utente1

utente1

La Giunta ha approvato il "Piano di potenziamento della Rete regionale di cure palliative 2024", in accordo con le disposizioni contenute nel Bilancio di Previsione statale 2023 (L. 197/2022), che chiede alle Regioni di predisporre un piano annuale per il potenziamento delle cure palliative al fine di accedere ai finanziamenti statali. Fra gli obiettivi del Piano vi è l’ampliamento della platea di utenti, raggiungendo il 90% della popolazione interessata entro il 2028; la garanzia dell'applicazione del Piano di potenziamento della Rete regionale di cure palliative nelle aziende sanitarie; l'adozione omogenea del Piano in tutto il territorio regionale; il rafforzamento della Rete di cure palliative nella Regione Sardegna.

 

La rete di cure palliative è stata istituita formalmente nell’isola dal 2013 e successivamente sono state adottate le linee d’indirizzo per il suo rafforzamento. Il Tavolo tecnico regionale per la rete di cure palliative, operativo dal 2023, ha predisposto il Piano triennale di sviluppo delle reti di cure palliative per pazienti pediatrici ed adulti.

Lo stesso Tavolo, con il supporto della Direzione generale della Sanità, ha predisposto il Piano di potenziamento delle cure palliative per il 2024, ora licenziato con voto favorevole in Giunta.

“L’applicazione del Piano dovrà essere ora garantita in tutte le ASL della Sardegna”, spiega l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi. “Il monitoraggio e la supervisione su questa fase delicata sarà demandata alla Direzione Generale della Sanità”.

La legislazione vigente richiede che la Rete locale di cure palliative (RLCP), sia estesa nel territorio anche attraverso interventi di riorganizzazione aziendale: nell’ambito di strutture di degenza ospedaliera attraverso equipe dedicate, in grado di supportare la gestione del paziente in reparto  o attraverso l’attivazione di percorsi di integrazione ospedale/territorio; nell’ambito ambulatoriale, dove sono erogate cure palliative precoci e simultanee da equipe specificamente formate nell’ambito della rete; presso il domicilio del paziente, con la previsione di un’equipe assistenziale multiprofessionale dedicata ogni 100 mila abitanti, in integrazione con il Medico di medicina generale, per assicurare la continuità assistenziale h.24 sette giorni su sette; infine, è prevista l’estensione della rete di cure palliative anche presso le strutture residenziali e gli hospice.

“In accordo con questi obiettivi, entro giugno 2026 occorrerà incrementare di 15 unità le equipe specialistiche multiprofessionali dedicate per le cure domiciliari specialistiche; i posti letto passeranno da 71 a 167 negli hospice a livello regionale; dovranno essere attivati ambulatori di cure palliative; negli ospedali dovranno essere attivati posti letto dedicati per la gestione del fine vita in regime di ricovero”, spiega l’Assessore Bartolazzi.  Ancora: “La legge 197/2022 stabilisce per le Regioni l’obiettivo della copertura del 90% della popolazione interessata da raggiungere entro il 2028. Questo si traduce per la Sardegna in una presa in carico da parte della rete di cure palliative di circa 4517 pazienti adulti per anno sul territorio regionale, pari a 335 pazienti ogni 100 mila abitanti, e di 38 minori per anno, pari a 18 ogni 100 mila abitanti”.

Con successivo atto verranno definiti la stima del fabbisogno del personale ed i relativi costi e il completamento delle procedure di reclutamento potrà essere realizzato gradualmente e compatibilmente con le risorse disponibili nei Piani Triennali dei Fabbisogni di  Personale (PTFP) in corso di approvazione.

“Il miglioramento dello stato delle liste d’attesa passa anche per un attento monitoraggio e per la condivisione trasparente di ciò che accade e dei comportamenti che devono essere cambiati”, afferma la presidente della Regione, Alessandra Todde, che poi illustra i dati relativi alle disdette nelle liste d’attesa: “Nel primo semestre 2025 ci sono state 125.000 disdette, il 30% delle quali il giorno prima o il giorno stesso della visita. Inoltre, 57.800 sardi non si sono presentati alla visita. Ad oggi, chi non si presenta e chi disdice il giorno prima o il giorno stesso non ha alcuna sanzione, nemmeno il pagamento del ticket, come invece è previsto in altre regioni. Questo comportamento ha un impatto importante sulla salute dei sardi: 100.000 visite che non possono essere riprogrammate e rese disponibili ad altri sardi che hanno bisogno di cure (dati del no show 2024)”.

