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La Regione completa lo scorrimento della graduatoria degli incentivi destinati alle famiglie sarde per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Con la determinazione appena pubblicata sono finanziate altre 4.061 domande, per complessivi 64,9 milioni di euro: 2.569 istanze nel 2026, per 39,99 milioni, e 1.492 nel 2027, per 24,91 milioni.

Il risultato porta a compimento il percorso avviato con il Progetto Pilota 2025. Delle 6.009 domande complessivamente presentate, le prime 1.290 erano state finanziate con 20 milioni di euro nel 2025; con lo scorrimento disposto dalla Giunta vengono ora finanziate tutte le ulteriori istanze risultate ammissibili. Nessuna domanda ammissibile resta quindi senza copertura finanziaria.

“È il risultato più importante di questa misura – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu - siamo partiti nel 2025 con un progetto sperimentale e, di fronte a una partecipazione straordinaria, abbiamo scelto di dare una risposta a tutte le famiglie in possesso dei requisiti. Oggi possiamo dire che tutte le domande ammissibili sono finanziate. La transizione ecologica diventa così uno strumento concreto di contrasto alla povertà energetica e di riduzione strutturale della spesa delle famiglie”.

Complessivamente, tra il progetto pilota 2025 e lo scorrimento 2026-2027, sono 5.351 le famiglie finanziate, per circa 84,9 milioni di euro di incentivi. Il programma ha inoltre generato un importante effetto sulla filiera produttiva locale: già nella fase pilota erano state coinvolte più di 200 imprese e l’87% delle aziende interessate era sardo.

L’impatto energetico e ambientale è significativo: considerando la sola potenza minima prevista dall’Avviso, i 5.351 interventi finanziati corrispondono ad almeno 16 MW di nuova capacità fotovoltaica domestica e a circa 26,8 MWh di capacità di accumulo. Applicando gli stessi parametri di stima già utilizzati dalla Regione per il settore residenziale – 1.300 ore equivalenti annue e una quota media di autoconsumo del 70% – la produzione potenziale è pari a circa 20,9 GWh di energia rinnovabile all’anno, di cui circa 14,6 GWh potenzialmente autoconsumati dalle famiglie, con una conseguente riduzione dei prelievi dalla rete e della spesa per l’energia elettrica.

“Non si tratta soltanto di finanziare l’installazione di un impianto – prosegue Piu – ma di consentire alle famiglie di ridurre in modo strutturale la spesa energetica, producendo e accumulando l’energia necessaria ai propri consumi. La Regione sostiene integralmente le spese ammissibili e, nello stesso tempo, rafforza una filiera di imprese qualificata e diffusa in tutto il territorio regionale”. Il programma non si conclude con lo scorrimento della graduatoria – precisa Piu - per il 2028 sono previsti ulteriori 27,9 milioni di euro, oltre alle eventuali economie derivanti dalle annualità precedenti, che saranno utilizzati attraverso un nuovo Avviso. La nuova fase allargherà la platea attraverso l’innalzamento della soglia ISEE e introdurrà maggiori agevolazioni e premialità per le famiglie numerose e per i nuclei con persone con disabilità, prevedendo inoltre la possibilità di finanziare impianti di maggiore potenza quando sia necessario alimentare apparecchiature elettromedicali salvavita ad alto consumo energetico”.

Sharper Cagliari 2026 – la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, si terrà venerdì 25 settembre 2026 dalle 16:30 alle 23.30 presso il Centro d'arte e cultura La Vetreria a Pirri.
La settimana che precede l’evento sarà arricchita da visite guidate e iniziative speciali pensate per avvicinare il pubblico al mondo della ricerca. Tra reperti storici, musei e laboratori interattivi, il pubblico potrà seguire le orme degli australopitechi, esplorare l’Erbario storico e scoprire tesori della botanica come i campioni di Eva Mameli Calvino. Le visite ai Musei di Fisica e Chimica condurranno tra strumenti scientifici d’epoca, enigmi astronomici e la celebre bilancia di Deleuil, protagonista della storia della chimica moderna. All’Orto Botanico, il Passione Scienza Day proporrà laboratori e incontri dedicati al cambiamento climatico, rivolti a bambini, ragazzi e famiglie. Al Museo di Zoologia sarà possibile conoscere specie estinte e minacciate, riflettendo sull’importanza della conservazione della biodiversità. La Raccolta delle Cere Anatomiche “Clemente Susini” offrirà un viaggio nell’anatomia umana e nel funzionamento dei nostri sensi. Infine, una serata speciale di giochi da tavolo permetterà di esplorare fisica, astrofisica, neutrini e Big Bang in modo divertente e coinvolgente. Le attività uniranno scienza, storia, natura e tecnologia, con esperienze adatte a tutte le età.
Un percorso tra passato e futuro della ricerca per scoprire il mondo attraverso osservazione, curiosità e partecipazione attiva.

Circa mille partecipanti provenienti da 48 Paesi, grandi maestri, atleti, tecnici e appassionati: per una settimana Cagliari diventa una delle capitali internazionali del Brazilian Jiu-Jitsu. Dal 15 al 21 settembre torna la BJJ Summer Week, giunta all’undicesima edizione, con un programma che mette insieme competizione ad alto livello, seminari, formazione, attività dedicate ai bambini e scoperta della Sardegna.

Un risultato che assume un significato ancora maggiore in un anno segnato da conflitti e tensioni geopolitiche in diverse aree del mondo. Nonostante le difficoltà che il contesto internazionale può determinare negli spostamenti, la manifestazione è riuscita infatti a mantenere sostanzialmente invariato il numero degli iscritti, confermando la capacità dell’evento di richiamare a Cagliari una comunità sportiva internazionale ormai consolidata.

La BJJ Summer Week 2026, organizzata dalle associazioni ASD Atanor e ASD S’Animu, si svolge con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per lo Sport e i Giovani.

