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Con l’avvio dei nuovi voli, la Sardegna rafforza la propria proiezione europea, ampliando i collegamenti diretti verso due mercati strategici per il turismo incoming come Spagna e Francia. Siviglia rappresenta un bacino ad alto potenziale per il Sud Europa, mentre Lione si conferma un hub centrale per intercettare flussi turistici dalla Francia sud-orientale e dalle aree limitrofe. 

“In Sardegna abbiamo costruito nel tempo una presenza solida e strutturale – ha dichiarato Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea –. I collegamenti per Siviglia e Lione rafforzano la dimensione internazionale del nostro network sull’isola e si inseriscono in una strategia che punta a connettere la Sardegna con mercati europei maturi e ad alto potenziale. L’obiettivo è favorire flussi turistici, sostenere l’economia locale e contribuire alla crescita dell’intero territorio nel medio-lungo periodo.”

“L’apertura di questi due nuovi collegamenti sui nostri aeroporti rappresenta il risultato concreto di una strategia di crescita sinergica dei due scali del Nord Sardegna, che Volotea ha condiviso e sostenuto fin dall’inizio. Le rotte verso Siviglia e Lione rafforzano ulteriormente la connettività internazionale del territorio, contribuendo da un lato ad attrarre flussi turistici di qualità da mercati strategici come Spagna e Francia e, dall’altro, offrendo ai sardi nuove opportunità di viaggio verso destinazioni di grande interesse culturale e turistico. Ringraziamo Volotea per la continua fiducia nei nostri aeroporti e per il ruolo strategico che continua a svolgere nello sviluppo della mobilità da e verso la Sardegna” – ha commentato Silvio Pippobello, Amministratore Delegato di Geasar e Sogeaal.

Con i voli inaugurati oggi, Volotea consolida ulteriormente il proprio ruolo di partner strategico per la connettività dell’isola, contribuendo a renderla sempre più integrata nei principali circuiti turistici europei. A Olbia, prima base italiana di Volotea per capacità, la compagnia opera un totale di 27 rotte verso 3 paesi: Italia (Ancona, Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano Bergamo, Napoli, Palermo, Pisa, Torino, Venezia e Verona); Francia (Bordeaux, Brest, Deauville, Lille, Lione, Marsiglia, Nantes, Parigi Orly, Strasburgo e Tolosa); Spagna (Barcellona, Bilbao, Madrid e Siviglia-novità2026).

Ad Alghero, il collegamento con Lione amplia ulteriormente l’orizzonte europeo dello scalo, rafforzando il ruolo del Nord Sardegna come porta d’ingresso privilegiata verso l’isola. Presso lo scalo Riviera del Corallo, Volotea vola verso 6 destinazioni tra Italia (Firenze, Torino e Verona) e Francia (Bordeaux, Lione-novità 2026 e Parigi Orly).

 

La Giunta regionale, su proposta dell'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi, con delega alla Protezione civile, ha approvato lo stanziamento di 2 milioni e 879 mila euro ai Comuni capofila degli Ambiti territoriali di protezione civile (ATPC) per la realizzazione e l'adeguamento delle sedi dei centri di coordinamento d'ambito (CCA-COA). Il provvedimento prosegue il percorso avviato con l'individuazione dei dieci Comuni capofila - Ales, Bitti, Iglesias, Lanusei, Muravera, Olbia, Orosei, Porto Torres, Terralba e Villacidro — e con il protocollo d'intesa del 25 novembre 2025 tra Regione, Prefetture e ANCI Sardegna, che ha definito la geografia e i criteri organizzativi degli ATPC. A ciò si aggiunge lo stanziamento di 1.600.000 euro (DGR n. 52/38 del 23 dicembre 2024) per l'adeguamento degli immobili destinati alle sedi.