 

“La Regione – continua – ha il dovere di migliorare l’attività di recall per confermare la visita e l’accesso digitale per poter disdire online. Stiamo lavorando anche per l’implementazione delle liste attive: agende virtuali per ogni Azienda sanitaria, destinate a collocare provvisoriamente le richieste di prenotazione che non hanno trovato immediatamente disponibilità e che dovranno essere gestite in back office e/o tramite recall. E percorsi differenti di prenotazione per i malati oncologici e cronici”.

 

Conclude chiedendo uno sforzo condiviso a tutti i sardi per rendere più efficiente il sistema: “chiedo uno sforzo a tutti noi: se prenotiamo una visita nel sistema pubblico e per qualche motivo dobbiamo disdire, lasciamo la possibilità ad un altro sardo di utilizzare quello slot al nostro posto. Comunichiamo la disdetta per tempo. Una nuova sanità nella nostra isola passa anche da un nuovo patto di solidarietà tra tutti noi”.

Mantenere i presìdi di sicurezza per evitare che le forze dell’ordine abbandonino il territorio sardo. Con questo obiettivo la Giunta regionale, su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici, Antonio Piu, ha deliberato di destinare un milione 840 mila euro, stanziati della legge regionale n. 17/2023 per la riqualificazione delle caserme dei Carabinieri nei centri urbani per utilità pubblica.

 

Gli interventi sono stati individuati a seguito di un tavolo tecnico tra la Direzione generale dei Lavori Pubblici e il Comando della Legione dei Carabinieri della Sardegna che ha stilato l’elenco delle caserme maggiormente bisognose di un tempestivo intervento di riqualificazione.  In base a tale elenco, le risorse saranno destinate al completamento delle opere di riqualificazione delle stazioni di Santa Maria La Palma, di Foresta Burgos e di Putifigari (Sassari), della Caserma Fois del Comando Provinciale di Nuoro, della Stazione di Gavoi e delle Stazioni di Buggerru e Nuxis (Cagliari).

 

“Prosegue il percorso di collaborazione con il Comando regionale finalizzato ad agevolare e ad assicurare un presidio vitale nei territori per la sicurezza dei cittadini, quale è la presenza e dell’Arma dei Carabinieri”, commenta l’Assessore Piu.

 

L’opera di riqualificazione delle caserme dei Carabinieri in Sardegna era iniziata con la legge regionale 22 novembre 2021, n. 17, che aveva disposto lo stanziamento di 12 milioni di euro derivanti dall'Accordo tra Stato e Regione Sardegna, per la "Riqualificazione delle caserme nei centri urbani per utilità pubblica". La legge regionale n. 17/2023 aveva poi autorizzato, per l'anno 2023, l'ulteriore spesa complessiva di 6 milioni di euro per il potenziamento del programma di interventi.

Parte di queste risorse, 3 milioni e mezzo, erano state programmate dalla Giunta con la delibera 43/22 del 13.11.2024, mentre l’attuale delibera destina parte della somma rimanente (per un totale di 1.840.000 euro) agli interventi in elenco, con un residuo di euro 660 mila euro che sarà programmato con atto successivo.

Dopo il primo via libera da parte della Giunta regionale arrivato a inizio agosto, oggi lo schema del nuovo Piano regionale dei Trasporti è stato al centro di un incontro, chiesto dai sindacati confederali, che si è tenuto in Regione tra l’assessora dei Trasporti, Barbara Manca, e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.

 

“Abbiamo accolto volentieri la richiesta dei sindacati. È stato un incontro positivo - spiega l’assessora Manca - occasione per raccogliere le prime istanze e partire con la condivisione e il confronto con tutti i portatori d’interesse. Non si tratta di un documento definitivo, ma di uno schema preliminare che ora verrà arricchito con tutti i contributi prima dell’approdo del Piano in Consiglio regionale”.

