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Un investimento complessivo di 129 milioni di euro per realizzare il nuovo cuore dell'emergenza-urgenza e dell'alta specializzazione ospedaliera della Sardegna. È stata presentata oggi la nuova Piastra tecnologica dell'ARNAS G. Brotzu di Cagliari, opera strategica destinata a rafforzare il ruolo del principale hub sanitario regionale e a migliorare la qualità dell'assistenza per i cittadini.

Alla conferenza stampa hanno partecipato la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde, il direttore generale dell'ARNAS Brotzu Maurizio Marcias e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

L'intervento rappresenta uno dei più importanti investimenti sanitari programmati in Sardegna negli ultimi anni. Al momento dell'insediamento della Giunta regionale il progetto disponeva di risorse pari a circa 90 milioni di euro, provenienti da fondi europei, statali e regionali. Con la programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, approvata il 27 novembre 2024, la Regione ha destinato ulteriori risorse all'opera, portando il finanziamento complessivo a 129 milioni di euro e garantendone la piena realizzazione.

“La nuova Piastra tecnologica non è soltanto un nuovo edificio – ha dichiarato la presidente Alessandra Todde – ma una scelta strategica per il futuro della sanità sarda. Investiamo in una struttura moderna che consentirà di integrare emergenza-urgenza, diagnostica avanzata, sale operatorie e terapie intensive, migliorando l'efficienza del sistema e la qualità delle cure. È un investimento che guarda al lungo periodo e che contribuirà a rafforzare la sanità pubblica della Sardegna per i prossimi decenni”.

La nuova struttura sarà realizzata all'interno del complesso ospedaliero del Brotzu e si svilupperà su sette livelli, per una superficie complessiva superiore a 17 mila metri quadrati. Il nuovo edificio sarà collegato direttamente all'ospedale esistente attraverso una torre di raccordo che consentirà la connessione funzionale con tutti i piani del presidio.

Al piano dedicato all'emergenza-urgenza troveranno posto il nuovo Pronto Soccorso, il Trauma Center, l'osservazione breve intensiva con 20 posti letto, le aree diagnostiche dedicate e le postazioni per la gestione dei casi più complessi. La struttura comprenderà inoltre una terapia intensiva post-chirurgica da 24 posti letto, due sale operatorie ibride ad alta tecnologia per attività neurochirurgiche e multidisciplinari e dieci nuove sale operatorie, consentendo la concentrazione in un unico polo delle principali attività chirurgiche dell'ospedale.

“La nuova Piastra tecnologica – ha sottolineato il direttore generale dell'ARNAS Brotzu Maurizio Marcias – consentirà una profonda riorganizzazione dei percorsi assistenziali e un significativo salto di qualità nell'assistenza ai pazienti. L'integrazione tra pronto soccorso, diagnostica, area critica e blocco operatorio permetterà di ridurre i tempi di intervento, migliorare l'efficienza organizzativa e valorizzare le tecnologie più avanzate a disposizione del sistema sanitario regionale”.

Il progetto comprende inoltre la realizzazione di un nuovo Centro unico di prenotazione (CUP), collocato in una posizione più accessibile per l'utenza, e l'adeguamento delle infrastrutture di supporto necessarie al funzionamento del presidio.

“Si tratta di un’opera di grande rilevanza per Cagliari e per tutta la Sardegna – ha dichiarato il sindaco Massimo Zedda – per l’importanza che l’azienda Brotzu riveste. Un’opera contribuirà a rafforzare un presidio sanitario di riferimento nazionale e a migliorare i servizi offerti ai cittadini. Come Comune stiamo lavorando per cercare di ampliare ulteriormente i parcheggi e migliorare l'accessibilità, oltre quelli già previsti dal Brotzu, lavorando in sinergia sia con la Regione, sia con il Comune di Selargius”.

La nuova Piastra tecnologica si inserisce nel percorso di rafforzamento della rete ospedaliera regionale e consolida il ruolo dell'ARNAS Brotzu quale centro di riferimento per le alte specialità, la gestione delle emergenze complesse e l'innovazione sanitaria.

Negli ultimi dieci anni la Sardegna ha perso quasi una imprese del commercio su sei, con il commercio al dettaglio che segna un calo superiore al 20%. Solo nel 2025 il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni nel settore resta negativo di oltre mille imprese. Una flessione che si concentra in particolare nei centri storici delle città sarde, dove negli ultimi tredici anni gli esercizi di vicinato — alimentari, abbigliamento, edicole, ferramenta — sono diminuiti di circa il 13%, mentre cresce il peso di bar e ristoranti, segno di una trasformazione del tessuto urbano che non garantisce gli stessi servizi essenziali ai residenti.

