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Non solo lezioni, ma un luogo nel quale continuare a imparare, confrontarsi e stare insieme, senza limiti di età. La Nuova Università Libera della Sardegna del Sapere e della Terza Età rilancia la campagna di iscrizioni per l’Anno Accademico 2026/2027 e si prepara a una nuova stagione con un programma ancora più ampio, capace di affiancare i grandi temi della cultura alle trasformazioni che stanno cambiando la società e il mondo del lavoro.

Dopo essere stata tra le prime realtà in Sardegna a introdurre percorsi dedicati alla digitalizzazione e all’Intelligenza Artificiale, l’Università compie un ulteriore passo avanti: accanto ai corsi base sull’IA, per la prima volta sarà proposto un corso di prompt engineering avanzato, pensato per approfondire l’utilizzo degli strumenti di Intelligenza Artificiale e imparare a dialogare in maniera più efficace e consapevole con le nuove tecnologie.

Un segnale della direzione scelta per il nuovo Anno Accademico: mantenere salde le radici culturali dell’Università Libera e, contemporaneamente, aprire le porte ai linguaggi e alle competenze del futuro.

L’offerta 2026/2027 sarà multidisciplinare e aperta non soltanto alla terza età, ma a tutte le persone che desiderano continuare ad apprendere, coltivare nuovi interessi e vivere occasioni di incontro e socialità.

Alle lezioni tenute da nuovi docenti universitari della Sardegna si affiancheranno contributi di professori provenienti da autorevoli Atenei italiani ed europei.

Il programma spazierà dalle lingue straniere alla storia, dalla letteratura all’attualità, fino alla musica, al canto corale e alla cultura musicale. Confermati e ampliati anche i laboratori teatrali ed espressivi, i corsi di ballo e gli incontri dedicati alla salute, al benessere e alla qualità della vita.

Uno spazio importante sarà dedicato ai temi che stanno trasformando il presente. Geopolitica, società, economia e cambiamenti del mondo del lavoro saranno al centro di incontri e approfondimenti pensati per offrire strumenti utili a interpretare fenomeni sempre più complessi.

Innovazione e contemporaneità dialogheranno con la valorizzazione dell’identità dell’Isola. La programmazione comprenderà infatti percorsi culturali ed esperienziali dedicati all’enogastronomia, alla storia e alle tradizioni della Sardegna.

Le attività saranno articolate tra lezioni, laboratori, seminari, masterclass ed esperienze sul campo, con appuntamenti durante la settimana e iniziative culturali ed esperienziali anche nel fine settimana.

Nel nuovo Anno Accademico sarà inoltre ulteriormente rafforzata la rassegna letteraria e culturale, diventata uno degli appuntamenti della Nuova Università Libera.

Sono previsti incontri e momenti di confronto con autori, giornalisti, studiosi, artisti e personalità del panorama culturale, con l’obiettivo di trasformare la sede di via Pola in uno spazio sempre più aperto alla città e al dibattito.

Le iscrizioni all’Anno Accademico 2026/2027 sono aperte nella sede della Nuova Università Libera della Sardegna del Sapere e della Terza Età, in via Pola 41 a Cagliari.

La Segreteria è operativa dal lunedì al giovedì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 18.30, per le iscrizioni e per fornire tutte le informazioni sulla nuova programmazione, sui corsi, sui docenti e sulle attività.