 

A tal proposito, la responsabile dei Trasporti ha annunciato che in autunno sono già in programma anche una serie di incontri sul territorio regionale per ascoltare le esigenze delle varie realtà locali.

 

Tra le altre tematiche affrontate nell’incontro di oggi, tutti i rappresentanti sindacali hanno concentrato l’attenzione in modo particolare sul sistema ferroviario da potenziare e modernizzare.

 

“Questa è anche la nostra visione - ha assicurato l’assessora -, tra gli obiettivi primari del nuovo Piano c’è quello di avere finalmente collegamenti ferroviari degni di questo nome, che garantiscano la mobilità interna di tutti i sardi. Solo così potremo contrastare fenomeni come lo spopolamento e l’abbandono scolastico”.

 

Il documento prevede infatti il potenziamento della rete ferroviaria, integrata con linee automobilistiche ad alta capacità e velocità di tipo “espresso”, interconnesse con una rete capillare di linee locali capaci di servire l’intero territorio regionale.

 

Nei prossimi giorni verranno calendarizzati una serie di incontri tematici per approfondire singole questioni.

La Giunta ha approvato il Piano regionale sangue, emocomponenti, farmaci plasmaderivati e sostanze di origine umana (SoHo) per il triennio 2025-28. Fra i principali obiettivi, il Piano intende raggiungere l’autosufficienza di sangue, emocomponenti e farmaci plasmaderivati con il perseguimento, per questi ultimi, degli obiettivi indicati nel Piano Plasma Nazionale; fra i propositi del Piano vi è anche il raggiungere la qualità e la sicurezza delle SoHo, elevare il grado di sicurezza del sistema trasfusionale anche attraverso percorsi adeguati, con la standardizzazione delle procedure trasfusionali e l’adeguamento dei sistemi informatici. Infine, il Piano si prefigge di adeguare il sistema trasfusionale regionale alle normative vigenti con un riassetto del modello organizzativo generale. L’obiettivo finale è garantire una rete trasfusionale basata su appropriatezza, efficacia, sicurezza, sostenibilità e omogeneità del servizio.

 

“In Sardegna è operativa da tempo, in ottemperanza ad accordi e norme nazionali, la Struttura regionale di coordinamento delle attività trasfusionali, che garantisce qualità, sicurezza e standardizzazione su tutto il territorio regionale. Il Piano sangue rappresenta un ulteriore elemento di rinforzo di questi presupposti, con un graduale adeguamento dell’assetto organizzativo in linea con le ultime novità normative introdotte sia in campo nazionale che europeo”, spiega l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi.

 

“Il Piano è stato elaborato sulla base della rilevazione dei consumi storici e dei principali dati di programmazione dell’autosufficienza regionale che rappresentano il punto di partenza per la programmazione del prossimo triennio”, continua Bartolazzi. “La carenza di globuli rossi è strutturale ed è legata all’alto numero di pazienti con anemia cronica presente nella nostra regione. L’autosufficienza regionale rappresenta dunque una priorità della rete trasfusionale sarda. Un’attenzione particolare va anche data alla necessità di diminuire i consumi attraverso programmi specifici”.

 

Ancora: “La Regione riconosce il ruolo fondamentale delle associazioni e dalle federazioni di donatori volontari che operano in modo capillare su tutto il territorio regionale e che partecipano al sistema di raccolta con oltre 44 mila emocomponenti al raggiungimento della quota di fabbisogno regionale. Occorre promuovere e sostenere le iniziative di donazione, che oggi sono coperte per il 70% dalle attività del volontariato. Abbiamo intenzione”, accenna ancora l’assessore “di creare percorsi diagnostici e terapeutici per i donatori di sangue ed emocomponenti finalizzati alla determinazione dell’idoneità, in modo da ottimizzare la raccolta e non sprecare neanche una goccia di sangue”.

