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Dalle risorse, alla progettazione degli interventi: l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, si è recato oggi a Lula per un sopralluogo negli edifici e negli spazi pubblici potenzialmente individuati dal Comune nell’ambito del programma di rigenerazione urbana collegato alla candidatura del sito di Sos Enattos per ospitare l’Einstein Telescope.

Il sopralluogo rappresenta un passaggio operativo per verificare direttamente le aree interessate e definire, insieme all’amministrazione comunale, le priorità di intervento. Un’attività che dà seguito allo stanziamento complessivo di 4,4 milioni di euro destinato ai Comuni di Lula, Bitti, Onanì e Orune, con una dotazione fino a 1,1 milioni di euro per ciascun territorio.

“Le risorse hanno senso se producono risultati visibili e duraturi - sottolinea l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda -. Per questo siamo qui, a Lula, insieme all’amministrazione comunale: per conoscere da vicino le esigenze del territorio e accompagnare le scelte che porteranno alla realizzazione degli interventi”.

I finanziamenti potranno essere destinati al recupero e alla valorizzazione di edifici e spazi pubblici, alla realizzazione di infrastrutture verdi, al rafforzamento dei luoghi di aggregazione e inclusione e al miglioramento della sicurezza, dell’accessibilità e della qualità urbana.

“La candidatura dell’Einstein Telescope è una prospettiva strategica per la Sardegna centrale, ma non possiamo aspettare il futuro per investire nei territori - aggiunge Spanedda -. La rigenerazione urbana serve innanzitutto a rendere più forti e attrattivi i centri che oggi vivono questa sfida, migliorando gli spazi pubblici e creando condizioni migliori per chi li abita”.

Il percorso coinvolge direttamente i quattro Comuni interessati e punta a fare della candidatura di Sos Enattos un’occasione capace di generare ricadute concrete già nella fase attuale, rafforzando infrastrutture, servizi e qualità urbana.

“Il ruolo della Regione è mettere in campo risorse, ma anche garantire che siano utilizzate nel modo più efficace - conclude Spanedda -. Il confronto diretto con i sindaci e la conoscenza dei luoghi sono parte di questo lavoro. È una scelta precisa: accompagnare i territori e costruire con loro gli interventi necessari, senza calare dall’alto le soluzioni”.

Sono in previsione sopralluoghi anche negli altri tre comuni interessati.

La musica dal vivo torna nel cuore di Cagliari. E lo fa con un progetto che punta a riportare energia, socialità e pubblico nel centro storico, conciliando l’intrattenimento con il diritto al riposo dei residenti. Da venerdì 4 settembre e fino a metà ottobre, piazza Yenne e le scalette di Santa Chiara diventeranno ogni venerdì due palcoscenici a cielo aperto, con musica live dalle 19 alle 22.

L’iniziativa è promossa dal CCN Corso Vittorio Emanuele e nasce anche dalla forte richiesta degli operatori di piazza Yenne, con il coinvolgimento dei locali dell’area. L’obiettivo è costruire un appuntamento continuativo capace di animare uno dei luoghi simbolo della città nelle prime ore della sera, all’interno di una cornice organizzata e rispettosa delle regole.

Il format prevede due gruppi dal vivo ogni venerdì, contemporaneamente in due differenti punti del centro: uno in piazza Yenne e l’altro nelle scalette di Santa Chiara.

Ogni settimana sarà caratterizzata da un genere o da un tema musicale differente: dalla musica italiana al pop, passando nelle settimane successive per il jazz e altri linguaggi sonori. Una formula pensata per cambiare volto a ogni appuntamento e intercettare pubblici diversi.

A inaugurare il calendario, venerdì 4 settembre, sarà una serata interamente dedicata alla musica italiana. Alle scalette di Santa Chiara protagonista sarà Naked Music, mentre in piazza Yenne salirà sul palco Radio Fonica, con un repertorio Italian Pop Rock.

L’appuntamento diventerà quindi fisso ogni venerdì, fino a metà ottobre, sempre nella fascia oraria compresa tra le 19 e le 22.

Per il presidente del CCN Corso Vittorio Emanuele, Antonio Ghiani, il ritorno degli appuntamenti musicali rappresenta un segnale importante per tutto il centro storico.