Informazioni e iscrizioni
Tel. 344 459 2233
E-mail: nulstesardegna@gmail.com

“Il turismo lento si consolida come asset strategico per la Regione Sardegna, puntando a destagionalizzare i flussi e a svelare il fascino dei territori interni: un’esperienza unica che fonde sostenibilità, ospitalità, ambiente, natura e attrattori storico-culturali, compresi i tesori riconosciuti dall'UNESCO”. Con queste parole l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, ha sintetizzato oggi a Nuoro, nel corso della conferenza di presentazione della 5ª edizione di Noi Camminiamo in Sardegna, tenutasi all’Auditorium “Giovanni Lilliu” dell'ISRE, la valenza del progetto di promozione del turismo dei cammini, attivato dall’Assessorato regionale. “Il segmento slow– ha aggiunto Cuccureddu - è basato su sostenibilità ambientale ed economico-sociale, teso a valorizzare un’offerta unitaria pronta ad affacciarsi sui mercati nazionali e internazionali. Un'offerta composta dai Cammini, dalle Destinazioni Turistiche di Pellegrinaggio, dalla Rete escursionistica e dai borghi, con particolare attenzione alle 15 località certificate – i Borghi caratteristici della Sardegna”.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, del neo Presidente dell’ISRE, Leonardo Moro e della Presidente di Promocamera, Maria Amelia Lai, la conferenza è proseguita con l’intervento della direttrice del Servizio Marketing e Comunicazione Valentina Tagliagambe, che ha offerto l’opportunità di conoscere le azioni messe in campo dall’Assessorato per la promozione del turismo lento e sostenibile, un progetto che coinvolge e consolida gli otto itinerari dei Cammini di Sardegna: Cammino Minerario di Santa Barbara, Cammino di San Giorgio Vescovo, Cammino di Santu Jacu, Cammino di Sant’Efisio, Cammino 100 Torri, Via dei Santuari, Cammino Francescano in Sardegna e il Cammino dei Beati, sulle sue battute finali per il riconoscimento nel Registro regionale. Protagoniste dell’evento saranno anche le Destinazioni di Pellegrinaggio: Borutta, Dorgali, Galtellì, Genoni, Gesturi, Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco. Borghi legati a figure di santi e beati, luoghi di ospitalità, silenzio e meditazione, autentici scrigni di rigenerazione fisica e spirituale, che rappresentano uno spaccato della Sardegna più autentica.

“ Quello che presentiamo è un grande evento ormai tradizionale che tra fine settembre e primi di ottobre accende i riflettori sulla Sardegna di tutti coloro che sono appassionati di turismo escursionistico, di cammini religiosi, di destinazioni di pellegrinaggio ma anche di tutto ciò che può essere incluso nella definizione di slow tourism e quindi anche del turismo nei borghi. Noi abbiamo 15 borghi certificati che completano l'offerta di slow tourism, un'offerta particolarmente interessante per quanto riguarda la Sardegna perché ci consente di perseguire quei due obiettivi strategici della delocalizzazione e della destagionalizzazione che sono fondamentali per creare in Sardegna un sistema turistico che possa funzionare tutto l'anno – ha detto ancora l’assessore Franco Cuccureddu che aggiunge: certo con picchi nella stagione estiva ma senza una chiusura totale nelle altre stagioni e i numeri ci stanno dando ragione con l'incremento del 40% delle presenze in media stagione e del 32% nel periodo invernale. Numeri che sono particolarmente significativi e ci incoraggiano ad andare avanti su una manifestazione diventata la più importante in Italia per il segmento dei cammini religiosi che quest'anno si chiuderà il 3 ottobre nel borgo di Bosa”.

Sulla manifestazione è intervenuta anche Miriam Giovanzana – direttrice editoriale di Terre di Mezzo e “Fa la cosa Giusta” - che ha presentato lo scenario attuale del “Turismo lento a livello nazionale” e le prospettive del segmento nell’ambito del quale la Sardegna si propone.

L’incontro è poi entrato nel vivo delle specificità della che per il quarto anno consecutivo ha ricevuto il patrocinio del Ministero del Turismo.

I contenuti, i numeri e le novità dell’edizione 2026 sono stati illustrati da Renato Tomasi,responsabile del settore Valorizzazione Territoriale. La manifestazione si svilupperà dal 30 settembre al 4 ottobre: per una settimana, oltre 500 partecipanti — tra giornalisti, influencer, esperti, guide e appassionati — attraverseranno l'Isola lungo 17 itinerari che toccheranno più di 70 Comuni. La rete si compone degli otto cammini sardi, riconosciuti all’interno del Registro regionale dedicato, e delle otto Destinazioni turistiche di pellegrinaggio, arricchiti da un inedito percorso pilota dedicato ai “cammini in bici” sulle tracce del romanico nella regione storica del Meilogu.

L’evento culminerà dal 2 al 4 ottobre con il ricongiungimento di tutti i gruppi nel suggestivo scenario di Bosa, uno dei borghi più belli d’Italia. Nella serata del 2 ottobre è in programma una tavola rotonda, moderata dalla giornalista RAI Lorena Bianchetti, con il coinvolgimento di addetti ai lavori e istituzioni regionali e nazionali, durante la quale verrà presentato un protocollo d’intesa per la valorizzazione dei cammini a livello nazionale. Ad attendere i camminatori nella rinomata località costiera ci sarà un racconto corale delle esperienze vissute attraverso conferenze dedicate e un talk tematico moderato dal giornalista Massimiliano Ossini. L'evento si chiuderà con la tradizionale camminata finale — aperta a chiunque desideri partecipare — di circa 10 km lungo un suggestivo percorso storico, naturale e spirituale. Un’ulteriore novità della quinta edizione è l’invito rivolto ai gestori dei cammini e delle destinazioni di pellegrinaggio a favorire la partecipazione degli operatori turistici, con l’intento di condividere ed essere parte integrante di un’offerta unitaria.

