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Non è più solo una crescita: è una prova di maturità per il sistema turistico locale. Con oltre 600mila passeggeri attesi e 181 scali nel 2026 (+26% rispetto al 2025), il mercato crocieristico di Cagliari entra in una fase decisiva, che impone a tutto il comparto dell’accoglienza un salto di qualità.

 

La stagione è partita lo scorso 27 gennaio con l’arrivo delle prime due navi, la Silver Muse e la Viking Vesta, e si concluderà il 27 dicembre. In calendario 181 crociere complessive, di cui 9 già arrivate tra gennaio e oggi: un avvio che conferma il trend positivo ma che, allo stesso tempo, lascia ancora ampio margine per prepararsi al cuore della stagione.

 

Un elemento di novità rilevante riguarda proprio l’allungamento del calendario: sono previsti arrivi anche nel mese di dicembre, a differenza dello scorso anno. Un segnale chiaro di cambio di visione da parte degli operatori del settore, che iniziano a considerare sempre di più anche i mesi di spalla, contribuendo a destagionalizzare i flussi turistici.

 

Il porto si conferma sempre più centrale nel Mediterraneo anche grazie alla presenza di MSC Crociere, che garantisce un doppio scalo settimanale, rafforzando il ruolo strategico di Cagliari nei circuiti internazionali.

 

“Questi numeri rappresentano una sfida che dobbiamo accogliere con responsabilità – dichiara Emanuele Frongia, presidente FIPE Confcommercio Sud Sardegna –. Non basta registrare la crescita: dobbiamo prepararci a gestirla, perché parliamo di flussi importanti. Le prime 9 crociere sono già arrivate, ma ne restano ancora tante: è adesso che dobbiamo farci trovare pronti”.

 

“C’è anche un cambio di passo importante – aggiunge Frongia – perché si comincia a lavorare su una stagione più lunga, con arrivi previsti fino a dicembre. Questo significa che vengono finalmente presi in considerazione anche i mesi di spalla, un aspetto fondamentale per dare continuità al lavoro delle imprese e stabilità al comparto”.

 

FIPE sottolinea come il settore della ristorazione e dei pubblici esercizi sia in prima linea nell’intercettare questa domanda internazionale. “È un mercato in espansione che può offrire un supporto concreto all’economia locale, anche in un contesto globale che nelle ultime settimane ha mostrato segnali di incertezza –prosegue Frongia –. Dobbiamo sostenere questo comparto e lavorare sulla qualità dell’accoglienza e dei servizi, per trasformare questi arrivi in valore duraturo per il territorio”.

 

L’obiettivo, conclude l’associazione, è accompagnare la crescita con una strategia condivisa, capace di rendere Cagliari sempre più competitiva e pronta a cogliere le opportunità del turismo internazionale.

La Giunta regionale ha dato il via libera al completamento della Linea 3 della metropolitana leggera di Cagliari, approvando la deliberazione che conclude positivamente la verifica ambientale “ex post” e consente la prosecuzione e la chiusura dei lavori. Il provvedimento stabilisce che il progetto, presentato da ARST S.p.A., non sia assoggettato a ulteriore procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, confermando la sostenibilità dell’intervento e definendo le condizioni per il suo completamento.

“Con questo atto - dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi - si completa il percorso autorizzativo di un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile della città capoluogo, fondamentale per migliorarne la fruibilità, rafforzarne la modernità e orientarne lo sviluppo in chiave sempre più sostenibile”. L’opera, del valore di circa 41,3 milioni di euro, si sviluppa per circa 2,6 km nel centro urbano di Cagliari, collegando piazza Repubblica con piazza Matteotti e la stazione RFI, e rappresenta un’infrastruttura strategica per l’integrazione del sistema di trasporto pubblico urbano e regionale. L’istruttoria tecnica ha evidenziato la coerenza del progetto con quanto già valutato nei precedenti procedimenti e ha confermato che i lavori eseguiti e in corso sono stati realizzati nel rispetto delle prescrizioni ambientali, con costante attività di monitoraggio da parte degli enti competenti.

Particolare attenzione è stata posta agli aspetti paesaggistici e all’inserimento urbano dell’infrastruttura, anche attraverso il confronto con la Soprintendenza e il Servizio tutela del paesaggio, che hanno contribuito a migliorare le soluzioni progettuali, in particolare per quanto riguarda materiali, pavimentazioni e qualità degli spazi urbani. La deliberazione prevede il rispetto delle prescrizioni ambientali e l’obbligo di monitoraggio nelle diverse fasi di realizzazione ed esercizio, con un termine di cinque anni per il completamento dei lavori.

