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Per trovare un cuoco possono servire quasi cinque mesi. E quando un’impresa della ristorazione non riesce a coprire una posizione, in due casi su tre il problema non è la preparazione insufficiente di chi si presenta: mancano proprio i candidati. È da questo dato che, secondo FIPE Sardegna, bisogna partire per comprendere cosa sta accadendo nel mercato del lavoro, senza ricondurre un fenomeno complesso alla sola questione degli stipendi.

Gli ultimi dati del Rapporto Excelsior di Unioncamere fotografano infatti una difficoltà che va ben oltre la ristorazione: in Sardegna il 47% delle assunzioni programmate dalle imprese riguarda profili difficili da reperire, con criticità che interessano turismo, servizi, edilizia e competenze digitali.

Per FIPE si tratta quindi di un problema strutturale, nel quale si intrecciano demografia, formazione, orientamento scolastico, disponibilità di competenze e un diverso rapporto delle persone con il lavoro.

Un tema emerso anche nel recente tavolo nazionale organizzato da FIPE sul futuro del lavoro nella ristorazione: il calo demografico e il trasferimento all’estero di una parte dei giovani riducono il numero di persone disponibili a entrare nel mercato del lavoro. Ristoranti e bar cercano quindi collaboratori in un bacino più ristretto, conteso anche dagli altri settori. La difficoltà di reperire personale va letta anche alla luce di questo cambiamento, insieme alle condizioni di lavoro e alle prospettive professionali offerte dalle imprese.

Questo non significa ignorare le specificità della ristorazione. Turni serali, lavoro nei fine settimana e durante le festività, stagionalità e difficoltà nel conciliare vita privata e professionale sono problemi reali, sui quali l’associazione ritiene necessario intervenire.

“Il nostro settore ha delle criticità e non abbiamo interesse a nasconderle. Ma proprio per questo dobbiamo capire fino in fondo perché oggi tante imprese che cercano personale non riescano a trovarlo. Il mercato del lavoro è cambiato e servono strumenti nuovi per rispondere a esigenze nuove”.

Sul fronte delle retribuzioni, FIPE richiama il Contratto collettivo nazionale dei Pubblici Esercizi, sottoscritto con Filcams, Fisascat e Uiltucs. Dal primo giugno 2026 il minimo contrattuale è pari a 1.693 euro lordi mensili per il quarto livello e 1.390 euro per il settimo livello.

Un dato che, sottolinea l’associazione, deve essere letto insieme alla struttura dell’occupazione: il 59% dei dipendenti del settore lavora part-time, mentre il 60,5% ha un contratto a tempo indeterminato. Una retribuzione mensile relativa a un rapporto a tempo parziale non può dunque essere confrontata direttamente con i minimi previsti per un tempo pieno.

Diverso è il caso di chi non rispetta le regole. Retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali o ore lavorate e non pagate sono violazioni che devono essere segnalate, accertate e sanzionate. Su questo, per FIPE, non possono esserci ambiguità.

I numeri mostrano però quanto sia diventato difficile per le imprese reperire personale. Nel 2025 una ricerca su due nella ristorazione è risultata problematica e per alcune professionalità i tempi di selezione si sono allungati fino a diversi mesi.

Allo stesso tempo è cresciuta la quantità di lavoro necessaria per produrre valore: rispetto al 2019 le ore lavorate sono aumentate dell’11%, a fronte di una crescita del valore aggiunto del 3,1%, con una produttività oraria inferiore di sette punti.

In Sardegna il settore conta 4.801 imprese con dipendenti, con una media di 5,6 addetti per azienda. Una fotografia fatta soprattutto di piccole attività, nelle quali il costo del lavoro, l’organizzazione dei turni e l’aumento generale dei costi incidono direttamente sulla sostenibilità dell’impresa.

Per FIPE è dunque su questo terreno che occorre costruire il confronto con le rappresentanze dei lavoratori: formazione professionale, orientamento nelle scuole, welfare contrattuale, organizzazione del lavoro e riduzione del cuneo fiscale.

“Un’impresa ha tutto l’interesse a trattenere un lavoratore preparato, farlo crescere e investire sulla sua professionalità. Quando una persona se ne va, non si perde soltanto un dipendente: si perdono esperienza, formazione, qualità del servizio e competitività”.