A seguito degli interventi dei singoli gestori dei Cammini e delle Destinazioni di pellegrinaggio, è intervenuto il Sindaco di Bosa, Alfonso Marras,che ha presentato “BOSA 2026”, evento finale di Noi Camminiamo in Sardegna che si svolgerà dal 2 al 4 ottobre.

«Un’iniziativa che si integra con i prodotti turistici tematici, complementari al consolidato turismo marino-balneare, – ha concluso l’assessore Cuccureddu – e che rappresenta un passaggio determinante per posizionare la destinazione Sardegna sul mercato internazionale del slow tourism».

Il percorso di revisione e completamento del Piano Paesaggistico Regionale entra nel vivo della fase progettuale. L’incontro “I Paesaggi delle Comunità”, svoltosi oggi a Cagliari, ha restituito gli esiti dei nove appuntamenti territoriali promossi dalla Regione e dato avvio al lavoro successivo.

Il percorso, nella prima fase, ha coinvolto oltre 500 partecipanti e raccolto 120 contributi.

Oggi, a Cagliari, la conferenza ha visto coinvolte circa 300 persone tra sindaci, amministrazioni, tecnici, sindacalisti e rappresentanti delle associazioni, con 17 interventi nel corso della mattinata.

Dal confronto è emerso un interesse diffuso per i temi della tutela e, insieme, la richiesta di regole più aderenti alle caratteristiche dei diversi territori.

“Quello di oggi è un momento di cerniera”, sottolinea l’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda.

“Dopo il lavoro svolto nei territori, iniziamo a ragionare su aspetti più marcatamente progettuali. Il confronto ha evidenziato una posizione positiva sul tema della tutela, ma anche la necessità di una disciplina capace di rapportarsi in modo più puntuale alle diverse realtà della Sardegna”.

L’aggiornamento del PPR deve inoltre misurarsi con un quadro profondamente cambiato rispetto al 2006: cambiamenti climatici, eventi estremi, transizione energetica e spopolamento, soprattutto nelle aree interne, impongono di ripensare gli strumenti con cui viene governato il territorio.

“Il nuovo Piano - conclude Spanedda - deve misurarsi con questi cambiamenti. Tutelare il paesaggio significa anche creare le condizioni per mantenerlo vivo, affrontando il rischio di spopolamento e governando le trasformazioni legate al clima e alla transizione energetica. La tutela, quindi, deve essere parte di una politica complessiva di governo del territorio”.

La prossima fase prevede laboratori territoriali, il cui obiettivo è identificare condizioni specifiche che consentano di adattare l'insediamento e il paesaggio alle condizioni di vita attuali.

Il confronto con i territori proseguirà parallelamente al lavoro tecnico e istituzionale.

Pubblicato in data 7 settembre 2026 sul Portale degli Appalti del Comune di Cagliari un Avviso esplorativo per indagine di mercato finalizzato all'individuazione di operatori economici da invitare a successiva procedura negoziata (ai sensi dell'art. 50, comma 1, lett. e), del D.Lgs. n.36/2023) per l'affidamento del servizio di progettazione, noleggio, montaggio, manutenzione e smontaggio di luminarie, in occasione delle festività di Natale e di fine anno 2026.

Gli operatori economici interessati a partecipare alla procedura, in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso stesso, dovranno presentare la propria istanza sul Portale del Appalti entro e non oltre le 23,59 del 22 settembre 2026. 

Oltre 50 artisti, compagnie arrivate dall’Italia, dalla Spagna e dalla Polonia, teatri e spazi partecipati e un indotto sul territorio stimato in circa 40mila euro. Si chiude così l’edizione 2026 di In Situ, che per nove giorni ha trasformato Isili, piccolo centro di meno di 2.500 abitanti nel cuore del Sarcidano, in una vetrina internazionale della danza contemporanea, facendo incontrare artisti, pubblico, artigiani, istituzioni e comunità.