La conclusione dell’iter consente dunque di accelerare il completamento della Linea 3, rafforzando il sistema di mobilità sostenibile e l’integrazione tra i diversi nodi di trasporto della città di Cagliari.

 La Giunta regionale ha approvato una rimodulazione delle risorse del PR FESR 2021-2027 (Programma Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) nell’ambito della Priorità 3, Transizione verde, che consentirà a un maggior numero di enti pubblici di accedere ai finanziamenti. La decisione arriva in seguito all’esito di tre avvisi sull’efficientamento energetico degli edifici pubblici, degli alloggi dell’edilizia residenziale pubblica (ERP) e sull’illuminazione pubblica che hanno evidenziato la necessità di ridistribuire i fondi.

“Con questa delibera abbiamo deciso di spostare le risorse dove oggi c’è una domanda reale, forte e immediatamente attivabile - dichiara l’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni - . In questo modo, nell’ottica di una buona amministrazione, utilizziamo interamente le risorse e assicuriamo una spesa efficace dei fondi europei. Analizzare e tenere conto delle richieste del territorio è fondamentale per garantire interventi efficienti e investimenti funzionali: così garantiamo maggiore risparmio energetico, minori consumi e servizi pubblici di qualità”.

“Grazie ai bandi e alla programmazione stiamo riuscendo a spendere le risorse europee e a dare risposte concrete ai Comuni e agli enti pubblici”, evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu. “Rimodulare con razionalità ed efficacia le risorse a disposizione è un metodo per rispondere in modo puntuale alle reali esigenze. I bandi che l’Assessorato ha pubblicato nel 2025 hanno evidenziato dove c’è maggiore richiesta e ora potranno scorrere le graduatorie anche per gli anni 2027 e 2028, fino ad esaurimento delle risorse”.

Sul bando edifici pubblici - destinato a Comuni, Province, Città Metropolitane, Consorzi Industriali, Università, Unioni di Comuni e Comunità Montane - erano disponibili 50 milioni di euro: le domande ammesse hanno espresso un fabbisogno complessivo di oltre 179,5 milioni: più di tre volte e mezza la dotazione. Il bando sull’illuminazione pubblica stanziava invece 14 milioni di euro e le richieste degli enti hanno superato i 37 milioni. Per l’efficientamento energetico degli alloggi ERP, invece, l’esito è stato opposto: sui 23 milioni messi a disposizione c’è stato un avanzo di 17,55 milioni.

In seguito a questi risultati la Giunta regionale ha deciso di redistribuire le somme avanzate: 16,759 milioni vanno all’efficientamento energetico degli edifici pubblici; 794 mila euro all’illuminazione pubblica. Inoltre 1 milione e 93 mila euro vengono riassegnati all’interno della linea d’intervento “Efficientamento impianti di illuminazione pubblica”: sono le risorse residue disponibili sulla Sub Azione “Sistemi energetici intelligenti per gli Enti Locali/Pubbliche Amministrazioni”, che vengono assegnate alla Sub Azione “Interventi per l'efficientamento energetico di edifici e impianti pubblici”; e, sempre allo stesso ambito di intervento, vengono destinati altri 392 mila euro, con risorse già disponibili in capo al Centro Regionale di Programmazione.

Con la rimodulazione sarà possibile uno scorrimento delle graduatorie già approvate: un numero maggiore di enti potrà essere finanziato per la realizzazione di interventi che, nella maggior parte dei casi, sono già dotati di progettazione e quindi immediatamente cantierabili.

Domenica 29 marzo si aprirà ufficialmente la stagione estiva:all’Aeroporto di Cagliari è tutto pronto per la Summer 2026 con numeri in crescita e un network di collegamenti sempre più internazionale. 

Il 2025 si era chiuso con 5.254.433 passeggeri totali e una crescita del 7% nel segmento internazionale rispetto all’anno precedente.

I NUMERI CHIAVE DELLA STAGIONE SUMMER 2026

• 109 collegamenti totali verso 26 Paesi

• 68 rotte internazionali e 41 nazionali

• 12 nuovi collegamenti di linea

• 31 compagnie aeree operative sullo scalo.