L’undicesima edizione è stata presentata questa mattina nella Sala Retablo del Comune di Cagliari, alla presenza di Giuseppe Macciotta, assessore allo Sport, Tempo libero e Impiantistica sportiva del Comune di Cagliari; Bruno Perra, presidente del CONI Sardegna; e degli organizzatori Federico Gaviano, per ASD Atanor, e Daniele Pisu, per ASD S’Animu.

La manifestazione è cresciuta negli anni trasformandosi in un vero festival internazionale del Brazilian Jiu-Jitsu. La settimana sarà scandita da seminari e masterclass con professori e atleti di livello internazionale, sessioni di allenamento, sparring e open mat, insieme alle competizioni che costituiscono uno dei cuori sportivi della manifestazione.

Tra gli appuntamenti agonistici più importanti c’è il Sardinian Open 2026, che porterà sui tatami atleti uomini e donne suddivisi nelle differenti categorie previste per età, peso e cintura. Dalle categorie Kids e giovanili agli adulti e ai Master, le gare offriranno un confronto tra atleti provenienti da scuole e Paesi differenti, facendo di Cagliari un punto d’incontro per il movimento internazionale del Brazilian Jiu-Jitsu.

La Fiera di Cagliari avrà un ruolo centrale nell’edizione 2026, mettendo a disposizione spazi in grado di accogliere i tatami, gli atleti, gli staff e il pubblico e diventando uno dei principali poli dell’attività sportiva della settimana.

Ma la BJJ Summer Week non sarà soltanto competizione. Il programma comprende seminari tecnici, masterclass, allenamenti guidati, sessioni di sparring e open mat, offrendo ai partecipanti la possibilità di allenarsi con professionisti e maestri internazionali, confrontare metodologie differenti e approfondire gli aspetti tecnici della disciplina.

Accanto all’attività sul tatami, quest’anno assume un ruolo ancora più importante la formazione. Sono previsti momenti specifici anche al di fuori degli allenamenti e delle gare, con corsi dedicati agli arbitri e approfondimenti sulla conoscenza e sull’applicazione dei regolamenti ufficiali. L’obiettivo è accompagnare la crescita del movimento non soltanto sotto il profilo agonistico, ma anche dal punto di vista tecnico e professionale.

Un’attenzione particolare sarà inoltre riservata alle nuove generazioni. L’edizione 2026 dedica una sezione dell’evento ai bambini, con attività pensate per avvicinare i più piccoli al Brazilian Jiu-Jitsu e ai valori che accompagnano questa disciplina: rispetto delle regole e dell’avversario, disciplina, autocontrollo, capacità di affrontare le difficoltà e confronto con gli altri. I giovanissimi saranno protagonisti anche nelle competizioni attraverso le categorie loro dedicate.

“Arrivare all’undicesima edizione con circa mille partecipanti è per noi un risultato particolarmente importante – sottolinea Federico Gaviano, ASD Atanor –. Quest’anno lo è ancora di più perché il quadro internazionale è complesso: ci sono conflitti aperti in diverse parti del mondo e inevitabilmente questo può incidere sugli spostamenti e sulla partecipazione a una manifestazione internazionale. Essere riusciti, nonostante tutto, a mantenere sostanzialmente lo stesso numero di iscritti conferma quanto la BJJ Summer Week sia ormai un appuntamento riconosciuto e atteso dalla comunità internazionale del Brazilian Jiu-Jitsu. Dietro questi numeri ci sono undici anni di lavoro e soprattutto un rapporto sempre più forte tra gli atleti, Cagliari e la Sardegna”.

“La BJJ Summer Week non vuole essere soltanto una successione di allenamenti e competizioni – aggiunge Daniele Pisu, ASD S’Animu –. Il nostro obiettivo è far crescere tutto il movimento e per questo abbiamo voluto rafforzare anche ciò che accade fuori dal tatami. Ci saranno momenti formativi, corsi dedicati agli arbitri e approfondimenti sulla conoscenza dei regolamenti ufficiali, aspetti fondamentali per chi pratica questo sport. Quest’anno abbiamo voluto dedicare un’attenzione particolare anche ai bambini, con una sezione dell’evento pensata per loro. Significa investire sulle nuove generazioni e trasmettere fin da piccoli i valori che stanno alla base del Brazilian Jiu-Jitsu: rispetto, disciplina, autocontrollo e capacità di confrontarsi con gli altri”.

La BJJ Summer Week mantiene inoltre uno dei tratti che ne hanno accompagnato la crescita fin dalle prime edizioni: il rapporto tra sport, persone e territorio. Chi arriva in Sardegna per partecipare alla manifestazione non vive soltanto allenamenti e competizioni. Durante la settimana sono previsti momenti di socialità, attività culturali ed esperienze dedicate alla conoscenza dell’Isola. Atleti, accompagnatori e famiglie soggiornano nel territorio per diversi giorni, utilizzano strutture ricettive e servizi, frequentano ristoranti e attività commerciali e scoprono Cagliari e la Sardegna.

Ed è proprio durante la conferenza stampa di questa mattina che il legame costruito negli anni tra la BJJ Summer Week, il Brasile e la Sardegna ha regalato una coincidenza particolare. Mentre nella Sala Retablo veniva presentata l’undicesima edizione della manifestazione, nella sala accanto si celebrava il matrimonio tra una brasiliana di 38 anni, arrivata a Cagliari tanti anni fa proprio per partecipare alla BJJ Summer Week, e un sardo di 32 anni.

Una storia che sembra quasi chiudere idealmente il cerchio: dal Brasile, patria del Brazilian Jiu-Jitsu, alla Sardegna, prima per lo sport e oggi per un matrimonio. Proprio nelle stesse ore in cui gli organizzatori raccontavano alla stampa undici anni di incontri tra atleti e persone provenienti da tutto il mondo, a pochi metri di distanza uno di quei legami con l’Isola diventava protagonista di un giorno speciale.