FIPE richiama infine l’attenzione su una parte del settore che spesso rimane sullo sfondo. Nella ristorazione sarda, caratterizzata soprattutto da piccole imprese, il titolare lavora frequentemente accanto ai propri collaboratori, affrontando a sua volta turni, weekend e festività, insieme alle responsabilità economiche legate all’attività e all’occupazione che genera.

“Non crediamo che lavoratori e imprenditori debbano essere messi gli uni contro gli altri. Le migliaia di imprese che rispettano i contratti, pagano regolarmente stipendi, contributi, tasse e fornitori e continuano a creare occupazione meritano attenzione quanto le persone che ci lavorano. La ristorazione funziona soltanto se si fa squadra. La sfida è rendere il lavoro più attrattivo e sostenibile e, nello stesso tempo, mettere le imprese nelle condizioni di continuare a creare occupazione. È su questo che vogliamo confrontarci con le organizzazioni sindacali”.

“La situazione di Eurallumina richiede un intervento immediato. La Regione Sardegna considera ormai non più rinviabile l'individuazione delle risorse necessarie a garantire la continuità della gestione del sito di Portovesme, con particolare riferimento ai presidi ambientali, alla sicurezza degli impianti e alla tutela dei lavoratori. Per la Regione è necessario dare seguito al percorso istituzionale avviato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e procedere alla convocazione urgente di un nuovo tavolo nazionale”.

Lo dichiarano la Presidente Alessandra Todde e l’assessore dell’Industria Emanuele Cani a seguito delle comunicazioni trasmesse nei giorni scorsi dalla società e delle preoccupazioni espresse sia dal Consorzio Industriale Provinciale Carbonia – Iglesias che dalle organizzazioni sindacali.

Secondo quanto comunicato dall'azienda, le attuali disponibilità finanziarie non sarebbero sufficienti a garantire tutte le obbligazioni aziendali e le attività indispensabili per il presidio ambientale e la sicurezza del sito. Tra queste rientrano il trattamento delle acque, la manutenzione e conservazione degli impianti e la messa in sicurezza del patrimonio aziendale.

“La situazione di Eurallumina non può essere affrontata soltanto come un'emergenza finanziaria. Servono risorse per affrontare l'emergenza, ma anche un percorso chiaro per superare definitivamente l'attuale situazione di incertezza che riguarda il futuro di uno stabilimento strategico per il sistema industriale del Sulcis e centinaia di lavoratori”.

“Comprendiamo la preoccupazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Mesi di incertezza e di riduzione del reddito hanno avuto un impatto pesante sulle famiglie e sul territorio – concludono Todde e Cani –. Proprio per questo è necessario che il confronto istituzionale produca rapidamente risultati concreti. La Regione è pronta a fare la propria parte, ma il Governo deve mettere in campo gli strumenti e le risorse di propria competenza”.

“La priorità è garantire che non venga mai meno la continuità dei presidi ambientali e delle attività necessarie alla sicurezza del sito. Su questo punto è indispensabile un'assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte, e in particolare che il Governo assicuri in tempi rapidissimi le risorse necessarie”, sottolineano la Presidente Todde e l'assessore Cani.

Tra i nodi da affrontare resta quello relativo al congelamento degli asset societari e alla possibilità di definire una prospettiva industriale per Eurallumina. La Regione ritiene necessario che su questo punto venga individuato un percorso istituzionale capace di salvaguardare il patrimonio industriale e occupazionale e di creare le condizioni per la ripresa produttiva.

“Abbiamo sempre ritenuto l’ambiente e il paesaggio isolano un bene identitario della Sardegna. Ancora una volta la Consulta ha ribadito il principio di cautela quando si parla idoneità o non idoneità di un territorio ad ospitare impianti per la produzione da fonti di energia rinnovabile”. Lo afferma la Presidente della Regione, Alessandra Todde, commentando la sentenza n. 156/2026 della Corte costituzionale, che ha respinto le questioni di legittimità sollevate dal Tar del Lazio nel procedimento promosso da Iberdrola Renovables Italia spa contro la Regione Sardegna. La sentenza della Corte lascia infatti in vigore gli Allegati A, B, C, D ed E della legge regionale 20/2024.
“La sentenza di oggi della Consulta – prosegue la Presidente – lascia in vigore le regole con cui abbiamo individuato le aree dove realizzare gli impianti e quelle da tutelare. Resta fermo anche il principio di cautela previsto dalla nostra legge”.
“Lo ribadiamo tutte le aziende che vogliono investire nella nostra terra sono le benvenute ma chi investe in Sardegna deve confrontarsi con le regole e con le esigenze delle comunità. Il valore del nostro paesaggio e le vocazioni dei territori devono avere un peso nelle decisioni”, sottolinea Todde.
“La nostra autonomia vive nelle scelte concrete. Continueremo a farla valere perché la transizione porti energia e benefici ai sardi, dia forza alle nostre imprese e rispetti la terra in cui viviamo. La Sardegna vuole la transizione energetica”, conclude la Presidente, “e vuole governarla, perché le scelte sul nostro territorio riguardano il futuro di tutti noi”.
 