A pesare su questo scenario contribuiscono anche fattori strutturali: l'invecchiamento della popolazione sarda, con un tasso di natalità quasi dimezzato in vent'anni, e la crescita dell'e-commerce, che a livello nazionale ha più che raddoppiato il proprio valore in pochi anni, sottraendo ulteriori quote di mercato al commercio fisico di prossimità.

"Di fronte a numeri di questa portata, le risorse stanziate dalla Regione con il disegno di legge di variazione di bilancio (DL 203) per i contributi alle imprese commerciali sono un segnale positivo ma del tutto insufficienti", dichiara Sandro Guiso Direttore Regionale "parliamo di poco più di 4 milioni di euro per il 2026, una cifra che non è in grado di intervenire in modo significativo su un fenomeno che riguarda migliaia di attività in tutta l'Isola".

Confcommercio Sardegna ha portato questi dati in audizione in Consiglio regionale, chiedendo un incremento della dotazione finanziaria e l'introduzione di criteri che premino in modo specifico le attività nei centri storici e nei comuni più piccoli, dove il negozio resta spesso l'unico presidio di servizio per la comunità.

"Non si tratta di assistenzialismo, ma di un investimento sul territorio", prosegue Emanuele Frongia componente l’Assemblea dell’Associazione e già Vice Presidente di Confcommercio Sud Sardegna "Ogni euro destinato al commercio di vicinato torna alla collettività in termini di occupazione, sicurezza e vitalità dei centri urbani. Continueremo a chiedere alla politica regionale un impegno più coerente con la gravità della situazione."

 

 

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova Piastra tecnologica dell'ARNAS Brotzu, la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde ha illustrato tre importanti delibere approvate dalla Giunta regionale nella seduta di ieri, provvedimenti che, come ha sottolineato la Presidente, "vanno nell'ottica dell'idea di sanità che vogliamo creare".
La prima delibera riguarda il rafforzamento della sanità pubblica e le misure adottate in vista della scadenza, fissata al 30 giugno, dei contratti dei medici gettonisti.
"La prima scelta riguarda la difesa della sanità pubblica", ha spiegato Todde. "Abbiamo deciso di valorizzare ulteriormente la nostra dirigenza medica e il comparto sanitario, incentivando gli spostamenti all'interno delle singole ASL per garantire il supporto ai Pronto soccorso e ai servizi dell'emergenza-urgenza".
Il provvedimento prevede incentivi fino a 100 euro per i dirigenti medici e fino a 60 euro per il personale del comparto che opereranno all'interno della propria azienda sanitaria, mentre per le convenzioni gli importi potranno arrivare fino a 140 euro per i dirigenti medici e fino a 80 euro per il personale infermieristico.
"È importante, soprattutto in vista della stagione estiva, costruire una risposta solidaristica dell'intero sistema sanitario regionale verso le realtà che, in determinati periodi, registrano maggiori difficoltà", ha aggiunto la Presidente.

La seconda delibera riguarda invece la ripartizione delle risorse alle Aziende sanitarie per il 2025.
"Per ragioni legate alla chiusura dei bilanci abbiamo mantenuto gli stessi criteri utilizzati negli anni precedenti", ha spiegato Todde, "ma abbiamo introdotto una novità importante: l'istituzione di un tavolo che avrà il compito di rivedere i criteri di ripartizione tenendo conto della stagionalità e dell'incidenza delle patologie nei diversi territori".
L'obiettivo è adeguare progressivamente la distribuzione delle risorse alle peculiarità dei territori e alle variazioni della popolazione che caratterizzano la Sardegna durante l'anno.
"La Sardegna è un'isola che cambia significativamente in termini di popolazione in alcuni periodi dell'anno e in alcune aree, e il sistema sanitario deve essere in grado di rispondere a queste trasformazioni", ha sottolineato la Presidente.
La terza delibera approvata dalla Giunta regionale destina 3 milioni di euro all'abbattimento delle liste d'attesa, una delle priorità individuate dall'esecutivo regionale sin dall'inizio della legislatura.
"Fin dall'inizio del mandato siamo impegnati su questo fronte", ha ricordato Todde. "Abbiamo lavorato insieme ad Agenas per migliorare trasparenza e tracciabilità dei dati e per rilevare in maniera puntuale i reali bisogni di salute dei cittadini sardi".
Le nuove risorse saranno indirizzate in particolare verso alcune delle prestazioni che oggi presentano le maggiori criticità.
"Con questo nuovo intervento andremo a incidere in particolare sugli interventi di cataratta, sulle gastroscopie e sulle colonscopie", ha concluso la Presidente.

