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Un paese di meno di 2.500 abitanti, una sala piena, artisti arrivati da fuori Sardegna, visitatori dentro le botteghe, il rumore antico di un telaio che si mescola ai linguaggi della danza contemporanea. Per un intero weekend Isili non ha semplicemente ospitato un Festival: è diventata il Festival.

È il primo bilancio di In Situ, la manifestazione organizzata dal Gruppo E-Motion e diretta da Francesca La Cava, che per il terzo anno consecutivo ha scelto il centro del Sarcidano per costruire un progetto artistico capace di partire dalla sua identità e portarla dentro i linguaggi contemporanei.

Il debutto dell’edizione 2026, sabato 29 e domenica 30 agosto, ha restituito l’immagine di un paese attraversato dall’arte: il pubblico ha riempito il Teatro Sant’Antonio per gli spettacoli, è entrato al MARATÈ – Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto, ha scoperto i laboratori artigiani e si è avvicinato a gesti, materiali e storie che appartengono alla memoria più profonda di Isili.

Un risultato che va oltre i numeri e racconta soprattutto la risposta di una comunità a una scommessa culturale nata tre anni fa.

“Quando abbiamo scelto Isili per la prima volta sapevamo che la sfida sarebbe stata proprio questa: non portare semplicemente degli spettacoli in un paese, ma costruire qualcosa insieme al paese”, sottolinea la direttrice artistica Francesca La Cava. “Al terzo anno vedere il teatro affollato, gli artisti dialogare con gli artigiani e il pubblico lasciarsi incuriosire da linguaggi anche molto diversi tra loro è una grande emozione. Isili dimostra che non servono grandi città perché possa nascere un grande progetto culturale. Servono identità, apertura, curiosità e una comunità disposta a incontrare l’arte”.

Il Festival si è aperto sabato pomeriggio al MARATÈ con “Archeologie contemporanee – Trame del presente”, personale di Renzo Francabandera, presentata per la prima volta in Sardegna e visitabile fino al 27 settembre.

Per l’inaugurazione è arrivata a Isili anche Cristina Ricci, console onoraria dei Paesi Bassi, invitata dallo stesso artista.

Una presenza che ha accompagnato l’inizio di un percorso dedicato proprio al tema della memoria: quella custodita, quella dimenticata e persino quella gettata via.

Molte delle opere di Francabandera nascono infatti da ciò che altri hanno abbandonato: manifesti, materiali recuperati e vecchie fotografie di famiglia ritrovate nelle case svuotate dopo la morte dei genitori. Frammenti apparentemente destinati a diventare rifiuti che l’artista raccoglie e ricompone, restituendo loro una seconda vita.

La sera, il centro del Festival si è spostato al Teatro Sant’Antonio, dove una sala affollata ha accolto il Live Painting di Francabandera, “Moirai” di EgriBiancoDanza e il primo studio di “TEXTURE. Corpo in trama”, produzione del Gruppo E-Motion con concept di Francesca La Cava e Alessandro Olla.

Corpi, materia, immagini e tecnologia hanno portato sulla scena il tema della trama, trasformando uno dei gesti più antichi della cultura isilese in materia contemporanea.

Un filo ideale proseguito domenica con “Panta Rhei” della Compagnia Petranura Danza e “Il corpo danzante – Omaggio a Pasolini” della Mandala Dance Company, che hanno chiuso il primo fine settimana di spettacoli.

Ma In Situ ha scelto di non fermarsi sulla soglia del teatro.

Uno dei momenti più intensi del weekend è arrivato entrando nei laboratori di Daniela e Dolores Ghiani, dove il Festival ha portato gli artisti direttamente dentro il luogo in cui la tradizione continua a essere costruita, giorno dopo giorno.

Nel laboratorio di Dolores Ghiani è il battere del telaio a scandire il tempo.

Per realizzare appena un metro quadrato di tessuto può servire una settimana di lavoro, otto ore al giorno. Ma dentro quella superficie non ci sono soltanto fili. Ci sono storie, racconti, simboli, immagini e frammenti del paesaggio.

E soprattutto non esistono confini rigidi tra ciò che può e ciò che non può diventare tessitura.

Plastica, stracci, filo da pesca, rafia, lana e persino rame entrano nelle opere e acquistano un significato nuovo. Il rosso intenso del punteruolo diventa colore, ciò che arriva dall’ambiente circostante entra nella trama e il telaio diventa uno strumento attraverso il quale raccontare Isili.

Un sapere che continua ad attirare curiosità anche lontano dai giorni del Festival: durante l’anno il laboratorio riceve mediamente almeno una visita alla settimana.