“La sentenza di oggi conferma la linea scelta dalla Regione. Abbiamo rivendicato il diritto della Sardegna a governare le trasformazioni del proprio territorio e abbiamo costruito una disciplina per farlo, individuando dove le energie rinnovabili possono essere realizzate e dove devono essere tutelati altri interessi. Oggi quella scelta resta in campo”. Così l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda, riferendosi al pronunciamento della Consulta che ha respinto il ricorso intentato da un’azienda contro la legge sarda.

“Non abbiamo scelto la strada dei divieti indiscriminati - prosegue l’assessore - ma quella della pianificazione: stabilire regole, individuare le aree e assumere la responsabilità delle scelte. È questo il senso della legge regionale 20 ed è questa la direzione che la Regione continuerà a seguire”.

La sentenza n. 156/2026 della Corte costituzionale, depositata oggi, lascia infatti in vigore gli Allegati A, B, C, D ed E della legge regionale 20/2024, che individuano le aree idonee e non idonee alla realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili. Le questioni sollevate sugli Allegati sono state dichiarate inammissibili.

Resta inoltre fermo l’articolo 1, comma 7, della legge regionale, che introduce un principio di cautela stabilendo la prevalenza dell’inidoneità quando un’area presenti contemporaneamente caratteristiche di idoneità e di inidoneità. La relativa questione è stata dichiarata non fondata dalla Corte.

“La transizione energetica non può essere semplicemente una sommatoria di impianti. Deve essere governata, tenendo insieme produzione di energia, tutela del paesaggio, comunità e vocazioni dei territori. La Sardegna continuerà a fare la propria parte, con gli strumenti che la legge le riconosce e con la responsabilità di chi governa il territorio”, conclude Spanedda.

Completare i percorsi ciclabili già realizzati, creare i collegamenti mancanti e costruire itinerari capaci di attraversare più territori, con nuove opportunità per il turismo e le economie locali. È l’obiettivo dell’intervento da 25 milioni di euro, una delle prime misure con cui la Regione avvia la fase operativa di iSTARE, la nuova strategia della Programmazione Territoriale.

Il vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni, ha presentato la misura agli enti locali nel corso di tre incontri territoriali che si sono conclusi oggi a Cagliari. Dopo Abbasanta, il 21 settembre, per le Province di Oristano e Nuoro, e Codrongianos, il 28 settembre, per la Città Metropolitana di Sassari e la Provincia Gallura Nord Est Sardegna, la tappa di oggi a Sa Manifattura ha coinvolto la Città Metropolitana di Cagliari e le Province del Sulcis Iglesiente, del Medio Campidano e dell’Ogliastra. I tre appuntamenti hanno registrato una rilevante partecipazione di sindaci, amministratori e tecnici dei Comuni, delle Unioni dei Comuni e delle Comunità montane, insieme ai rappresentanti delle Province e delle Città metropolitane.

“Da Abbasanta a Codrongianos fino a Cagliari abbiamo trovato grande interesse e soprattutto contributi concreti. Con questa misura intendiamo completare i percorsi ciclabili già realizzati, collegarli tra loro e creare nuove connessioni, costruendo reti che superino i confini dei singoli Comuni e delle singole aree territoriali”, ha dichiarato l’assessore Meloni. “Partiamo da quanto è stato già fatto con la Programmazione Territoriale e dalla Rete ciclabile regionale per dare continuità agli itinerari e renderli realmente fruibili. È un investimento sulla mobilità sostenibile, ma anche sul turismo attivo e sulle economie locali, con l’obiettivo di valorizzare i territori e contribuire a rendere la Sardegna un’isola da vivere e visitare durante tutto l’anno”.