Una coincidenza che racconta forse meglio dei numeri ciò che la BJJ Summer Week ha costruito nel tempo: non soltanto competizioni, allenamenti e presenze internazionali, ma incontri, amicizie e rapporti con Cagliari e la Sardegna capaci di continuare ben oltre i giorni trascorsi sul tatami.

La manifestazione assume così anche una funzione di promozione turistica e destagionalizzazione, portando nel capoluogo sardo un pubblico internazionale attraverso lo sport e in un indotto di circa un milione di euro. Atleti, accompagnatori e famiglie che rimangono per diversi giorni generano presenze nelle strutture ricettive e frequentano ristoranti, attività commerciali e servizi, mentre l’esperienza sportiva diventa anche un’occasione per conoscere l’Isola.

Giuseppe Macciotta, assessore allo Sport, Tempo libero e Impiantistica sportiva del Comune di Cagliari, ha sottolineato: “Emergono tutti i plurimi valori di una manifestazione di questo livello, dal punto di vista agonistico, sportivo, ricettivo e componenti di natura sociale, per noi è motivo di particolare orgoglio poter ospitare questa manifestazione”.

Bruno Perra, presidente del CONI Sardegna, ha aggiunto: “Ormai è diventato un evento che ha creato per la città di Cagliari un momento sportivo rilevante, esprimo soddisfazione anche per l’ingresso nell’elenco ufficiale degli sport riconosciuti dal CONI, ritengo che sia stato un passo importante dal punto di vista sportivo e del valore”.

Per sette giorni Cagliari sarà così punto d’incontro tra atleti, tecnici, maestri e appassionati provenienti da diversi Paesi. Undici edizioni che hanno trasformato la BJJ Summer Week in un evento capace di legare competizione, formazione, turismo e relazioni umane, facendo del Brazilian Jiu-Jitsu un ponte tra Cagliari, la Sardegna e il resto del mondo.

La manifestazione è stata organizzata grazie al contributo dell’assessorato regionale allo Sport della Regione Sardegna, e al patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per lo Sport e i Giovani e dell’assessorato regionale al Turismo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari.

 

La Regione compie un nuovo passo verso l’attivazione della Terapia Intensiva Pediatrica (TIP) della Sardegna. La Giunta regionale ha assegnato all’ARNAS G. Brotzu 1 milione e 605 mila euro per la realizzazione e l’attivazione di una struttura da sei posti letto presso l’ospedale San Michele di Cagliari.

Le risorse saranno destinate all’acquisizione delle dotazioni tecnologiche, degli arredi e agli allestimenti necessari per rendere operativa la nuova struttura. Il finanziamento trova copertura nel Bilancio regionale 2026-2028 e sarà erogato secondo il cronoprogramma procedurale e finanziario dell’intervento.

La nuova Terapia Intensiva Pediatrica sarà dedicata alla gestione completa del bambino in condizioni critiche, dalla stabilizzazione iniziale al trattamento intensivo e, quando necessario, al trasferimento verso altre strutture specialistiche. Tra le funzioni previste figurano la gestione delle principali patologie critiche pediatriche, il supporto alle attività chirurgiche ad alta complessità e la continuità dei percorsi di emergenza-urgenza.

“Con questo passo – dichiara la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde – diamo gambe ad un progetto strategico per la sanità sarda. La Terapia Intensiva Pediatrica consentirà di rafforzare in maniera significativa la capacità di assistenza per i bambini che necessitano delle cure più complesse, costruendo percorsi specialistici sempre più completi e integrati”.

L’attivazione della TIP si inserisce nel più ampio progetto dell’“Ospedale dei Bambini”, individuato dal Programma regionale di sviluppo 2024-2029 come polo pediatrico altamente specializzato, destinato ad aggregare le competenze dell’area materno-infantile e a svolgere una funzione di coordinamento della rete pediatrica regionale.

L’obiettivo è costruire al Brotzu un polo pediatrico regionale capace di concentrare professionalità, tecnologie e percorsi ad alta complessità. “Vogliamo che le famiglie sarde possano trovare nell’Isola risposte assistenziali sempre più avanzate, riducendo per quanto possibile la necessità di rivolgersi a strutture fuori dalla Sardegna”, spiega ancora la Presidente Todde.

Il percorso per la TIP è stato definito attraverso diversi atti di programmazione regionale: nel febbraio 2024 la Giunta ha riassegnato al Brotzu i sei posti letto, scelta confermata nel luglio 2025 con l’aggiornamento della rete ospedaliera. Nel dicembre 2025 il progetto è stato quindi ricondotto all’obiettivo strategico “Ospedale dei Bambini”.

Con il progetto trasmesso alla Regione nel luglio 2026, l’ARNAS Brotzu ha definito gli interventi necessari per la realizzazione della struttura, che consoliderà il ruolo dell’azienda come principale polo regionale per l’assistenza pediatrica specialistica e ad alta complessità.

Parere favorevole al documento coordinato dalla Sardegna: ritiri garantiti, rientro delle giacenze, oneri a carico del sistema consortile, controlli alle frontiere e una clausola per le isole. In gioco c’è la fiducia dei cittadini nella raccolta differenziata.

Tutte le Regioni e le Province autonome, da Nord a Sud e senza distinzione di collocazione politica, hanno espresso parere favorevole al documento di posizione «Crisi della filiera degli imballaggi in plastica. Proposta delle Regioni e delle Province autonome: ventuno azioni a breve termine». Il testo, elaborato dalla Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni, coordinata dalla Sardegna attraverso l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, era stato approvato all’unanimità dalla Commissione il 7 settembre. La proposta è ora indirizzata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con il quale il confronto è aperto dalla seduta straordinaria dell’8 luglio, svoltasi alla presenza della viceministra Vannia Gava.