In quelle botteghe In Situ trova forse la sua immagine più autentica: la tradizione non esposta come qualcosa di immobile, ma affidata alle mani di donne che continuano a cambiarla.

“Volevamo che gli artisti incontrassero tutto questo”, prosegue La Cava. “Il gesto di una tessitrice e quello di un danzatore possono sembrare lontanissimi, invece hanno molto in comune: disciplina, ripetizione, memoria, corpo, tempo. In Situ nasce esattamente in quello spazio di incontro. E quando vedi un pubblico che dopo uno spettacolo vuole conoscere una tessitrice, entrare in una bottega o capire come nasce un’opera, senti che il Festival sta facendo quello per cui è stato immaginato”.

A seguire passo dopo passo il primo weekend è stata anche Ilse Atzori, assessora alla Cultura del Comune di Isili, presente agli appuntamenti e agli spettacoli del Festival.

“Non ho voluto perdermi un solo momento perché In Situ va vissuto, non semplicemente raccontato”, afferma Atzori. “Vedere il teatro pieno, vedere persone arrivate per gli spettacoli entrare nei nostri luoghi, incontrare i nostri artigiani e scoprire Isili attraverso l’arte è un’emozione straordinaria. In questi giorni abbiamo visto concretamente cosa significa quando diciamo che la cultura può essere uno strumento di crescita e di valorizzazione di un territorio”.

Per il terzo anno Francesca La Cava e il Gruppo E-Motion hanno scelto Isili. Non una grande città, non un luogo costruito attorno ai grandi circuiti dello spettacolo, ma un piccolo centro del Sarcidano nel quale la contemporaneità può incontrare una cultura materiale ancora viva.

E il viaggio non è ancora finito.

Dopo il successo del primo weekend, In Situ tornerà sabato 5 e domenica 6 settembre, con nuovi appuntamenti tra Parco Asusa e Teatro Sant’Antonio. Sabato spazio anche alle famiglie con “Bianca e Rossa” di ASMED – CRID Sardegna, seguito in serata da “Sa Ballada” del Gruppo E-Motion, “Puzzle” di Resextensa – Porta d’Oriente e “Trilogia del Tempo Sospeso – Secondo Matteo” della Compagnia Francesca Selva.

Domenica il gran finale allargherà ancora una volta i confini di questo piccolo paese del Sarcidano: accanto al Gruppo E-Motion arriveranno EnclaveDanza dalla Spagna con “Terra Ferida” e il Teatr Tańca Zawirowania dalla Polonia con “In Pursuit Of…”.

Da Isili all’Europa e dall’Europa a Isili. Con un telaio, un pezzo di rame, un corpo che danza e una comunità che, per nove giorni, sceglie di diventare palcoscenico.

Il Festival In Situ è realizzato grazie al patrocinio e al contributo del Comune di Isili, del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna – Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e della Fondazione di Sardegna.

 