«Sono molto contento che finalmente si compia questo grande passo e che si possa ricominciare a fare musica nel cuore della città. Era un’iniziativa alla quale tenevamo particolarmente e che abbiamo voluto costruire coinvolgendo gli operatori, che l’hanno richiesta con grande convinzione. Vogliamo riportare musica, persone e vitalità nelle nostre strade, ma vogliamo farlo nel modo giusto: con organizzazione, responsabilità e soprattutto nel pieno rispetto dei residenti. Crediamo che le esigenze di chi lavora, di chi frequenta il centro e di chi ci abita possano convivere. Questa iniziativa vuole dimostrare proprio questo».

L’intenzione del CCN è infatti quella di superare la contrapposizione tra una città viva e il diritto alla tranquillità di chi risiede nel centro storico, puntando su orari definiti, programmazione e rispetto delle norme.

L’iniziativa viene accolta favorevolmente anche dalla FIPE Confcommercio Sud Sardegna. Per il presidente Emanuele Frongia, il progetto può rappresentare un esempio di come l’intrattenimento possa essere organizzato senza trasformarsi in elemento di conflitto.

«Accogliamo con grande favore un’iniziativa che restituisce alla musica dal vivo il suo ruolo di elemento di attrazione, socialità e valorizzazione del centro cittadino. La scelta di individuare una fascia oraria precisa, dalle 19 alle 22, va nella direzione che da tempo sosteniamo: una città può essere viva, attrattiva e accogliente senza rinunciare al rispetto di chi la abita. Il rispetto dei residenti, delle prescrizioni e del piano acustico deve essere un punto fermo. La sfida è trovare un equilibrio tra il diritto al riposo e il diritto delle attività a lavorare e contribuire alla vitalità della città. Programmazione, regole chiare e responsabilità degli operatori sono la strada per raggiungerlo».

Con la nuova programmazione del venerdì, il CCN punta dunque a trasformare piazza Yenne e Santa Chiara in due poli musicali coordinati, creando un percorso che possa accompagnare cittadini e visitatori attraverso il centro nelle prime ore della sera.

Non un singolo evento, ma una piccola stagione musicale diffusa: ogni venerdì due gruppi, due luoghi e un genere differente, con l’obiettivo di sostenere le attività, aumentare l’attrattività del centro e restituire alla musica dal vivo uno spazio stabile nella vita cittadina.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 4 settembre, dalle 19 alle 22, con Naked Music alle scalette di Santa Chiara e Radio Fonica in piazza Yenne. Il filo conduttore della serata inaugurale sarà la musica italiana.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha approvato l’adozione del Piano del Parco naturale regionale di Gutturu Mannu. Il Parco, istituito con la legge regionale del 24 ottobre 2014, n. 20, si estende su una superficie complessiva pari a 18.029,36 ettari, nei territori dei comuni di Assemini, Capoterra, Domus de Maria, Pula, Santadi, Sarroch, Siliqua, Teulada, Uta e Villa San Pietro.
 
 
PUBBLICA ISTRUZIONE
Su proposta dell’assessora della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Ilaria Portas, la Giunta ha preso atto delle relazioni annuali per l'anno 2025 sull'attività didattica delle Università degli Studi di Cagliari e di Sassari. La delibera garantisce la prosecuzione del percorso di studio ai dieci studenti provenienti da Gaza (5 dell'Ateneo di Cagliari e 5 dell'Ateneo di Sassari) attraverso borse di studio del valore di 12 mila euro a valere sul contributo regionale 2026 relativo al Fondo Globale “Interventi regionali per l'Università”.
 
 
SANITÀ
La Giunta ha approvato la programmazione per la non autosufficienza, con 94,6 milioni dal Fondo nazionale 2025-2027 e 147,3 milioni di cofinanziamento regionale, per oltre 241 milioni complessivi. Le risorse sostengono anziani e persone con disabilità non autosufficienti e garantiscono la continuità di Ritornare a casa Plus. Nel triennio, 68,46 milioni sono destinati agli anziani e 18,61 milioni alle persone con disabilità. Previsti inoltre il rafforzamento dei PUA e delle UVT e il finanziamento dei progetti di Vita indipendente. La programmazione punta su domiciliarità, valutazione multidimensionale e progetti assistenziali personalizzati, in un sistema che coinvolge oltre 50 mila persone.
 