Ma dietro i numeri resta soprattutto un’immagine: un filo che parte dai telai di Isili e arriva fino all’Europa. È quello che ha unito il gesto antico delle tessitrici al movimento dei danzatori, la memoria alla sperimentazione, il patrimonio materiale del paese ai linguaggi contemporanei della scena.

Il Festival, organizzato dal Gruppo E-Motion con la direzione artistica di Francesca La Cava, si è concluso domenica 6 settembre dopo due fine settimana di spettacoli, incontri e iniziative che hanno coinvolto il Teatro Sant’Antonio, il Parco Asusa, il MARATÈ – Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto, atelier e laboratori artigiani.

Il percorso era iniziato sabato 29 agosto al MARATÈ con l’inaugurazione di Archeologie contemporanee – Trame del presente, personale di Renzo Francabandera, presentata per la prima volta in Sardegna e visitabile fino al 27 settembre.

Tra gli ospiti dell’apertura anche Cristina Ricci, console onoraria dei Paesi Bassi, arrivata a Isili su invito dell’artista. Una presenza che ha aggiunto fin dall’inizio una dimensione internazionale a un Festival costruito sul confronto tra identità differenti.

La sera il Teatro Sant’Antonio aveva accolto il Live Painting di Francabandera, Moirai di EgriBiancoDanza e il primo studio di TEXTURE. Corpo in trama, produzione del Gruppo E-Motion, con concept di Francesca La Cava e Alessandro Olla.

Domenica 30 agosto il viaggio era proseguito con Panta Rhei della Compagnia Petranura Danza e Il corpo danzante – Omaggio a Pasolinidella Mandala Dance Company.

Già il primo weekend aveva restituito l’immagine di un Festival capace di coinvolgere il paese oltre la soglia del teatro, con il pubblico entrato al MARATÈ, negli atelier e nei laboratori artigiani e gli artisti chiamati a confrontarsi direttamente con la cultura materiale di Isili.

Il secondo fine settimana ha ampliato ulteriormente il progetto e la sua dimensione europea.

Sabato 5 settembre il Parco Asusa ha accolto Bianca e Rossa di ASMED – CRID Sardegna, spettacolo dedicato anche ai bambini e alle famiglie. La sera il Festival è tornato al Teatro Sant’Antonio con Sa Ballada del Gruppo E-Motion, Puzzle di Resextensa – Porta d’Orientee Trilogia del Tempo Sospeso – Secondo Matteo della Compagnia Francesca Selva.

Il punto di arrivo è stato domenica 6 settembre, quando Isili ha aperto definitivamente il proprio palcoscenico all’Europa. Dalla Spagna è arrivata EnclaveDanza con Terra Ferida, mentre dalla Polonia il Teatr Tańca Zawirowania ha presentato In Pursuit Of…, accanto al Gruppo E-Motion.

Oltre 50 artisti hanno così attraversato Isili nel corso dell’intera manifestazione, portando nel Sarcidano esperienze, provenienze e linguaggi differenti e costruendo una comunità artistica temporanea nel cuore dell’Isola.

Un piccolo paese è diventato per nove giorni un luogo nel quale la danza italiana ed europea ha potuto incontrarsi, produrre, sperimentare e dialogare con un patrimonio culturale profondamente legato alla propria terra.

La ricaduta del Festival non si è fermata agli spettacoli. La permanenza a Isili di artisti, compagnie, tecnici, organizzatori e ospiti ha significato anche presenze nelle strutture ricettive, nella ristorazione, nelle attività e nei servizi del territorio.

L’indotto totale è stimato in circa 40mila euro. In Situ ha scelto una formula lontana dall’evento “mordi e fuggi”: gli artisti hanno vissuto il paese, conosciuto le sue attività, visitato i luoghi della cultura e incontrato direttamente chi custodisce e rinnova le tradizioni locali.

Una presenza che ha permesso alla manifestazione di produrre non soltanto spettacolo, ma anche economia, promozione e conoscenza del territorio.

A seguire gli appuntamenti del Festival sono stati anche il sindaco di Isili Luca Pilia e l’assessora alla Cultura Ilse Atzori, presenti nel corso della manifestazione. Una partecipazione istituzionale che ha accompagnato un progetto nato proprio dall’incontro tra produzione culturale e comunità locale.