I dati sul sistema del lavoro regionale, così come emergono dal nuovo Rapporto realizzato dal Centro Studi della CISL Sardegna, evidenziano 21 mila occupati in più nell’Isola nel biennio 2023-2025. “Numeri – evidenzia l’assessora del Lavoro, Desirè Manca – che confermano una crescita dell’occupazione in Sardegna, in linea con quanto rilevato anche da altre fonti statistiche e amministrative, e che ci collocano al di sopra della media del Mezzogiorno. È un risultato importante, che dimostra che in questi anni il mercato del lavoro regionale è cresciuto. Resta, però, il tema dei salari: dal 2008 al 2023 le retribuzioni reali sono diminuite del 15,2%, con effetti pesanti sul potere d’acquisto delle famiglie. Su questo bisogna essere chiari: i salari si definiscono principalmente attraverso la contrattazione collettiva nazionale e in molti settori i contratti non hanno tenuto il passo con l’aumento del costo della vita, acuitosi anche a seguito della crisi energetica, lasciando livelli retributivi troppo bassi. Non è quindi sulla determinazione dei salari che la Regione può intervenire, ma sulle condizioni che permettono di creare più e migliore occupazione. Ed è proprio su questo fronte che abbiamo lavorato, mettendo in campo misure che hanno contribuito alla crescita dell’occupazione, come dimostrano i numeri”.
“Il nostro compito è continuare a lavorare su ciò che rientra nelle competenze regionali – prosegue l’esponente della Giunta – e, in questa prospettiva, guardiamo con favore e spirito di collaborazione alla proposta avanzata da Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna, di avviare un confronto per la definizione di un ‘Patto regionale per produttività, salari e qualità del lavoro’. Una proposta che incontra particolare attenzione da parte nostra, anche perché le strategie già messe in campo dalla Regione e quelle di imminente attuazione si muovono nella stessa direzione, con l’obiettivo di rafforzare qualità, stabilità e valore dell’occupazione”.
In questa prospettiva, sul fronte della contrazione dei salari e della perdita di potere d’acquisto, il prossimo 9 ottobre sarà presentato il Progetto VIA.MA.R.E., realizzato da ASPAL, che attraverso lo studio del fenomeno dei cosiddetti working poor punta alla costituzione di un osservatorio stabile sul lavoro povero nei territori di Sardegna, Liguria, Toscana, Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
Allo stesso tempo, la Regione sta investendo sul rafforzamento delle competenze e dell’occupabilità, in particolare dei giovani, con l’imminente avvio del Piano NewGens, rivolto alla fascia 18-35 anni, e attraverso le azioni del Just Transition Fund 2021-2027, che nel Sulcis-Iglesiente sostengono la riqualificazione professionale e l’accompagnamento dei lavoratori nei processi di transizione industriale, insieme a interventi per le imprese e per la creazione di nuova occupazione. Una strategia che guarda anche alla dimensione territoriale, con la prevista costituzione degli Osservatori territoriali del lavoro (OTL) e dei Patti territoriali per il lavoro (PTL), a partire dall’esperienza avviata da ASPAL nel Medio Campidano, per intercettare e anticipare i fabbisogni professionali e occupazionali e rafforzare il raccordo tra formazione, lavoro e sistema produttivo. Il quadro trova ulteriore definizione nel DEFR – Documento di Economia e Finanza Regionale 2027-2029, che individua nel rafforzamento del Sistema Integrato Regionale del Lavoro e nei nuovi “distretti per il lavoro” strumenti per rendere le politiche attive sempre più aderenti alle specificità dei territori e ai bisogni di giovani, persone fragili, lavoratori coinvolti nelle crisi e imprese.
“In questo quadro – conclude l’assessora – la proposta di un Patto regionale per produttività, salari e qualità del lavoro può rappresentare un’importante opportunità per rafforzare una governance condivisa delle politiche del lavoro, valorizzando il contributo di tutti gli attori coinvolti e costruendo condizioni sempre più favorevoli alla crescita dell’occupazione e alla qualità del lavoro in Sardegna”.

 

Si è svolta ieri mattina la Conferenza dei servizi per l’intervento di messa in sicurezza del tratto della strada statale 130 a quattro corsie tra Elmas e Decimomannu, la riunione ha recepito tutti i pareri degli enti e dei soggetti coinvolti, compresi quelli dei comuni interessati dal progetto. I sindaci di Elmas, Assemini e Decimomannu si sono espressi favorevolmente, così come tutti gli altri soggetti istituzionali. “È una giornata che possiamo definire storica – evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu – con i pareri positivi possiamo dare avvio all’iter dell’opera attesa da oltre dieci anni. Questo ci consente di definire anche il cronoprogramma che prevede entro dicembre di avere il progetto di fattibilità tecnico economia ed entro giugno 2027 la pubblicazione della gara. Inoltre, entro dicembre partiranno i lavori per la rotatoria di Decimomannu per mettere in sicurezza l’incrocio in attesa delle opere definitive”.

L'intervento riguarda la messa in sicurezza del tratto a quattro corsie tra i comuni di Elmas e Decimomannu, attraverso la realizzazione di una strada di tipo B con due corsie per senso di marcia. È inoltre prevista la realizzazione di svincoli a livelli sfalsati in corrispondenza delle attuali intersezioni a raso di Elmas, Assemini e Decimomannu e la eliminazione di alcuni accessi diretti. In corrispondenza dei nuovi svincoli, la SS130 sarà elevata in viadotto ed il collegamento con la viabilità locale avverrà tramite realizzazione di rampe dirette e rotatoria sottostante. Superata la zona di svincolo, la SS 130 riprenderà la quota dell'attuale tracciato.

Lungo il tracciato è prevista la realizzazione di 4 viadotti e 2 ponti per uno sviluppo totale di 1000 m circa oltre a un cavalcavia, opere minori e di sistemazione idraulica.

“In due anni abbiamo messo d’accordo quasi 40 soggetti coinvolti – evidenzia Piu - nell’iter sono stati fondamentali la costituzione della struttura commissariale, era attesa dal 2021, gli incontri al Ministero e la collaborazione di Anas e dei comuni. Oggi è una giornata da segnare nel calendario perché finalmente abbiamo il via libera all’opera. Ora abbiamo un progetto approvato e un orizzonte temporale”.

L’opera interessa un tracciato di 10 chilometri, per un valore complessivo di oltre 330 milioni di euro. Il cantiere sarà diviso in due lotti che saranno realizzati contemporaneamente così da ottimizzare i tempi.

