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Edilizia residenziale pubblica in città oggetto di uno stretto monitoraggio nei mesi scorsi, tanto per lo situazione delle strutture quanto per la presenza o meno di inquilini: il risultato sono un centinaio di alloggi che risultano vuoti, di risulta o murati e che saranno presto assegnati nel rispetto delle graduatorie pubbliche, al termini di interventi di manutenzione minimi. È il primo passo nella strategia messa a punto dal Comune di Cagliari, in collaborazione con i sindacati degli inquilini (Sunia, Sicet e Uniat) e l’Agenzia Regionale per l’Edilizia Abitativa, per accelerare i tempi di accesso alle case popolari e dare una risposta più rapida alle persone in regolare attesa di un'abitazione.

“In questo percorso, frutto della rinnovata collaborazione tra Comune e Area che da diversi anni vivevano come in contrapposizione”, hanno sottolineato il sindaco Massimo Zedda e l’assessora Anna Puddu, delegata alle Politiche di gestione e manutenzione del patrimonio Erp, ”diritto alla casa e legalità vanno di pari passo: è una questione di giustizia nei confronti di chi da anni, nel rispetto delle regole, attende il suo turno nelle graduatorie pubbliche”.

Una lotta senza quartiere a favore della legalità e contro le occupazioni abusive, quindi, con un messaggio chiaro: “Non c’è più bisogno di occupare abusivamente per necessità”, dice l’assessora Puddu, “perché finalmente l’amministrazione è attenta al proprio patrimonio abitativo”. Senza quartiere è anche la mappa degli alloggi che saranno presto rimessi in circolo: dal centro storico a Sant’Elia passando per Is Mirrionis e San Michele, il Cep e Sant’Avendrace il monitoraggio “è frutto di un lavoro congiunto”, ancora Anna Puddu, “tra Comune, Area, sindacati degli inquilini e cittadini che ha permesso di verificare le condizioni di diversi alloggi che, nel giro di poco tempo, dopo interventi minimi di manutenzione, potranno essere assegnati o riassegnati. L’obiettivo è niente più case murate per il pericolo di occupazioni abusive”.

“Diamo risposta a un diritto, quello dell’abitare, che ha sempre avuto un’altissima richiesta, che arriva oggi anche da persone insospettabili”, spiega il sindaco, “che sino a qualche anno fa non si sarebbero mai dovuti rivolgere ai servizi sociali”.

Lo strumento del percorso è la delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta comunale, che punta a velocizzare l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente vuoti ma già potenzialmente disponibili per le famiglie inserite nelle graduatorie. L'iniziativa nasce dalla necessità di affrontare una domanda abitativa crescente e di ridurre i tempi di attesa per l'accesso a una casa popolare. Oggi nella graduatoria definitiva per l'assegnazione degli alloggi Erp sono presenti 1.084 cittadine e cittadini, ai quali si aggiungono 111 persone inserite nella graduatoria della mobilità. A Cagliari il patrimonio di edilizia residenziale pubblica conta complessivamente 5.641 abitazioni: 3.284 sono di proprietà del Comune e 2.357 appartengono ad Area, l'Azienda regionale per l'edilizia abitativa: “La necessità”, ha sottolineato Matteo Sestu, amministratore unico di Area, “non è soltanto quella di mettere mano a un patrimonio vecchio, che purtroppo non ha avuto la possibilità di essere mantenuto per tanto tempo, ma anche quello di dare risposte alle tante domande che ci sono nelle nelle graduatorie. Di qui nasce la collaborazione con il Comune in una strategia di verifica degli alloggi liberi per capire chi abita in un alloggio, in che condizioni sia quella famiglia, se sia deceduto l’assegnatario: intervenire con rapidità significa anche limitare più possibile le occupazioni abusive”.

Il provvedimento prende atto di una criticità ricorrente. Infatti, molti alloggi, una volta lasciati dai precedenti assegnatari, restano inutilizzati per lunghi periodi in attesa dei lavori di manutenzione necessari per una nuova assegnazione. Per superare questo ostacolo, l'Amministrazione comunale intende procedere con l'assegnazione anticipata degli alloggi cosiddetti "di risulta": immobili che, pur necessitando di ulteriori interventi di ripristino, possiedono già i requisiti minimi di sicurezza, salubrità e abitabilità previsti dalla normativa.

L'assegnazione avverrà nel rigoroso rispetto dell'ordine delle graduatorie e soltanto dopo l'accettazione scritta da parte degli aventi diritto, che saranno informati sulle condizioni dell'immobile.