Le tre delibere si inseriscono nel più ampio percorso di rafforzamento del sistema sanitario regionale portato avanti dalla Giunta, con interventi che riguardano contemporaneamente il personale sanitario, la programmazione delle risorse e il miglioramento dell'accesso alle prestazioni per i cittadini.

“Cagliari si conferma luogo di incontro e confronto aperto, capace di valorizzare la cultura come strumento di crescita condivisa. Il tema del dialogo scelto per questa edizione, è particolarmente significativo per una comunità che crede nel confronto tra idee e generazioni”.

Così Maria Francesca Chiappe, assessora alla Cultura, Spettacolo e Turismo, durante la presentazione di questa mattina di giovedì 18 giugno alla MEM – Mediateca del Mediterraneo, della 9^ edizione del Festival Treccani della lingua italiana, in programma a Cagliari da mercoledì 24 a venerdì 26 giugno 2026.

Ideata da Fondazione Treccani Cultura, la rassegna arriva a Cagliari con una riflessione sul valore del “dialogo”, inteso come occasione di “crescita, comprensione reciproca e incontro tra culture, generazioni e visioni diverse”, ha sottolineato Massimo Bray (direttore generale dell'Istituto della Enciclopedia italiana) in collegamento video. Per 3 giorni, i Giardini ospiteranno incontri, lectio e spettacoli dedicati a questo tema, declinato nei suoi aspetti culturali, artistici, scientifici, civili e sociali.

Tra gli appuntamenti principali, il confronto tra il sindaco Massimo Zedda e lo stesso Massimo Bray sul ruolo della cultura nelle comunità contemporanee.

Il botanico Stefano Mancuso proporrà “L'intelligenza delle piante”, una riflessione sulle forme di comunicazione del mondo vegetale.

Spazio anche alla musica con la cantautrice Joan Thiele, che dialogherà con Cristina Faloci, e al teatro con Giovanni Truppi, in scena con “Calvino-Pasolini. La lunga fiaba di sabbia”.

Il programma propone inoltre gli interventi dell'antropologo Marco Aime sul dialogo interculturale e del filosofo Silvano Petrosino con la lectio La rivoluzione del dialogo.

Lo scrittore Francesco Abate incontrerà Padre Salvatore Morittu per un confronto sui temi dell'ascolto e dell'inclusione sociale, mentre Mauro Bonazzi offrirà una lettura del dialogo come pratica filosofica.

Tra gli altri appuntamenti, quello di Chiara Alessi sul rapporto tra design e corpo e il confronto tra Beatrice Cristalli e Anna Maria Lorusso sui cambiamenti della comunicazione nell'era digitale.

Spazio sarà dedicato all'ambiente, con il dialogo tra Elena Buoso e Giorgia De Gioannis. E poi momenti dedicati alla musica e alle arti, dal concerto dell'Ensemble Micrologus, tra sacro e profano, al laboratorio di fumetto con Luca Usai, disegnatore di Topolino.

Insomma, il Festival rappresenta un'occasione ulteriore per rendere la cultura più accessibile e vicina al pubblico, “favorendo partecipazione e consapevolezza”, ha concluso l'assessora Chiappe.

Promossa da Fondazione Treccani Cultura in collaborazione con il Comune di Cagliari e la Fondazione di Sardegna, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e dell'Università di Cagliari, la manifestazione vede la partecipazione di Panini Comics - Topolino e il sostegno di Rai Cultura e Rai Radio 3 come media partner.

Alla vigilia dell’esame di maturità, che prenderà il via domani per migliaia di studentesse e studenti in tutta Italia, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha rivolto un messaggio di augurio alle ragazze e ai ragazzi sardi che si apprestano ad affrontare una delle prove più importanti del loro percorso scolastico.
 
“Ciao ragazze e ragazzi, siete circa 12.000 che vi apprestate ad affrontare la maturità. In bocca al lupo a tutte e a tutti voi”, ha dichiarato la Presidente. “So che in queste ore ci sono ansia, notti insonni, paura di dimenticare tutto, voglia di fare bene, aspettative vostre e dei vostri amici. È normale, state chiudendo un pezzo importante della vostra vita e ne state aprendo un altro”, ha aggiunto.
 