 
La Giunta approva la prima programmazione regionale delle strutture integrate per anziani non autosufficienti, persone con disabilità e minori, sulla base dei fabbisogni territoriali e dei dati SIWE. Sono 251 le strutture autorizzate: 233 per anziani, 10 per persone con disabilità e per il “Dopo di noi” e 8 per minori. Dal 1° gennaio 2027 le nuove aperture saranno subordinate a un parere preventivo di compatibilità con la programmazione regionale e con i fabbisogni delle macroaree. Fino a quella data vengono sospesi i procedimenti per nuove strutture e ampliamenti, salvaguardando gli investimenti già concretamente avviati. La programmazione, basata sui dati demografici e sulla capacità ricettiva esistente, potrà essere aggiornata entro un anno.
 
 
La Giunta regionale ha approvato con due delibere i Piani triennali del fabbisogno di personale 2026-2028 dell’AOU di Cagliari e della ASL Ogliastra, dopo l’istruttoria del Tavolo tecnico regionale sulla spesa e sui fabbisogni di personale. Per l’AOU di Cagliari il Piano tiene conto delle criticità della dirigenza sanitaria e del comparto e dei fabbisogni legati al potenziamento del San Giovanni di Dio e del Policlinico di Monserrato. Per la ASL Ogliastra le priorità riguardano l’incremento dell’organico medico, il rafforzamento di infermieri e tecnici di radiologia e il potenziamento dei servizi territoriali e distrettuali. Entrambe le delibere recepiscono inoltre l’orientamento della Corte costituzionale secondo cui i limiti statali alla spesa di personale non sono applicabili al SSR sardo.

 “L’esito del tavolo odierno al Mimit è la dimostrazione che la Sardegna possiede il tessuto imprenditoriale e le infrastrutture necessarie per attrarre investimenti e trovare soluzioni alle crisi industriali. Un risultato reso possibile grazie all’intenso e proficuo lavoro portato avanti in questi mesi dalla Presidente Alessandra Todde e dagli assessorati dell’Industria e del Lavoro, in sinergia con il Ministero delle Imprese, che ha condotto al subentro di una realtà solida come Nuova Icom per la trasformazione di uno stabilimento a rischio di dismissione in un polo industriale rinnovato, salvaguardando asset industriali strategici per l’Isola”. Lo ha detto l’assessore dell’Industria Emanuele Cani a conclusione del tavolo istituzionale tenuto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e decisivo per il futuro dello stabilimento ex Bekaert di Macchiareddu.

Il piano di sviluppo industriale, presentato nel corso dell’incontro, prevede l’acquisizione del polo produttivo da parte dell’azienda sarda Nuova Icom, specializzata nell’impiantistica industriale. L’operazione non solo eviterà i licenziamenti, con la reintegrazione di tutti i 150 lavoratori ex Bekaert precedentemente a rischio, ma genererà un incremento della forza lavoro sul territorio, con l’introduzione nel piano industriale di Nuova Icom di 55 ulteriori assunzioni immediate, per un totale di 205 posti di lavoro stabili.

"La vertenza ex Bekaert non rappresenta solo la risoluzione di una crisi locale, ma una grande operazione di riscatto industriale per l'intero Paese. Con il subentro di Nuova Icom, un'azienda in fortissima crescita che arriverà a occupare oltre 1.200 persone ed è già protagonista nei mercati internazionali e nei grandi progetti di ingegneria energetica come i gasdotti del Nord Europa, passiamo dalla dismissione di una multinazionale estera al rilancio guidato da una solida realtà nazionale”, ha sottolineato l’assessore Cani nel suo intervento. “Per questo - ha concluso - chiediamo al Governo di fare la propria parte per riconoscere Nuova Icom nella sua piena dimensione nazionale e supportarla nell’agevolare l'acquisizione di nuove maxi-commesse ad alta tecnologia e garantire lo sviluppo occupazionale del territorio."

Il cronoprogramma per il rilancio industriale è già operativo. I prossimi passaggi burocratici e sindacali saranno formalizzati nelle prossime settimane per giungere alla transizione definitiva delle attività produttive.

La Giunta regionale ha approvato l'atto di programmazione del sistema integrato delle politiche sociali rivolto alle persone con disabilità in condizione di non autosufficienza e alle persone anziane non autosufficienti, definendo l'utilizzo integrato delle risorse del Fondo nazionale per le non autosufficienze 2025-2027 e del Fondo regionale per la non autosufficienza 2026-2028.