La misura si inserisce nel lavoro avviato dal Comune con Area attraverso un'unità di progetto interistituzionale dedicata al monitoraggio del patrimonio abitativo pubblico e all'individuazione degli alloggi effettivamente disponibili per la riassegnazione. La deliberazione affida al servizio Manutenzione, gestione e valorizzazione del patrimonio il compito di proseguire nella verifica dello stato degli immobili sfitti, distinguendo quelli immediatamente assegnabili da quelli che richiedono interventi indispensabili prima della consegna. Impegnata anche la Polizia locale nei sopralluoghi congiunti con gli uffici competenti per accertare la disponibilità degli alloggi individuati. Il Servizio Politiche sociali e della casa procederà quindi quindi alla convocazione degli aventi diritto secondo le graduatorie vigenti, nel rispetto delle quote previste tra nuove assegnazioni e mobilità. Particolare attenzione sarà dedicata anche agli immobili che si liberano a seguito dei trasferimenti tra alloggi popolari. La deliberazione introduce infatti un monitoraggio costante delle riconsegne, tempi definiti per i traslochi e misure per prevenire occupazioni abusive.

Grande partecipazione da parte delle imprese sarde all’avviso pubblico Sta.bile. per gli incentivi alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro promosso dall’Assessorato regionale del Lavoro.
Dalla data di apertura dei termini sono state presentate 1.369 domande, per un valore complessivo di 14,9 milioni di euro di contributi richiesti, per misure che incentivano l’assunzione a tempo indeterminato di ex tirocinanti e la trasformazione di contratti già in essere in rapporti di lavoro stabili, sia full time sia part time (almeno al 60% dell’orario previsto dal CCNL). A queste si aggiungono 90 domande per un totale di € 898.225,90, relative alla misura che sostiene la trasformazione dei contratti da tempo determinato e part time in contratti a tempo indeterminato full time.
Nel complesso, i dati evidenziano una richiesta significativamente superiore alle risorse disponibili e confermano il forte interesse del sistema produttivo regionale verso strumenti concreti di stabilizzazione e qualità del lavoro.
“Siamo particolarmente soddisfatti della forte partecipazione registrata, che testimonia la fiducia delle imprese e la piena rispondenza della misura ai bisogni reali del tessuto produttivo regionale – dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca –. Un risultato importante che conferma la bontà della direzione intrapresa e rafforza il nostro impegno nel proseguire su questa strada, con l’obiettivo di consolidare sempre più un’occupazione stabile e di qualità. L’attenzione dell’assessorato è e resta costantemente rivolta alla costruzione di un mercato del lavoro più stabile, più giusto e più qualificato. Non si tratta solo di sostenere l’occupazione in termini quantitativi, ma di promuovere un’occupazione che duri nel tempo, che garantisca diritti, dignità e prospettive reali di crescita per le persone.
Questa misura – prosegue l’assessora Manca – nasce proprio con questo obiettivo: accompagnare e sostenere le imprese che scelgono di investire sul lavoro stabile, trasformando rapporti precari in contratti a tempo indeterminato e favorendo nuove assunzioni di qualità. Ogni contratto stabilizzato è una storia di futuro che prende forma. È un lavoratore che acquisisce sicurezza, è un’impresa che cresce su basi più solide, è un territorio che si rafforza”.
Le misure prevedono una dotazione complessiva di 3 milioni di euro per le prime due tipologie di intervento e di 1 milione di euro per la terza. Attualmente è in fase di conclusione la verifica di ammissibilità formale delle domande.

"Rendere il Sulcis Iglesiente un territorio dove sia più facile vivere e sostenere gli investimenti nell’innovazione tecnologica delle imprese. È questo l'obiettivo dei due nuovi avvisi pubblicati dal Centro Regionale di Programmazione, struttura dell'Assessorato della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio che gestisce l'attuazione del Programma Nazionale Just Transition Fund (JTF): 35 milioni di euro complessivi, destinati da una parte a sostenere ricerca, innovazione e diversificazione del sistema produttivo e dall'altra ad aumentare l'offerta di alloggi sociali e sostenibili, supportando così la trasformazione economica e sociale del territorio.

“Con il Just Transition Fund stiamo investendo per rendere questo territorio più forte nel tempo: imprese capaci di innovare, lavoro qualificato, servizi e una migliore qualità della vita” dichiara il vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione, Giuseppe Meloni. “I due avvisi seguono questa strategia per sostenere le imprese che investono in ricerca e innovazione e, allo stesso tempo, per aiutare i Comuni ad aumentare l'offerta di alloggi accessibili, recuperando patrimonio pubblico e rispondendo ai nuovi bisogni delle comunità. Nel Sulcis Iglesiente è importante costruire un'economia più solida e meno dipendente da un unico modello di sviluppo. Per questo abbiamo avviato una programmazione di lungo periodo, capace di mettere in relazione sviluppo economico, locale e sociale, supportando questo territorio nella creazione di nuove specializzazioni produttive che lo rendano più competitivo”.

"L’avviso destinato al potenziamento e alla riqualificazione di alloggi accessibili e sostenibili nel territorio del Sulcis Iglesiente segna un passo importante verso una transizione che sia prima di tutto equa e inclusiva," dichiara Elisabetta Neroni, direttrice generale del Centro Regionale di Programmazione. "Sosteniamo i Comuni e gli enti locali del Sulcis Iglesiente nel recupero e nella rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio pubblico, coniugando l'efficientamento energetico con modelli innovativi di abitare condiviso. Questa azione riafferma il valore dell'edilizia pubblica come strumento di coesione sociale e di equità territoriale, garantendo soluzioni abitative stabili e accessibili per le fasce di popolazione che risentono di difficoltà nel reperimento di adeguate soluzioni abitative nel libero mercato”.