È però nei laboratori delle tessitrici Daniela e Dolores Ghiani che uno dei temi centrali di questa edizione ha trovato forse la sua rappresentazione più autentica.

Gli artisti sono entrati nei luoghi nei quali la tessitura continua a essere praticata quotidianamente e hanno osservato mani, materiali e movimenti. Ed è proprio qui che il gesto della tessitrice e quello dei danzatori e danzatrici hanno finito per riconoscersi.

Lo stesso dialogo prosegue al MARATÈ, dove Archeologie contemporanee – Trame del presente di Renzo Francabandera resterà visitabile fino al 27 settembre. Materiali recuperati, vecchie fotografie e frammenti della memoria diventano nuove opere e continuano a interrogare il rapporto tra ciò che viene ereditato e ciò che può essere trasformato.

«Questa edizione ci lascia la consapevolezza che la sfida iniziata tre anni fa sta crescendo», sottolinea la direttrice artistica Francesca La Cava. «Oltre 50 artisti hanno attraversato Isili, abbiamo avuto compagnie italiane, spagnole e polacche e soprattutto abbiamo visto il pubblico partecipare, entrare nei laboratori e scoprire quanto il gesto di una tessitrice possa dialogare con quello di un danzatore».

«È questo il senso di In Situ: dimostrare che non servono necessariamente le grandi città per costruire un progetto culturale capace di avere relazioni internazionali. Un piccolo centro può diventare una vetrina per la contemporaneità senza perdere la propria identità, anzi partendo proprio da quella identità per aprirsi all’esterno».

Dopo nove giorni, il bilancio di In Situ racconta dunque un Festival che ha provato a cambiare prospettiva: non portare semplicemente degli spettacoli a Isili, ma fare di Isili una parte dello spettacolo e del processo creativo.

Dal 29 agosto al 6 settembre il paese ha accolto oltre 50 artisti e compagnie provenienti da tre Paesi, ha aperto teatri, museo, parco, atelier e laboratori, ha generato nuove presenze e ha fatto incontrare la memoria del territorio con la ricerca artistica contemporanea.

Il Festival In Situ è realizzato grazie al patrocinio e al contributo del Comune di Isili, del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna – Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e della Fondazione di Sardegna.

Il Consiglio regionale della Sardegna aveva già espresso la propria contrarietà a un’ulteriore concentrazione nell’Isola di detenuti sottoposti al regime del 41 bis. A ricordarlo è il presidente dell’Assemblea sarda, Piero Comandini, che interviene sul piano di trasferimenti nelle carceri della regione.

Comandini richiama il pronunciamento arrivato lo scorso febbraio, quando il Consiglio regionale, al termine di un lungo dibattito, aveva approvato un ordine del giorno attraverso la procedura prevista dall’articolo 51 dello Statuto speciale. L’obiettivo era chiedere un intervento per evitare che gli istituti penitenziari sardi diventassero destinazione privilegiata per un numero crescente di detenuti sottoposti al regime speciale.

La procedura adottata prevede infatti la trasmissione del documento direttamente al Parlamento. Una scelta, spiega il presidente del Consiglio regionale, compiuta proprio per chiedere una modifica della normativa nazionale e, in particolare, della previsione contenuta nell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario che individua nelle aree insulari una collocazione preferenziale per i detenuti sottoposti al regime speciale.

Nonostante l’iniziativa dell’Assemblea sarda, secondo Comandini il Governo avrebbe deciso di andare avanti con il piano di trasferimenti senza un confronto con il territorio.

«Con rammarico prendiamo atto che, malgrado il pronunciamento della massima assemblea sarda, che ha chiamato in causa l’assemblea legislativa nazionale, il Governo ha deciso di proseguire con un piano di trasferimenti non concordato né condiviso», afferma Comandini.

Una scelta che, sottolinea il presidente, incontra una crescente opposizione nell’Isola, non soltanto sul piano politico e istituzionale. Il progetto sarebbe infatti contestato dalle comunità interessate e dagli amministratori locali e registrerebbe contrarietà anche all’interno della popolazione carceraria.

La posizione della presidenza del Consiglio regionale resta dunque quella espressa dall’Assemblea già nei mesi scorsi: evitare che la condizione di insularità della Sardegna si traduca in un’ulteriore concentrazione di detenuti sottoposti al 41 bis negli istituti penitenziari dell’Isola.