La programmazione può contare su 94,6 milioni di euro di risorse nazionali nel triennio, ai quali la Regione affianca 147,3 milioni di euro di cofinanziamento regionale, pari a 49,1 milioni l'anno, per un volume complessivo di risorse superiore a 241,9 milioni di euro.

“Con questa programmazione diamo stabilità e prospettiva alle politiche per la non autosufficienza, mettendo insieme risorse nazionali e un importante investimento della Regione – dichiara la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità e dell’Assistenza sociale, Alessandra Todde –. L'obiettivo è garantire alle persone e alle loro famiglie una presa in carico sempre più integrata, personalizzata e vicina ai luoghi di vita, rafforzando i servizi territoriali e sostenendo, ogni volta che è possibile, la permanenza a domicilio”.

Il Fondo nazionale assegna alla Sardegna 30,4 milioni per il 2025, 29,4 milioni per il 2026 e 34,8 milioni per il 2027. Le risorse finanzieranno in particolare il programma Ritornare a casa Plus, gli interventi di Vita indipendente e il rafforzamento del personale dei Punti unici di accesso (PUA), attraverso i quali vengono garantiti i percorsi assistenziali integrati.

Una parte centrale della programmazione riguarda direttamente l'assistenza alle persone. Nel triennio sono destinati 68,46 milioni di euro agli anziani non autosufficienti e 18,61 milioni alle persone con disabilità in condizione di non autosufficienza. Le risorse finanziano, tra gli altri interventi, l'assistenza domiciliare sociale e integrata con i servizi sanitari, i servizi sociali di sollievo e quelli di supporto.

La programmazione conferma inoltre il modello regionale di presa in carico, basato sull'accesso attraverso i PUA, sulla valutazione multidimensionale del bisogno, sulla definizione del budget di progetto e sulla predisposizione di un programma sociosanitario personalizzato. Il sistema integra l'assistenza professionale domiciliare, l'attività di cura assicurata dal caregiver familiare e i servizi di sollievo e supporto.

Particolare attenzione viene riservata al rafforzamento della rete territoriale. Per il personale con professionalità sociale destinato ai PUA sono previsti 2,12 milioni di euro l'anno di risorse nazionali, per complessivi 6,36 milioni nel triennio, cui si aggiungono 16,5 milioni di risorse regionali nel 2026-2028 per il potenziamento del personale PUA e delle Unità di valutazione territoriale (UVT).

Prosegue anche il programma Vita indipendente, finalizzato alla costruzione di percorsi personalizzati per favorire l'autonomia e l'inclusione delle persone con disabilità. Sono previsti 400 mila euro l'anno di Fondo nazionale, mentre la Regione destina al programma ulteriori 6,6 milioni di euro nel triennio 2026-2028, garantendo la continuità degli interventi nei diversi Ambiti PLUS.

La nuova programmazione consolida un sistema che in Sardegna consente già di favorire la permanenza a domicilio di oltre 50 mila persone non autosufficienti, con disabilità grave e gravissima, attraverso specifici piani personalizzati. Nel solo programma Ritornare a casa Plus, inoltre, la Regione aveva già assicurato la continuità di oltre 5.800 piani assistenziali individuali attivi alla fine del 2025, anticipando risorse proprie nelle more dell'approvazione della nuova programmazione nazionale.

La Regione Sardegna prosegue il percorso di destagionalizzazione e di promozione dell’Isola come destinazione turistica attrattiva durante tutto l’anno. Dopo il successo delle precedenti edizioni, anche per il 2026 l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, a valere sulle risorse della Legge regionale n. 7/1955, sosterrà l’organizzazione dei grandi eventi di Capodanno promossi dai Comuni della Sardegna.

Come già avvenuto negli anni precedenti, i Comuni dell’Isola potranno presentare domanda per la concessione dei contributi destinati all’organizzazione degli eventi di Capodanno 2026. Le manifestazioni rappresentano ormai un vero e proprio prodotto turistico unitario di particolare rilievo, in grado di sostenere la filiera dell’accoglienza e dei servizi e rafforzare il posizionamento della Sardegna quale destinazione capace di attrarre visitatori lungo l’intero arco dell’anno.

Per il 2026 si introduce una novità di particolare rilievo: la realizzazione del progetto unitario “Notte di San Silvestro 2026/Capodanno in Sardegna”, concepito come un grande evento regionale con un cuore centrale e un sistema di collegamenti in diretta con le principali piazze dell’Isola. L’obiettivo è portare il Capodanno sardo su una ribalta nazionale, attraverso una trasmissione televisiva in diretta in prima serata, capace di raccontare e valorizzare contemporaneamente la dimensione spettacolare degli eventi e la ricchezza dei territori coinvolti.