 

Altra novità del piano è il disegno del nuovo assetto della rete ospedaliera regionale di medicina trasfusionale: “Il nuovo modello mantiene, in modo sostenibile, la capillarità della raccolta, concentra le attività di lavorazione e di qualificazione biologica, individua la necessità di una forte governance e di uniformità delle attività di Medicina trasfusionale”, spiega ancora l’assessore.

 

Le attività diagnostiche di qualificazione biologica delle donazioni saranno concentrate, entro il 1° marzo 2026, nelle Strutture trasfusionali Hub, individuate nel Servizio trasfusionale di Cagliari ubicato presso l’Azienda di rilievo nazionale ed alta specializzazione “G. Brotzu” (ARNAS) e nel Servizio trasfusionale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari, in quanto già sedi dei processi di validazione biologica in biologia molecolare (NAT).

 

Le attività di lavorazione (centri di lavorazione sangue CLS) saranno gradualmente concentrate sempre nelle 2 strutture Hub, individuate secondo una logica territoriale con volume di attività trasfusionale intorno alle 40.000 unità/anno. Tale organizzazione garantirà una uniforme distribuzione delle sedi lavorative in termini di raccolta, produzione, trasfusione e consumo rispondendo alle attuali esigenze di autosufficienza regionale con particolare riferimento all’aggregazione funzionale dei servizi trasfusionali di Sassari, Alghero, Nuoro, Ozieri, Olbia, Lanusei per il nord Sardegna e di Cagliari, Oristano, Carbonia, San Gavino/Serramanna, per il sud Sardegna.

 

Altra novità nel modello organizzativo ridisegnato dal Piano è la nascita di una Consulta tecnica permanente per il sistema trasfusionale regionale, che opererà in affiancamento alla Struttura regionale di raccolta ed avrà sede presso l’assessorato regionale della Sanità.

 

Per l’attuazione del Piano si da mandato alle Aziende sanitarie regionali con il coordinamento della Struttura regionale di coordinamento (SRC) delle attività trasfusionali in collaborazione  con l’Assessorato della Sanità.

Con l’arrivo di settembre, riaprono ufficialmente le iscrizioni per il nuovo Anno Accademico 2025/2026 della Nuova Università Libera della Sardegna del Sapere e della Terza Età, un punto fermo per la cultura, la formazione e l’inclusione sociale nel cuore di Cagliari.

Da martedì 2 settembre, sarà possibile iscriversi presso la sede di via Pola a Cagliari, dal lunedì al giovedì a partire dalle ore 16:30, e il venerdì mattina.
Le lezioni avranno inizio lunedì 13 ottobre, con la cerimonia ufficiale di inaugurazione dell’anno accademico.

“Anche quest’anno proponiamo un’offerta formativa ampia, arricchita da importanti novità, pensata per coinvolgere e valorizzare ogni fascia d’età adulta” – afferma il presidente Cristiano Ardau.

L’edizione di quest’anno si presenta con un potenziamento significativo sia sul piano didattico che esperienziale, grazie all’impegno di oltre 70 docenti che guideranno più di 100 discipline, articolate in 140 ore mensili di lezioni in presenza, dal lunedì al venerdì, e con nuove attività nei weekend.

Confermata la modalità mista (in presenza e online) per garantire la massima partecipazione anche a chi non può frequentare fisicamente.

Tra le nuove proposte formative: laboratori pratici sull’Intelligenza Artificiale per la vita quotidiana, per avvicinare anche i meno esperti alle tecnologie emergenti.
Percorsi dedicati alla memoria storica locale, con focus su personaggi e momenti chiave della storia sarda.

Un corso di alfabetizzazione digitale avanzata: gestione della PEC, SPID, piattaforme sanitarie, e uso consapevole dei social.
Nuovi moduli su educazione finanziaria e gestione del bilancio familiare.
Corso sperimentale di alfabetizzazione in lingua italiana per adulti stranieri e persone con difficoltà scolastiche pregresse.

Si arricchisce anche la programmazione culturale, con un ciclo mensile di presentazioni di libri, con autori e intellettuali di rilievo regionale e nazionale. E ancora: un corso di lingua sarda e laboratori sulle tradizioni popolari dell’Isola, per rafforzare il legame con il patrimonio identitario. Confermati i laboratori di teatro e canto, e i corsi sulla storia e l’arte di Cagliari.