I finanziamenti riguardano i territori che hanno già formalizzato la costituzione degli ATPC, individuato la sede operativa e presentato interventi immediatamente cantierabili. Comuni beneficiari: Gonnostramatza (ATPC Parte Montis), Riola Sardo (ATPC Sinis), Sanluri (ATPC Marmilla Sud), Senis (ATPC Alta Marmilla Nord), Ula Tirso (ATPC Barigadu), Vallermosa (ATPC Monte Idda e Fanaris). Previste inoltre risorse aggiuntive per il completamento della sede ATPC Valle del Cedrino a Orosei, già parzialmente finanziata con 230.000 euro dalla DGR n. 52/38. “Con questo intervento la Regione Sardegna continua ad investire sulla costruzione di una rete territoriale moderna ed efficiente. Gli Ambiti territoriali sono fondamentali per assicurare coordinamento, tempestività e capacità operativa nelle emergenze. La Sardegna ha già costruito un modello riconosciuto a livello nazionale: questi finanziamenti lo estendono concretamente ai territori che hanno lavorato per formalizzare la propria struttura.” Sottolinea l’assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.

“L'obiettivo è una protezione civile vicina ai territori, integrata e pronta ad affrontare i cambiamenti climatici e l'aumento degli eventi estremi, valorizzando il ruolo dei Comuni e la collaborazione istituzionale tra tutti i livelli di governo.” Con questo provvedimento la Regione rafforza il sistema degli ATPC, consolidando un modello di governance condivisa fondato su prossimità ai territori, standardizzazione delle procedure e capacità di risposta integrata alle emergenze.

La Giunta regionale, su proposta dell'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l'assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, ha approvato la ripartizione di 400 mila euro a favore delle Città metropolitane e delle Province della Sardegna per la gestione delle oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura.

Le risorse finanziano interventi di tutela degli habitat naturali, ripristino dei biotopi degradati e creazione di nuovi biotopi. Le oasi, istituite in attuazione della direttiva «Uccelli» (2009/147/CE) e della direttiva «Habitat» (92/43/CEE), favoriscono il rifugio della fauna stanziale, la sosta dell'avifauna migratoria e il mantenimento degli equilibri ecologici. La ripartizione è proporzionale alle superfici vincolate (oasi e ZTRC) affidate a ciascun ente. La delibera dispone che gli stessi criteri si applichino anche agli esercizi successivi, nelle more dell'approvazione del Piano Regionale Faunistico.

“Con questo provvedimento sosteniamo concretamente gli enti locali nella gestione delle aree di maggiore pregio naturalistico. Le oasi permanenti sono un presidio fondamentale per la fauna selvatica e gli habitat naturali della Sardegna: garantire continuità nei finanziamenti significa garantire continuità nella cura di un patrimonio che appartiene a tutti,” ha detto l’assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.

“Proteggere gli habitat significa proteggere il patrimonio ambientale e paesaggistico della Sardegna. È un impegno che la Regione rinnova ogni anno con rigore e con la consapevolezza della responsabilità che ci è affidata.”

Con questo provvedimento la Regione Sardegna conferma l'impegno strutturale a sostegno della rete delle oasi faunistiche, assicurando alle Città metropolitane e alle Province le risorse per tutelare habitat e specie selvatiche su tutto il territorio regionale.

La Sardegna si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia nel sistema della donazione e dei trapianti. È quanto emerge dal report del Centro Nazionale Trapianti aggiornato al 24 maggio 2026, che mette a confronto i dati registrati nello stesso periodo del 2025.

L’Isola raggiunge infatti il terzo posto a livello nazionale, insieme all’Emilia Romagna, per attività di segnalazione di potenziali donatori, con un indice di 76,2 PMP (donatori per milione di persone), preceduta soltanto da Toscana e Veneto.

Un risultato particolarmente significativo che conferma la solidità della rete regionale trapianti e l’elevato livello di collaborazione tra strutture ospedaliere, operatori sanitari e sistema organizzativo regionale.

Positivi anche i dati sull’attività trapiantologica. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 24 maggio 2026 sono stati eseguiti in Sardegna 40 trapianti, rispetto ai 27 effettuati nello stesso periodo del 2025, con un incremento del 48%.

Nel dettaglio, i donatori segnalati in Sardegna sono passati da 43 nel 2025 a 47 nel 2026, mentre i donatori utilizzati sono aumentati da 24 a 27. Stabile il tasso di opposizione, attestato intorno al 25%.