“Il Capodanno è uno degli eventi fondamentali sui quali pensare di investire per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, che sono quelli della destagionalizzazione e della delocalizzazione. Obiettivi strategici complessi da perseguire, ma che non possono non tener conto del periodo di vacanze nel quale c'è una maggior propensione alla spesa. Molti comuni da anni, alcuni da 30 anni, alcuni da 20 anni, alcuni più recentemente, investono molto sul Capodanno proprio per far percepire le loro città, e noi lo facciamo per far percepire la Sardegna, come un'Isola in grado di attrarre flussi turistici anche nel periodo invernale. Sappiamo che la sfida è molto complessa e per questo vogliamo rilanciare”. Lo ha sottolineato l’assessore Franco Cuccureddu che aggiunge: “Quest'anno c'è un importante upgrade, abbiamo individuato una serie di Comuni che possono proporre un format, si aprirà un bando alle principali televisioni generaliste italiane, quelle dei primi nove canali del digitale, per creare un format in cui una piazza centrale, Alghero, che è stata individuata perché è stata la prima a proporre il Capodanno in Sardegna, si collegherà con le altre piazze e quindi il nostro Capodanno, il Capodanno in Sardegna, verrà trasmesso da una delle televisioni chi si aggiudicherà questo format e quindi avremo la possibilità di raggiungere un pubblico di diversi milioni di telespettatori, un upgrade importante, ma che consolida la leadership che la Sardegna già in termini di quantità e qualità artistica degli eventi.”

Con la deliberazione della Giunta regionale n. 41/32 del 7 agosto 2026 è stata individuata Alghero quale sede principale dell’evento, in considerazione del ruolo storico che la città riveste nel panorama delle manifestazioni di Capodanno in Sardegna. Alghero si appresta infatti a celebrare la XXXI edizione del suo Capodanno, confermandosi protagonista di un percorso che ha visto la città, prima fra le amministrazioni comunali dell’Isola a promuovere e consolidare il format del grande concerto di fine anno quale strumento di attrazione turistica e di destagionalizzazione dei flussi.

L’accordo tra la Regione Sardegna e il Comune di Alghero formalizza l’assegnazione di 3 milioni di euro destinati alla realizzazione dell’evento. Il Comune di Alghero sarà il soggetto attuatore, con il compito di curare e coordinare gli aspetti logistici, artistici e promozionali del grande evento di fine anno, in raccordo con la Regione e nel quadro dell’impostazione unitaria del Capodanno in Sardegna.

Il progetto “Capodanno in Sardegna 2026” non si limiterà tuttavia alla piazza principale. La trasmissione dovrà prevedere collegamenti in diretta con gli eventi organizzati nelle altre città dell’Isola ammesse al Cartellone Capodanno 2026 (con capienza di almeno 10.000 persone), creando una vera e propria rete regionale capace di portare le immagini della Sardegna, attraverso le sue piazze, nelle case di milioni di telespettatori.

“La crescita -davvero importante nell’ultimo biennio- dei flussi turistici, al di fuori dei tradizionali mesi estivi - afferma l’assessore Franco Cuccureddu - con un incremento del 40% nella media stagione (aprile, maggio, settembre ed ottobre) e di oltre il 32% nei mesi invernali (da novembre a marzo), ci induce a puntare con sempre maggior forza sulla strategia, certamente assai sfidante, di far percepire la Sardegna come una destinazione turistica fruibile ed attrattiva in tutti i periodi dell’anno”.

Alghero sarà la piazza centrale, alla quale l’Assessorato del Turismo offrirà lo spettacolo e una straordinaria visibilità nazionale, in un’ottica di rotazione che, qualora l’esperimento dovesse avere successo, potrà consentire negli anni di valorizzare anche altre città dell’Isola. Mostrare a milioni di telespettatori la capacità attrattiva e organizzativa della Sardegna, facendola conoscere anche come destinazione per soggiorni invernali, è dunque uno degli obiettivi centrali della nostra strategia di destagionalizzazione dei flussi turistici, che comprende anche misure strutturali come la defiscalizzazione della tassa sugli imbarchi aerei nella stagione winter, recentemente approvata dal Consiglio regionale”.