Per la prima volta in Sardegna un paziente affetto da talassemia major è stato trattato con terapia genica all’Arnas Brotzu di Cagliari. Il paziente è stato dimesso e da un mese non ha bisogno di trasfusioni.

“È un risultato straordinario per la nostra sanità e, soprattutto, per le persone che convivono con la talassemia. Un traguardo che dimostra come anche in Sardegna sia possibile garantire l’accesso alle terapie più avanzate e trasformare l’innovazione scientifica in nuove possibilità di cura”, dichiara la presidente della Regione Sardegna e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde.

“La Sardegna conosce il peso della talassemia più di altri territori. Per questo abbiamo combattuto affinché la nostra regione potesse accedere, per la prima volta, al Fondo nazionale per i farmaci innovativi e ne difenderemo ad ogni costo la dotazione destinata alla Sardegna. Abbiamo inoltre scelto di investire direttamente sull’innovazione, affiancando risorse regionali a quelle nazionali, perché l’accesso alle cure deve essere determinato dalle condizioni cliniche delle persone”, sottolinea la Presidente.

In questa strategia si inserisce anche il nuovo servizio di Aferesi dell’Arnas Brotzu, fortemente voluto dalla Regione e inaugurato nel febbraio 2026, che rappresenta un ulteriore tassello nel rafforzamento dell’offerta assistenziale e terapeutica.

“Dietro questo traguardo ci sono anni di lavoro e, soprattutto, le competenze dei professionisti del Brotzu - con i tre presidi del Businco, del Microcitemico e del San Michele - che ringrazio per il lavoro costante e per la qualità dell’assistenza che garantiscono ogni giorno”, prosegue Todde.

Il Brotzu è l’unico centro accreditato in Sardegna per questa procedura ed è tra i primi in Italia. Un percorso che la Regione considera strategico e che punta a garantire ai pazienti sardi l’accesso alle terapie più innovative.

“È decisivo sostenere questo percorso. Oggi abbiamo un primo risultato concreto. La sanità pubblica deve avere questa ambizione: portare in Sardegna le terapie più avanzate e trasformare la ricerca scientifica in nuove possibilità di cura per le persone”, conclude la presidente Todde.

Da un piccolo paese del Sarcidano all’Europa, senza perdere il filo che lega arte, territorio e comunità. Dopo un primo weekend che ha riempito il teatro e portato il pubblico dentro musei, atelier e laboratori artigiani, In Situ si prepara al gran finale: sabato 5 e domenica 6 settembre Isili torna a trasformarsi in un palcoscenico diffuso, questa volta aprendo ancora di più i suoi confini con compagnie e artisti provenienti dall’Italia, dalla Spagna e dalla Polonia.

Sarà un ultimo fine settimana ad alta intensità per il Festival organizzato dal Gruppo E-Motion e diretto da Francesca La Cava, che per la sua edizione 2026 ha costruito proprio a Isili un crocevia tra danza contemporanea, arti visive, tradizioni artigiane e linguaggi internazionali.

Dopo il successo degli appuntamenti del 29 e 30 agosto, il Festival riparte sabato con una giornata che avrà un’attenzione particolare anche per i più piccoli e le famiglie.

Alle 18 al Parco Asusa andrà in scena Bianca e Rossa di ASMED – CRID Sardegna, uno spettacolo pensato per avvicinare anche il pubblico dei bambini al linguaggio della scena e trasformare il Festival in un’esperienza capace di coinvolgere generazioni diverse.

In serata In Situ tornerà al Teatro Sant’Antonio, dove dalle 21prenderà il via una nuova successione di spettacoli.

Il Gruppo E-Motion presenterà Sa Ballada, seguito da Puzzle di Resextensa – Porta d’Oriente e da Trilogia del Tempo Sospeso – Secondo Matteo della Compagnia Francesca Selva.

Tre lavori e tre differenti modi di attraversare il corpo, il movimento e la scena contemporanea, in una serata che riunirà alcune delle esperienze della danza italiana coinvolte nel progetto.

“Il primo weekend ci ha restituito esattamente l’immagine di In Situ che avevamo immaginato: un Festival che non arriva semplicemente in un territorio, ma prova a entrarci dentro, incontrando le persone, gli artigiani, i luoghi e la loro memoria”, sottolinea la direttrice artisticaFrancesca La Cava. “Adesso vogliamo compiere un altro passo e portare Isili dentro una dimensione ancora più ampia. Domenica avremo artisti che arrivano dalla Spagna e dalla Polonia: compagnie, esperienze e linguaggi diversi che si incontreranno qui, in un paese di meno di 2.500 abitanti. È questa una delle sfide più belle di In Situ: dimostrare che anche dai piccoli centri possono partire relazioni culturali capaci di attraversare i confini”.

