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Cagliari si prepara a inaugurare una nuova stagione di cultura, formazione e partecipazione. Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per l’Anno Accademico 2026/2027 della Nuova Università Libera della Sardegna del Sapere e della Terza Età, realtà che negli ultimi anni si è affermata come uno dei più vivaci e innovativi punti di riferimento per la formazione permanente e la crescita culturale del territorio.

Un progetto che guarda al futuro senza rinunciare al valore della relazione umana, dello scambio tra generazioni e della cultura come strumento di emancipazione, benessere e qualità della vita.

L’offerta formativa del nuovo anno accademico sarà ancora più ampia, moderna e multidisciplinare, con attività rivolte non solo alla terza età ma a tutti coloro che desiderano continuare a conoscere, approfondire e vivere nuove esperienze culturali e sociali.

Tra i percorsi previsti figurano laboratori di intelligenza artificiale e digitalizzazione, corsi linguistici, incontri dedicati alla storia, alla letteratura e all’attualità, percorsi di musica e canto corale, laboratori teatrali ed espressivi, corsi di ballo, appuntamenti su salute e benessere, oltre ad approfondimenti dedicati alla geopolitica, ai cambiamenti sociali e alle trasformazioni del lavoro.

Ampio spazio sarà dedicato anche all’identità culturale della Sardegna, con percorsi esperienziali ed enogastronomici legati alle tradizioni dell’Isola.

L’Università promuoverà inoltre una nuova stagione della rassegna letteraria e culturale con incontri, dibattiti e masterclass che vedranno protagonisti autori, giornalisti, studiosi, artisti ed esponenti del panorama culturale nazionale.

Importante anche il rafforzamento delle collaborazioni con autorevoli docenti e professori universitari provenienti da prestigiosi atenei italiani ed europei, che parteciperanno a lezioni, seminari e forum tematici.

“Vogliamo costruire uno spazio culturale aperto, moderno e realmente inclusivo, dove il sapere diventi occasione di crescita personale, confronto e partecipazione sociale”, dichiara Cristiano Ardau, presidente dell’Università. “La nostra Università nasce con l’obiettivo di unire tradizione e innovazione, umanesimo e tecnologia, creando una comunità viva, intergenerazionale e capace di interpretare le sfide del presente senza perdere il legame con l’identità della Sardegna”.

Le iscrizioni per l’Anno Accademico 2026/2027 sono già aperte presso la sede di via Pola a Cagliari, dal lunedì al giovedì dalle ore 16.00.

Per informazioni:

telefono 344 4592233

email: nulstesardegna@gmail.com

La Regione Sardegna rafforza le politiche per la tutela dell’agro biodiversità e delle produzioni identitarie con l’intervento dedicato alla costituzione delle Comunità di tutela della biodiversità e del cibo nel territorio regionale. L’azione sostiene questo tipo di rete locale perché rappresenta uno strumento di tutela, valorizzazione e progettazione delle identità rurali costruito attraverso la collaborazione tra agricoltori, allevatori custodi, scuole, enti di ricerca, associazioni, imprese, attività della ristorazione e soggetti pubblici e privati del territorio, per promuovere la biodiversità agricola e alimentare locale.

“Le Comunità di tutela della biodiversità e del cibo rappresentano uno strumento fondamentale per preservare le diverse agrobiodiversità dei territori sardi e per difendere un patrimonio agricolo, culturale e identitario che appartiene a tutta la Sardegna”, spiega l’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus. “Questo intervento è il frutto di un importante lavoro portato avanti dall’Assessorato dell’Agricoltura insieme all’Agenzia Laore Sardegna, individuata come soggetto attuatore della misura, e testimonia l’attenzione che la Regione sta dedicando alla tutela delle nostre identità rurali e delle produzioni locali”.

La dotazione finanziaria complessiva prevista per l’intervento è di 400 mila euro ed è volta a sostenere progetti finalizzati alla creazione e all’avvio delle Comunità di tutela, attraverso attività di animazione territoriale, studi e consulenze, azioni di comunicazione, promozione delle produzioni locali e valorizzazione dei saperi e delle filiere agroalimentari tradizionali. Le domande potranno essere presentate dalle 9 del 18 maggio 2026 fino alle 12 del 31 ottobre 2026, secondo le modalità indicate nell’avviso pubblico.

“Le Comunità di tutela sono una risposta politica concreta al rischio di spopolamento che interessa tante aree interne dell’Isola. Dove si costruiscono comunità, filiere territoriali e occasioni di lavoro legate alla terra, si crea anche la possibilità per le persone, soprattutto giovani, di restare o tornare nei propri paesi. Rafforzare le reti locali del cibo - conclude Agus - significa sostenere la filiera corta, dare valore economico alle produzioni identitarie e accompagnare modelli agricoli più sostenibili, basati su pratiche biologiche e sistemi colturali a basso impatto ambientale, capaci di garantire risparmio idrico, minori emissioni di anidride carbonica e maggiore fertilità dei suoli”.