La Regione Sardegna, ha trasmesso al Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica una nota sul progressivo degrado delle praterie di Posidonia oceanica nell'Arcipelago di La Maddalena, chiedendo un intervento su cinque fronti di competenza statale. Oltre 6.000 imbarcazioni al giorno si sono riversate nei picchi estivi sulle praterie dell'habitat prioritario 1120*. La Regione chiede la qualifica di polizia giudiziaria per il personale di vigilanza degli enti parco, sanzioni proporzionate al danno ecologico e il rafforzamento del presidio in mare della Guardia costiera.

La nota, firmata dall'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi e dalla Presidente della Regione Alessandra Todde, è stata trasmessa per conoscenza anche al Presidente dell'Ente Parco nazionale.

L'area interessata cumula tre regimi di tutela distinti: parco nazionale ai sensi della legge n. 394 del 1991; sito della rete Natura 2000 ITB010008 «Arcipelago La Maddalena», designato Zona speciale di conservazione con decreto ministeriale dell'11 gennaio 2022 e contestualmente classificato Zona di protezione speciale; porzione del Santuario Pelagos per i mammiferi marini del Mediterraneo, ratificato con la legge n. 391 del 2001. Ciascun regime genera obblighi autonomi e ciascuno, rileva la Regione, è oggi disatteso per la medesima ragione: l'assenza di un presidio di vigilanza effettivo.

Nelle settimane di picco estivo la pressione si concentra nelle aree di maggiore fragilità — Caprera, Spargi, Budelli, Santa Maria e le isole a nord e a sud di Mortorio — e agisce lungo tre direttrici: l'ancoraggio su fondali colonizzati dalla posidonia, con sradicamento meccanico e frammentazione delle praterie; il moto ondoso e la velocità eccessiva, che accentuano l'erosione degli arenili; l'aumento della torbidità e gli scarichi non controllati, che riducono l'attività fotosintetica della pianta. Gli stessi fattori incidono sulle popolazioni residue di Pinna nobilis, già in stato critico di conservazione, e sui mammiferi marini che frequentano stabilmente queste acque.

Le misure di conservazione vengono disattese quotidianamente e su larga scala senza conseguenze per il trasgressore.

Il personale dell'Ente Parco non dispone della qualifica di polizia giudiziaria né di potestà sanzionatoria: può informare e segnalare, non contestare. La vigilanza resta affidata alla Capitaneria di porto e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, con dotazioni non commensurate all'estensione dell'area.

Le sanzioni ordinariamente applicate all'ancoraggio su prateria si attestano su importi di poche decine di euro, percepiti dalla nautica di fascia alta come costo accessorio della navigazione. In Francia, Paese parte del medesimo Accordo Pelagos, le violazioni sono perseguite dinanzi al tribunale marittimo, con sanzioni pecuniarie assai più elevate cui possono aggiungersi il divieto temporaneo di navigazione.

La Regione segnala inoltre di aver già avviato, per la parte di propria competenza, un percorso di cooperazione con l'Amministrazione marittima: con la deliberazione della Giunta regionale n. 36/21 del 15 luglio 2026 è stato approvato lo schema di Protocollo d'intesa con il Comando generale delle Capitanerie di porto – Guardia costiera, che include espressamente la vigilanza sulle aree marine protette e sui siti Natura 2000. Il Protocollo offre una sede attuativa già costituita, nella quale si chiede al Ministero di sostenere l'inserimento di una specifica linea di attività dedicata al presidio dell'Arcipelago di La Maddalena.

“Non stiamo chiedendo nuovi divieti: quelli esistenti sono già più che sufficienti, stiamo chiedendo che qualcuno possa farli rispettare”, scrivono nella nota la Presidente Todde e l’assessora Laconi. “Un habitat prioritario europeo non può essere affidato alla buona volontà di chi lo attraversa, e chi lo danneggia non può cavarsela con una sanzione da poche decine di euro. La Sardegna fa la sua parte, ma i poteri di vigilanza e il regime sanzionatorio sono materia statale: su questo chiediamo al Ministro una risposta”.