Il viaggio raggiungerà infatti il suo punto culminante domenica 6 settembre, quando il Teatro Sant’Antonio diventerà il luogo d’incontro tra Sardegna ed Europa.

Accanto al Gruppo E-Motion arriverà dalla Spagna EnclaveDanza, che porterà a Isili Terra Ferida, mentre dalla Polonia sarà protagonista il Teatr Tańca Zawirowania con In Pursuit Of….

Un finale internazionale che sintetizza il percorso costruito durante l’intero Festival: partire da un luogo fortemente legato alla propria identità e metterlo in relazione con esperienze artistiche provenienti da altri territori e altri Paesi.

Perché il cuore di In Situ resta proprio Isili.

Lo è stato nel primo weekend, quando gli artisti sono entrati nei laboratori delle tessitrici Daniela e Dolores Ghiani e il pubblico ha attraversato il MARATÈ – Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto; lo sarà ancora nel fine settimana conclusivo, quando il paese tornerà ad accogliere artisti e spettatori trasformando luoghi della quotidianità in spazi di incontro e produzione culturale.

Continua intanto al MARATÈ anche “Archeologie contemporanee – Trame del presente”, la personale di Renzo Francabandera inaugurata in occasione dell’apertura del Festival e visitabile fino al 27 settembre. Un progetto che attraverso materiali recuperati, immagini e frammenti della memoria dialoga con uno dei temi centrali di questa edizione: ciò che resta, ciò che viene tramandato e ciò che può essere trasformato.

Il secondo weekend chiuderà così un’edizione che ha scelto ancora una volta di scommettere su un piccolo centro dell’interno della Sardegna come luogo nel quale produrre, e non soltanto ospitare, cultura contemporanea.

Sabato le famiglie, poi la danza italiana. Domenica l’Europa. E al centro, ancora una volta, Isili.

Un paese di meno di 2.500 abitanti che per nove giorni ha messo in relazione il gesto di una tessitrice con quello di un danzatore, la memoria con la sperimentazione, il rame e il telaio con il corpo e la scena.

Il Festival In Situ è realizzato grazie al patrocinio e al contributo del Comune di Isili, del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna – Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e della Fondazione di Sardegna.

La Giunta regionale ha approvato la prima programmazione regionale delle strutture integrate sociali e sociosanitarie, definendo un nuovo quadro per governare la distribuzione sul territorio delle comunità rivolte agli anziani non autosufficienti, alle persone con disabilità e ai minori. La programmazione riguarda le strutture integrate previste dalla legge regionale n. 23 del 2005 e dal relativo regolamento di attuazione.

L'obiettivo è assicurare una distribuzione più equilibrata dell'offerta, facendo in modo che l'apertura di nuove strutture e l'ampliamento di quelle esistenti siano coerenti con gli effettivi fabbisogni delle diverse aree della Sardegna. La programmazione assume come riferimento la distribuzione delle strutture già autorizzate, i dati demografici e la capacità ricettiva presente nei diversi territori.

“Per la prima volta disponiamo di uno strumento che ci consente di programmare lo sviluppo delle strutture integrate sulla base dei bisogni reali delle persone e dei territori – dichiara la presidente della Regione e assessora ad interim dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale, Alessandra Todde –. Non si tratta di limitare l'offerta, ma di governarla, indirizzando le nuove iniziative dove sono maggiormente necessarie ed evitando squilibri territoriali. La qualità dell'assistenza passa anche da una programmazione pubblica capace di tenere insieme domanda, offerta e sostenibilità del sistema”.

La ricognizione effettuata attraverso il Sistema Informativo del Welfare Regionale – SIWE censisce complessivamente 251 strutture integrate autorizzate: 233 comunità integrate per anziani non autosufficienti, 10 comunità integrate per persone con disabilità e per il “Dopo di noi” e 8 comunità socio-educative integrate per minori.