Per questa stagione estiva è prevista un’offerta complessiva di oltre 5 milioni di posti (+11% rispetto al 2025). 

 LE 12 NOVITÀ DI LINEA: DALLA FRANCIA AL MEDIO ORIENTE

• Francia: easyJet rafforza la sua presenza lanciando Bordeaux e Nizza.

• Italia: forte espansione di Aeroitalia con 7 nuove direttrici: Alghero, Olbia, Bologna, Cuneo, Firenze, Lamezia Terme e Pisa. Una nuova destinazione anche del vettore Ryanair che attiva il collegamento su Forlì.

• Austria: Eurowings attiva la nuova rotta su Salisburgo.

• Medio Oriente: un nuovo volo diretto su Tel Aviv operato da El Al (in partnership con Sun d’Or). 

I PROTAGONISTI DELLA STAGIONE

L’Aeroporto di Cagliari vede l’accelerazione dei piani di sviluppo dei vettori con crescite, anche a doppia cifra, e un consolidamento strategico su vari fronti 

Con un’offerta che supera i 2,5 milioni di posti e 41 destinazioni raggiungibili, Ryanair rafforza la propria presenza a Cagliari. Oltre al lancio della nuova rotta per Forlì, la programmazione del vettore irlandese sullo scalo include le seguenti conferme:

• Internazionali: Budapest, Carcassonne, Bruxelles Charleroi, Cracovia, Karlsruhe-Baden, Dublino, Düsseldorf Weeze, Francoforte Hahn, Göteborg, Madrid, Malta, Norimberga, Palma di Maiorca, Parigi Beauvais, Porto, Poznan, Siviglia, Londra Stansted, Stoccolma, Valencia, Vienna.

• Nazionali: Bari, Bergamo, Bologna, Roma Ciampino, Catania, Cuneo, Forlì (novità), Genova, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Parma, Perugia, Pescara, Pisa, Rimini, Torino, Trieste, Venezia e Verona.

Protagonista della stagione Summer è anche Aeroitalia. La compagnia aerea mette a segno un incremento record della capacità (+30%) grazie ad un’offerta complessiva di circa 1,5 milioni di posti. Il risultato è frutto dell'attivazione delle 7 nuove rotte, della conferma del volo su Catania e del potenziamento della Continuità Territoriale, che vedrà picchi di 10 frequenze giornaliere su Roma Fiumicino e 9 su Milano Linate.

Il Gruppo Lufthansa conferma la sua leadership sul mercato tedesco con la compagnia di bandiera che offre un incremento complessivo del 37% sulle rotte di Francoforte e Monaco. Per quanto riguarda gli altri vettori del Gruppo, crescita che sfiora il 40% per il vettore low cost Eurowings che, oltre la nuova rotta austriaca, conferma i collegamenti su Amburgo, Düsseldorf e Stoccarda. Crescita a doppia cifra anche per Austrian che su Vienna incrementa la capacità del 23%. Dopo le ottime performance dei voli invernali, il vettore elvetico Edelweissrinnova la Zurigo con una crescita di capacità dell’11%.

Il vettore easyJet, oltre le novità delle rotte francesi, conferma il suo network con i collegamenti su Basilea, Ginevra, Lione, Milano Malpensa, Napoli e Parigi Orly incrementando del 27%l’offerta complessiva per la Summer 2026.

Sul fronte del Nord Europa, KLM raddoppia la propria presenza con un incremento di capacità del 114% sulla rotta per Amsterdam. Il volo sarà giornaliero e operativo da fine marzo a fine ottobre. Si consolida anche la programmazione di Scandinavian Airlines (SAS), che conferma il forte interesse per lo scalo cagliaritano potenziando la rotta su Copenhagen con un incremento di capacità del 23%. 

Crescita a doppia cifra anche per Luxair, che potenzia i collegamenti con il Lussemburgo incrementando del 35% il numero di posti offerti.

Sviluppo notevole anche per i vettori francesi sulla capitale: la compagnia di bandiera Air France incrementa la capacità verso Parigi Charles De Gaulle del 45%, mentre Transavia Francesegna un +52% di posti offerti su Parigi Orly rispetto alla scorsa stagione estiva. 

Relativamente al Gruppo IAG, Iberia e Vueling consolidano la loro presenza nel mercato spagnolo, con incrementi della capacità rispettivamente del 47% su Madrid e del 5% su Barcellona, mentre British Airways conferma il collegamento su Londra Gatwick con un aumento del 2%.