“Portate con voi quello che avete imparato, le persone che hanno creduto in voi, gli errori che vi hanno fatto crescere. La Sardegna ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro entusiasmo, della vostra energia”, ha proseguito Todde.
 
“Non credete a chi vi dice che va tutto male, che in Sardegna non ci sono opportunità, che in Sardegna non c’è futuro. Io ho imparato nella mia vita che il futuro si costruisce, che la fiducia si costruisce, che le opportunità si costruiscono”, ha sottolineato la Presidente.
 
“E allora è necessario che voi vi impegnate per fare in modo che questa sia una terra di opportunità”, ha evidenziato. “Io vi posso raccontare la mia maturità, non solo notti insonni, perché ovviamente le aspettative erano tantissime, ma anche voglia di riscatto, voglia di dimostrare, voglia di far capire che ce la potevo fare. E mi è servito, eccome se mi è servito”, ha ricordato Todde.
 
“Buon esame di maturità a tutte e a tutti voi”, ha concluso la Presidente.

È stato avviato stamane nel quartiere Sant’Elia il primo cantiere di RinnovArea a Cagliari. Si tratta del cinquantesimo cantiere aperto in soli tre mesi, nel territorio regionale, del Piano straordinario per la riqualificazione del patrimonio di Area da 300 milioni. L’assessore regionale dei Lavori pubblici Antonio Piu, assieme al sindaco di Cagliari Massimo Zedda, all’assessora comunale delle Politiche di gestione e manutenzione del patrimonio ERP Anna Puddu e, per Area, al direttore generale Claudio Castangia e all’amministratore unico Matteo Sestu, ha presentato alla stampa i lavori avviati e quelli in programma nel quartiere Sant’Elia.

“Partiamo con i primi tre interventi nel quartiere – spiega Piu – per complessivi 4 milioni di euro, abbiamo già in programma i prossimi lavori. Vogliamo ridare dignità all’abitare ad ogni residente di Sant’Elia, con RinnovArea lo stiamo facendo con questo obiettivo in ogni territorio dell’Isola”. Riqualificare un edificio significa restituire valore e dignità non solo a chi risiede in quegli alloggi - sottolinea l’assessore - ma anche al contesto, cambiando la percezione che i residenti hanno di quella via o di quel quartiere e a Sant’Elia RinnovArea si inserisce in un progetto complessivo di rigenerazione urbana che porta avanti il Comune di Cagliari grazie al quale questo obiettivo sarà raggiunto nella sua massima realizzazione”

Oggi i primi cantieri avviati nel capoluogo riguardano complessivamente 265 alloggi, suddivisi su tre interventi che interessano il complesso del Favero in piazza Demuro (civici 1, 2, 3, 4), piazza Falchi (civico 1) per 51 alloggi e piazza Silesu (civici 1, 2, 3, 4) per altri 107 alloggi. Per piazza Demuro i lavori riguardano 107 alloggi per 1,3 milioni di euro. Gli interventi programmati prevedono il rifacimento di vano bagno/servizio compresi i relativi impianti tecnologici, attraverso il loro rifacimento integrale, con sostituzione dell’impianto di distribuzione interna e dell’impianto di scarico, compresa la sostituzione dei sanitari e delle finiture; la manutenzione straordinaria dei prospetti esterni senza alterare le parti strutturali dell’edificio; la manutenzione di coperture, tetti e impermeabilizzazioni; la finitura della pavimentazione delle scale, attraverso il ripristino di alzate e pedate con una adeguata finitura da lasciare a vista; la manutenzione dei ballatoi di accesso agli appartamenti, provvedendo alla corretta impermeabilizzazione e al ripristino del pavimento, e ottimizzando lo smaltimento delle acque piovane. Il secondo intervento riguarda 51 alloggi nell’edificio in piazza Falchi per complessivi 1,3 milioni di euro. I lavori comprendono il rifacimento di vano bagno/servizio compresi i relativi impianti tecnologici, attraverso il loro rifacimento integrale, con sostituzione dell’impianto di distribuzione interna e dell’impianto di scarico, compresa la sostituzione dei sanitari e delle finiture; la manutenzione straordinaria dei prospetti esterni senza alterare le parti strutturali dell’edificio; la finitura della pavimentazione delle scale, attraverso il ripristino di alzate e pedate con una adeguata finitura da lasciare a vista; la sostituzione degli infissi; l’installazione di una protezione in lamiera dei fasci tubieri di adduzione idrica presenti nel piano piastra.