Le azioni in sintesi

– Ritiri garantiti: termini certi, espressi in giorni, entro i quali il sistema consortile dovrà ritirare il materiale lavorato.

– Giacenze: un piano nazionale di rientro, definito impianto per impianto e accompagnato da un cronoprogramma settimanale.

– Chi paga: gli oneri delle soluzioni straordinarie devono ricadere sul sistema consortile, non sui Comuni, sui gestori e sui cittadini.

– Comuni virtuosi: una clausola di salvaguardia per evitare che i mancati ritiri penalizzino i risultati della raccolta differenziata.

– Stoccaggi sicuri: regole nazionali uniformi per gli incrementi temporanei, nel pieno rispetto delle prescrizioni antincendio.

– Trasparenza: rilevazione delle giacenze ogni quindici giorni e obbligo di trasmettere i dati economici relativi a prezzi e margini.

– Sostegno al riciclato: contribuzione immediata per le frazioni in crisi (plasmix e poliolefine miste) e credito d’imposta sull’impiego di materie prime seconde.

– Frontiere: controlli rigorosi sulla composizione e sulla provenienza della plastica importata e dichiarata come riciclata.

– Isole: copertura dei maggiori costi del trasporto marittimo e una soglia minima garantita di ritiro per i territori privi di impianti di riciclo finale.

– Appalti pubblici: punteggi premianti per le imprese che utilizzano materiali riciclati provenienti da filiere territoriali e di prossimità.

– Verificabilità: un Tavolo nazionale permanente, con riunioni almeno mensili, e una roadmap integrata che indichi tempi, responsabili e risorse per ogni intervento.

Una crisi che non nasce nelle case dei cittadini

La crisi non nasce nelle case degli italiani, che ogni giorno separano correttamente i propri rifiuti, né nei Comuni, che negli anni hanno costruito sistemi di raccolta fra i migliori d’Europa. Nasce a valle: dal crollo del valore della plastica riciclata, dalla contrazione della capacità industriale di riciclo e, soprattutto, dal rallentamento dei ritiri da parte del sistema consortile. Il materiale correttamente raccolto e selezionato rimane fermo nei piazzali degli impianti, mentre aumentano le giacenze, i rischi per la sicurezza e i costi a carico di chi ha fatto fino in fondo la propria parte. I gestori del servizio pubblico sono costretti a utilizzare risorse ordinarie per reperire spazi di stoccaggio temporaneo; i sindaci, per non interrompere la raccolta, devono ricorrere a ordinanze contingibili e urgenti. Le Regioni si trovano così nella posizione più esposta: autorizzano gli impianti, rispondono degli obiettivi di riciclo e garantiscono la continuità del servizio pubblico, ma non dispongono di leve sul mercato che ha generato la crisi. È questa asimmetria tra responsabilità e strumenti che il documento chiede al Governo di superare.

“Le Regioni hanno scelto di parlare con una voce sola – dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi – e di tradurre le difficoltà vissute dai territori in una proposta concreta rivolta al Governo. Dietro ogni tonnellata di plastica ferma nei piazzali ci sono il gesto quotidiano di milioni di cittadini che differenziano i rifiuti e il lavoro dei Comuni che organizzano la raccolta. Non possiamo consentire che questo impegno venga vanificato da un sistema incapace di garantire la continuità del ciclo. La crisi non nasce dalla raccolta differenziata, che continua a conseguire risultati importanti, ma dalla carenza di sbocchi per i materiali raccolti, dal rallentamento dei ritiri e dalla debolezza del mercato della plastica riciclata”.

La priorità assoluta: rendere esigibile il ritiro

Il cuore della proposta è rappresentato dalle prime quattro azioni, alle quali le Regioni attribuiscono priorità assoluta perché non richiedono nuove risorse né interventi normativi e possono produrre effetti nell’arco di poche settimane. Il principio è semplice: chi ha la responsabilità del ritiro deve assolverla entro termini certi e, quando non lo fa, deve farsi carico delle conseguenze. Questi oneri non possono essere trasferiti sui Comuni, sui gestori o sulla tariffa pagata dai cittadini, né si può consentire che un’inadempienza non imputabile ai territori comprometta i risultati raggiunti da quelli più virtuosi.

La clausola per le isole

Particolare rilievo assume il riconoscimento degli squilibri territoriali e della condizione insulare. Per le Regioni prive di impianti di riciclo finale, come la Sardegna, il documento chiede la copertura dei maggiori costi del trasporto marittimo e una soglia minima garantita di ritiro.

“La Sardegna vive una condizione strutturalmente diversa – prosegue Laconi –. Non disponendo di impianti finali per il riciclo degli imballaggi in plastica, deve trasferire fuori dall’Isola tutto il materiale selezionato, sostenendo costi e difficoltà logistiche che non possono continuare a gravare sulle comunità. Il riconoscimento di una clausola territoriale e insulare non rappresenta la richiesta di un privilegio, ma la concreta applicazione del principio costituzionale, sancito dall’articolo 119 della Costituzione, che impone di rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.

Le richieste al Governo

Al Governo le Regioni chiedono ora tre impegni precisi. In primo luogo, decisioni scritte e datate sulle prime undici azioni, a partire dalla definizione dei termini di ritiro e dal piano di rientro delle giacenze. In secondo luogo, la calendarizzazione dell’istruttoria sulle misure economiche, dal sostegno strutturale alle poliolefine miste al credito d’imposta per l’impiego di materie prime seconde. Infine, la trasformazione del Tavolo nazionale sulla plastica in un presidio permanente, con la partecipazione stabile delle Regioni e riunioni almeno mensili fino al superamento della fase critica, nonché l’integrazione della roadmap ministeriale con tempi di attuazione, soggetti responsabili e risorse finanziarie per ciascun intervento.