Segnali positivi anche dal vettore spagnolo Volotea che riconferma i collegamenti nazionali su Firenze, Venezia, Veronae la rotta internazionale su Marsiglia registrando una crescita complessiva del 24%.

Potenziamento anche per i vettori italiani con Neos, che sugli scali di Bergamo, Milano Malpensa e Verona aumenta i posti in vendita del 13% e Sky Alps che riconferma le rotte di Bolzano e Berna con il 10% in più della capacità.

Sempre più saldo il legame con la Repubblica Ceca grazie a Smartwings, che opera su Praga con ben cinque frequenze settimanali per tutta la stagione. 

IL MERCATO CHARTER

Ricco il programma anche sul fronte dei charter che affianca alle rotte tradizionali nuovi collegamenti verso destinazioni inedite. Di seguito le principali città che verranno raggiunte durante la stagione estiva: Altenrhein, Amburgo, Atene, Bergamo, Copenhagen, Doha, Francoforte, Ginevra, Innsbruck, Istanbul, Londra Stansted, Malta, Milano Malpensa, Oslo, Parma, Stoccolma Arlanda, Tallinn, Varsavia, Venezia, Verona, Vitoria e Zagabria.

La candidatura italiana a ospitare Einstein Telescope (ET) è stata al centro di una conferenza di presentazione a Bruxelles nell'edificio Altiero Spinelli, nella sede del Parlamento Europeo.

L'evento, promosso dalla Regione Sardegna in collaborazione con il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e il Parlamento Europeo, ha avuto l'obiettivo di portare il progetto Einstein Telescope e la proposta italiana all'attenzione della massima istituzione europea, in una fase ormai cruciale nel percorso che porterà alla scelta del sito o dei siti che ospiteranno il futuro esperimento, attesa nel 2027. ET è considerato un progetto di punta a livello internazionale: nel 2021 è stato incluso nella Roadmap di ESFRI (European Strategy Forum on Research Insfrastructures), l’organismo europeo che indica su quali infrastrutture scientifiche è decisivo investire in Europa, grazie a una proposta a guida italiana, supportata da Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Spagna.

Nella prima parte della conferenza che si è tenuta ieri sera, moderata dalla giornalista Lavinia Spingardi, sono intervenuti il rappresentante aggiunto permanente dell'Italia presso l'Unione Europea, Marco Canaparo, l'ambasciatrice italiana in Belgio, Federica Favi, il parlamentare europeo, Gaetano Pedullà, il presidente dell'INFN, Antonio Zoccoli (in rappresentanza anche del Ministro dell'Università e della Ricerca), la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e il Ministro della Scienza dello Stato libero di Sassonia, Sebastian Gemkov. La presenza dei rappresentanti delle due regioni, entrambe candidate a ospitare ET rispettivamente nelle aree di Sos Enattos, nel Nuorese, e in Lusazia, conferma il forte spirito di collaborazione tra Sardegna e Sassonia, sancito dalla firma di una dichiarazione di intenti per consolidare la cooperazione scientifica, lo scorso 12 gennaio a Roma, e rafforzato da un recente incontro operativo a Dresda.

“Sono la Presidente della Regione Autonoma di Sardegna, mi sento profondamente sarda, italiana ed europea”, ha esordito la presidente Todde, sottolineando la natura continentale del progetto. “Quello che stiamo facendo - ha continuato - parla non solo di scienza e ricerca, ma anche del mondo economico e sociale europeo. Dobbiamo promuovere la cooperazione e il dialogo e l’Einstein Telescope, motivo per cui tutti siamo qui oggi, è lo strumento che ci permette di farlo”. E a tal proposito la presidente ha ricordato l’accordo di cooperazione sottoscritto a gennaio con la Sassonia: due regioni europee geograficamente molto lontane tra loro, ma unite verso un obiettivo comune. “Siamo qui oggi, tutti insieme, per ribadire il percorso che abbiamo intrapreso e per dire, in questo contesto, quanto intendiamo fare insieme per superare questa sfida e rendere le nostre regioni luoghi di riferimento per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo tecnologico”, ha concluso la presidente.