Il terzo cantiere avviato oggi interessa altri 107 alloggi negli edifici di piazza Silesu per un importo di 1,3 milioni di euro. Gli interventi prevedono la manutenzione straordinaria dei prospetti esterni senza alterare le parti strutturali dell’edificio; la manutenzione di coperture, tetti e impermeabilizzazioni; la finitura della pavimentazione delle scale, attraverso il ripristino di alzate e pedate con una adeguata finitura da lasciare a vista; la manutenzione dei ballatoi di accesso agli appartamenti, provvedendo alla corretta impermeabilizzazione e al ripristino del pavimento, e ottimizzando lo smaltimento delle acque piovane; la sostituzione dei piantoni esistenti e rifacimento delle linee di adduzione idrica; il rifacimento di vano bagno/servizio compresi i relativi impianti tecnologici, attraverso il loro rifacimento integrale, con sostituzione dell’impianto di distribuzione interna e dell’impianto di scarico, compresa la sostituzione dei sanitari e delle finiture.

Nel quartiere Sant’Elia a Cagliari sono previsti ulteriori interventi che, sommati a quelli partiti oggi, hanno uno stanziamento complessivo di 45 milioni. A breve partiranno ulteriori lavori per 8,4 milioni di euro, è in fase di gara il nuovo Accordo quadro che finanzierà interventi per 20 milioni e altri circa 13 milioni sono previsti per interventi di riqualificazione strutturale e sociale del quartiere. “RinnovArea è un Piano che ha l’obiettivo di rispondere alle tante criticità che nel tempo si sono verificate e che richiedevano un intervento incisivo con risorse adeguate. Nel caso degli interventi partiti oggi, è dagli anni settanta che questi lavori erano attesi. Contiamo di cambiare passo perché RinnovArea non è solo un investimento ma è un approccio nuovo al tema dell’edilizia residenziale pubblica”.

La Regione ha emanato l'ordinanza che disciplina le attività esercitabili sul demanio marittimo per la stagione 2026, confermando l'impegno per una gestione sostenibile e ordinata delle coste.

"Con questo provvedimento rafforziamo la tutela del nostro patrimonio costiero e garantiamo regole chiare per cittadini, operatori e amministrazioni locali. La Sardegna esercita pienamente le proprie competenze sul demanio marittimo con l'obiettivo di coniugare sviluppo turistico, salvaguardia ambientale e qualità dei servizi", dichiara l'assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda.

L'ordinanza conferma le misure di salvaguardia ambientale, dal divieto di asportazione di sabbia, conchiglie e ciottoli alla protezione delle dune e dei siti di nidificazione delle tartarughe marine. Viene inoltre ribadita l'attenzione all'accessibilità delle spiagge per le persone con disabilità e alla piena fruizione pubblica del litorale.

“Le nostre spiagge sono un bene comune da preservare e valorizzare. Per questo l'ordinanza mette al centro la tutela degli ecosistemi costieri, l'accessibilità per tutti e il diritto alla libera fruizione del mare. Vogliamo garantire un equilibrio tra attività economiche, interesse pubblico e protezione di un patrimonio che rappresenta una delle principali ricchezze della Sardegna", aggiunge Spanedda.

Il provvedimento richiama inoltre gli obblighi di trasparenza per i concessionari e le misure a tutela della sicurezza e della qualità delle acque di balneazione, nell'ottica di un'offerta turistica sempre più sostenibile e rispettosa dell'ambiente.

La Regione conferma il suo impegno per rafforzare il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni, sostenendo concretamente le famiglie e promuovendo l'accesso ai servizi educativi per l'infanzia. Su proposta dell'assessora della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Ilaria Portas, la Giunta ha infatti approvato le nuove Linee guida dell'intervento “Nidi Gratis”, misura prevista dalla legge regionale n. 20 del 2019 che sostiene le famiglie nella copertura dei costi per la frequenza dei servizi educativi per l'infanzia. Il provvedimento aggiorna le modalità di attuazione dell'intervento a partire dal 2026, con l'obiettivo di rendere il sistema più efficiente, trasparente e aderente ai bisogni delle famiglie.