“I territori hanno già fatto la propria parte, spesso ricorrendo a provvedimenti straordinari per evitare l’interruzione della raccolta e tutelare la sicurezza degli impianti – conclude Laconi –. Ma gli stoccaggi aggiuntivi possono soltanto rinviare il problema, non rimuoverne la causa. Ora serve un’assunzione di responsabilità nazionale, fondata su decisioni scritte, scadenze verificabili e un’equa distribuzione degli oneri. È in gioco non soltanto la tenuta di una filiera industriale, ma anche la fiducia dei cittadini nella raccolta differenziata e nella capacità delle istituzioni di dare seguito al loro impegno quotidiano”.

Con il parere favorevole espresso oggi, la Conferenza delle Regioni consegna al Governo una piattaforma condivisa da tutti i territori, dalle Regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali.

La Sardegna, che ne ha coordinato l’elaborazione, continuerà a presidiare il confronto nazionale in ogni sede, affinché alle ventuno azioni seguano decisioni, scadenze e risultati verificabili.

Una storia millenaria incontra i linguaggi e i consumi delle nuove generazioni, per portare nei loro piatti qualità e consapevolezza. È questo il significato della collaborazione tra il Consorzio del Pecorino Romano DOP e McDonald’s, che porta uno dei formaggi simbolo della tradizione agroalimentare italiana in un contesto di ristorazione contemporanea frequentato ogni giorno da un pubblico ampio e trasversale, con una forte presenza di giovani. Così nasce “Il Romano”: 100% petto di pollo italiano, bacon croccante, salsa al Pecorino Romano DOP e pepe.
Un incontro tra due mondi solo apparentemente distanti che, secondo il Consorzio, rappresenta un’opportunità per valorizzare e far conoscere il Pecorino Romano DOP a nuovi consumatori, mantenendo intatti i principi che ne definiscono l’identità: origine, qualità, autenticità e rispetto del disciplinare di produzione.
“Il Pecorino Romano DOP non è semplicemente un formaggio: prima del prodotto viene il territorio”, sottolinea Gianni Maoddi, presidente del Consorzio del Pecorino Romano DOP. “Dietro ogni c’è un’intera filiera che produce valore economico, occupazione, presidio del territorio e identità. È questo patrimonio che dobbiamo continuare a raccontare e a rendere riconoscibile, soprattutto alle nuove generazioni. Per questo aderiamo con convinzione a questo progetto, che ci auguriamo trasmetta il valore del nostro prodotto a un pubblico sempre più vasto e trasversale. Una grande tradizione – aggiunge Maoddi - deve essere capace di parlare al futuro. Per il Consorzio, portare il Pecorino Romano DOP nella ristorazione informale significa ampliare le occasioni di conoscenza e di consumo, e continueremo a lavorare in questa direzione anche per favorire nuove e importanti ricadute economiche sull’intero comparto”.
La collaborazione con McDonald’s nasce dunque proprio dalla volontà di trovare nuovi canali per avvicinare il pubblico alla DOP. “Le nuove generazioni utilizzano linguaggi e modalità di consumo diversi: pensiamo sia giusto andare verso di loro, per avvicinarli, senza per questo modificare ciò che siamo”, dice il direttore del Consorzio Riccardo Pastore. “Il valore di una DOP non dipende dal luogo in cui viene consumata, ma dalla storia, dall’origine e dall’identità che porta con sé”, spiega il direttore. “Può essere protagonista della cucina di casa, della trattoria, della grande ristorazione o di un format informale. Ciò che non deve cambiare sono le caratteristiche del prodotto, garanzia di qualità”.
L’obiettivo è trasformare anche un’esperienza di consumo quotidiana in un’occasione per scoprire una filiera e un patrimonio produttivo. “Se un ragazzo incontra il Pecorino Romano in un modo nuovo e da quell’assaggio nasce la curiosità di conoscerne l’origine, il territorio e la storia, abbiamo raggiunto un risultato importante”, dice Pastore. “Non stiamo cambiando la nostra storia. Stiamo trovando un nuovo modo per raccontarla”. La collaborazione si inserisce così nella strategia del Consorzio volta a rafforzare la conoscenza della denominazione e il legame tra prodotto, territorio e consumatore. Un percorso che punta a mantenere viva una tradizione antichissima rendendola contemporanea e accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Il progetto McChicken Creation® Dolce Vita Edition in collaborazione con GialloZafferano è attivo dal 19 agosto ed è accompagnato da un'importante iniziativa realizzata insieme a Stellantis. Dal 24 agosto al 22 settembre, acquistando un prodotto della gamma McChicken Creation® con una spesa minima di 10 euro, sarà possibile partecipare al concorso instant win e provare a vincere una Fiat 500 Hybrid modello POP al giorno.

Grazie alla collaborazione con Fondazione Qualivita e i Consorzi di Tutela, sono oggi 24 gli ingredienti DOP e IGP presenti nei menu McDonald's: un impegno che dal 2008 valorizza le specialità agroalimentari italiane, sostenendo il lavoro delle filiere e promuovendo la cultura delle produzioni certificate.

Sottoscritto dall’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu e i sindaci dei Comuni di Alghero, Cagliari, Elmas, Golfo Aranci, Olbia, Oristano, Porto Torres, Santa Giusta, Santa Teresa Gallura e Tortolì, il protocollo d’intesa “Le Porte della Sardegna”, un programma a regia regionale, volto a promuovere la realizzazione di investimento coesi e coordinati, coerenti con le prescrizioni del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021/2027, con una dotazione finanziaria complessiva di 12 milioni di euro, destinata alla riqualificazione e valorizzazione delle principali aree di accesso alla Sardegna.

Il programma “Le Porte della Sardegna” riguarda dieci Comuni dove sono localizzati gli aeroporti, con traffico nazionale e internazionale, ed i porti con traffico passeggeri e commerciale internazionale e nazionale.