Il primo avviso, con una dotazione di 10 milioni di euro, è rivolto alle grandi imprese e alle micro, piccole e medie imprese già presenti nel Sulcis Iglesiente o che intendano insediarsi nell'area. L'obiettivo è sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo per il miglioramento o la realizzazione di nuovi prodotti, processi e servizi ma anche prevedere un supporto per le spese nell’ambito di consulenze in materia di innovazione e servizi di sostegno all’innovazione. L'avviso prevede inoltre la possibilità, per le imprese, di presentare proposte progettuali in collaborazione con gli Organismi di ricerca, valorizzando la collaborazione tra sistema produttivo e mondo della ricerca favorendo percorsi di innovazione e diversificazione economica del territorio. Particolare attenzione è riservata ai progetti nei settori della green economy, dell'economia circolare, della digitalizzazione, dell'agricoltura, del turismo sostenibile e dell'economia del mare. Le domande potranno essere presentate dal 15 luglio al 16 settembre 2026.

Il secondo avviso mette invece a disposizione 25 milioni di euro per aumentare l'offerta di alloggi accessibili e sostenibili nel Sulcis Iglesiente. Le risorse consentiranno ai Comuni di riqualificare, recuperare e ristrutturare immobili da destinare all'edilizia abitativa sociale, recuperare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente e dare una risposta più efficace ai nuovi bisogni abitativi delle comunità locali, in particolare delle persone e delle famiglie che incontrano maggiori difficoltà ad accedere a una casa. Le domande potranno essere presentate da oggi, 6 luglio, al 7 settembre 2026. Entrambi gli avvisi rientrano nel Programma Nazionale Just Transition Fund Italia 2021-2027, lo strumento europeo dedicato ai territori chiamati ad affrontare le conseguenze economiche, occupazionali e sociali della transizione ecologica.

“Con questa nuova fase di attuazione”, conclude l'assessore Meloni, “cerchiamo di trasformare le risorse europee in opportunità per il Sulcis, sostenendo una visione di sviluppo che accresce l'occupazione attraverso il rafforzamento tecnologico nei campi della ricerca, dell'innovazione, della digitalizzazione e della connettività digitale. Allo stesso tempo rispondiamo alle necessità dei cittadini con interventi che consentono a un numero sempre maggiore di persone e famiglie di vivere in alloggi dignitosi, sicuri e sostenibili, contribuendo a rendere il territorio più vicino alle esigenze di chi lo abita”.

 

Scatta ufficialmente la stagione dei saldi estivi. Da sabato 4 luglio gli esercizi commerciali della Sardegna inizieranno i saldi estivi che dureranno sessanta giorni. Secondo ConfcommercioSud Sardegna il giro d’affari nel sud dell’Isola si aggira intorno ai 27,6 milioni di euro (lo scorso anno era intorno ai 26,5). Le famiglie nel Sud Sardegna che acquisteranno durante i saldi saranno circa 171mila. Mediamente un nucleo familiare (composto da 2,07 persone) spenderà 161 euro (157 euro nel 2025). Ogni sardo invece 78 euro (75 lo scorso anno).

 

“I dati sono simili allo scorso anno, in leggera crescita anche se le transazioni online sfuggono alle stime”, spiega il direttore di Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura, “grazie all’inflazione che ha invertito la rotta, attestandosi al 3% su base annua, è lievemente aumentato il potere d’acquisto e quindi prevediamo che la stagione dei saldi estivi possa riscontrare maggiore successo rispetto agli ultimi anni precedenti, pur con l’incognita della pressione fiscale che, di contro, è in aumento”.

 

In vista del periodo estivo dedicato ai saldi, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcune indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza:

1. CAMBI MERCE- la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso, secondo il Codice del Consumo, scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il cliente, però, è tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto;

2. PROVA DEI CAPI - non c’è obbligo, è rimesso alla discrezionalità del negoziante;

3. INDICAZIONE DEL PREZZO - obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (che, in base al D.lgs26/2023, è il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto ed il prezzo finale;

4. PRODOTTI IN VENDITA - i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

 
 
 

Al via a Quartu Sant’Elena sabato 4 luglio il servizio sperimentale di trasporto pubblico che interesserà tutto il lunghissimo litorale costiero. Il nuovo servizio voluto dall’Amministrazione comunale e realizzato dal CTM, sarà finanziato con i fondi dell’imposta di soggiorno, che come annunciato nel momento dell’istituzione genera risorse utili per lo stesso settore turistico, e quindi permette di accrescere i servizi per la fruizione delle spiagge, del mare, del territorio quartese, anche a vantaggio delle attività economiche che operano nel tratto costiero.

La linea nasce come collegamento diretto verso le spiagge di Mari Pintau, Kal’e Moru e Geremeas- Marongiu, mentre per gli spostamenti verso Margine Rosso e Flumini sono regolarmente attive le linee PF, PQ e 1Q, che continuano a garantire un servizio più capillare lungo la fascia costiera.