“La presentazione del progetto Einstein Telescope a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, è un’occasione preziosa per sottolinearne il carattere fortemente internazionale”, ha dichiarato il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli. “ET è un’impresa molto importante sia dal punto di vista socio-economico, sia da quello scientifico e tecnologico. La sua realizzazione deve essere sostenuta da un insieme coeso di Paesi europei: solo così potremo trasformare in realtà questa grande infrastruttura di ricerca e spostare in avanti le frontiere della conoscenza”.

A seguire, dopo una presentazione scientifica di Marica Branchesi, docente al Gran Sasso Science Institute e membro del comitato tecnico-scientifico istituito dal MUR a sostegno della candidatura italiana, l'evento è proseguito con una tavola rotonda dedicata all'approfondimento delle sfide e opportunità aperte dal progetto Einstein Telescope in termini di innovazione tecnologica, partnership industriali, politiche pubbliche, risultati scientifici e impatti territoriali. Alla discussione hanno partecipato rappresentanti del comitato del Parlamento Europeo su industria, ricerca ed energia (ITRE), dell'interguppo parlamentare "Sky and Space" e del Comitato economico e sociale europeo (EESC).

Si è riunito nella sala riunioni dell’ufficio di Gabinetto dell’Assessorato dell’Agricoltura, il Tavolo blu con le associazioni di categoria della pesca. Un confronto operativo sui principali dossier aperti del comparto, a partire dagli indennizzi per i danni causati dai cormorani, dalla gestione della pesca del riccio di mare e dalle prime stime sugli effetti del ciclone Harry. Al centro dell’incontro, l’illustrazione del decreto che definisce le direttive per il nuovo bando sugli indennizzi dei danni provocati dai cormorani nelle lagune della Sardegna. Il provvedimento utilizza il nuovo sistema di censimento rivisto nelle scorse settimane dalla Giunta regionale e recepisce le richieste avanzate dagli operatori del settore. L’obiettivo dell’Assessorato dell’Agricoltura è rendere il meccanismo di ristoro più aderente ai danni reali registrati ed effettivamente subiti dagli operatori nelle lagune causa della presenza dei cormorani. “Mettiamo a disposizione più risorse e, soprattutto, costruiamo un sistema che risponda meglio alla situazione effettivamente registrata dai pescatori”, spiega l’assessore Francesco Agus. “L’obiettivo è superare le criticità del passato e garantire indennizzi più equi, basati su dati aggiornati e su un metodo di rilevazione condiviso con gli operatori. Era un passaggio importante, ora procederemo per dare risposte immediate e concrete a un problema che da anni incide sulla sostenibilità economica delle attività produttive lagunari della nostra isola”. Il bando, la cui pubblicazione è prevista per il prossimo 10 aprile, subito dopo la conclusione dei censimenti del 2026, riguarderà le due annualità ancora da erogare (2024-2025 e 2025-2026). Rispetto all’erogazione di 900 mila euro dell’ultimo bando, l’Assessorato ha previsto oggi una dotazione complessiva di almeno 3,6 Milioni di euro per gli indennizzi delle due annualità. Nel corso del Tavolo blu sono stati inoltre illustrati e analizzati i dati parziali relativi alla pesca del riccio di mare. Durante l’incontro si è discusso della necessità di trovare dei percorsi praticabili da mettere in campo al fine di tutelare gli operatori della pesca e consentire il recupero graduale della risorsa ittica. “Dobbiamo tenere insieme tutela dell’ecosistema e salvaguardia del lavoro”, prosegue Agus. “I percorsi che stiamo valutando insieme alle associazioni di categoria hanno come obiettivo quello di superare gli ostacoli che negli scorsi anni hanno impedito di concretizzare una soluzione che soddisfi gli operatori della pesca e la necessità di recupero del riccio di mare, da tempo in forte sofferenza”. Spazio anche all’analisi delle principali emergenze che stanno interessando il comparto, a partire dai danni causati dal ciclone Harry sino alle ripercussioni economiche legate ai recenti sviluppi dei conflitti in Medio Oriente. “Con le associazioni condividiamo una forte preoccupazione per gli effetti economici di quanto sta accadendo nello scenario internazionale”, evidenzia Agus. “L’aumento del costo del gasolio rischia di tradursi in un ulteriore aggravio per tutti i settori produttivi dell’Isola, colpendo in maniera ancora più significativa l’agricoltura e la pesca, già messe a dura prova da mesi di maltempo tra piogge e mareggiate. Monitoreremo con attenzione l’evoluzione del quadro nazionale ed europeo, valutando eventuali interventi regionali integrativi per sostenere le imprese in questa fase particolarmente complessa”.