Oltre 2.500 kg di pesce tra calamari, muggini, sardine, gamberi e mazzancolle, più di 80 volontari e un’affluenza stimata di oltre 3.000 persone. Sono questi i numeri della Sagra del Pesce del Villaggio Pescatori, che si terrà questo fine settimana, il 5 e 6 settembre, nella piazza del borgo di Giorgino. Una due giorni all’insegna della gastronomia tradizionale cagliaritana in cui il pesce e il Vermentino saranno i grandi protagonisti, accompagnati da un ricco programma di spettacoli dal vivo, laboratori per bambini, musica e balli.

“Novità di quest’anno – ha raccontato in conferenza stampa Mariano Strazzeri, Presidente del Comitato di Quartiere – è la sorpresa che ci hanno fatto le donne del villaggio. Al menù si aggiunge infatti una ricetta tipica del borgo: la pasta al cartoccio. Anticamente veniva realizzata con gli ‘scarti’ della pesca come granchi, cozze, arselle, piccoli polipetti e calamari, che venivano e verranno utilizzati per un sugo speciale”. Oltre alla novità, confermato il ricco menù tradizionale. Non potrà mancare l’antipasto Su Pisci a collettu, il piatto di fave lesse che le mogli dei pescatori preparavano quando la pesca non andava a buon fine, seguito dal fritto misto della laguna e del golfo e dall’arrosto di muggini e sardine.

Il programma dell'evento è fitto. Si partirà sabato alle ore 17:00 con la Santa Messa officiata dal parroco Don Raimondo Mameli, per poi proseguire alle 18:00 con il Laboratorio di danze urbane. Alle 19:00 spazio alla musica dei Lazarus Man, che farà da preludio all'apertura delle degustazioni alle ore 20:00. La prima serata si concluderà con i balli di gruppo di Mary Sandy, accompagnata dal ballerino cubano Alexis Castor. Domenica 6 settembre si ripartirà alle ore 18:30 con il Laboratorio di danze urbane, seguito da uno spettacolo di clownerie alle 19:15. Alle 20:00 si rinnoverà l’appuntamento con la buona cucina, mentre dalle 21:00 la colonna sonora sarà affidata alla musica dal vivo del gruppo Big Mama.

"Quest'anno abbiamo voluto compiere un importante passo in avanti anche sul fronte della responsabilità sociale e ambientale - ha proseguito il presidente Strazzeri - La sagra non è solo celebrazione della nostra tradizione, ma deve essere anche uno specchio dei valori in cui crediamo. Per questo motivo, sul piano della sostenibilità ambientale, abbiamo azzerato quasi completamente l'impatto della plastica monouso introducendo l'utilizzo di vassoi interamente biodegradabili per il servizio delle pietanze. Allo stesso tempo, per noi la festa deve essere davvero di tutti, nessuno escluso. Sul fronte dell'inclusione, abbiamo predisposto una corsia preferenziale dedicata alle persone con disabilità, così da garantire a chiunque un accesso sereno".

“Con gioia sarò presente come ogni anno – ha affermato l’assessora alla Cultura, Spettacolo e Turismo, Maria Francesca Chiappe – per partecipare a questo evento di comunità, che appartiene non solo al villaggio ma a tutta la città di Cagliari, con cui Giorgino rinsalda un legame storico fortissimo”. L'assessora ha anche ricordato, con un sorriso, di riservarle il solito posto nell’area dei “friggitori”.

Presente alla conferenza anche Fabrizio Rodin, presidente del CTM, che ha comunicato il potenziamento del servizio pubblico verso il Villaggio per i due giorni dell’evento: a partire dalle ore 18:00, saranno attivi bus dedicati con partenza da Piazza Matteotti.

 

Il risultato dice sconfitta, ma il campo racconta una storia più sfumata. Il Cagliari perde contro l’Inter, però esce dalla partita con la consapevolezza di aver messo in seria difficoltà una delle squadre più forti del campionato. E soprattutto con il rimpianto, grande e comprensibile, di non essere riuscito a completare una rimonta che, nel secondo tempo, sarebbe stata assolutamente meritata.

 

Dopo una prima frazione vissuta con qualche difficoltà, i rossoblù sono rientrati in campo con un altro spirito. Più aggressivi, più coraggiosi, più convinti. Il Cagliari ha iniziato a conquistare metri, a vincere contrasti e a spingere l’Inter nella propria metà campo. La squadra ha giocato con il cuore, sostenuta da una voglia evidente di riaprire la gara e regalare una gioia al proprio pubblico.