Il nuovo servizio sarà attivo dal 4 luglio al 13 settembre 2026, finanziato dal Comune di Quartu Sant'Elena. Collegherà il capolinea di via Beethoven a Quartu Sant'Elena con le spiagge di Mari Pintau, Kal’e Moru e Geremeas Marongiu, con un percorso diretto e un numero limitato di fermate.

Il capolinea di via Beethoven si trova nei pressi del Palazzetto dello Sport ed è facilmente raggiungibile sia in auto, lasciando il mezzo nel parcheggio di scambio nei pressi della fermata, sia utilizzando il servizio CTM, in particolare le linee 1Q, 19, 41, 40, PF, QS e QSA, con fermate nelle vicinanze.

La linea è operativa tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con partenze ogni ora, dalle 8:00 alle 17:00 da via Beethoven. Le corse in partenza alle ore 9, 11, 13, 15 e 17 raggiungeranno Mari Pintau e Kal’e Moru e saranno effettuate con autobus Iveco E-Way da 10,7 metri, con una capienza di circa 80 passeggeri (20 seduti e 60 in piedi). Le corse in partenza alle ore 8, 10, 12, 14 e 16 arriveranno Mari Pintau e Kal’e Moru e proseguiranno fino a Geremeas Marongiu con un servizio su prenotazione, per il quale verrà utilizzato un mezzo corto da 8 passeggeri (seduti).

 

Come prenotare il servizio per Geremeas Marongiu

È necessario prenotare il giorno prima, chiamando il Numero Verde 800 259 745, attivo dal lunedì al venerdì nei seguenti orari:

dal lunedì al giovedì 8:00 -13:00          

il venerdì 8:00 -13:00 e 15:00 -19:00

Per le corse del sabato e della domenica la prenotazione deve essere effettuata entro il venerdì, nella fascia oraria 8:00–13:00.

Per le corse del lunedì: la prenotazione deve essere effettuata il venerdì, dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.

 

Percorso e fermate da Quartu Sant’Elena a Mari Pintau / Kal'e Moru, con prenotazione fino a Geremeas

Beethoven (Capolinea), S’Arrulloni (angolo Silesu), Colombo (fronte Polizia Municipale), Colombo (angolo Salieri), Golfo di Quartu (Lido Mediterraneo), Golfo di Quartu (Torre), Golfo di Quartu (Fortino), Golfo di Quartu (angolo Da Vinci), Margine Rosso (angolo Scirocco), Margine Rosso (angolo Cipro), Leonardo da Vinci (Hotel Califfo), Leonardo da Vinci (Su Meriagu), Flumini (Circonvallazione), Provinciale Villasimius (angolo Liri), Provinciale Villasimius (fronte Camping), Provinciale Villasimius (Is Mortorius), Mari Pintau (direzione Villasimius), Kal'e Moru, Geremeas (solo su prenotazione).

Orari di partenza da via Beethoven verso Mari Pintau/Kal’e Moru: tutti i giorni, alle ore 9:00, 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00, con autobus Iveco E-Way da 10,7 metri.

Orari di partenza da via Beethoven verso Geremeas su prenotazione: tutti i giorni alle ore 8:00, 10:00, 12:00, 14:00 e 16:00, con minibus da 8 posti.

 

Percorso e fermate da Kal'e Moru / Mari Pintau a Quartu Sant’Elena, con partenza da Geremeas su prenotazione

Geremeas (Solo su prenotazione), Kal'e Moru, Mari Pintau (direzione Cagliari), Provinciale Villasimius (angolo dei Pioppi), Provinciale Villasimius (Camping), Provinciale Villasimius (angolo dei Papaveri), Flumini (cantoniera), Leonardo da Vinci (angolo San Giovanni), Leonardo da Vinci (fronte Hotel Setar), Leonardo da Vinci (fronte Hotel Califfo), Leonardo da Vinci (angolo Is Pardinas), Margine Rosso (angolo Melibodes), Golfo di Quartu (angolo Fiume), Golfo di Quartu (fronte Fortino), Golfo di Quartu (fronte Torre), Golfo di Quartu (fronte lido Mediterraneo), Beethoven (Capolinea di arrivo).

Orari di partenza da Kal’e Moru verso via Beethoven: tutti i giorni, alle ore 10:00, 12:00, 14:00, 16:00, 18:00, con autobus Iveco E-Way da 10,7 metri.

Orari di partenza da Geremeas su prenotazione verso via Beethoven: tutti i giorni alle ore 9:00, 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00, con minibus da 8 posti.

 

Come comprare il biglietto

Il biglietto può essere acquistato tramite le app BusFinder e Around Sardinia, direttamente a bordo con carta di pagamento (POS contactless) oppure in contanti, esclusivamente con l’importo esatto (1.30 euro di tariffa base più 0,50 euro di sovrapprezzo per la vendita a bordo). Sono comunque validi tutti i titoli di viaggio CTM.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.ctmcagliari.it o contattare il Numero Verde 800 078870, attivo tutti i giorni dalle 8:30 alle 18:30.