 “Al mio insediamento ho trovato una situazione occupazionale molto critica, soprattutto per giovani e donne. Per questo abbiamo deciso di partire dai dati, rendendo operativo l’Osservatorio del lavoro, da cui è emerso uno squilibrio evidente: l’85% delle richieste formative era concentrato nel settore del benessere, non in linea con le reali esigenze del mercato. Da qui è nata una scelta politica chiara: riequilibrare l’offerta formativa, limitando i percorsi saturi e investendo in settori strategici e innovativi ad alto potenziale occupazionale. In questa direzione abbiamo destinato 50 milioni di euro allo sviluppo della formazione nel settore aeronautico, con percorsi per assistenti di volo, piloti, manutentori, tecnici radar e operatori di droni, ambiti finora assenti ma oggi fondamentali per creare occupazione”. Così l’assessora del Lavoro, Desirè Manca, è intervenuta oggi alla Camera dei Deputati in occasione del convegno “Mismatch e Orientamento: la filiera professionale e il ruolo delle Regioni”. Accanto a questo, la Regione ha attivato nuovi percorsi legati all’innovazione, con hub dedicati all’intelligenza artificiale e al settore audiovisivo, ampliando le prospettive per i giovani. “Abbiamo inoltre introdotto ‘Filo Sardegna’, una misura che collega direttamente formazione e impresa, con l’obiettivo di accompagnare i giovani verso una reale assunzione. Non solo formazione, ma percorsi costruiti sulle esigenze concrete del mercato del lavoro”. “Per troppo tempo i nostri giovani sono stati costretti a lasciare l’Isola per formarsi e lavorare. Vogliamo invertire questa tendenza – ha concluso l’esponente della Giunta – offrendo loro la possibilità di costruire il proprio futuro in Sardegna e gettando le basi per un sistema formativo moderno, collegato al lavoro e capace di restituire dignità e opportunità”.

Sono stati prorogati i termini per la segnalazione dei danni causati dal ciclone Harry alle aziende agricole sarde. L’Agenzia nazionale Agea, a seguito della richiesta dell’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus, ha disposto l’estensione della scadenza per l’invio delle segnalazioni attraverso l’applicazione dedicata, fissando il nuovo termine al 28 marzo 2026. “La proroga è una notizia importante perché ci consente di allargare la platea delle aziende che potranno accedere ai ristori”, sottolinea l’assessore Agus. “In una fase così delicata è fondamentale non lasciare indietro nessuno”.

L’App, predisposta da Agea, rientra nella procedura attivata a livello nazionale per il riconoscimento dei ristori a seguito degli eventi meteorologici eccezionali che, tra gennaio e febbraio, hanno colpito anche la Sardegna. Il sistema prevede il coinvolgimento diretto delle imprese agricole nella segnalazione dei danni subiti, passaggio indispensabile per consentire una mappatura puntuale delle criticità e garantire l’accesso agli aiuti.

“Ora è essenziale che le aziende utilizzino l’applicazione - esorta Agus - è un passaggio necessario per essere riconosciuti all’interno del sistema dei ristori. Per questo abbiamo coinvolto anche le associazioni di categoria, affinché - conclude - contribuiscano a diffondere capillarmente l’informazione su questa nuova scadenza”.

L'App è pubblicata nella sezione "Servizi" del portale Agea al link diretto

La Sardegna è ancora “poco amica delle giovani imprese”. L’Isola, infatti, si posiziona all’ultimo posto della classifica nazionale per quanto riguarda l’attrattività e le opportunità offerte alle nuove generazioni.

E’ questo ciò che emerge dalla classifica delle regioni e delle province “amiche” dei giovani imprenditori è stata stilata dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che ha elaborato l’indice
“Youth Friendly 2025”, su dati UnionCamere-Infocamere, INAIL, INPS, Excelsior, e contiene l’indice dei territori a misura di giovane per impresa e lavoro che monitora le condizioni dell’habitat sulla base di 27 indicatori, suddivisi in 4 “pilastri”, che comprendono, tra gli altri, il tasso di occupazione under 35, la presenza di giovani imprenditori, la collaborazione scuola-impresa, la diffusione dell’apprendistato, il saldo migratorio dei giovani all’estero o altre regioni. L’analisi dettagliata di queste dimensioni permette di comprendere dove risiedano le criticità maggiori e dove, invece, l’Isola mostri segnali di resilienza.