“Con questa misura interveniamo per dare sostegno concreto alle famiglie e ci occupiamo di una fascia dell'infanzia molto delicata, sia nella fase educativa che nella fase dell'apprendimento – evidenzia l’assessora Portas –. Il diritto allo studio viene così esteso dai primi mesi di vita fino al più alto livello di studio nel percorso universitario. Abbiamo cercato poi di recepire i bisogni dei territori, dei comuni e delle famiglie che devono conciliare vita familiare e vita lavorativa”.

Tra le principali novità introdotte dalla Giunta vi è l'adozione di un Avviso regionale annuale che definirà tempi e procedure uniformi per tutti i Comuni della Sardegna, facilitando le famiglie, che potranno presentare un'unica domanda valida per l'intero anno solare. Viene inoltre introdotto un sistema di programmazione basato sui fabbisogni effettivamente rilevati nei territori, attraverso le richieste presentate dalle famiglie e raccolte dalle amministrazioni comunali.

L'intervento “Nidi gratis” si inserisce nell'ambito delle politiche regionali a favore dell'infanzia e della conciliazione tra vita familiare e lavorativa, in modo da garantire un più ampio accesso ai servizi educativi per i bambini e rafforzando il diritto all'educazione fin dalla prima infanzia. Il nuovo modello consentirà una distribuzione delle risorse regionali più equa ed efficace, tenendo conto delle economie eventualmente già disponibili presso i Comuni e garantendo una maggiore corrispondenza tra finanziamenti assegnati e necessità reali delle famiglie.

Quanto ai requisiti fondamentali della misura, potranno beneficiare del contributo le famiglie residenti in Sardegna con figli di età inferiore ai tre anni che frequentano nidi, micronidi, sezioni primavera, spazi gioco o servizi educativi domiciliari autorizzati, pubblici o privati. È previsto un limite ISEE di 40 mila euro e l'integrazione con il Bonus Asilo Nido dell'INPS.

Le linee guida confermano il contributo massimo annuale di 2.200 euro per ciascun bambino (11 mensilità da 200 euro) a rimborso della differenza tra le rette effettivamente sostenute dalle famiglie e il contributo riconosciuto dall'INPS.

Le nuove regole dedicano particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità, prevedendo l'estensione della misura ai minori ospitati in strutture di accoglienza, qualora i costi di frequenza del servizio educativo siano sostenuti dal Comune di residenza.

In caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto al fabbisogno complessivo, si introducono criteri di priorità che garantiscono la copertura integrale delle domande presentate dai nuclei con ISEE inferiore a 30 mila euro e, in caso di ulteriore necessità, di quelle con ISEE inferiore a 25 mila euro.

 

Centri storici sempre più fragili, negozi che chiudono, locali sfitti e un tessuto commerciale che rischia di perdere la propria funzione economica e sociale. Da Sant’Antioco parte una nuova chiamata all’azione per contrastare la desertificazione commerciale e costruire una strategia condivisa per il futuro delle città.

Si è tenuto nella sala del Consiglio comunale il convegno “Centri storici: analisi e futuro”, promosso da Confcommercio Sud Sardegna insieme ai Centri Commerciali Naturali del territorio. L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato a Cagliari e punta a raccogliere idee, strumenti e buone pratiche già sperimentate in Italia e all’estero per restituire centralità al commercio di vicinato.

Ad aprire i lavori il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas, che ha ribadito la necessità di affrontare con urgenza il tema del futuro delle città e del commercio di prossimità.

L’incontro, moderato dal direttore di Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura, ha messo al centro i numeri e le trasformazioni economiche che stanno interessando il Sulcis.

Il segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, Cristiano Erriu, ha fotografato una situazione complessa. Nel Sulcis operano circa 3.800 imprese e 420 pubblici esercizi; commercio e turismo generano complessivamente il 23% del Pil provinciale, ma nell’ultimo decennio il numero delle imprese è diminuito del 12%.

“Assistiamo a una lenta agonia del commercio tradizionale e a una mutazione della consistenza urbanistica delle città, con un aumento dei locali sfitti e dei vuoti commerciali. Tuttavia il territorio dispone di asset straordinari, dall’archeologia alla cultura, che possono diventare leve decisive per la rigenerazione urbana e per una nuova economia dei centri storici, ha sottolineato Erriu.