“Il confronto di queste settimane conferma il valore della Programmazione Territoriale: abbiamo voluto avviare il dialogo prima ancora della pubblicazione dell’Avviso, per coinvolgere amministratori e tecnici anche nella definizione della procedura e costruirla tenendo conto delle esigenze che emergono dai territori. Con iSTARE vogliamo rendere ancora più efficace anche la capacità di trasformare le risorse in interventi”, ha proseguito Meloni. “Le Unioni dei Comuni e le Comunità montane avranno un ruolo centrale nella costruzione delle proposte, con Province e Città metropolitane chiamate al coordinamento strategico. Ora il lavoro prosegue: entro ottobre pubblicheremo l’Avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse e avviare la fase di istruttoria e coprogettazione.”

La linea, finanziata con 25 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc) 2021-2027, prevede 6 milioni per gli interventi con un livello di progettazione avanzato e di più immediata realizzazione e 19 milioni per i progetti strategici di rete. Il lavoro con gli enti locali proseguirà con il contributo dell’Unità di Progetto per il Sostegno alle Politiche Territoriali per lo Sviluppo delle Aree Interne, nata per favorire l’integrazione tra programmazione regionale e territoriale e accompagnare le comunità nei percorsi di sviluppo.

La scelta di puntare sull’interconnessione consente di valorizzare gli investimenti già realizzati e superare la frammentazione dei singoli tracciati. Percorsi più lunghi, continui e collegati possono essere utilizzati dai residenti e rendere più competitiva l’offerta rivolta a chi sceglie la Sardegna per il turismo lento e attivo, favorendo una fruizione dell’isola più estesa durante l’anno e generando ricadute per ospitalità, ristorazione, servizi e attività locali. È questa la prospettiva che lega l’investimento sulla ciclabilità allo sviluppo dei territori.

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l’assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale, i criteri per assegnare le risorse destinate alle bonifiche dall’amianto negli immobili pubblici e privati e nelle reti idriche pubbliche.

La delibera riunisce in un unico provvedimento le regole per l’accesso ai finanziamenti, le spese ammesse e le priorità da seguire nell’assegnazione dei fondi.

“Vogliamo dare precedenza alle situazioni di maggiore rischio, a partire dai materiali deteriorati che possono rilasciare fibre – dichiara l’assessora Laconi –. Un’attenzione particolare è riservata alle scuole, alle strutture sanitarie e assistenziali e agli impianti sportivi”.

Per gli immobili e le infrastrutture pubbliche il finanziamento potrà coprire l’intera spesa ammessa. Avranno precedenza gli interventi già finanziati da completare, a condizione che ne siano verificati il regolare avanzamento e il corretto utilizzo delle somme assegnate. Qualora le richieste superino le risorse disponibili, si terrà conto, nell’ordine, delle condizioni di degrado o friabilità dell’amianto, della destinazione degli edifici, del numero di persone potenzialmente esposte e, a seguire, dell’assenza di finanziamenti regionali per la stessa finalità negli ultimi tre esercizi, del livello di progettazione e della disponibilità di cofinanziamento o di altre risorse.

Gli immobili e le infrastrutture pubbliche dovranno risultare nel censimento regionale dei siti con presenza di amianto. In caso contrario, l’ente richiedente dovrà comunicarne la presenza alla ASL competente e allegare copia della comunicazione alla domanda. Per le reti idriche pubbliche sarà data priorità alla rimozione delle condotte in cemento amianto fuori terra rispetto a quelle interrate.

Tra le novità introdotte, le risorse potranno essere utilizzate non solo per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, ma anche per l’eventuale ricostruzione degli immobili e delle infrastrutture pubbliche, comprese le reti idriche, fino a un importo pari a quello delle spese di bonifica.

Per i privati, i contributi saranno assegnati attraverso i bandi delle Province e delle Città metropolitane. La copertura prevista è del 60 per cento delle spese ammissibili, fino a un massimo di 15 mila euro. Per gli immobili privati a uso esclusivamente pubblico, tra cui scuole, strutture per anziani e persone con disabilità e strutture religiose, il contributo potrà arrivare al 90 per cento, entro il limite di 12 mila euro.

“Il costo della bonifica può essere un ostacolo per i proprietari – aggiunge Laconi –. Il contributo regionale serve ad aiutarli ad affrontare questa spesa, con il sostegno delle Province e delle Città metropolitane, cui è affidata la gestione dei bandi”.

Il contributo ai privati coprirà anzitutto la rimozione o l’incapsulamento dei materiali, il trasporto e lo smaltimento in impianti autorizzati. Nei limiti previsti dalla delibera potranno essere ammesse anche le spese di progettazione, cantiere e sicurezza e quelle per il ripristino o la sostituzione dei manufatti. Alla domanda dovrà essere allegata la scheda di autonotifica, vidimata dalla ASL e completa delle informazioni necessarie a valutare il rischio.