I dati dicono come il territorio sardo sia in coda alla graduatoria delle regioni con un punteggio di 403 punti, una quota sensibilmente inferiore alla media nazionale di 579 e ben lontana dai 709 punti della Lombardia, capolista del ranking. Il dato sardo risulta essere del 30,3% inferiore alla media italiana, evidenziando un divario strutturale profondo rispetto al resto del Paese per quanto concerne il lavoro, l’impresa, l’istruzione e l’inclusione territoriale.

“L’analisi ci restituisce l’immagine di una regione ancora in equilibrio precario tra fragilità e potenziale - commenta Mattia Urru, Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato Sardegna - e indica con chiarezza quali siano le priorità per una reale crescita: lavoro, competenze, credito, servizi e politiche di lungo periodo. Solo rafforzando questi “pilastri” la crescita delle giovani imprese potrà essere un fatto concreto e non l’ennesima scommessa individuale affidata alla buona volontà dei singoli”. “Quando parliamo di giovani, di nuove energie, di passaggio generazionale ma anche di glaciazione demografica - continua Urru - dobbiamo sempre aver ben chiari questi dati che ci dicono come ai giovani sardi non manchino di certo idee, coraggio e spirito imprenditoriale ma solo un contesto che li metta davvero nelle condizioni di crescere: accesso al credito, formazione mirata, meno burocrazia e servizi adeguati. Rimanere nel proprio
territorio significa trasformare una scelta difficile in una scelta di valore”.

Ecco il risultato dell’analisi dei “pilastri”:

1. “L’occupazione e le dinamiche giovanili” rappresentano il settore più critico. La Sardegna si posiziona al 20° e ultimo posto nazionale con un indice di appena 267 punti (contro una media Italia di 604).
Questa categoria misura variabili pesanti come il tasso di occupazione 15-34 anni, la presenza di NEET (giovani che non studiano e non lavorano), la diffusione di apprendistato e la proiezione demografica dei giovani per i prossimi 25 anni.

2. Nella “Struttura e vitalità del sistema produttivo”, la Sardegna occupa la 16ª posizione con 388 punti. Il pilastro valuta la capacità del sistema imprenditoriale di rigenerarsi e coinvolgere le nuove generazioni, monitorando l’incidenza di imprese giovani (gestite da under 35), la loro sopravvivenza e la propensione alla collaborazione con le scuole tramite tirocini e PCTO.

3. Nel “Capitale umano e istruzione”, l’Isola si attesta al 17° posto con 392 punti. La categoria analizza la qualità del sistema educativo, la quantità di laureati (25-39 anni), le competenze alfabetiche e numeriche degli studenti e la capacità del territorio di attrarre e valorizzare giovani ad alto titolo di studio.

4. La “Capacità amministrativa e inclusione territoriale”, al contrario, rappresenta l'unico vero dato positivo per la regione. La Sardegna balza al 9° posto in Italia con un indice di 660, superiore alla media nazionale di 546. Questo pilastro premia la qualità dell'amministrazione pubblica locale, l'efficienza dei servizi per l'infanzia, le relazioni digitali con la PA e la capacità di
conciliare vita-lavoro, oltre alle condizioni abitative relative all'incidenza dei canoni d'affitto.

L’analisi territoriale dice come Nuoro sia la più “giovane”, mentre Cagliari arranca.

Scendendo nel dettaglio provinciale, la classifica disegna una Sardegna a più velocità, sebbene tutte le province si trovino nella fascia di livello “Basso” (Level B) della classifica nazionale.

• Nuoro emerge come la provincia più performante dell'Isola, occupando la 90ª posizione nazionale con un indice di 463 punti. Il Capoluogo barbaricino si distingue in particolare per la “Struttura e vitalità del sistema produttivo”, risultando la migliore in Sardegna per questo pilastro.

• Oristano e Sassari-Gallura seguono appaiate con un indice di 456 punti, posizionandosi al 94° posto della classifica generale delle province italiane. Oristano si segnala per le migliori performance regionali nel pilastro “Occupazione e dinamiche giovanili”, mentre Sassari-Gallura eccelle a livello regionale per “Capacità amministrativa e inclusione territoriale”.