A Sant’Antioco, al 31 marzo 2026, risultano registrate 1.025 imprese, di cui 857 attive. Oltre un quarto è rappresentato da imprese femminili, mentre quelle giovanili incidono per il 5,3%. Nel comparto commercio sono presenti 231 imprese registrate, ma senza nuove iscrizioni. Un dato che evidenzia una dinamica preoccupante: le chiusure non vengono compensate da nuove aperture.

Particolarmente significativo il peso del sistema turistico, con 203 attività legate al comparto, tra cui 138 imprese della ristorazione, 38 strutture ricettive, 13 imprese di trasporto, 9 agenzie di viaggio e 5 attività ricreative.

Nel corso dell’incontro Carlo Lai, imprenditore locale, ha illustrato i risultati dell’indagine condotta tra gli operatori del centro storico.

Più della metà delle attività presenti a Sant’Antioco opera da oltre vent’anni e rappresenta un patrimonio identitario consolidato. Il 20% delle imprese ha scelto di diversificare la propria offerta introducendo attività culturali o servizi aggiuntivi per rispondere ai cambiamenti del mercato.

Il dato più allarmante riguarda però l’andamento economico: il 73% degli operatori dichiara un peggioramento negli ultimi tre anni, mentre soltanto l’11,5% segnala una crescita e il 15,4% una situazione stabile.

“Le realtà che mostrano segnali positivi sono quelle che hanno investito in formazione e hanno saputo integrare attività online e offline. Oggi innovazione e contaminazione tra settori rappresentano una delle chiavi per continuare a competere”, ha spiegato Lai.

Il vicepresidente vicario di Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia, ha ricordato come in Italia negli ultimi dieci anni siano scomparse 156 mila attività commerciali tra negozi in sede fissa e ambulanti.

“Il commercio di vicinato non è soltanto economia: è presidio sociale, identità e qualità della vita delle nostre comunità. Le numerose chiusure registrate negli ultimi mesi impongono una risposta immediata e condivisa. A Sant’Antioco abbiamo presentato un Patto per il rilancio del commercio che nasce direttamente dalle esigenze espresse dagli operatori. Esiste già una forte volontà di arrivare nei prossimi giorni a un documento comune”, ha dichiarato Frongia.

Tra le proposte emerse figurano la creazione di un Distretto del commercio, incentivi contro gli sfitti per favorire l’insediamento di giovani imprenditori, programmi di digitalizzazione per le microimprese e una formazione permanente dedicata al commercio e all’accoglienza turistica.

Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ha evidenziato l’impegno dell’amministrazione comunale sul fronte dell’animazione territoriale.

“Se siamo capaci di progettare insieme e mettere in campo azioni concrete possiamo ottenere risultati importanti. Il Comune investe ogni anno circa un milione di euro in iniziative di animazione territoriale. Nonostante il calo registrato a livello generale, Sant’Antioco ha saputo contenere la flessione e oggi siamo pronti a lavorare a un documento condiviso con tutte le istituzioni e le categorie economiche”, ha affermato Locci.

L’assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio Franco Cuccureddu ha posto l’accento sulle trasformazioni dell’economia sarda.

“Il turismo sta registrando numeri straordinari, con una crescita del 34% in due anni e del 15,6% nell’ultimo anno, ma la nostra sfida resta la destagionalizzazione. Non possiamo più limitarci ai mesi di spalla: dobbiamo costruire nuovi prodotti turistici capaci di attrarre visitatori durante tutto l’anno. Archeologia, cultura e identità possono diventare elementi decisivi per sostenere i territori e il commercio locale”, ha sottolineato Cuccureddu.

L’assessore ha inoltre richiamato l’attenzione sulle dinamiche demografiche della Sardegna, caratterizzate da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una domanda di consumo sempre più diversa rispetto al passato.

Dal confronto è emersa con forza la necessità di ripensare i centri storici non solo come luoghi del commercio, ma come spazi di comunità, cultura e socialità.

Il percorso promosso da Confcommercio Sud Sardegna proseguirà con nuove tappe sul territorio con l’obiettivo di trasformare dati, analisi e buone pratiche in strumenti concreti per il rilancio delle città e del commercio di prossimità.

 Valorizzare e promuovere su mercati nazionale e internazionali la fruizione del ricco patrimonio archeologico della Sardegna, impreziosito dai siti UNESCO e diffuso sul territorio regionale. Con questo obiettivo l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari e con l’agenzia M&C Marketing Consulting, organizza la 1° Borsa del Turismo Archeologico dedicata ai siti UNESCO, in programma ad Olbia, dal 17 al 20 giugno. Ad aprire l’evento, il convegno dedicato al “Patrimonio Mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, nei giorni successivi sono in programma workshop, b2b con Tour Operator internazionali e fam trip sul territorio.