Le risorse saranno assegnate con la programmazione annuale. Tempi e modalità per la presentazione delle domande dei privati saranno indicati nei bandi delle Province e delle Città metropolitane.

Prende il via in queste ore il Rally Italia Sardegna 2026 ad Alghero, con molte iniziative legate alla manifestazione con momenti di riflessione dedicati ai grandi eventi sportivi e alla sostenibilità ambientale. La presidente della Regione Alessandra Todde è intervenuta al convegno internazionale FIA Sustainable Innovation Series - Sardinia 2026 Racing in a Changing Landscape - Biodiversity and Climate Resilience in Outdoor Sport che si è svolto nel Rally Park al porto di Alghero. “Noi vogliamo che i grandi eventi internazionali continuino a scegliere la Sardegna – dichiara la presidente - E vogliamo avere un ruolo nelle condizioni con cui questi eventi crescono, cambiano e costruiscono il proprio futuro. Il Rally Italia Sardegna rappresenta perfettamente questa ambizione. Cambia il clima e cambiano le condizioni nelle quali si organizzano le competizioni – evidenzia Todde - La perdita di biodiversità impone nuove responsabilità. Innovazione e tecnologia ci consentono di progettare meglio e di misurare gli effetti delle nostre decisioni. Per questo dobbiamo porci una domanda ulteriore, quale modello di grande evento vogliamo costruire in Sardegna nei prossimi anni? La sostenibilità di manifestazioni di questa portata riguarda anche la sua capacità di durare nel tempo”.

La presidente nel pomeriggio ha proseguito i suoi impegni legati al tema ambientale in programma tra gli appuntamenti del Rally Italia. A Ittiri per “Ogni pilota un albero” dove ha partecipato all’iniziativa di piantumazione di un albero nella zona d’ingresso dell’impianto sportivo. Todde sta seguendo la prima tappa della giornata inaugurale fino all’arrivo delle autovetture al Service Park di Alghero dove avverrà la premiazione. “Oggi è partita da Alghero l’ultima tappa del Campionato mondiale – commenta la Presidente - Per la prima volta il titolo WRC si assegnerà in Sardegna. È un risultato importante per una manifestazione che in ventitré edizioni è entrata nella storia sportiva della nostra isola e ha costruito qui una parte importante della propria identità”.

La Giunta regionale, su proposta dell'assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione Sebastian Cocco, ha approvato due importanti interventi destinati a rafforzare la transizione digitale dei territori e a ridurre i divari infrastrutturali tra le diverse aree dell'Isola, con uno stanziamento complessivo di 8 milioni di euro.

Il primo intervento prevede un nuovo finanziamento da 5 milioni di euro destinato ai Comuni sardi per la digitalizzazione degli archivi comunali e l'accessibilità ai dati pubblici. La misura rappresenta il naturale proseguimento dell'iniziativa già avviata, che ha registrato una partecipazione molto elevata con 335 Comuni beneficiari su 377 e l'impiego di oltre 9,1 milioni di euro. Le nuove risorse consentiranno di completare la copertura territoriale dell'intervento, coinvolgendo anche i Comuni che non avevano partecipato al primo avviso e sostenendo il completamento dei progetti già avviati.

Gli interventi finanziabili riguarderanno la digitalizzazione, l'indicizzazione e la conservazione digitale degli archivi comunali, con particolare attenzione alla documentazione edilizia e urbanistica, agli atti amministrativi e ai servizi che consentono a cittadini, professionisti e imprese di accedere online ai dati e ai documenti della pubblica amministrazione.

La seconda deliberazione dà invece avvio alla seconda fase del programma regionale per la realizzazione di infrastrutture abilitanti per le telecomunicazioni, con uno stanziamento di 3 milioni di euro distribuito sulle annualità 2026 e 2027. L'obiettivo è sostenere la realizzazione di opere aeree o sotterranee necessarie a portare la copertura telefonica nelle aree ancora prive di segnale, con particolare riguardo ai territori interni e maggiormente svantaggiati.

Il programma consentirà ai Comuni di realizzare cavidotti, tralicci, strutture di supporto e altre infrastrutture indispensabili per favorire l'estensione delle reti di telecomunicazione, attraverso un sistema di selezione che premierà le aree caratterizzate da maggiori criticità socioeconomiche e da più elevati livelli di disagio territoriale. Il contributo massimo concedibile a ciascun Comune sarà pari a 150 mila euro.