Le richieste al Ministero riguardano l’attribuzione al personale di vigilanza degli enti parco nazionali della qualifica di polizia giudiziaria e della potestà di accertamento e contestazione delle violazioni; la revisione e graduazione del regime sanzionatorio di cui all'articolo 30 della legge n. 394/1991 per i danni agli habitat prioritari e per la violazione delle misure di conservazione dei siti Natura 2000, con importi proporzionati al pregiudizio ecologico e alle caratteristiche dell'unità navale; il rafforzamento del dispositivo di controllo in mare della Guardia costiera nel Parco nazionale e nella ZSC/ZPS ITB010008, con incremento di unità navali e personale nella stagione di massima affluenza, in attuazione dell'articolo 13 dell'Accordo Pelagos; l’inclusione dell'habitat prioritario 1120 del sito ITB010008 tra le aree di intervento prioritario del Piano nazionale di ripristino della natura, di cui al regolamento (UE) 2024/1991; la valutazione dei presupposti per l'esercizio dell'azione di risarcimento del danno ambientale, ai sensi degli articoli 299 e seguenti e 311 del decreto legislativo n. 152 del 2006, nei confronti dei responsabili di eventi accertati di danneggiamento dell'habitat 1120.

La Regione si dichiara disponibile a ogni approfondimento tecnico e alla partecipazione a un tavolo di lavoro dedicato, in raccordo con l'Ente Parco quale ente gestore del sito Natura 2000 e con le autorità marittime competenti.

La Giunta regionale ha approvato i criteri per destinare 4,4 milioni di euro alla rigenerazione urbana di Lula, Bitti, Onanì e Orune, accompagnando così la candidatura di Sos Enattos con un investimento concreto sulla qualità dei luoghi e delle comunità.

Le risorse, previste dalla legge regionale di stabilità 2026, saranno ripartite in parti uguali tra i quattro Comuni, con un massimo di 1,1 milioni di euro ciascuno. I finanziamenti potranno essere utilizzati per recuperare edifici pubblici e spazi urbani, realizzare infrastrutture verdi, rafforzare i luoghi di aggregazione e inclusione e migliorare sicurezza, accessibilità e qualità urbana.

“L’Einstein Telescope è molto più di una grande infrastruttura scientifica: è una straordinaria occasione di sviluppo per la Sardegna - sottolinea l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda -. La candidatura stessa è un'occasione di rigenerazione dei territori: è giusto prepararli oggi poiché potrebbero accogliere una trasformazione dalle importanti ricadute scientifiche, economiche, occupazionali e sociali, rafforzando la qualità urbana e di vita di chi già abita il territorio così come per coloro che verranno”.

“La candidatura di Sos Enattos deve diventare anche un progetto di crescita territoriale e di sinergia istituzionale - prosegue Spanedda -. Con queste risorse la Regione sostiene concretamente i Comuni e li mette nelle condizioni di intervenire sui propri centri urbani, recuperare patrimonio e spazi pubblici e migliorare i servizi. È così che una grande sfida internazionale può tradursi in una ricaduta concreta per le comunità”.

L’intervento si inserisce nella strategia regionale a sostegno della candidatura, già accompagnata da una governance dedicata e dall’Accordo sottoscritto con i quattro Comuni direttamente interessati: Lula, Bitti, Onanì e Orune.

I progetti dovranno avere carattere organico e di interesse pubblico, essere coerenti con i caratteri ambientali e storico-culturali dei luoghi e rispondere ai bisogni delle comunità, intervenendo anche su situazioni di degrado, abbandono e perdita di funzioni urbane.

“Una grande infrastruttura può diventare davvero un’opportunità solo se cresce insieme ai territori che la ospitano. Per questo è fondamentale lavorare fianco a fianco con i Comuni, mettendo sullo stesso piano l’opera, le esigenze delle comunità e le prospettive di sviluppo dei territori. La collaborazione tra istituzioni è la condizione per costruire un progetto capace di avviare una crescita duratura in Sardegna”, conclude Spanedda.

Arrivano le risorse per sostenere il ripristino dei territori colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dei mesi di gennaio e febbraio 2026.

Dieci milioni di euro sono stati destinati ai Comuni con la variazione di bilancio per gli interventi di ripristino dei danni provocati dai cicloni Harry e Oriana che hanno colpito la Sardegna all’inizio dell’anno. A questi si aggiunge un altro milione di euro per le grandi aree industriali interessate dal maltempo.

Le risorse si inseriscono nel percorso avviato a seguito delle dichiarazioni dello stato di emergenza e delle ricognizioni effettuate nei territori interessati. La documentazione allegata alla norma richiama 1.438 segnalazioni comunali relative al patrimonio pubblico e un quadro dei danni di dimensioni largamente superiori alle risorse finora disponibili.

“L’emergenza non termina quando cessa l’allerta” dichiara l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi. “Dopo la fase del soccorso resta quella, altrettanto importante, del ripristino delle condizioni ordinarie nei territori, delle infrastrutture e delle attività colpite”.

Un ulteriore milione di euro è destinato alle grandi aree industriali interessate dalle eccezionali mareggiate dei mesi di gennaio e febbraio, per il ripristino di infrastrutture, impianti e attrezzature e per il recupero dal fondale marino di materiali e beni trascinati dagli eventi.