“I dati confermano il grande lavoro svolto dalla rete regionale dei trapianti e testimoniano una crescente cultura della donazione tra i cittadini sardi", dichiara la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde.

"Risultati che confermano la bontà della direzione intrapresa dal nostro esecutivo, impegnato sin dall’inizio nel rafforzamento della rete trapiantologica regionale, nella sensibilizzazione alla donazione degli organi e nel sostegno ai professionisti sanitari impegnati quotidianamente in questo ambito", aggiunge la Presidente.

Negli ultimi due anni la Regione Sardegna ha accompagnato il rafforzamento dell’attività di donazione e trapianto con una serie di interventi mirati, orientati a sostenere la rete sanitaria regionale, valorizzare le professionalità coinvolte e garantire continuità ai percorsi assistenziali: sono stati stanziati 1 milione e mezzo nel 2024 e di 1 milione ed 800 mila euro nel 2025.

Un ulteriore e decisivo passo avanti nel rafforzamento della rete regionale trapianti è stato compiuto dalla Giunta regionale con l’avvio del programma di donazione di organi da donatore a cuore fermo (DCD – Donation after Circulatory Death), una tecnica innovativa già adottata nelle realtà più avanzate del Paese e finalizzata ad ampliare il numero dei potenziali donatori. Il percorso, avviato sin dall’agosto 2024, è stato completato con la deliberazione n. 8/26 del 5 febbraio 2025, con cui la Giunta regionale ha approvato ufficialmente il “Protocollo regionale per la donazione di organi da donatore a cuore fermo controllato (cDCD)”, elaborato dall’apposito Tavolo tecnico regionale.

Una partecipazione che va oltre gli spazi espositivi e si inserisce in una strategia promozionale ampia, pensata per posizionare l’Isola come destinazione d’eccellenza al cospetto dei viaggiatori cinesi più esigenti. La Regione Sardegna è presente in questi giorni a Shanghai per la fiera ITB China 2026, uno degli appuntamenti internazionali di maggiore rilevanza per il settore turistico nel mercato asiatico. “Il mercato cinese, per quanto fino ad ora non abbia fatto registrare numeri significativi, rappresenta per noi una delle frontiere più interessanti su cui investire con decisione. La Cina sta vivendo una stagione di forte espansione dei viaggi internazionali verso l’Europa, con una componente sempre più rilevante di turisti che, poco attratti dalla balneazione in mare, cercano destinazioni autentiche, capaci di offrire una pluralità di prodotti e di esperienze. La Sardegna, con il suo patrimonio di natura, cultura, archeologia e tradizioni millenarie, risponde esattamente a questa domanda”, ha dichiarato l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu.

Il viaggiatore cinese internazionale si sta emancipando dal modello del tour di gruppo verso le grandi capitali europee, orientandosi anche verso mete capaci di offrire esperienze più personali, immersive e radicate nel territorio. Una tendenza che premia le destinazioni con un'identità culturale forte e un'offerta di qualità non standardizzata, e che la Sardegna sta intercettando con risultati concreti: le presenze di turisti cinesi nell’Isola, pur ancora molto basse in numeri assoluti, hanno fatto segnare una crescita del +42,3% rispetto al 2023 e del +26,6% rispetto al 2024, con una permanenza media in progressivo aumento, segnale di un turismo sempre più maturo e redditizio per il territorio. "Sono dati che ci incoraggiano a fare di più e meglio, il mercato vastissimo mercato cinese, con oltre 1,4 miliardi di persone, cresce, e cresce in modo qualitativo. Il nostro compito è farci trovare pronti, con un'offerta adeguata e una promozione all'altezza", ha sottolineato Cuccureddu.