“Con queste due deliberazioni proseguiamo con determinazione il percorso di innovazione della Sardegna e rafforziamo il sostegno ai Comuni, che rappresentano il primo presidio istituzionale per cittadini e imprese”, dichiara l'assessore Cocco. “La trasformazione digitale non riguarda soltanto la tecnologia, ma la qualità dei servizi pubblici, la competitività dei territori e la possibilità per ogni comunità, indipendentemente dalla propria dimensione o collocazione geografica, di accedere alle stesse opportunità di sviluppo. Digitalizzare gli archivi comunali significa semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazioni; investire nelle infrastrutture per le telecomunicazioni significa garantire diritti, contrastare lo spopolamento e creare le condizioni per nuovi investimenti e nuove opportunità economiche”.

Le due misure si inseriscono nella più ampia strategia della Regione per la modernizzazione della pubblica amministrazione, il rafforzamento delle autonomie locali e la riduzione del digital divide, con particolare attenzione alle aree interne e ai territori che ancora oggi scontano maggiori difficoltà nell'accesso ai servizi digitali e alle infrastrutture di connettività.

Il giorno del debutto è sempre più vicino. Ripartirà domenica, dai campi in terra rossa all’aperto di Prato, l’impegno del Tennis Club Cagliari nella Serie A1 femminile. Dopo la semifinale scudetto dello scorso anno, persa per un soffio contro il Circolo Tennis Palermo, la formazione rappresenterà di nuovo la Regione Sardegna nel massimo campionato nazionale, col sogno di scalare un gradino in più rispetto al 2025. Sempre sei le giornate di gara della prima fase, che nelle prossime sei domeniche proporrà sfide di andata e ritorno (tutte previste dalle ore 9) contro Tennis Club Prato, Ata Battisti Trentino e Tc Padova Argos. “Affrontiamo questa nuova esperienza nel Campionato di Serie A1 femminile con determinazione, entusiasmo e ambizione – ha detto Lodovica Binaghi, presidente del Tennis Club Cagliari –. Per noi la Serie A1 non è soltanto un grande appuntamento sportivo, ma rappresenta il punto di arrivo di un percorso che parte dalla nostra scuola tennis, dalla formazione dei più giovani e dal lavoro che ogni giorno viene portato avanti sui nostri campi. Crediamo fortemente nella crescita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, nel senso di appartenenza e nella possibilità di costruire all’interno del club un percorso che possa accompagnare i giovani dalla scuola tennis fino all’attività agonistica di più alto livello. La nostra squadra femminile, con giocatrici del calibro di Tyra Grant, Nuria Brancaccio, Jessica Bouzas Maneiro e tutte le altre ragazze, è l’espressione più alta di questo progetto”.

 

Come accennato, il primo impegno del team capitanato da Martin Vassallo Arguello (direttore tecnico del club) sarà in Toscana, contro le rivali del Tennis Club Prato, circolo capace di vincere ben cinque scudetti fra 2013 e 2019. Sarà subito un test di valore, prezioso per comprendere le potenzialità di una formazione, quella cagliaritana, che si presenta ancora come una delle meglio attrezzate dell’intero campionato. La prima gara casalinga – a ingresso libero e gratuito – è invece prevista per la domenica successiva, l’11 ottobre contro l’Ata Battisti Trentino, mentre le due successive sfide a Monte Urpinu sono in programma per il 25 ottobre (duello di ritorno col Tc Prato) e per l’8 novembre (contro il Tc Padova Argos, per la sfida che chiuderà la fase a gironi). “Mi auguro che i nostri soci e tutta la città di Cagliari – chiude Lodovica Binaghi – possano accompagnare e sostenere le ragazze in questo percorso: vedere il nostro club competere ancora una volta ai massimi livelli nazionali è motivo di grande orgoglio per tutti noi”.