La disposizione consente la concessione di contributi ai soggetti pubblici e privati danneggiati.

“La dimensione degli eventi estremi impone di lavorare contemporaneamente sulla prevenzione e sulla capacità di recupero. Investire sulla resilienza significa ridurre i rischi prima, intervenire durante l’emergenza e accompagnare i territori nel ritorno alla normalità” conclude l’assessora Laconi.

Oltre 12 milioni di euro per assicurare continuità e maggiore capacità operativa al dispositivo regionale di protezione civile, antincendio e salvamento.

Tra gli interventi approvati nella variazione di bilancio figurano 7,2 milioni di euro per il 2027 destinati al servizio di pilotaggio degli elicotteri medio-pesanti impiegati nella campagna antincendio boschivo.

Si tratta di mezzi che, grazie alla maggiore capacità di trasporto d’acqua e alle caratteristiche operative, integrano la flotta degli elicotteri leggeri e consentono un impiego più efficace negli scenari di maggiore complessità.

Altri 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028 sono destinati al servizio di pilotaggio dei velivoli della Protezione civile, con l’obiettivo di garantire operatività nell’arco delle 24 ore durante tutto l’anno e concorrere alle attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi. “Nelle emergenze il tempo e la capacità di intervento fanno la differenza - dichiara l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi - Garantire continuità ai servizi aerei significa preservare una componente essenziale del dispositivo regionale, integrando mezzi differenti in funzione dello scenario operativo”.

Il pacchetto comprende inoltre 900 mila euro per il rafforzamento del sistema integrato di salvamento balneare: 300 mila euro per la collaborazione con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nelle attività di presidio dei litorali e 600 mila euro destinati ai Comuni per il rimborso delle spese sostenute nel 2025 per i servizi di salvamento.

Ulteriori 70 mila euro incrementano le risorse destinate alla collaborazione con i Vigili del fuoco nella campagna AIB 2026, anche attraverso il presidio nell’area di Is Arenas, nell’Oristanese. “Boschi, coste e mare presentano rischi diversi, ma richiedono lo stesso principio organizzativo: preparazione, integrazione tra strutture e capacità di intervenire rapidamente”, conclude l’assessora Laconi.

Risanamento ambientale ed ecocentri, sono i settori a cui la variazione di bilancio ha destinato 11,3 milioni di euro con tre interventi principali: il completamento dell’impianto di compostaggio di Pratosardo, a Nuoro, il rafforzamento delle risorse destinate alle bonifiche dall’amianto e la bonifica dell’ex miniera di Sa Marchesa a Nuxis, ai quali si aggiungono le misure per il rafforzamento degli ecocentri e dei centri di raccolta comunali. “Una gestione moderna dei rifiuti richiede impianti efficienti, capaci di migliorare la qualità dei processi e di recuperare una quota sempre maggiore di materiali – dichiara l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi –. Allo stesso tempo dobbiamo continuare a intervenire sulle criticità ambientali ancora presenti nei territori, a partire dall’amianto”.

Per l’impianto di compostaggio del Consorzio industriale di Nuoro sono previsti 4,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per la seconda fase dell’intervento.

Le risorse consentiranno di completare il sistema attraverso la chiusura e l’aspirazione dell’area di maturazione del compost, con sistemi di trattamento dell’aria finalizzati anche alla riduzione delle emissioni odorigene, e attraverso la realizzazione di un’area coperta destinata al recupero di legno, rifiuti ingombranti e plastiche dure.

L’intervento integra una prima fase già finanziata e punta quindi al completamento funzionale dell’impianto, senza anticipare l’avvio dei lavori rispetto alle annualità previste dalla manovra.

Sul fronte delle bonifiche, nel 2028 vengono stanziati ulteriori 2 milioni di euro per gli interventi sugli immobili contenenti amianto. Le risorse sono destinate alle amministrazioni provinciali per il successivo trasferimento agli enti locali e ai loro consorzi.

I 2 milioni si aggiungono ai 3 milioni già previsti per la medesima annualità, portando quindi a 5 milioni di euro la dotazione complessivamente disponibile nel 2028.

A questi interventi si aggiunge lo stanziamento di 4.285.781 euro per il 2026 a favore del Comune di Nuxis, per la bonifica, la messa in sicurezza permanente, il recupero ambientale e la valorizzazione del sito dell’ex miniera di Sa Marchesa e delle aree contaminate ad esso connesse. Le modalità di concessione ed erogazione del contributo, con gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo, saranno disciplinate da un’apposita convenzione tra la Regione e il Comune.