Dichiarazione del Sindaco Graziano Milia

“Oggi abbiamo conferma della bontà della scelta politica di introdurre l’imposta di soggiorno, che oggi ci consente di presentare questo servizio e prossimamente ci permetterà di migliorarne altri. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati affinché questo progetto diventasse realtà, un lavoro di squadra che ha prodotto un risultato per il presente e mi auguro anche per il futuro. A nessuno sfugge che non sarà semplice convincere le persone a rinunciare all’automobile, ma bisogna lavorare per una mobilità sostenibile sempre più strutturata. Il nostro compito è fare scelte che incidano anche sulla mentalità della gente, dei cittadini. Non si tratta solo di cambiare la città, si tratta di avere una città per cambiare. Con questa nuova linea abbiamo una bella opportunità per modificare le nostre abitudini e usufruire del nuovo servizio che porta benefici sia alla comunità che all’ambiente”.

Dichiarazione dell’Assessora all’Ambiente, alla Mobilità sostenibile e ai Trasporti Romina Mura

“Siamo ben lieti di presentare questa novità che va a integrare il servizio di trasporto pubblico locale della città e lo qualifica ulteriormente, perché viene fatto con dei mezzi totalmente elettrici e perché migliora l’accessibilità delle spiagge, inclusa la perla del territorio quartese Mari Pintau, anche quest’anno confermata Bandiera Blu. È un altro tassello che l'amministrazione Milia offre alla città per rafforzare la sostenibilità. Il servizio, che ben interagisce con la nostra idea di sviluppo della città, nasce in via sperimentale, ma abbiamo già l’ambizione di farlo diventare strutturale, qualora i numeri ci dessero ragione e a seguito di opportune interlocuzioni con la Regione”.

Dichiarazione del Presidente di CTM SpA, Fabrizio Rodin

“Grazie al contributo del Comune di Quartu Sant'Elena, CTM offre un servizio aggiuntivo strategico per il territorio: un collegamento diretto di circa 23 chilometri che, in meno di un'ora e al costo di soli 1,30 euro, unisce Quartu alle località balneari di Mari Pintau, Kal'e Moru e Geremeas-Marongiu. Si tratta di una soluzione economica e sostenibile, nata da una forte sinergia istituzionale, che consente a cittadini e turisti di raggiungere il mare. Scegliere il mezzo pubblico quest'estate significa evitare lo stress della ricerca del parcheggio, il rischio di sanzioni e tutti gli ulteriori costi legati all'utilizzo dell'auto privata. Per rendere il servizio ancora più accessibile, il biglietto potrà essere acquistato anche direttamente a bordo tramite POS contactless, oltre che con le consuete modalità digitali, così da semplificare al massimo l'esperienza di viaggio per residenti e turisti”.

Dichiarazione del Direttore di CTM SpA, Bruno Useli:

“Abbiamo progettato questo servizio sperimentale per offrire un collegamento efficiente con il litorale, utilizzando i nuovi autobus Iveco E-Way da 10,7 metri, capaci di trasportare fino a 80 passeggeri, e prevedendo corse dedicate a chiamata con minibus fino a Geremeas, con prenotazione tramite il Numero Verde già collaudato con il servizio Amicobus. La scelta dei minibus risponde a un duplice obiettivo tecnico: raggiungere il tratto finale della località Geremeas Marongiu, dove gli autobus di maggiori dimensioni non possono transitare, e percorrere l'anello di Geremeas-Marongiu senza sottrarre spazi di sosta a residenti e frequentatori della zona. Il servizio parte dal capolinea di via Beethoven, dotato di un ampio parcheggio e vicino al Palazzetto dello sport ed è una zona servita dalle linee 1Q, 19, 40, 41, QS e QSA. Monitoreremo l'utilizzo nelle prossime settimane e, sulla base dei dati raccolti, valuteremo eventuali margini di miglioramento in termini di orari, frequenze e modalità di prenotazione”.

La Regione Sardegna rafforza l’impegno per la sicurezza digitale degli enti locali. A seguito dell’approvazione del programma di finanziamento dedicato alla sicurezza cibernetica da parte della Giunta regionale, l’Assessorato degli Affari Generali ha pubblicato l’Avviso, rivolto ai comuni, che può contare su una dotazione finanziaria complessiva di tre milioni di euro nel triennio 2026-2028.

L’intervento è finalizzato a sostenere i comuni nella predisposizione del Documento Comunale di Sicurezza Cibernetica, uno strumento operativo che consentirà di analizzare sistemi informativi degli enti locali, individuare la loro vulnerabilità, mappare i rischi e definire le prime azioni necessarie per innalzare il livello di protezione delle infrastrutture digitali e garantire la continuità dei servizi pubblici.