 

SERIE A1 FEMMINILE – IL CALENDARIO DEL GIRONE 1

Domenica 4 ottobre: Tennis Club Prato vs Tennis Club Cagliari (ore 9)

Domenica 11 ottobre: Tennis Club Cagliari vs Ata Battisti Trentino (ore 9)

Domenica 18 ottobre: Tc Padova Argos vs Tennis Club Cagliari (ore 9)

Domenica 25 ottobre: Tennis Club Cagliari vs Tennis Club Prato (ore 9)

Domenica 1 novembre: Ata Battisti Trentino vs Tennis Club Cagliari (ore 9)

Domenica 8 novembre: Tennis Club Cagliari vs Tc Padova Argos (ore 9)

 

SERIE A1 FEMMINILE – LA FORMAZIONE DEL TENNIS CLUB CAGLIARI

Jessica Bouzas Maneiro (Esp, 1.1), Nuria Brancaccio (Ita, 1.5), Despina Papamichail (Gre, 1.6), Tyra Grant (Ita, 1.7), Alessandra Mazzola (Ita, 2.1), Leyre Romero Gormaz (Esp, 2.1), Irene Burillo Escorihuela (Esp, 2.1), Barbara Dessolis (Ita, 2.2, vivaio), Marcella Dessolis (Ita, 2.3, vivaio), Sara Festa (2.7, vivaio).

 

SERIE A1 FEMMINILE – LA FORMULA DEL CAMPIONATO

Fase a gironi: 4-11-18-25 ottobre, 1-8 novembre.

Semifinali: 15-22 novembre.

Play-out: 22-29 novembre.

Finale scudetto: 5-6 dicembre.

Ogni sfida prevede tre singolari e un doppio.

Le prime due squadre classificate di ciascun girone accedono alle semifinali scudetto (play-off), da giocare con formula di andata e ritorno. Le due terze e le due quarte classificate giocheranno invece i play-out per conservare la permanenza in Serie A1 (formula di andata e ritorno).

La Regione Sardegna compie un ulteriore passo per sostenere la continuità territoriale aerea e tutelare l’equilibrio economico dei collegamenti soggetti a oneri di servizio pubblico. La Giunta regionale, su proposta dell’assessora dei Trasporti Barbara Manca, ha dato mandato alla Direzione Generale dei Trasporto di procedere all’istruttoria finalizzata alla quantificazione dei maggiori costi sostenuti dai vettori aerei che operano in regime di continuità aerea per effetto del rincaro del jet fuel e di individuare le modalità che consentano l’utilizzo del fondo regionale “Adeguamento costi da jet fuel negli OSP”, appositamente istituito con la legge regionale 21 settembre 2026, n. 20, con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2026.

“La priorità della Regione è salvaguardare la continuità territoriale aerea, che rappresenta un’infrastruttura fondamentale per la mobilità della popolazione sarda”, sottolinea l’assessora Barbara Manca. “Con il nuovo modello abbiamo lavorato per garantire più frequenze e condizioni tariffarie più convenienti per i cittadini. Ora dobbiamo tutelare anche la sostenibilità economica dei collegamenti dal punto di vista degli operatori, soprattutto di fronte a un aumento eccezionale e imprevedibile del costo del jet fuel. Vogliamo farlo utilizzando strumenti compatibili con la normativa nazionale ed europea e con le regole sugli aiuti di Stato, senza scaricare sui passeggeri l’aumento dei costi attraverso un incremento delle tariffe”.

La misura si rende necessaria a fronte dell’incremento straordinario registrato nel corso del 2026. La quotazione del jet fuel assunta come riferimento per la definizione dell’attuale regime di continuità territoriale era pari a 635,27 euro per tonnellata, mentre nell’agosto 2026 ha raggiunto 1.075,994 euro per tonnellata, con un impatto significativo sugli equilibri economici dei collegamenti.

La Regione ha quindi scelto di non intervenire attraverso un aumento delle tariffe a carico dell’utenza. La delibera prevede invece l’avvio di un’istruttoria tecnica, affidata alla Direzione generale dei Trasporti, per quantificare l’effettiva incidenza dei maggiori costi del carburante sugli equilibri economico-finanziari delle singole rotte. L’istruttoria sarà avviata a fronte di un’istanza dei vettori e riguarderà i maggiori oneri sostenuti nel periodo compreso tra 1° marzo e 30 settembre 2026.

La verifica riguarderà sia i collegamenti esercitati in regime di esclusiva con compensazione finanziaria, sia quelli svolti in regime di accettazione degli oneri di servizio pubblico senza compensazione, nell’ambito dei regimi disciplinati dai decreti ministeriali n. 466 del 2021 e n. 213 del 2025. Gli uffici dovranno confrontare i valori del carburante assunti come riferimento nei rispettivi regimi con quelli effettivamente registrati nel periodo considerato, tenendo conto degli ulteriori elementi tecnici ed economici rilevanti.