• Cagliari, pur essendo il capoluogo regionale, si posiziona al gradino più basso in Sardegna e al 102° posto nazionale su 105 territori analizzati, con un punteggio di 439. Nonostante le
difficoltà generali, Cagliari mantiene il primato regionale nel pilastro “Capitale umano e istruzione”. Tuttavia, la provincia è citata nel rapporto tra le peggiori d'Italia per quanto riguarda
l'occupazione e le dinamiche giovanili.

L’analisi nazionale.

Il rapporto di Confartigianato evidenzia come la Sardegna sia inserita in un contesto nazionale dove i territori del Nord, come la Lombardia, il Veneto e l'Emilia-Romagna, dominano le classifiche di “youth friendliness” grazie a dinamismo economico e istituzioni efficienti.
Al contrario, l’Isola condivide le ultime posizioni con Campania, Calabria e Sicilia.

L’Indice 2025 ha introdotto 15 nuovi indicatori (rispetto ai 12 della versione 2023) per catturare meglio fenomeni complessi come la mobilità dei laureati, la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti e l’incidenza dell’affitto sul reddito. Proprio la variabile degli affitti è stata stimata per alcune province sarde sulla base di confini amministrativi precedenti per garantire un confronto omogeneo.

In conclusione, se da un lato la Sardegna soffre per un sistema produttivo poco dinamico per i giovani, dall’altro le amministrazioni locali dimostrano una capacità di gestione dei servizi (specialmente digitali e per le famiglie) superiore a molte altre regioni italiane.
È su questa base di efficienza amministrativa che si dovrà fare leva per invertire il trend demografico e occupazionale che attualmente penalizza l'Isola

Martedì, 24 Marzo 2026 12:56

Sardegna: Adiconsum su rincari carburanti

In Sardegna il prezzo dei carburanti alla pompa sta salendo a ritmo impressionante, al punto che oggi i listini medi del gasolio, secondo i dati regionali del Mimit, volano a 2,020 euro al litro, la benzina a 1,731 euro al litro (modalità self). Un andamento al rialzo che, purtroppo, sta vanificando il taglio delle accise disposto dal Governo, con evidenti danni per cittadini e imprese. Lo denuncia Adiconsum Sardegna, che fornisce oggi i dati regionali.

“Siamo stati facili profeti – afferma il Presidente Giorgio Vargiu - A fronte di un taglio delle accise da 24,4 centesimi di euro, il prezzo medio del gasolio si riduce in modo effettivo di appena 9,7 centesimi rispetto ai listini in vigore prima dello sconto fiscale: questo perché le compagnie petrolifere hanno aumentato i prezzi prima dell’applicazione del taglio della tassazione, e hanno continuato ad aggiornare i listini al rialzo giorno dopo giorno – spiega Vargiu – In termini di spesa per i consumatori, ciò si traduce oggi in un mancato guadagno da 7,3 euro su un pieno di diesel. La benzina invece, rispetto ai prezzi in vigore prima dello sconto sulle accise, si riduce di soli 15 centesimi di euro al litro, con un mancato risparmio per gli automobilisti da quasi 5 euro al litro”.

“Un andamento che dimostra come contro i rincari dei carburanti e le speculazioni sui prezzi il Governo disponga solo di armi spuntate, e tutti gli annunci di controlli e sanzioni rimangano purtroppo lettera morta, non avendo Mister Prezzi, Guardia di Finanza e Antitrust poteri adeguati per fermare la crescita dei listini. Ci avevano raccontato – continua Vargiu – che avevano inasprito le sanzioni contro gli speculatori invece, non solo le sanzioni non sono state inasprite, ma non esistono proprio. La Gdf sta eseguendo i controlli a tappetto ma non potrà sanzionare chi pratica prezzi elevati perché non ne ha il potere, possono solo abbaiare ma non mordere perché il Governo non gli ha dato il potere di farlo”.

Cosa chiediamo al Governo, le proposte:

  1. La revoca immediata di Mister Prezzi e della Commissione di allerta rapida, organi rivelatisi gusci vuoti e costosi;
  2. L'introduzione di un tetto massimo ai prezzi (Price Cap): il carburante non può essere considerato un bene di lusso speculativo, ma un servizio essenziale per la mobilità e l'economia del Paese;
  3. L’introduzione in via permanente il sistema di accisa mobile;
  4. Nuove norme sanzionatorie mirate a colpire non solo la forma (comunicazioni e cartelli), ma la sostanza: l'ingiustificato aumento dei margini in presenza di agevolazioni fiscali statali.

 

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