“Con questo avviso vogliamo offrire ai comuni un sostegno concreto per affrontare una sfida ormai decisiva per tutte le pubbliche amministrazioni”, dichiara l’assessore regionale degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione, Sebastian Cocco. “La trasformazione digitale ha reso più efficienti i servizi ai cittadini, ma ha anche aumentato l’esposizione degli enti alle minacce informatiche. Per questo la sicurezza cibernetica non è più un tema tecnico o marginale, ma una condizione essenziale per tutelare dati, infrastrutture e fiducia dei cittadini”.

Particolare attenzione è riservata ai Comuni di minori dimensioni, che spesso dispongono di risorse e competenze limitate per affrontare autonomamente le sfide della cibersicurezza. Il programma prevede contributi fino a 10.000 euro per i Comuni sotto i 3.000 abitanti, fino a 15.000 euro per i Comuni sotto i 10.000 abitanti e fino a 20.000 euro per gli altri Comuni.

“Vogliamo che anche le amministrazioni più piccole possano avviare un percorso strutturato di analisi, prevenzione e pianificazione della sicurezza digitale, senza gravare sui bilanci comunali”, aggiunge l’assessore. “Una pubblica amministrazione più sicura significa una comunità più resiliente, più efficiente e più pronta ad affrontare le sfide future”.

A supporto degli enti locali, la Direzione generale dell’Innovazione e Sicurezza IT ha predisposto apposite linee guida operative, elaborate in collaborazione con la Polizia Postale e l’Università degli Studi di Cagliari, per accompagnare le amministrazioni nella redazione del Documento Comunale di Sicurezza Cibernetica.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente tramite il portale SUS – Sportello Unico dei Servizi della Regione Sardegna, dalle ore 12 del 15 luglio 2026 alle ore 12 del 1° settembre 2026.

L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha presentato nel corso di una conferenza stampa a Sassari, assieme ai vertici di Area Claudio Castagna, direttore generale e Matteo Sestu, amministratore unico, i risultati del piano di ricognizione e valorizzazione degli immobili adibiti ad uso non abitativo nell’intera regione, di proprietà dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa (Area), non utilizzati che tornano a disposizione della collettività e reimmessi nel mercato. Si tratta di un'iniziativa, finora mai sperimentata in queste forme e dimensioni, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio immobiliare ad uso non abitativo. “È un’attività che rientra nel più ampio quadro di valorizzazione del patrimonio regionale di Area – spiega l’assessore – Oltre alla riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica con il piano RinnovArea, attraverso una manifestazione d’interesse, verranno restituiti alla collettività immobili che possono essere locati con alcune agevolazioni a favore di associazioni a carattere sociale e attività commerciali. Diamo così la possibilità a oltre 400 tra associazioni, attività produttive e commerciali, associazioni dilettantistiche di avere un luogo dove svolgere le proprie iniziative”.

Verrà pubblicata una manifestazione d’interesse rivolta a chiunque abbia intenzione di acquistare, prendere in locazione, in affitto ed in comodato beni di proprietà dell'Azienda, parte del patrimonio disponibile. Area rende disponibili locali commerciali, magazzini, box, autorimesse, depositi, negozi, terreni ed uffici, attualmente sfitti ed inutilizzati, col duplice scopo di assicurare la migliore fruibilità dei beni da parte dei cittadini, la trasparenza e l'imparzialità dell'azione amministrativa, la valorizzazione ed il più proficuo utilizzo del proprio patrimonio immobiliare. Si vuole altresì sostenere l’utilizzo dei locali disponibili per finalità di interesse pubblico o di particolare rilevanza sociale. “Il focus della manifestazione d’interesse – evidenzia Piu - è stato individuato nella possibilità di concedere i beni di proprietà di Area ad associazioni di promozione sociale, istituzioni, fondazioni e società dilettantistiche che perseguano fini di rilevante interesse nel campo della cultura, della salute, della ricerca, dello sport e a soggetti che offrano servizi di inclusione sociale, supporto e servizi alla persona”. Per le realtà che hanno finalità di rilevanza sociale la manifestazione d’interesse prevede la possibilità di ottenere la locazione dei beni a canone agevolato, con una riduzione del 40% del canone di locazione, commisurato ai prezzi praticati in regime di libero mercato. “L’operazione ha una terza finalità sociale molto importante – evidenzia l’assessore – perché le periferie vedranno sollevate tante serrande finora chiuse, questo significa avere la possibilità di vedere animati i quartieri di attività e servizi che, oltre a renderli vivi, ne favoriscono una migliore percezione a beneficio di tutta la comunità cittadina”.

I beni complessivamente inseriti negli elenchi allegati alla manifestazione di interesse sono complessivamente 453, suddivisi in 68 per il territorio di Cagliari, 42 per il territorio di Sassari, 45 per il territorio di Nuoro, 8 per il territorio di Oristano, 290 per territorio di Carbonia. La manifestazione di interesse rimarrà aperta per due mesi. Sarà possibile manifestare interesse sia per la locazione che per l'acquisto. Una volta ricevute le richieste di utilizzo, nelle varie forme previste (per esempio locazione, affitto, vendita), verrà predisposto un Piano di valorizzazione immobiliare e si darà poi corso alla formalizzazione dei contratti secondo quanto previsto. Le manifestazioni di interesse suddivise per base territoriale saranno pubblicate sul sito web istituzionale di Area nel corso della prossima settimana.