“L’Assessorato regionale del Turismo ha tre progetti strategici nell'FSC, nel Fondo Sviluppo e Coesione. Uno legato al turismo culturale con le città regge, uno sul turismo nei borghi e il terzo, quello che oggi andiamo a sottoscrivere, riguarda le Porte della Sardegna, cioè i luoghi di accesso, di primo contatto dei turisti con la nostra regione. Vogliamo rendere più accoglienti, più decorosi questi luoghi nelle immediate vicinanze dei tre aeroporti principali della Sardegna e dei sei porti nei quali vi è il traffico commerciale con la penisola e con il resto d'Europa. Dodici i milioni di euro che saranno destinati quindi alle strade di accesso, alle piazzole, alle panchine, alla sistemazione delle fioriere. a rendere il più accogliente possibile questi luoghi, poiché si tratta del primo impatto che il turista ha con la nostra regione, ma anche dell'ultima immagine, dell'ultimo ricordo che porteranno via nella Sardegna. Quindi migliorando gli accessi, migliorando le porte della Sardegna, crediamo anche di poter garantire una migliore qualità dell'immagine turistica della nostra regione ma anche un impegno in più per la fidelizzazione del turista.”, ha sottolineato l’assessore Franco Cuccureddu.

Il progetto rappresenta uno degli interventi strategici nel settore del turismo e dell’ospitalità, destinata alla riqualificazione e valorizzazione delle principali aree di accesso alla Sardegna. Le risorse sono state ripartite in misura sostanzialmente uniforme tra i territori interessati, con un finanziamento pari a 1.333.333 euro per ciascuna delle principali Porte della Sardegna. Per i Comuni di Oristano e Santa Giusta, che condividono il medesimo sistema portuale di riferimento, l’importo assegnato è pari a 666.666 euro ciascuno, corrispondente al 50 per cento della quota ordinaria prevista per gli altri interventi.

La linea d’azione nasce dalla volontà di qualificare gli spazi attraversati quotidianamente dai viaggiatori in arrivo e in partenza dall’Isola, migliorando la qualità urbana, paesaggistica e funzionale delle aree esterne ai porti e agli aeroporti e contribuendo a rafforzare l’immagine della Sardegna come destinazione turistica moderna, accogliente e sostenibile.

Gli interventi riguarderanno, tra gli altri, la riqualificazione paesaggistica e del verde, l’illuminazione, la cartellonistica, l’arredo urbano, i percorsi di accesso, la viabilità e gli spazi di sosta, con particolare attenzione alle aree prospicienti porti e aeroporti. L’obiettivo è trasformare le principali porte d’ingresso della Sardegna da semplici luoghi di transito a spazi capaci di rappresentare l’identità culturale, paesaggistica e ambientale dell’Isola, contribuendo a costruire un’immagine coordinata e riconoscibile della destinazione Sardegna pur nel rispetto delle specificità dei singoli territori.

Il programma coinvolge i principali nodi di collegamento marittimo e aereo della regione. Tra questi figurano la riqualificazione delle aree aeroportuali di Alghero ed Elmas, la valorizzazione delle aree portuali e aeroportuali di Olbia, la riqualificazione degli accessi portuali di Golfo Aranci, Porto Torres, Oristano, Santa Giusta, Santa Teresa di Gallura e Arbatax, il miglioramento dei collegamenti urbani tra il porto e il centro cittadino di Cagliari e ulteriori interventi di qualificazione paesaggistica e urbana nei Comuni coinvolti.

Le risorse sono state ripartite tra i Comuni sulla base dei programmi di investimento approvati dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 42/31 del 13 Agosto 2026. Gli interventi saranno attuati mediante specifiche convenzioni che disciplineranno gli aspetti procedurali, finanziari e di monitoraggio, nel rispetto dei cronoprogrammi previsti dalla programmazione FSC e dovranno essere completati entro il 2030.

“L’uscita dall’aeroporto o dal porto costituisce il primo impatto che il visitatore ha con la Sardegna, costituisce quella prima impressione -sottolinea l’assessore Franco Cuccureddu- che avrà un ruolo significativo sul giudizio complessivo sulla destinazione, e quindi sulla possibilità di fidelizzazione. Allo stesso modo all’arrivo al porto o all’aeroporto si registra quell’ultima immagine della Sardegna, che si porterà nei ricordi di viaggio. “Per queste ragioni - conclude l’assessore del turismo- questo progetto rivese una importanza strategica, e ci auguriamo che i Comuni, col supporto della Regione, vogliano trasformarlo in una vera rete, finalizzata a realizzare iniziative coordinate per garantire il miglior impatto possibile del visitatore con la nostra Isola, nei momenti, potenzialmente critici, dell’arrivo e della partenza dalla Sardegna”.

Dallo smartphone al timone di una vera barca, con Cagliari e il suo mare a fare da filo conduttore. Torna l’eSailingCup, giunta alla sua quarta edizione, con il Cagliari Trophy che per il terzo anno porta nel capoluogo sardo la sfida tra vela virtuale e reale. Dal 10 settembre all’11 ottobre concorrenti italiani e stranieri potranno confrontarsi attraverso l’app eSailingCup: per i dieci migliori la competizione proseguirà poi a Cagliari, dove saranno ospitati per partecipare alla finale in mare dell’8 novembre nel suo golfo.

La manifestazione è nata quattro anni fa con una prima edizione ambientata a Villasimius, per poi trasferire il proprio campo di gara a Cagliari, dove quest’anno il Trophy raggiunge la terza edizione. Un format originale che mette insieme sport, tecnologia e promozione del territorio, facendo conoscere le acque della Sardegna attraverso il digitale e offrendo ai migliori concorrenti la possibilità di trasformare l’esperienza vissuta sullo smartphone in una sfida vera, a bordo di una barca.