Parallelamente alla fiera, l'Assessorato regionale del turismo ha avviato una campagna promozionale multicanale, in collaborazione col gruppo Huawei, multinazionale cinese leader mondiale nel settore tecnologico, che combina la comunicazione digitale con una presenza fisica sugli impianti pubblicitari delle principali arterie urbane di Pechino e Shanghai. Maxischermi LED nelle piazze e nelle stazioni metropolitane più frequentate delle due metropoli stanno portando le immagini della Sardegna — le sue coste, i suoi borghi, i paesaggi dell'interno — direttamente agli occhi di milioni di cittadini cinesi. La stessa campagna si declina sul digitale, con contenuti veicolati su smartphone, tablet e televisori verso un'audience profilata con precisione: turisti che hanno già viaggiato in Europa, con elevata propensione alla spesa e interesse esplicito per l'Italia. “Non è promozione generica: è un’azione di marketing mirata, efficace e misurabile, capace di intercettare l'interesse dei potenziali visitatori dalla scoperta fino alla prenotazione”, ha aggiunto l'assessore.

I siti archeologici, i carnevali storici, le tradizioni enogastronomiche, l’artigianato artistico, i borghi dell'interno, il turismo attivo ed esperienziale: sono questi i contenuti al centro della narrazione rivolta al pubblico cinese, declinata su tre profili di riferimento — i giovani tra i 24 e i 34 anni attratti da cultura ed esperienze visive; le famiglie ad alto reddito orientate alla qualità; i viaggiatori senior con disponibilità economiche medio-alte e preferenza per ritmi lenti. “La Sardegna non è soltanto mare, c’è un’isola da vivere in tutte le stagioni, con un’offerta straordinariamente ricca: è questo il messaggio che portiamo in Cina", ha concluso Cuccureddu.

La presenza a Shanghai si inserisce nell’ampio piano di internazionalizzazione avviato dall'Assessorato, tra la fine del 2025 e l’inizio 2026, ha già portato la Sardegna alle principali fiere mondiali del settore, dal World Travel Market di Londra all'International Luxury Travel Market di Cannes, dal Fitur di Madrid alla BIT di Milano, dal Fespo di Zurigo all’ITB di Berlino, fino al Travel Agent Forum di Las Vegas e al WTM Latin America di San Paolo del Brasile, con l’obiettivo di diversificare i mercati di provenienza e attrarre flussi di qualità capaci di generare un impatto economico diffuso su tutto il territorio isolano.

L’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus, e la Commissione regionale ABI (Associazione Bancaria Italiana) Sardegna, presieduta da Mauro Maschio, hanno firmato il Protocollo d’Intesa finalizzato a favorire l’accesso al credito delle aziende beneficiarie delle misure a investimento del Complemento di sviluppo rurale regionale 2023-2027 del Piano strategico della PAC.

L’intesa, promossa dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura, punta a rafforzare la collaborazione tra Regione e sistema bancario per rendere più semplice e veloce la realizzazione degli investimenti finanziati attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale regionale 2023-2027, come l’intervento SRD01 e SRD13 (riguardanti gli investimenti per la competitività delle aziende agricole e la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari), aiutando concretamente le imprese del settore ad affrontare i percorsi di crescita, innovazione e sviluppo previsti dalla nuova programmazione europea.

“Si tratta di un passo importante e atteso da anni dalle nostre aziende agricole”, spiega l’assessore Agus. “Con questo protocollo mettiamo in campo uno strumento concreto per facilitare l’accesso alle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione degli investimenti previsti dalla programmazione 2023-2027. L’accesso al credito rappresenta da troppo tempo una delle principali debolezze strutturali del nostro settore agricolo e spesso rallenta o rende più complessi i percorsi di crescita, innovazione e competitività delle imprese. Rafforzare la collaborazione tra Regione e settore bancario significa intervenire in modo operativo su questo punto critico, riducendo i tempi, dando maggiore certezza alle aziende e migliorando la capacità di utilizzo delle risorse europee destinate alla Sardegna”.

Il Protocollo prevede l’istituzione di un Tavolo permanente tra Regione e Commissione regionale Abi Sardegna per affrontare gli aspetti attuativi dei bandi del CSR 2023-2027. Tra gli altri impegni delle Parti, previsti dal Protocollo, anche la definizione di nuove modalità operative condivise volte a facilitare l’accesso al credito delle imprese beneficiarie per la realizzazione degli investimenti ammessi alle agevolazioni regionali ed europee.