Da segnalare l’iniziativa del 23 ottobre, realizzata in collaborazione con il Comune di Cagliari, dedicata al centenario dalla nascita del grande regista Nanni Loy, con incontri, testimonianze e proiezioni speciali.

“La nostra Università è molto più di un luogo di apprendimento: è uno spazio in cui cultura, socialità e inclusione si incontrano. Un luogo dove si cresce insieme, si condivide, si scopre” – conclude Ardau.

Informazioni utili

Per iscriversi o ricevere ulteriori dettagli : Telefono - 344 459 2233, Email - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Martedì, 02 Settembre 2025 08:21

Adiconsum su Poste Tar conferma multa Antitrust

“E’ un importantissimo risultato in favore di alcune decine di migliaia di risparmiatori in tutta Italia, soprattutto anziani, che avevano scoperto di aver perso tutti i loro risparmi a causa della dichiarata, da Poste, prescrizione dei titoli. Titoli che si erano dimostrati poco buoni e ancor meno fruttiferi”. Lo afferma Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna, associazione che con le proprie segnalazioni ha fatto partire il procedimento che ha portato alla sanzione di 1,4 milioni di euro da parte dell’Antitrust, oggi confermata dal Tar del Lazio.

“E’ una ottima sentenza perché, oltre a confermare nel merito le condotte censurate, ribadisce dei principi fondamentali che per chi si occupa di tutela del consumatore ed investe un settore, quale quello dei buoni postali, che riguardano un numero importante di investitori italiani – prosegue Vargiu - Viene ribadita la natura di consumatore del piccolo investitore e quindi viene affermata con fermezza la necessità di assicurare la tutela per esso prevista anche dal codice del consumo. Poste Italiane viene riconosciuta quale "professionista" ai sensi del codice del consumo e il ruolo di "concreta distribuzione dei buoni" che lo rende gravato di espressi oneri informativi e di comportamento precontrattuali e contrattuali cui fanno capo gli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza informativa nei confronti dei sottoscrittori” – conclude il presidente di Adiconsum Sardegna.

La presidente Alessandra Todde augura “buon vento” alla Global Sumud Flotilla, la flotta di pace e solidarietà che sta salpando in questi giorni dai porti del Mediterraneo alla volta di Gaza con l’intento di rompere l’assedio di Israele alla città palestinese e di portare aiuti umanitari alla popolazione civile gazawi.

 

“Una flotta di pace – afferma la presidente – fatta da tante piccole imbarcazioni da diporto, animata da persone di 44 paesi diversi, farà rotta su Gaza per rompere l’assedio navale e portare solidarietà concreta. Nelle cambuse, infatti, sono conservate tonnellate di aiuti umanitari raccolti con più di 2 milioni di euro, donati da oltre 30 mila persone”.

 

“Il nome “Sumud” – precisa Todde – concetto arabo di perseveranza, resilienza e determinazione, esprime bene quello che ha fatto la società civile internazionale, che è invece riuscita a colmare i silenzi e assenze dei rispettivi governi”.

 

“Come presidente della Regione Sardegna, voglio fare a tutti i naviganti l’augurio di buon vento e far sentire la vicinanza di una terra che vuole essere, con sempre più determinazione, una terra di pace e solidarietà”.

Grande partecipazione oggi al Good di Cagliari, in via San Bartolomeo 2, dove la Fipe Confcommercio Sud Sardegna ha presentato ufficialmente il Manifesto per Cagliari.

Davanti a circa 150 persone, tra cui tanti imprenditori del settore, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, parte dell’amministrazione comunale e il presidente del Consiglio comunale Marco Benucci, il documento è stato illustrato come un appello costruttivo rivolto all’amministrazione cittadina per costruire insieme una crescita turistica condivisa.

A coordinare gli interventi sono stati Fabio Manca ed Elsa Pascalis.