Il pacchetto si arricchisce inoltre del rafforzamento della rete degli ecocentri. Sono stanziati 600 mila euro (300 mila nel 2026 e 300 mila nel 2027) per la realizzazione di ecocentri comunali destinati all’utilizzo in forma associata da parte di più Comuni, al fine di valorizzare e consolidare i risultati conseguiti nella raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Potranno beneficiare del finanziamento i Comuni che non abbiano ricevuto nei cinque anni precedenti finanziamenti per la medesima finalità, abbiano conseguito nel 2024 percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti urbani superiori all’83 per cento e abbiano stipulato tra loro un accordo per l’utilizzo in forma associata dell’ecocentro. Le risorse sono assegnate al Comune individuato quale capofila dell’accordo e ciascun finanziamento è concesso, nei limiti delle spese ammissibili, per un importo non inferiore a 300 mila euro.

Ulteriori 190 mila euro nel 2026 sono destinati ai Comuni capofila delle Associazioni per la gestione dei servizi di raccolta dei rifiuti urbani, per l’ampliamento degli ecocentri comunali a servizio dei Comuni associati appartenenti alla categoria dei Comuni periferici e ultraperiferici della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) o interessati da un’anomala pressione antropica legata ai flussi turistici e alle attività industriali estrattive.

Completano il quadro 120 mila euro nel 2026per interventi urgenti e speciali di ampliamento dei centri di raccolta dei rifiuti nei Comuni situati in prossimità di basi militari.

“Investire sulle bonifiche e sull’efficienza degli impianti significa occuparsi di problemi molto concreti che incidono direttamente sui territori e sulle comunità. È un lavoro meno visibile di altri, ma essenziale per costruire un sistema ambientale più sicuro e più autonomo” conclude l’assessora Laconi.

Il Cagliari comincia nel migliore dei modi il nuovo percorso stagionale, conquistando una vittoria pesante contro il Parma, diretta concorrente nella lotta per la permanenza in Serie A. Un successo che vale tre punti preziosi, ma che soprattutto restituisce entusiasmo all’ambiente rossoblù e conferma le buone sensazioni emerse sul piano del gioco e dell’organizzazione.

 

La squadra di mister Pisacane ha mostrato compattezza, personalità e una notevole voglia di fare la partita. Il tecnico sembra aver trovato un undici equilibrato, capace di interpretare con ordine entrambe le fasi e di valorizzare al meglio alcuni innesti particolarmente interessanti.

 

Tra questi spicca senza dubbio Alessandro Romano. Alla sua prima da titolare in Serie A, il giovane centrocampista ha ripagato la fiducia dell’allenatore nel modo migliore: una prestazione convincente impreziosita da un gran gol. Personalità, qualità e capacità di inserirsi negli spazi hanno fatto di Romano una delle note più liete della serata. Il suo esordio rappresenta una promessa importante per il prosieguo della stagione.

 

Ottimi segnali sono arrivati anche da Daniel Maldini. Il figlio d’arte si è dimostrato vivace e imprevedibile, sempre pronto a ripartire e a mettere in difficoltà la retroguardia del Parma. Gli è mancato soltanto il guizzo decisivo per coronare una prestazione positiva: il suo tentativo dalla distanza, terminato di poco fuori, avrebbe potuto trasformarsi in un autentico eurogol.

 

Nel complesso, il Cagliari ha dato l’impressione di essere una squadra determinata a dimostrare di meritare pienamente la Serie A. Intensità, applicazione e una condizione fisica già convincente hanno accompagnato una prova giocata con il giusto atteggiamento. Il successo ha inoltre alzato il morale del gruppo, elemento fondamentale in una stagione che si preannuncia lunga e combattuta.

 

Ora, però, all’orizzonte c’è un appuntamento di tutt’altro peso: domenica prossima, tra le mura amiche, arriverà l’Inter. Una sfida proibitiva sulla carta, ma che il Cagliari potrà affrontare con maggiore fiducia dopo questa importante affermazione. La vittoria contro il Parma ha offerto certezze e consapevolezza: contro i nerazzurri servirà un’altra prova di grande sacrificio, ma i rossoblù hanno già dimostrato di avere le armi per giocarsela.

 

La prima è stata davvero buona. Ora il Cagliari è chiamato a confermarsi.

Tutti a guardare il prezzo della tazzina, mentre il vero conto salato per le famiglie arriva dal supermercato e dalle bollette. La polemica sul “caro-caffè” torna puntualmente al centro del dibattito, ma per Fipe Confcommercio Sud Sardegna i numeri impongono di rimettere le cose nella giusta prospettiva: dal 2020 l’aumento dei prezzi di alimentari ed energia ha determinato circa 60 miliardi di euro di maggiore spesa per le famiglie italiane, mentre i consumi al bar rappresentano appena il 2% della spesa familiare.