Nel dettaglio, le imprese beneficiarie, tramite decreto di concessione emanato dall’Agenzia ARGEA, potranno accedere a prodotti e servizi bancari dedicati agli interventi del CSR 2023-2027, con condizioni e strumenti più favorevoli rispetto a quelli ordinariamente disponibili sul mercato.

Le banche aderenti potranno infatti concedere anticipazioni, totali o parziali, dei contributi pubblici riconosciuti alle imprese nell’ambito dei bandi del CSR, ma anche, qualora esistano le condizioni di merito di credito e nel rispetto delle proprie procedure e autonoma valutazione, facilitare l’accesso ai finanziamenti alle imprese beneficiarie delle agevolazioni del Complemento regionale per consentire la completa realizzazione dell’investimento ritenuto ammissibile, e rilasciare fideiussioni a favore della Regione e/o dell’Organismo pagatore a garanzia dell’erogazione delle anticipazioni dei contributi pubblici richieste dalle imprese beneficiarie.

 

 Un investimento da 21 milioni di euro per rafforzare l’occupazione nella filiera turistica e sostenere le imprese che scelgono la qualità del lavoro. È questo il cuore della misura SO.LA.RE. Sardegna 2026 – Sostegno Lavoro Regione Sardegna, approvata dalla Giunta su proposta dell’assessora del Lavoro Desirè Manca, nell’ambito del PR FSE+ Sardegna 2021–2027.

“Anche quest’anno mettiamo in campo una misura strategica per rafforzare l’occupazione stabile nella filiera turistica e sostenere le imprese che investono sul lavoro di qualità. Semplifichiamo le procedure, velocizziamo i tempi e concentriamo le risorse sui lavoratori in condizioni di maggiore fragilità occupazionale. Nel 2026 abbiamo scelto con convinzione di mettere le realtà più piccole al centro della nostra azione, concentrando le risorse sulle micro, piccole e medie imprese in piena coerenza con il nuovo Codice degli Incentivi. I dati del monitoraggio parlano chiaro: sono proprio le micro e piccole imprese a costituire il cuore pulsante del nostro sistema e a rappresentare la quasi totalità dei beneficiari storici. Per questo, abbiamo deciso di destinare loro ben il 90% del budget, lasciando il restante 10% alle medie imprese, per garantire che il sostegno arrivi laddove è più necessario”.

Così l’assessora del Lavoro Desirè Manca sottolinea la portata dell’intervento, che si inserisce in una strategia più ampia della Regione Sardegna volta a promuovere uno sviluppo del lavoro più stabile, inclusivo e orientato alla crescita del sistema produttivo regionale.

“Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo trasformare l’incertezza in futuro. Con questo intervento, non ci limitiamo a incentivare nuove assunzioni e stabilizzazioni, ma mettiamo al centro le persone, con un’attenzione incrollabile verso chi oggi vive condizioni di fragilità occupazionale. Rispetto al passato, inoltre, abbiamo abbattuto gli ostacoli amministrativi con un unico scopo: far correre gli aiuti alla stessa velocità delle imprese. Il nuovo impianto parla la lingua dell'efficienza: il contratto si stipula, si presenta la domanda e si accede al contributo. Una procedura snella, immediata, che premia il coraggio di assumere. Siamo al fianco di chi crea lavoro, con i fatti".

Il periodo incentivato va da marzo a dicembre 2026, con esclusione dei mesi di luglio e agosto. Il piano prevede incentivi parametrati sulle retribuzioni lorde mensili che offrono fino a 800 euro al mese per i contratti a tempo determinato e un contributo di 13.000 euro annui per 24 mesi in caso di assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di rapporti a termine. Tali agevolazioni sono applicabili sia ai contratti full time che ai part time purché almeno al 50%

“Con il varo di SO.LA.RE. 2026, - conclude l’esponente delle Giunta - la Sardegna non si limita a erogare risorse, ma definisce un nuovo modello di intervento pubblico che risponde con i fatti alle esigenze del comparto turistico, trasformando una misura stagionale in un’opportunità concreta di stabilità per migliaia di lavoratori e per l'intero sistema produttivo sardo”.