Ventisette appuntamenti, 9 film in ciascuno dei tre luoghi simbolo della città scelti per le proiezioni: tutto pronto per "Cinema all'Aperto-Cagliari visione di un mondo", la rassegna dedicata alla settima arte che si aggiunge alla programmazione di Si Muove la Città e Carmine 2026 per l'estate cagliaritana.

A ospitare le serate, tutte gratuite, saranno Piazza San Cosimo, l'Orto dei Cappuccini e il Bastione di Saint Remy, con un'offerta che si aggiunge alle iniziative in corso per Si Muove la Città e Carmine 2026: "L'obiettivo", spiega l'assessora alla Cultura, spettacolo e turismo Maria Francesca Chiappe, "è favorire lo svolgimento di programmi di eventi culturali e di spettacolo variegati, che coinvolgendo più quartieri, consentano la socializzazione e la riscoperta sotto un'altra veste, o la conoscenza per i turisti che vorranno partecipare, di luoghi identitari della nostra città".

Finanziato con 50.000 euro, 'Cinema all'aperto-Cagliari visione di un mondo' offre un cartellone adatto a tutti i gusti, dalle pellicole classiche ai successi internazionali passando per i film d'animazione per gli spettatori più piccoli, articolato nelle serate di lunedì, martedì e mercoledì sino al 2 settembre.

A curare le proiezioni del lunedì in piazza San Cosimo, con un focus su tematiche legate alla guerra, tema quantomai attuale, sarà l'associazione Settima Arte, che gestisce il cineclub Greenwich: primo appuntamento il 6 luglio, a partire dalle 21 con il film di Gabriele Salvatores "Mediterraneo". Tra gli altri titoli in programma "Roma città aperta", capolavoro di Roberto Rossellini, "Il dottor Stranamore" di Stanley Kubrick, "Good Morning, Vietnam" di Barry Levinson e "La Grande Guerra" di Mario Monicelli.

Cagliari al cinema è la tematica proposta dal CineTeatro Alkestis per le serate del martedì sulla terrazza del Bastione di Saint Remy: una rassegna dedicata alle pellicole girate in città che ha l’obiettivo di valorizzare autori, linguaggi e immaginari legati al territorio. Dai classici del cinema isolano, come "Tajabone" di Salvatore Mereu e "Il figlio di Bakunin" di Gianfranco Cabiddu, sino a "Piove deserto" di Daniele Maggioni, "Pesi Leggeri" di Enrico Pau, "Casteddu Sicsti" di Paolo Carboni e "Il clan dei ricciai" di Pietro Mereu, "Deu ci seu" di Michele Bads, Michele De Murtas e Nicolo Falchi, passando per i corti "Bar Seui" di Andrea Deidda e "Mammarranca" di Francesco Piras: un percorso pensato per offrire a cagliaritani e visitatori uno sguardo diverso sulla città e sulle sue varie anime.

"Nessun dorma-Cinema sotto le stelle per piccoli sognatori" è invece il titolo della rassegna del mercoledì dedicata agli spettatori più giovani, in programma all'Orto dei Cappuccini e curata dalla cooperativa Spazio 2001, che in città gestisce il Cinema Odissea. Anche in questo caso, diversi titoli per tutti i gusti: tra gli altri, "Le vacanze del piccolo Nicolas" di Laurent Tirard, "Buffalo Kids" di Juan Jesus Garcia, "Il mio amico robot" di Pablo Berger, "La principessa e l'aquila" di Otto Bell, "Una notte al museo" di Shawn Levy e "Un mostro a Parigi" di Bibo Bergeron.

Tutte le proiezioni, sempre gratuite e con accesso libero per tutti, inizieranno alle 21. Il programma completo nella locandina in allegato.

 L’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi ha illustrato i principali contenuti della Campagna antincendio boschivo e le attività introdotte dal Sistema regionale antincendio al termine dei lavori della riunione dove sono stati invitati tutti i Sindaci, strutture operative tra le quali, Prefetture, Protezione civile regionale, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, Agenzia Forestas e la rappresentanza del Volontariato. L’incontro si è reso necessario dopo l'eccezionale andamento meteoclimatico che sta caratterizzando l'inizio dell'estate, con temperature elevate e condizioni favorevoli all'innesco e alla propagazione degli incendi e contemporaneamente, anche avvisi di criticità per rischio idrogeologico per temporali. Un quadro che ha imposto il massimo livello di attenzione da parte dell'intero Sistema regionale antincendio, rendendo particolarmente impegnativa la campagna AIB 2026.