“Non chiediamo scorciatoie: chiediamo metodo, visione, direzione. Siamo pronti a fare la nostra parte – sederci a un tavolo permanente di lavoro, contribuire con idee, proposte, soluzioni – ma l'Amministrazione deve fare la propria: ascoltare, decidere, agire. Serve una marcia in più, perché altre città stanno già correndo. Se Cagliari resta ferma, rischia di perdere occasioni, talenti, investimenti. E questo non è un danno solo per noi, ma per l'intera comunità”, ha dichiarato Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna.

 

I punti del Manifesto per Cagliari

Un appello costruttivo per una crescita turistica condivisa
Noi, una rappresentanza significativa di aziende trainanti del settore bar e ristorazione di Cagliari – realtà che negli ultimi anni hanno dato smalto, presenza e vivacità alla città – ci facciamo portavoce di un comparto essenziale per l'economia locale, per l'attrattività turistica, per l'occupazione e per il gettito fiscale che alimenta i servizi pubblici.
Il nostro intento non è muovere attacchi politici, ma lanciare un appello fermo, responsabile e propositivo: serve un cambio di passo, immediato e coraggioso, nell'ascolto, nel metodo e nella visione politica della città.

Siamo consapevoli delle sfide che l’Amministrazione si trova ad affrontare e riconosciamo l’impegno che questo comporta. Allo stesso tempo, il nostro comparto sente oggi la necessità di superare le attuali incertezze e di costruire insieme prospettive concrete. In questi anni abbiamo dimostrato pazienza, disponibilità e spirito di collaborazione, e desideriamo che le questioni più volte evidenziate possano finalmente trovare uno sbocco chiaro e condiviso, evitando di restare sospese in un limbo decisionale.

 

Le criticità evidenziate:

Il Piano di Risanamento Acustico ignora la necessaria convivenza tra intrattenimento e qualità della vita urbana.
Il Regolamento per l'Occupazione del Suolo Pubblico non è stato aggiornato: serve una nuova valutazione e va condiviso con le categorie.
La Programmazione turistica e degli eventi appare debole, disorganica e priva di una visione integrata.
La gestione della Raccolta Differenziata crea disagi quotidiani agli esercenti, troppo spesso ignorati.
I Lavori Pubblici, molto impattanti per le attività economiche, necessitano in futuro di maggiore coordinamento e informazione.
La possibilità di valorizzare Spazi Pubblici tramite bandi per la gestione privata è un’opportunità che non possiamo lasciare cadere nel vuoto.

Un settore strategico, ma trascurato
La carenza di taxi nelle ore serali e notturne rappresenta un ostacolo significativo per residenti e turisti.
Nonostante l'aumento della domanda, le soluzioni adottate, come la "doppia guida", non bastano. Serve un piano strutturato che contempli: un aumento delle licenze taxi, una revisione intelligente della mobilità notturna con corse pubbliche. E un coordinamento pubblico-privato per garantire spostamenti sicuri e accessibili.

Una stagione difficile
L'estate 2025 evidenzia segnali preoccupanti: il potere d'acquisto degli italiani è in calo: la presenza turistica c’è, ma con consumi più contenuti. La città è ferma sul fronte degli eventi e l’animazione serale è quasi assente, con ricadute dirette sulla vitalità del centro.
Tutto questo rischia di vanificare i progressi compiuti negli ultimi anni, proprio quando Cagliari poteva consolidare il suo ruolo di città dinamica, attrattiva e moderna.

Cambiare rotta, insieme
La Fipe non chiede scorciatoie: ma metodo, visione e direzione.
Il comparto è pronto a fare la propria parte – con idee, proposte e soluzioni – a patto che l’Amministrazione faccia la sua: ascoltare, decidere, agire.

Nel corso della serata sono intervenuti:  Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Maurizio Battelli  Presidente di Extra, Alessandro Cavo, presidente Confcommercio Liguria in video, Mauro Coni, professore associato del Settore Scientifico ICAR04 “Strade, Ferrovie, Aeroporti” dell’Università di Cagliari, David Crognaletti, direttore Commerciale aeroporto Cagliari Elmas, Aldo Mario Cursano vicepresidente Nazionale Fipe in video, Cristiano Erriu Segretario Generale della Camera di commercio di Cagliari-Oristano, Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna, l’ingegnere Filippo Ibba Piano, Salvatore Pusceddu del comitato “Rumore No Grazie” Martina Riolino presidente Fipe La Spezia, Simone Ruscica amministratore Fite Group, Alessandro Spedicati (Diablo) cantante, autore, produttore, dj e fondatore dei Sikitikis e infine il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. 