Il patrimonio UNESCO della Sardegna comprende beni culturali materiali, come il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini e 18 Domus de Janas, entrate nella World Heritage List nel 2025; ma anche beni immateriali, quali: il Canto a Tenore e la Faradda de li Candareri di Sassari e la riserva della biosfera MAB del Parco di Tepilora.

A inaugurare la Borsa sarà il convegno dal titolo “Il patrimonio mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, in programma nel pomeriggio di domani, mercoledì 17 giugno nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Olbia, articolato in due tavole rotonde, la prima dedicata ai modelli di successo in Italia di valorizzazione a fini turistici dei siti Unesco e la seconda invece dedicata specificamente agli attrattori culturali della Sardegna quali potenziali prodotti turistici, che saranno precedute dagli interventi introduttivi del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, del Presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti, del deputato e consigliere del Ministro del Turismo Gianluca Caramanna, degli assessori regionali del turismo, Franco Cuccureddu, e della cultura, Ilaria Portas e, in videocollegamento della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e della DG del Ministero della cultura, Mariassunta Peci. A moderare l’incontro sarà Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico.

Fortemente voluto dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, il meeting porrà al centro del dibattito la valorizzazione dei beni sardi patrimonio dell’Umanità come volano di sviluppo per il turismo, in particolare per lo slow tourism, in grado di proporre esperienze autentiche e sostenibili nell’intero territorio regionale e durante tutto l’arco dell’anno, capace di far scoprire un’altra Sardegna, fatta di paesaggi costieri e dell’interno e itinerari che li attraversano, con borghi e comunità che li animano, esperienze condivise tra i viaggiatori e chi li ospita, benessere di corpo e anima.

L’appuntamento, dunque, sarà anche un momento di presentazione delle strategie di sviluppo e promozione turistica della Sardegna, facendo leva sul valore del riconoscimento UNESCO, nonché di confronto tra Istituzioni, associazioni e operatori del settore con lo scopo di offrire agli operatori culturali e turistici locali informazioni e strumenti per progettare soluzioni di turismo sostenibile ed accessibile, anche con riferimento a buone pratiche già collaudate.

“La Sardegna – afferma l’assessore Cuccureddu – ha antiche tradizioni, una cultura fortemente identitaria che va divulgata e conosciuta in tutta la sua ricchezza; il turismo che vogliamo promuovere sul territorio punta proprio a valorizzare tale patrimonio UNESCO, così come i cammini, le aree interne, i borghi. In una parola, la nostra identità.” “La BISPM - prosegue l’assessore - è una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento del posizionamento della destinazione Sardegna al centro del turismo culturale europeo e di distribuzione dei flussi in entrata nel corso di tutto l’anno e su tutto il territorio regionale; un percorso iniziato subito dopo l’iscrizione delle preistoriche Domus de Janas nella World Heritage List UNESCO, con la presenza al World Tourism Event, il Salone internazionale dei Beni Patrimonio Mondiale, a Roma nel 2025 e ci vedrà ancora presenti all’edizione 2026 ad Assisi, in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 24 e 25 settembre prossimi. La Borsa rappresenta - aggiunge l’assessore- una significativa opportunità di scambio, riflessione e stimolo dei nostri operatori rispetto alle potenzialità del brand UNESCO, nella consapevolezza della delicatezza dei beni culturali e quindi della necessità della loro tutela e valorizzazione. Il nostro obiettivo – conclude Cuccureddu - è attrarre viaggiatori consapevoli, interessati a un turismo esperienziale e di qualità, capace di integrare arte, spiritualità, archeologia e paesaggio. Sardegna è sinonimo di autenticità, innovazione e identità, e i nostri siti UNESCO sono il cuore pulsante di questa visione.” Il clou del programma della BISPM è il workshop b2b, previsto per giovedì 18 giugno, durante il quale gli operatori sardi avranno l’opportunità di presentare le proprie proposte turistiche ai selezionati 40 buyer, italiani e stranieri. Questi ultimi avranno, l’opportunità di conoscere meglio un territorio multiforme e variegato, ricco di eccellenze paesaggistiche, architettoniche, artistiche e culturali grazie agli educational tour che seguiranno, il cui fil rouge sono le Domus de Janas ed i principali siti nuragici ubicati nel Nord della Sardegna.

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