Per la programmazione 2026 il territorio regionale è stato suddiviso in macroaree ottenute aggregando gli Ambiti PLUS. Il fabbisogno è stato determinato sulla base della popolazione residente al 1° gennaio 2025, della popolazione target per ciascuna tipologia di servizio e della capacità ricettiva già autorizzata. Per le strutture rivolte agli anziani è stata quindi considerata la popolazione over 65, per quelle destinate alle persone con disabilità la fascia 18-64 anni e per le strutture dedicate ai minori la popolazione sotto i 18 anni.

Il provvedimento modifica inoltre il sistema con cui saranno autorizzate le nuove strutture. Dal 1° gennaio 2027 sarà ripristinato il parere espresso e preventivo di compatibilità da parte della Direzione generale delle Politiche Sociali: prima di una nuova apertura sarà quindi verificata la coerenza dell'intervento con il fabbisogno della macroarea interessata e con i vincoli finanziari delle Aziende sociosanitarie locali. Viene così superato il precedente meccanismo nel quale il parere di compatibilità poteva considerarsi acquisito automaticamente al ricorrere dei requisiti autorizzativi.

Per consentire il passaggio al nuovo regime ed evitare che nuove autorizzazioni modifichino nel frattempo il quadro sul quale è stata costruita la programmazione, dalla pubblicazione della deliberazione e fino al 1° gennaio 2027 saranno sospesi i procedimenti per l'apertura di nuove strutture residenziali integrate e quelli finalizzati all'aumento della capacità ricettiva delle strutture già autorizzate.

La delibera tutela, tuttavia, gli investimenti già concretamente avviati alla data della sua approvazione, purché documentabili attraverso atti o impegni oggettivamente riscontrabili, come l'acquisto o la locazione di immobili destinati ad attività sociosanitarie, progetti edilizi approvati, investimenti finanziari vincolati o titoli edilizi già rilasciati. Queste iniziative saranno progressivamente ricondotte al fabbisogno programmato e, ove necessario, salvaguardate attraverso un adeguamento della programmazione.

La programmazione avrà carattere dinamico e potrà essere rivista entro un anno, anche per includere eventuali strutture non ancora censite. Un ruolo centrale sarà svolto dal SIWE, attraverso il quale dovrà essere assicurato un flusso costante di informazioni tra strutture, Comuni e Regione su ospiti, personale e servizi erogati.

Salvi i 150 posti di lavoro dello stabilimento ex Bekaert di Macchiareddu. L’accordo raggiunto al Ministero delle Imprese apre una nuova fase per il sito industriale, che sarà acquisito da Nuova Icom, azienda sarda presente sui mercati internazionali. Tutti i 150 lavoratori ex Bekaert saranno reintegrati e il piano prevede 55 nuove assunzioni, per arrivare a 205 posti di lavoro stabili. L’investimento complessivo previsto è di 40 milioni di euro.

“Ho seguito la vertenza Bekaert fin dal mio ingresso al Ministero dello Sviluppo Economico per la chiusura dello stabilimento toscano. Ho incontrato più volte i lavoratori e visitato lo stabilimento di Macchiareddu, seguendo da vicino la trasformazione dello scenario economico e la difficoltà sempre più crescente di essere competitivi sul mercato globale. La crisi conseguente rischiava di cancellare centinaia di posti di lavoro e un pezzo importante del patrimonio industriale della Sardegna”, dichiara la Presidente della Regione Alessandra Todde.

“Da quando sono alla guida della Regione, abbiamo continuato quel lavoro perché lo stabilimento avesse una nuova prospettiva. L’accordo raggiunto al Ministero delle Imprese segna una svolta. Nuova Icom, azienda sarda presente sui mercati internazionali, acquisirà lo stabilimento. Tutti i 150 lavoratori ex Bekaert saranno reintegrati e il piano prevede 55 nuove assunzioni, per arrivare a 205 posti di lavoro stabili” sottolinea Todde.

“Con 40 milioni di euro di investimenti, un sito a rischio di dismissione tornerà ad avere una prospettiva produttiva. È il risultato del lavoro portato avanti dalla Regione, insieme al Ministero, alle organizzazioni sindacali e all’impresa. È la politica industriale che vogliamo per la Sardegna. Istituzioni capaci di governare le crisi e difendere il lavoro, creando le condizioni perché l’industria continui a produrre valore nei nostri territori. Ora accompagneremo il piano fino alla sua piena realizzazione, perché agli impegni assunti seguano investimenti e lavoro stabile”, conclude la Presidente Todde.

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