas, Antonio Casula, ha confermato il massimo impegno dell'Agenzia nel garantire il presidio del territorio, evidenziando il rafforzamento dello schieramento operativo e l'obiettivo di incrementare ulteriormente la presenza delle squadre sul campo.

Nel corso del confronto sono intervenuti anche i rappresentanti delle Prefetture, di ANCI Sardegna, delle Compagnie barracellari e di numerosi Comuni, condividendo proposte e buone pratiche per rafforzare il presidio del territorio, la prevenzione e il coordinamento istituzionale durante l'intera campagna antincendio boschivo.

Dai lavori è emersa, al tempo stesso, la necessità di proseguire nel rafforzamento del sistema regionale, affrontando alcune criticità legate alla carenza di personale, in particolare nel Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e nell'Agenzia Forestas, e all'esigenza di incrementare le attività di prevenzione durante tutto l'anno. Tutti i partecipanti hanno condiviso l'importanza di consolidare ulteriormente la collaborazione tra istituzioni, strutture operative, enti locali e volontariato, nella consapevolezza che solo un'azione coordinata e una pianificazione sempre più efficace possono contribuire a ridurre il rischio incendi e a garantire una risposta tempestiva alle emergenze.

Pagina 12 di 299