“Non si tratta quindi di un rimborso automatico o indistinto del maggior costo del carburante – spiega Manca –. Dobbiamo verificare, rotta per rotta, quanto l’aumento del jet fuel abbia inciso sull’equilibrio economico previsto dai contratti e individuare, dove ne ricorrano i presupposti, la misura necessaria per riequilibrarlo. È un lavoro tecnico che deve essere svolto con rigore, perché parliamo di risorse pubbliche e perché ogni intervento deve essere pienamente compatibile con le norme nazionali ed europee”.

La delibera dà infatti mandato alla Direzione generale dei Trasporti di individuare gli strumenti giuridici e amministrativi più idonei per il riconoscimento di contributi, indennizzi, ristori o altre forme di sostegno, nel rispetto della disciplina nazionale ed europea e delle regole dell’Unione in materia di aiuti di Stato nel trasporto aereo.

“La continuità territoriale – conclude l’assessora – è prima di tutto un diritto alla mobilità e uno strumento fondamentale per ridurre gli svantaggi derivanti dall’insularità. Per questo il nostro obiettivo è duplice: mantenere un servizio qualitativamente elevato, con frequenze adeguate e tariffe accessibili, e allo stesso tempo garantire condizioni di sostenibilità per chi quel servizio lo deve concretamente operare. La Regione sta lavorando per tenere insieme entrambe queste esigenze, nel pieno rispetto delle regole europee”.

 

Signature Travel Network ha confermato che Ignacio Maza, uno dei massimi esperti del turismo luxury negli Stati Uniti, figura di riferimento per advisor, owner e leader del settore e che da oltre vent’anni guida le analisi strategiche di Signature Travel Network, influenzando in modo significativo le scelte di viaggio del mercato premium nordamericano, includerà la Sardegna nella prestigiosa selezione “Where to Go Destinations 2027”.

La lista “Where to Go” rappresenta uno dei riconoscimenti più attesi e rispettati nel mondo del turismo di alta gamma: un endorsement che nasce da un’attenta analisi dei trend globali, da un’approfondita attività di ricerca e da una valutazione strategica delle destinazioni più rilevanti per il mercato statunitense.

Questo risultato è anche frutto del lavoro di collaborazione tra l’Assessorato del turismo della Regione Sardegna, ENIT e Signature, e la selezione della Sardegna nella lista “Where to Go 2027” rappresenta un’opportunità di visibilità eccezionale per l’Italia nel mercato USA, rafforzando ulteriormente il posizionamento del Paese nel segmento luxury.

La presentazione ufficiale della Sardegna come “Where to Go Destination 2027” avverrà in due momenti chiave:

Owners’ Meeting (settembre 2026) – rivelazione in anteprima davanti a 550 owner e leader del settore.

Annual Conference (novembre 2026) – sessione plenaria con oltre 3.000 professionisti del travel, durante la quale Ignacio Maza presenterà personalmente le destinazioni selezionate.

A seguire, la destinazione Sardegna sarà protagonista di:

una feature dedicata nella pubblicazione digitale di novembre Ultimate Experience raggiunge 650.000 viaggiatori affluent. Un ampio servizio nel numero di gennaio 2027 di Ultimate Experiences cartaceo, la rivista luxury di Signature (250.000 lettori).

Ulteriori contenuti editoriali, copertura stampa e amplificazione attraverso i canali del network(tra cui anche un reel promozionale), e una significativa copertura mediatica (es. Travel Pulse, Insider Report, e altri).

“Dopo il riconoscimento della Sardegna come “Best Destination” di Lonely Planet, per il 2026 - afferma l’assessore regionale del turismo Franco Cuccureddu- arriva un altro prestigiosissimo riconoscimento, con conseguente promozione globale, per la nostra Isola nei segmenti più competitivi e di maggior qualità, il “White to go” relativo al turismo premium e luxury”.

“Voglio ringraziare Signature Travel network, lgnacio Maza, l’A.D. di ENIT Ivana Jelinich -conclude Franco Cuccureddu- per aver aver contribuito alla importante azione di promozione nel mercato Nord Americano, intrapresa da due anni, che sta dando risultati davvero clamorosi e per aver annunciato l’assegnazione di questo riconoscimento, proprio nei giorni nei quali si tiene a Nassau ILTM, la borsa del turismo del lusso del Nord America, al quale la Regione Sardegna partecipa per la prima volta, con spazi, allestiti in collaborazione con ENIT, nei quali sono ospitati i propri operatori turistici”.

 

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