Tutto ciò che è stato detto nel corso della serata sarà esaminato dall’intelligenza artificiale che produrrà un documento che verrà presentato prossimamente. 

La serata è terminata con l’esibizione dei Toothless Unicorns, un gruppo composto da tre giovanissimi che hanno dai 9 ai 13 anni. 

 

La Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore dell’Industria, Emanuele Cani, d’intesa con l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha adottato questa mattina la proposta di Piano Regionale di Individuazione delle Zone di Accelerazione Terrestri per gli impianti di produzione e di stoccaggio di energia da fonti rinnovabili.

 

Con questo adempimento, la Giunta ha ottemperato alle prescrizioni della normativa nazionale derivanti dalla legge 18 luglio 2025, n. 105 – conversione in legge del Decreto Legge 73/2025 - che prescrive l’adozione dei Piani da parte delle Regioni e la loro sottoposizione alla Valutazione Ambientale Strategica entro il 31 agosto 2025.

 

“Con l’approvazione di questo documento, ancora una volta la Regione Sardegna dimostra di rispettare le regole, a tutela delle comunità e dei territori”, sottolinea l’assessore Cani.

 

L'assessore dell'Urbanistica Francesco Spanedda ha commentato: “La Regione non si sottrae alle proprie responsabilità: il territorio lo programmiamo noi, senza commissariamenti esterni, secondo l’interesse dei cittadini, con attenzione al paesaggio e all’ambiente. Con il Piano di accelerazione abbiamo individuato, all'interno delle aree idonee, solo quelle aree in cui c'è convergenza sulla possibilità di realizzare impianti Fer. Aree conformi alle linee di incentivi finanziari già previsti, coerenti con la Legge regionale n. 20, permettendo impianti fotovoltaici nelle zone industriali e sulle coperture degli edifici esistenti. La delibera di oggi è il primo tassello di un percorso che si aprirà al confronto con portatori di interesse e comunità locali, garantiremo trasparenza e partecipazione. È un passaggio fondamentale verso l’approvazione definitiva del piano entro febbraio 2026”, ha concluso l'assessore Spanedda.

 

Le zone di accelerazione rispondono a molti requisiti: devono essere omogenee e si prevede che la diffusione di impianti di produzione da fonti rinnovabili non comporti impatti ambientali significativi, tenuto conto della specificità della zona e della tipologia di tecnologia di energia rinnovabile”.

 

 

La procedura di VAS prevede una lunga fase di consultazione pubblica, con la presentazione di osservazioni da parte dei cittadini e dei portatori di interesse qualificati, incontri pubblici e tavoli di confronto per una partecipazione diffusa della popolazione interessata, fino alla pubblicazione del report di sintesi e del recepimento delle osservazioni.

 

Il termine per l’approvazione finale del Piano è fissato dalla normativa nazionale per febbraio 2026.

 

La Regione Sardegna ha circoscritto alla sola tipologia fotovoltaica le forme di accelerazione già previste dalla norma nazionale. Le zone individuate sono le aree industriali - a partire dalla perimetrazione proposta dal Gestore Servizi Energetici - i siti industriali attrezzati quali zone D, PIP (Piani degli insediamenti produttivi), ZIR (Zone industriali di interesse regionale) non ricompresi nelle perimetrazioni GSE, superfici artificiali e edificate, parcheggi e relative coperture.

 

Tutte le aree sono state individuate in coerenza con la Legge Regionale 20/2024, con la quale la Sardegna è stata la prima regione in Italia ad approvare i criteri di individuazione delle aree idonee e non idonee, colmando il vuoto normativo creatosi a seguito del Decreto Legislativo 8 novembre 2021 n.199 e garantendo sia la salvaguardia del territorio, sia la possibilità di un’installazione ordinata delle FER, indispensabili per una giusta transizione energetica.

 

Pagina 81 di 299