 

Il pareggio è sembrato possibile per lunghi tratti. E se fosse arrivato, non ci sarebbe stato davvero nulla da dire. Non sarebbe stato un regalo né un episodio fortunoso, ma il premio a una ripresa giocata con personalità, sacrificio e grande intensità. Il Cagliari ha costruito la propria reazione pallone dopo pallone, senza mai smettere di crederci.

 

A negare il gol, però, è stato un portiere in giornata straordinaria. Ogni conclusione dell’Inter verso la porta cagliaritana è stata respinta da un estremo difensore semplicemente magnifico. Parate difficili, interventi tempestivi, riflessi da campione: il portiere nerazzurro ha chiuso la porta in faccia alle speranze rossoblù, diventando il protagonista assoluto della partita.

 

È anche grazie a lui che l’Inter è riuscita a conservare il vantaggio. Il Cagliari ha insistito fino alla fine, cercando il varco giusto, la giocata capace di cambiare il destino dell’incontro. La rete del pareggio non è arrivata, ma la spinta rossoblù ha lasciato il segno e ha fatto capire quanto la squadra fosse viva e determinata.

 

Per una squadra che lotta su ogni pallone e che non si arrende davanti alle difficoltà, questa gara può rappresentare comunque un punto di ripartenza. Il Cagliari ha dimostrato di avere carattere, orgoglio e la forza per affrontare avversari di grande livello senza sentirsi sconfitto in partenza.

 

La classifica registra una battuta d’arresto, ma il secondo tempo racconta un Cagliari diverso: combattivo, intenso e capace di mettere paura all’Inter. È mancato soltanto il gol, quello che avrebbe potuto trasformare una sconfitta in una serata memorabile. Il pubblico rossoblù, però, ha visto una squadra lottare fino all’ultimo respiro. E quando il cuore c’è, anche una partita persa può lasciare una speranza.

Quattro milioni e mezzo di euro in tre anni per aiutare i giovani sardi a sostenere i costi legati a competizioni, concorsi, selezioni e percorsi di alta formazione. L’obiettivo è ridurre uno degli svantaggi legati all’insularità: la necessità di affrontare spese spesso elevate per raggiungere il resto d’Italia o l’estero quando si presenta un’opportunità di studio, crescita professionale o confronto ad alto livello.
La maggioranza ha approvato la misura proposta dal gruppo del Movimento 5 Stelle, su iniziativa del consigliere regionale Emanuele Matta, che prevede l’istituzione del Fondo regionale per la mobilità delle eccellenze giovanili sarde.
Lo stanziamento previsto è di 1,5 milioni di euro per ciascun anno dal 2026 al 2028, per un totale di 4,5 milioni.
Dai biglietti al soggiorno, cosa potrà essere finanziato
Il Fondo sarà destinato ai giovani residenti in Sardegna chiamati a partecipare a competizioni, manifestazioni, concorsi, selezioni, eventi e percorsi di alta qualificazione di rilievo regionale, nazionale o internazionale.
La platea potenziale comprende diversi settori: dallo sport all’arte, dalla cultura alla scienza e alla tecnologia, fino alle professioni e all’alta formazione.
I contributi potranno essere utilizzati per coprire le spese di viaggio e soggiorno, ma anche per il trasporto di strumenti, attrezzature e materiali necessari alla partecipazione e per gli altri costi direttamente collegati alla trasferta.
L’intento è evitare che la distanza geografica della Sardegna e i maggiori costi degli spostamenti possano trasformarsi in un limite soprattutto per i ragazzi provenienti da famiglie che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere autonomamente le trasferte.
Matta: «Il viaggio non può fermare il talento»
«Viaggi e trasferte possono diventare un ostacolo concreto per i giovani che vogliono valorizzare il proprio talento e cogliere nuove opportunità», spiega il consigliere regionale del M5S Emanuele Matta.
«Quando un giovane sardo parte per una gara, una rappresentazione ufficiale o un evento di rilievo – aggiunge – porta con sé non solo le proprie capacità, ma anche il talento, l’identità e il valore di un’intera terra. Per questo abbiamo ritenuto importante istituire questo fondo».
La misura punta quindi ad agire direttamente sul cosiddetto costo dell’insularità. Per chi vive in Sardegna, infatti, la partecipazione a un appuntamento nella Penisola o all’estero comporta inevitabilmente il ricorso all’aereo o alla nave, con spese che si aggiungono a quelle per pernottamenti, trasporti locali ed eventuale movimentazione di attrezzature.
Contributi sulla base di merito e situazione economica
L’accesso alle risorse non sarà automatico. I contributi saranno assegnati tenendo conto del merito, delle spese documentate, delle condizioni economiche e delle specifiche esigenze dei beneficiari.
Spetterà ora alla Giunta regionale stabilire nel dettaglio le modalità operative del nuovo Fondo, definendo le procedure per presentare le domande, ottenere i contributi e rendicontare le spese sostenute.
Con l’approvazione della misura vengono dunque stanziate risorse fino al 2028 per cercare di evitare che il costo di un biglietto, di un soggiorno o del trasporto di un’attrezzatura possa costringere un giovane sardo a rinunciare a un’occasione importante per il proprio percorso sportivo, artistico, accademico o professionale.