Il cuore del progetto è l’app eSailingCup, gratuita e disponibile per dispositivi iOS e Android, che simula il comportamento di una barca a vela durante una regata. Sullo smartphone il giocatore deve condurre l’imbarcazione lungo un percorso delimitato dalle boe, scegliendo le manovre migliori sulla base delle condizioni e della direzione del vento.  

I comandi sono semplici: con il pollice sinistro si regola la scotta della vela, con il destro si governa il timone, mentre sullo schermo vengono visualizzate velocità, posizione propria e dell’avversario, intensità e direzione del vento. Non è necessario avere esperienza nel mondo della vela: ci si può allenare e imparare progressivamente a gestire l’imbarcazione e le diverse situazioni di gara.  

Il Cagliari Trophy 2026 prenderà ufficialmente il via giovedì 10 settembre. Da quel momento e fino all’11 ottobre sarà possibile partecipare alle qualificazioni online direttamente dal proprio smartphone.

La formula è semplice: più vittorie si conquistano, più si sale in classifica. Al termine della fase online saranno i primi dieci classificati ad aggiudicarsi il pass per Cagliari.

E per loro, a quel punto, cambierà tutto: dallo schermo dello smartphone passeranno al mare vero.

I dieci finalisti saranno infatti ospitati nel capoluogo sardo,presso le strutture messe a disposizione da Sardinia Domus, Official Hospitality Partner dell’evento, nel weekend del 7 e 8 novembre, e domenica 8 novembre saliranno a bordo per affrontare la finale reale nelle acque del Golfo dli Cagliari. Un’esperienza che consentirà loro di ritrovare dal vivo lo scenario nel quale si sono allenati e confrontati virtualmente durante le settimane precedenti.

È proprio questo passaggio dalla simulazione alla realtà a rappresentare la caratteristica distintiva dell’eSailingCup: utilizzare il gioco digitale non come punto di arrivo, ma come porta d’ingresso verso un’esperienza sportiva, turistica e di scoperta del territorio.

L’eSailingCup – Cagliari Trophy nasce infatti con un obiettivo che va oltre la competizione. Portare giocatori italiani e stranieri a confrontarsi virtualmente nelle acque del capoluogo significa far viaggiare l’immagine di Cagliari attraverso smartphone e dispositivi digitali, per poi offrire ai migliori concorrenti la possibilità di conoscere realmente la città e il suo mare.

La manifestazione gode del patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del contributo del Comune di Cagliari, a conferma della valenza sportiva e promozionale dell’iniziativa per il territorio.

A promuovere l’evento è A.V.A.S. – Armatori Vela d’Altura Sardegna, associazione nata a Cagliari nel 2018 e oggi composta da oltre cento soci, impegnata nella crescita del movimento della vela d’altura e nell’organizzazione di eventi velici, sportivi, culturali, solidali e dedicati alla promozione del territorio.  

«Con eSailingCup vogliamo utilizzare l’innovazione per avvicinare sempre più persone al mondo della vela e, allo stesso tempo, far conoscere Cagliari attraverso uno dei suoi elementi più identitari: il mare – spiega Roberto Lai –. La particolarità del Cagliari Trophy sta proprio nel passaggio dal virtuale al reale: si comincia giocando da qualsiasi parte d’Italia o del mondo e si può arrivare a vivere in prima persona un’esperienza nel Golfo degli Angeli. È un modo nuovo per unire sport, tecnologia e promozione del territorio e per parlare anche alle generazioni più giovani».

L’eSailingCup è stata pensata anche come uno strumento a disposizione del mondo della vela. I circoli possono utilizzarla per organizzare campionati e coppe virtuali tra i propri soci, con classifiche dedicate e campi di gara ricostruiti sulla base delle proprie esigenze.

L’app può inoltre diventare un supporto didattico per avvicinare soprattutto i più giovani alle dinamiche della vela e alle regole di gara, consentendo di sperimentare attraverso il gioco concetti che potranno successivamente essere trasferiti sull’acqua.

La piattaforma permette inoltre la creazione di trofei dedicati e offre opportunità di visibilità ai partner attraverso la presenza all’interno dell’esperienza di gioco.  

Il momento più atteso arriverà domenica 8 novembre, quando il Cagliari Trophy lascerà definitivamente gli smartphone per trasferirsi in mare. I dieci protagonisti selezionati attraverso le qualificazioni online si confronteranno nella finale nelle acque di Cagliari, chiudendo un percorso iniziato quasi due mesi prima davanti allo schermo di un telefono.

La giornata terminerà nel cuore della città con la cena e la cerimonia di premiazione da Obicà, all’ultimo piano della Rinascente di Cagliari, dove saranno celebrati i protagonisti dell’edizione 2026.

La Giunta regionale ha approvato in via definitiva, su proposta dell’assessora dei Trasporti Barbara Manca, le nuove direttive per gli aiuti destinati al potenziamento del traffico aereo della Sardegna, che costituiscono la base per la nuova procedura del programma “Nuove Rotte”.

Il provvedimento arriva dopo il parere favorevole espresso dalla Quarta Commissione del Consiglio regionale e dà mandato alla Direzione generale dei Trasporti di predisporre e avviare una nuova procedura ad evidenza pubblica per l’assegnazione degli aiuti di Stato destinati all’avviamento di nuovi collegamenti aerei.

La nuova procedura sarà realizzata nel rispetto della Decisione della Commissione europea C(2024) 3736 final, che ha autorizzato la misura regionale, e introduce una serie di elementi di innovazione pensati per rendere lo strumento più efficace e maggiormente attrattivo per le compagnie aeree.

In particolare, viene eliminato l’elenco predefinito delle rotte eleggibili, lasciando maggiore apertura alle proposte dei vettori. Sono inoltre previste finestre temporali multiple per la presentazione delle candidature, anziché un’unica scadenza, e viene semplificata la fase istruttoria e di valutazione.