E anche quando si guarda alla tazzina, il quadro è molto diverso da quello di una corsa incontrollata dei prezzi. Secondo il Rapporto Ristorazione Fipe, a dicembre 2025 a Cagliari un espresso costava mediamente 1,52 euro. A livello nazionale, tra il 2020 e il 2026 i servizi al bar e il prezzo del caffè hanno registrato un incremento nell’ordine del 23%, sostanzialmente in linea con l’inflazione generale dello stesso periodo.

Ben diversa è stata la corsa delle spese essenziali: nello stesso arco temporale i beni alimentari hanno registrato aumenti superiori al 30%, mentre per abitazione ed energia l’incremento cumulato ha superato il 70%.

Una differenza che assume ancora più peso se si considera quanto queste voci incidano sul portafoglio: la spesa nei bar rappresenta circa il 2% dei consumi di una famiglia, contro il 16% degli alimentari e il 6% delle utenze energetiche. E sono proprio queste ultime due componenti, trattandosi in larga parte di spese difficilmente comprimibili, a colpire maggiormente i nuclei con minore capacità di spesa.

«Non vogliamo minimizzare le difficoltà delle famiglie, perché sappiamo bene che oggi anche pochi euro possono fare la differenza. Ma proprio per questo bisogna parlare dei numeri reali– sottolinea Emanuele Frongia, presidente Fipe Confcommercio Sud Sardegna –. Non sono i pochi centesimi di adeguamento della tazzina a svuotare il portafoglio. Negli ultimi anni le famiglie hanno dovuto spendere decine di miliardi in più per mangiare, pagare la luce, il gas e sostenere le altre spese essenziali. È lì che si è prodotta la vera erosione del potere d’acquisto.»

Il quadro più recente di Cagliari conferma quanto le spese legate alla casa e all’energia continuino a rappresentare un elemento rilevante. A luglio 2026 l’inflazione nel capoluogo sardo si attesta al +2,7% su base annua, mentre la voce relativa ad abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili registra un incremento del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I prodotti alimentari e le bevande analcoliche segnano invece un +1,4%.

Ma le stesse dinamiche che incidono sui bilanci domestici si riflettono anche sui conti dei pubblici esercizi. Bar e ristoranti devono sostenere il rincaro delle materie prime, delle forniture energetiche e dei servizi, oltre ai costi del personale, degli affitti e della gestione quotidiana dell’attività.

«Quando aumenta la bolletta di una famiglia aumenta anche quella del bar. Quando salgono i prezzi delle materie prime, salgono anche per chi ogni mattina deve alzare la serranda – prosegue Frongia –. In questi anni molte imprese hanno assorbito una parte consistente dei rincari evitando di trasferirli integralmente sul cliente. Per questo parlare di speculazione sul caffè è profondamente ingeneroso nei confronti di migliaia di imprenditori.»

Per Fipe Confcommercio Sud Sardegna occorre quindi evitare che il dibattito sul costo della tazzina faccia perdere di vista le dimensioni economiche reali del fenomeno. L’adeguamento del prezzo del caffè si inserisce in un contesto generale nel quale i costi sostenuti dalle attività sono cresciuti sensibilmente, senza che tali aumenti siano stati scaricati nella stessa misura sui consumatori.

C’è poi un altro elemento che, secondo l’associazione, non può essere ignorato: il valore economico e sociale del modello italiano del bar. La tazzina consumata al banco continua ad avere in Italia un prezzo contenuto e rappresenta un’abitudine quotidiana che va oltre il semplice acquisto di un prodotto.

«In Sardegna il bar è ancora un luogo di socialità, incontro e comunità – conclude Frongia –. Dietro 1,52 euro non c’è soltanto il caffè nella tazzina: ci sono un’impresa che deve restare aperta, lavoratori da retribuire, energia, servizi e professionalità. Possiamo discutere di ogni aumento, ma facciamolo partendo dalle proporzioni: trasformare il caffè nel simbolo del caro-vita significa guardare alla voce che pesa il 2% e rischiare di dimenticare quelle che stanno realmente mettendo sotto pressione famiglie e imprese.»

La richiesta di Fipe Confcommercio Sud Sardegna è dunque quella di riportare il confronto sul costo della vita ai dati: non una battaglia tra esercenti e consumatori, che stanno subendo gli effetti della stessa crescita dei costi, ma un’analisi delle voci che negli ultimi anni hanno inciso maggiormente sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla sostenibilità delle imprese.

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