Le problematiche relative alla mancanza di copertura mobile segnalate da ultimo dal sindaco di Bari Sardo per alcuni tratti della Strada Statale 125 e, in particolare, all'interno delle gallerie della principale direttrice della costa orientale, riportano all'attenzione un tema che interessa ancora diverse aree della Sardegna: la presenza di zone nelle quali il segnale telefonico è assente o insufficiente, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza, sull'accessibilità dei servizi e sulla qualità della vita di cittadini e visitatori.

Si tratta di una criticità che la Regione Sardegna aveva già individuato e affrontato attraverso una specifica misura di sostegno agli enti locali. Con la legge regionale n. 24 del 2025, è stato finanziato il primo milione di euro destinato alla concessione di contributi ai Comuni per la realizzazione di infrastrutture abilitanti, aeree o sotterranee, finalizzate a rendere disponibile il segnale telefonico nelle aree che ne risultano prive.

L'intervento, attuato dalla Direzione generale dell'Innovazione dell’Assessorato agli Affari generali, ha consentito di finanziare nove Comuni per un importo complessivo di circa 900 mila euro, attivando investimenti per oltre 1,08 milioni di euro grazie al concorso delle risorse comunali. Attualmente gli interventi risultano nella fase di realizzazione da parte degli enti beneficiari e la Regione ha già provveduto all'erogazione del 50 per cento dei contributi concessi, per lavori che dovranno essere conclusi entro il 2027.

«Le segnalazioni provenienti dai territori confermano che il tema delle telecomunicazioni e della copertura mobile rappresenta ancora una delle principali sfide infrastrutturali per molte comunità della Sardegna. La disponibilità del segnale telefonico non riguarda soltanto la possibilità di effettuare chiamate o utilizzare servizi digitali, ma incide direttamente sulla sicurezza delle persone, sulla tempestività delle comunicazioni di emergenza, sulla competitività delle attività economiche e sulla capacità dei territori di contrastare isolamento e spopolamento. Per questo motivo, la Regione ha deciso di rafforzare ulteriormente l'intervento. Con la recente variazione di bilancio approvata nel mese di agosto sono stati infatti stanziati ulteriori 3 milioni di euro per le annualità 2026 e 2027, destinati al potenziamento delle azioni rivolte alla realizzazione delle infrastrutture abilitanti alle telecomunicazioni», dichiara l’Assessore agli Affari generali, Sebastian Cocco.

Le nuove risorse consentiranno di dare continuità all'attività già avviata e di ampliare il numero dei territori interessati, intervenendo nelle situazioni che continuano a presentare criticità particolarmente rilevanti sotto il profilo della copertura telefonica e della connettività.

«La transizione digitale non può prescindere dalla disponibilità delle infrastrutture di base. Per questo la Regione continuerà a investire affinché anche le aree più periferiche e meno servite possano disporre delle condizioni necessarie per accedere ai servizi, garantire la sicurezza dei cittadini e cogliere le opportunità offerte dall'innovazione tecnologica. L'obiettivo è contribuire a ridurre il divario infrastrutturale ancora presente in alcune parti dell'Isola e favorire uno sviluppo più equilibrato del territorio regionale, attraverso interventi concreti capaci di rispondere alle esigenze manifestate dalle comunità locali» conclude l’Assessore.

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