Il confronto competitivo sarà utilizzato esclusivamente nei casi in cui vi siano più candidature riferite alla stessa rotta oppure quando la domanda complessiva ecceda le risorse disponibili. La Direzione generale dei Trasporti sarà chiamata a definire i relativi criteri di comparazione, in coerenza con gli obiettivi della legge regionale n. 9 del 2023.

“Con l’approvazione definitiva delle nuove direttive – sottolinea l’assessora dei Trasporti Barbara Manca – facciamo un ulteriore passo avanti per rafforzare la connettività aerea della Sardegna. Abbiamo scelto di rendere lo strumento più semplice, flessibile e aperto alle proposte del mercato, mantenendolo pienamente all’interno del quadro autorizzato dall’Unione europea. L’obiettivo è creare le condizioni migliori possibili per l’attivazione di nuovi collegamenti da e per i nostri aeroporti, aumentando le opportunità per i cittadini sardi, per le imprese e per chi sceglie la Sardegna come destinazione”.

“La Sardegna – prosegue Manca – ha bisogno di una rete di collegamenti sempre più ampia e diversificata, capace di ridurre concretamente gli svantaggi legati all’insularità. Per questo continuiamo a lavorare su tutti gli strumenti a nostra disposizione, con l’obiettivo di sostenere l’apertura di nuove rotte e, soprattutto, favorire la loro crescita e il loro consolidamento nel tempo”.

Le nuove direttive si inseriscono nel percorso avviato dalla Regione con la legge regionale n. 9 del 2023, che riconosce nel trasporto aereo uno strumento strategico per il superamento della condizione di insularità, il miglioramento dell’accessibilità della Sardegna e la sua integrazione nei flussi economici e turistici nazionali e internazionali.

Ora la Regione procederà alla predisposizione degli atti necessari per l’avvio della nuova procedura ad evidenza pubblica.

“La Regione Sardegna è disponibile a valutare ipotesi di riconversione dello stabilimento Sanac di Macchiareddu, ma non può accettare che una realtà industriale con una storia e competenze consolidate venga sostituita da un’attività che, allo stato attuale, non presenta sufficienti garanzie industriali, economiche e occupazionali. Non possiamo rimpiazzare una produzione industriale con la semplice movimentazione di rottami”.

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, nel suo intervento in occasione del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Sanac.

La Regione ha svolto nelle ultime settimane una serie di approfondimenti sul progetto di riconversione, coinvolgendo gli enti locali e le organizzazioni sindacali e visitando direttamente lo stabilimento. Dalle prime valutazioni sono emerse forti criticità sulla sostenibilità del progetto presentato dalla società Erre Trading, che prevede un impianto per la raccolta e il trattamento di rifiuti ferrosi.

“Abbiamo analizzato la proposta con attenzione – ha spiegato Cani – e oggi non riteniamo che ci siano elementi sufficienti per considerarla un vero progetto industriale. In Sardegna esistono già numerose attività dello stesso tipo e, secondo le nostre prime valutazioni, il mercato regionale è sostanzialmente già coperto. Se per rendere economicamente sostenibile l’iniziativa fosse necessario movimentare rifiuti da oltremare e poi trasferire nuovamente il materiale trattato verso altri mercati, è evidente che occorre interrogarsi sulla sostenibilità economica e industriale dell’operazione”.

Cani ha ribadito che la Regione non assume una posizione pregiudizialmente contraria alla riconversione: “Siamo favorevoli alle riconversioni quando rappresentano una reale opportunità di rilancio. Lo abbiamo dimostrato anche in altre vertenze industriali. Ma riconvertire significa costruire una nuova prospettiva produttiva, non semplicemente cambiare la destinazione di un'area”.

Per l’assessora del Lavoro, Desirè Manca, il tema non riguarda soltanto la possibilità tecnica di realizzare un nuovo impianto, ma soprattutto quale prospettiva occupazionale si intenda costruire: “Sul passaggio dei lavoratori da Sanac alla nuova realtà imprenditoriale, la Sardegna esige chiarezza immediata su due punti: il come e il quando. Come esponente di questa Giunta lo dico chiaramente: non avvalleremo mai l'ipotesi che il nostro territorio venga trattato come discarica. La storia della nostra Isola è già segnata dal dramma di troppe aziende che hanno sfruttato la terra lasciando bonifiche mai fatte, un'eredità pesante per cui ancora oggi dobbiamo trovare le soluzioni. Non tollereremo che questo schema si ripeta. Il piano presentato traccia una rotta, ma è ancora poco esaustivo. Abbiamo la necessità urgente di un confronto basato su numeri e dati certi: la tutela dei lavoratori è fondamentale, ma deve camminare di pari passo con la tutela assoluta del nostro territorio. Studieremo il piano nel dettaglio, ma saranno proprio i fatti e i numeri a determinare la base della nostra approvazione o del nostro no”.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la componente ambientale del progetto e, in particolare, la previsione di una discarica a servizio dell'impianto. “La sua eventuale realizzazione all'interno di un compendio industriale, circondato da altre attività, infrastrutture e sistemi di gestione delle acque, richiede i dovuti approfondimenti e dovrà essere oggetto di ulteriori verifiche tecniche e autorizzative”, ha sottolineato Cani.

L'assessore ha quindi chiesto alla società proponente di mettere a disposizione informazioni più dettagliate sul piano industriale: “La Regione è pronta a fare la propria parte, ma chi propone di subentrare deve dimostrare concretamente che esiste una prospettiva industriale”.

Cani ha infine confermato la volontà della Regione di proseguire il confronto istituzionale con l'obiettivo di tutelare i lavoratori, salvaguardare il patrimonio industriale del sito e verificare ogni possibile soluzione in grado di garantire una prospettiva produttiva concreta e duratura per Sanac.

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