A seguito degli esiti del monitoraggio eseguito dall'Assessorato dei Trasporti, rilevati i ritardi e le cancellazioni di alcuni voli operati da Aeroitalia in regime di continuità territoriale e i conseguenti disagi segnalati all’URP della Regione Sardegna, l’assessora Barbara Manca ha disposto la convocazione del Comitato di monitoraggio del trasporto aereo, in programma per il pomeriggio di domani, giovedì 28 maggio 2026.

L’incontro sarà l’occasione per richiamare formalmente la compagnia al pieno rispetto degli obblighi previsti dal servizio sottoscritto con la Regione Sardegna nell’ambito degli oneri di servizio pubblico (OSP).

“È necessario ricordare con chiarezza che la continuità territoriale non rappresenta un semplice servizio commerciale di trasporto aereo, ma un vero e proprio servizio pubblico essenziale, costruito per garantire ai residenti e alle categorie equiparate la certezza dello spostamento da e verso la Sardegna”, dichiara l’assessora Manca. “Una certezza che, in alcuni episodi registrati nelle ultime settimane, è purtroppo venuta meno, generando disagi e difficoltà per i passeggeri”.

La convocazione del Comitato di monitoraggio fa seguito alle numerose interlocuzioni già avviate dall’Assessorato nei confronti della compagnia aerea. In questi mesi, infatti, si è puntualmente verificata la rispondenza del servizio reso con i dettami del nuovo decreto di imposizione degli oneri di servizio pubblico, al fine di garantire il rispetto da parte del vettore degli standard previsti.

“La Regione continuerà a vigilare con la massima attenzione affinché il diritto alla mobilità dei sardi venga pienamente tutelato e affinché il servizio di continuità territoriale risponda concretamente alle finalità pubbliche per cui è stato costruito”, conclude l’assessora

La Regione Sardegna compie un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione digitale e conferma il suo impegno per un utilizzo etico, trasparente e sostenibile dell’intelligenza artificiale. Su proposta della presidente Alessandra Todde, di concerto con l’assessore degli Affari generali personale e riforma della Regione, Sebastian Cocco, la Giunta ha infatti deliberato di istituire l’Osservatorio regionale per l'intelligenza artificiale, dando attuazione alla recente legge regionale n. 6 del 12 marzo 2026, dedicata proprio alla promozione, allo sviluppo sostenibile e al sistema di governance dell’intelligenza artificiale in Sardegna. Il nuovo organismo avrà il compito di monitorare l’evoluzione delle tecnologie IA e di supportare la programmazione e l’attuazione delle politiche regionali in materia, definendo appropriati strumenti di governance e coordinamento che possano accompagnare la diffusione dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, nel sistema produttivo e nei processi di innovazione del territorio. “La Regione intende diffondere la conoscenza e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, avendo cura di informare sui rischi connessi ad un utilizzo non corretto – evidenzia l’assessore degli Affari Generali, Sebastian Cocco – pertanto questo provvedimento è finalizzato a sostenere un impiego corretto, trasparente e responsabile dell’IA. L’Osservatorio regionale dovrà favorire il dialogo tra istituzioni, università, centri di ricerca, imprese, organizzazioni sindacali e autonomie locali, promuovendo iniziative collaborative, raccolta di dati e condivisione di buone pratiche a livello regionale, nazionale ed europeo”. La presidenza dell’Osservatorio regionale sarà affidata all’assessore degli Affari generali, mentre il supporto organizzativo e operativo verrà garantito dalla Direzione generale dell’Innovazione e Sicurezza IT, che è stata individuata dalla Giunta quale struttura amministrativa responsabile della programmazione, del coordinamento, dell’attuazione e del monitoraggio delle politiche regionali in materia di intelligenza artificiale, in raccordo con il Responsabile della transizione digitale e con gli organismi competenti a livello regionale e nazionale. Tra gli obiettivi strategici del provvedimento vi sono la diffusione delle competenze digitali, il sostegno alla competitività delle imprese, la promozione di servizi pubblici innovativi e inclusivi e la valorizzazione dell’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione. A questo scopo la delibera prevede lo sviluppo di una piattaforma digitale regionale per l’innovazione e l’intelligenza artificiale. “Si tratta di uno spazio online destinato a favorire collaborazioni tra imprese, istituzioni pubbliche, università, centri di ricerca, incubatori, associazioni e cittadini – sottolinea ancora l’assessore Cocco – che dovrà valorizzare risorse e progettualità presenti nel territorio regionale, favorendo collaborazioni e partenariati tra tutti gli attori dell'innovazione, diffondere la conoscenza delle eccellenze scientifiche e attrarre talenti tecnologici e creativi”. Contestualmente verrà implementato il Registro regionale dei sistemi di intelligenza artificiale della Regione Sardegna, finalizzato a raccogliere e monitorare le iniziative basate su tecnologie IA già attive o in corso di realizzazione all’interno dell’amministrazione regionale, in coerenza con i principi di trasparenza, sicurezza e utilizzo responsabile delle nuove tecnologie. La Giunta intende inoltre favorire una adeguata formazione e sul tema dell’IA ed attrarre e valorizzare professionalità ad elevata specializzazione. “La Sardegna intende governare l’innovazione tecnologica con una visione strategica e responsabile, mettendo l’intelligenza artificiale al servizio della crescita economica, della qualità dei servizi pubblici e dello sviluppo delle competenze. Con questo provvedimento – conclude l’esponente della Giunta Todde – vogliamo costruire una governance regionale capace di accompagnare cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni nella transizione digitale”.