“Intanto è un piano che nasce anche qui dalla condivisione del lavoro. Si è appena concluso un incontro importante, fondamentale tra tutti i componenti del sistema di protezione civile e del sistema di lotta contro gli incendi. Abbiamo voluto questo incontro per condividere intanto la pianificazione, il piano che abbiamo approvato per il 2026 e condividere quelle che possono essere anche le novità che questo piano ha comportato. Per garantire e dimostrare anche a tutti i Sindaci che sono stati coinvolti in questo incontro, sia la nostra disponibilità, la nostra vicinanza e come sempre dimostrare quella che è la componente multilivello di questa pianificazione.” Ha detto l’assessora Laconi che ha aggiunto che attualmente i mezzi aerei schierati sono sufficienti per garantire gli interventi.

“Servono- ha aggiunto la Laconi – più mezzi terrestri con la necessità di potenziare ulteriormente quelli che sono gli operatori a terra, non solo del Corpo Forestale che va potenziato, ma Forestas, che ha già messo in campo delle nuove assunzioni tra la fine del 2025 e il 2026 e ulteriori assunzioni entro quest'anno”.

“Un sistema che si muove non perché c'è un unico soggetto che lavora ma perché ci sono tanti soggetti che lavorano insieme, quindi tante istituzioni, tanti assessorati, tanti anche soggetti che lavorano. Soltanto se si crea questo spirito di squadra noi possiamo pensare di poter affrontare con determinazione questo grande rischio che è quello degli incendi per la nostra Regione.”

“ Una componente importante è sicuramente l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini, perché molto spesso sono coloro che poi per primi avvistano un incendio. Ecco che quindi è partita una campagna proprio di informazione, di sensibilizzazione dei cittadini, una campagna regionale come tutti gli anni, che quest'anno abbiamo modificato e speriamo sia il più incisiva possibile. Speriamo che questa campagna possa essere il più incisiva possibile.”

Sono tante le forze in campo che stanno lavorando. Il Corpo Forestale è in azione con tutti i propri uomini, mezzi aerei o mezzi a terra. I direttori delle operazioni di spegnimento antincendi, sono capillarmente diffusi. La macchina operativa sta già lavorando a pieno regime. Dal primo di luglio lo schieramento dei mezzi aerei è al completo con 12 elicotteri, due elicotteri con l'appalto FES della protezione civile, gestito dalla protezione civile, 10 elicotteri gestiti dal corpo forestale, capillarmente diffusi, con una prontezza di 7 minuti dalla chiamata del direttore delle operazioni di spegnimento, che è il primo che arriva in campo con il grado più alto del corpo forestale.

Da inizio anno in Sardegna si sono registrati 903 incendi. In cenere oltre quattromila ettari di territorio. Il maggior numero di incendi si è sviluppato nel mese di giugno, 670 circa, mentre nei primi giorni di luglio sono già 33.

La Regione Sardegna avvia l’intervento da 8 milioni e 800mila euro a sostegno delle aziende agricole colpite dalla grave crisi idrica che, nel 2025, ha impedito in alcuni territori dell’Isola l’avviamento delle attività produttive.

L’intervento riguarda le imprese agricole ricadenti nelle aree servite dal consorzio di Bonifica della Nurra, dall’Ente Acque della Sardegna (ENAS) e dal Comune di Ittiri, nella Valle dei Giunchi, e dà attuazione all’impegno assunto dal Consiglio regionale per offrire una risposta concreta a una delle emergenze più pesanti affrontate dal comparto agricolo sardo negli ultimi anni.

“La Sardegna arriva da due anni di siccità eccezionale - evidenzia l’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus - che ci hanno imposto decisioni difficili sulla gestione di una risorsa limitata come l’acqua. In alcuni territori abbiamo dovuto stabilire delle priorità, garantendo innanzitutto il fabbisogno idropotabile, privando dell’acqua colture redditizie”.

Non si tratta di un ristoro per danni su produzioni già avviate, ma di un sostegno economico pensato per compensare la mancata produzione delle aziende agricole che, non avendo avuto accesso alla risorsa idrica, non hanno potuto nemmeno iniziare la stagione agraria. Per definire questo intervento è stato necessario un lavoro tecnico portato avanti dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura insieme all’ Agenzia Laore e ad Agris, finalizzato a costruire uno strumento capace di riconoscere economicamente un danno derivante non dalla perdita di una coltura esistente, ma dall’impossibilità stessa di avviare l’attività produttiva.

“La crisi climatica ci sta dicendo con chiarezza che non possiamo limitarci a gestire le emergenze. Dobbiamo accelerare sugli investimenti – sottolinea l’assessore - per efficientare le reti idriche, programmare nuove infrastrutture e rendere più moderno il sistema di distribuzione dell’acqua. Ma allo stesso tempo dobbiamo costruire strumenti di tutela capaci di accompagnare il comparto agricolo nei momenti in cui fenomeni come la siccità rendono impossibile produrre, un esempio è la nuova condotta recentemente inaugurata a Ittiri grazie al lavoro del consorzio di Bonifica della Nurra e di Enas”.

L’aiuto in questione sarà attribuito sulla base delle superfici aziendali e delle colture condotte nell’annualità 2024, con percentuali di sostegno comprese tra il 20% e il 48%, secondo il regime “de minimis” previsto dalla normativa europea, fino a un massimo di 50 mila euro per impresa nell’arco di tre anni.

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