La Regione Sardegna accelera sull’attuazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 e rafforza il sostegno alle imprese agricole e agroalimentari dell’Isola. È stato presentato oggi, nella sede dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, l’intervento SRD13 “Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli”, una delle misure strategiche del nuovo ciclo di programmazione rurale. Per il bando sono disponibili 40 milioni di euro tra risorse europee e regionali. Il sostegno sarà concesso sotto forma di contributo in conto capitale pari al 60% degli investimenti ammissibili.

“Questa misura rappresenta uno degli investimenti più importanti che stiamo mettendo in campo per rafforzare il sistema agroalimentare sardo – ha spiegato l’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus –. Con questi 40 milioni vogliamo aiutare le aziende a fare un salto di qualità, investendo in innovazione, sostenibilità ed efficientamento energetico, ma soprattutto nella capacità di trasformare, confezionare e commercializzare meglio i prodotti sardi. Questo significa rendere le nostre imprese più forti e competitive, creare occupazione e costruire filiere più solide. Parallelamente – ha aggiunto l’esponente della Giunta Todde – continuiamo a lavorare sugli altri strumenti del Complemento di Sviluppo Rurale, a partire dal primo insediamento dei giovani: il ricambio generazionale è una priorità politica perché senza nuove imprese agricole e senza giovani nei territori non può esserci futuro per le campagne sarde”.

Le domande per la misura SRD 13 potranno essere presentate dal 1° settembre al 30 settembre 2026 attraverso il portale del sistema informativo dell’organismo pagatore ARGEA. Tra gli interventi finanziabili, l’ammodernamento degli impianti e delle strutture aziendali, l’innovazione tecnologica, l’efficientamento energetico e idrico, la valorizzazione delle produzioni e l’apertura verso nuovi mercati, sostenendo in particolare gli investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e quelli legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo aziendale, compreso il recupero del calore prodotto dagli impianti produttivi. Un’attenzione forte viene quindi rivolta alla sostenibilità, alla riduzione dei costi energetici e al rafforzamento della qualità e competitività delle filiere agroalimentari sarde. L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento delle misure del CSR 2023-2027, con particolare attenzione ai bandi già pubblicati e a quelli in uscita nei prossimi mesi. Tra i temi affrontati, gli interventi dedicati alla multisettorialità, agli investimenti nelle aziende agricole, alla viabilità rurale e al ricambio generazionale. “Stiamo accelerando la pubblicazione dei bandi del CSR 2023-2027 per recuperare i ritardi accumulati nella precedente programmazione e riportare la Sardegna dentro tempi di attuazione più rapidi ed efficienti, in linea con quelli previsti dalla programmazione europea”, ha concluso l’assessore Agus. “L’obiettivo è dare risposte concrete alle imprese agricole e agroalimentari dell’Isola e mettere rapidamente a terra le risorse disponibili”.

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