Una città invasa da migliaia di persone, centinaia di motociclette e auto storiche, arte urbana dal vivo, musica, solidarietà e prevenzione sanitaria. La Street Art Week 2026 chiude con numeri record e una partecipazione senza precedenti, trasformando Quartu Sant’Elena e Cagliari in un grande spazio condiviso dove cultura urbana, motori ed impegno sociale si sono incontrati per una delle giornate più partecipate dell’anno.

 

Il cuore della manifestazione è stato viale Colombo, a Quartu Sant’Elena, diventato per un’intera giornata un grande laboratorio urbano a cielo aperto grazie alla chiusura al traffico tra via Meucci e via Bonaria. Migliaia di visitatori hanno preso parte agli eventi della Street Art Week “No Rights Reserved”, tra live painting, esposizioni artistiche, musica dal vivo, market creativi e performance diffuse lungo tutto il percorso del SAW Village.

 

A rendere ancora più spettacolare la giornata è stato l’arrivo della Distinguished Gentleman’s Ride 2026, il celebre evento mondiale dedicato alla prevenzione oncologica e alla salute mentale maschile. Per celebrare il quindicesimo anniversario della manifestazione internazionale, ben 400 motociclette e 120 auto storiche hanno attraversato il centro di Cagliari fino a raggiungere Quartu Sant’Elena, accolte da circa 2.000 persone lungo viale Colombo.

 

La partenza del corteo è avvenuta nella mattinata dal Parco Nervi di Cagliari, tra musica live, abiti vintage, café racer, scrambler ed eleganza retrò che da sempre caratterizzano la manifestazione. Da lì il lungo serpentone di moto e auto storiche ha attraversato il capoluogo per unirsi agli eventi della Street Art Week, creando una contaminazione unica tra cultura urbana contemporanea e tradizione motociclistica.

 

Grande partecipazione anche per le iniziative dedicate alla salute e alla prevenzione. Grazie alla collaborazione con le associazioni Mai Più Sole, Angeli in Moto e Steampunk Sardegna, i partecipanti hanno potuto assistere a incontri pubblici con medici ed esperti e partecipare a screening oncologici gratuiti dedicati alla prevenzione del tumore mammario maschile e femminile.

 

Nel corso della giornata il SAW Village ha coinvolto un centinaio tra artisti, artigiani ed espositori, confermando la Street Art Week come uno dei principali appuntamenti dedicati alla rigenerazione urbana e culturale in Sardegna.

 

“Questa edizione ha superato ogni aspettativa”, dichiara Silvia Demontis, presidentessa di Officine Verticali, associazione organizzatrice dell’evento. “Abbiamo visto migliaia di persone vivere gli spazi pubblici in modo nuovo, partecipando con entusiasmo a un progetto che mette insieme arte urbana, inclusione, musica, prevenzione e socialità. La risposta del pubblico dimostra quanto eventi di questo tipo possano creare comunità e trasformare il volto della città”.

 

“Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto perché eventi come la Street Art Week riescono davvero a dare nuova energia alla città e alle attività commerciali del territorio”, dichiara Luca Stocchino. “Come Centro Commerciale Naturale La Via del Mare abbiamo voluto contribuire concretamente per sostenere una manifestazione che ha portato migliaia di persone a vivere viale Colombo in modo diverso, tra cultura, socialità, arte e valorizzazione urbana. La risposta del pubblico è stata straordinaria e dimostra quanto Quartu abbia bisogno di eventi capaci di coinvolgere famiglie, giovani, operatori commerciali e associazioni in un’unica grande comunità”.

 

La Sardegna si conferma inoltre tra le realtà più attive della Distinguished Gentleman’s Ride in Italia. Dopo il successo di Cagliari e Quartu, il prossimo appuntamento sarà a Sassari il 23 maggio, in occasione della decima edizione locale dell’evento. Un traguardo importante per una città che oggi risulta prima in Italia per raccolta fondi e tra le prime cinquanta al mondo nel circuito internazionale della DGR.

 

L’intera manifestazione è stata patrocinata dal Comune di Quartu Sant’Elena e dalla Fondazione di Sardegna.

La statistica parla chiaro: per il Tennis Club Cagliari, fra Serie B1 e B2, arrivano almeno tre vittorie per weekend. È successo anche nello scorso, con quattro formazioni impegnate (il team femminile di B2 ha osservato il turno di riposo) e tre successi in cassaforte, due dei quali ottenuti in trasferta. Il più pesante se lo sono presi i ragazzi di Serie B1, che nello scontro diretto al vertice sui campi del Circolo Tennis Pontedera (Pisa) hanno trovato addirittura un netto 6-0, ribadendo ambizioni da ritorno in Serie A2. In Toscana c’è stata davvero poca storia, con quattro singolari tutti risolti in due set dagli ospiti, a segno con Noah Perfetti, Nicola Porcu, il greco Ioannis Xilas e il giovane Lorenzo Rocco. Non contenti, i ragazzi capitanati da Martin Vassallo Arguello si sono presi anche i due doppi, al termine di sfide molto equilibrate. La coppia Xilas/Rocco l’ha spuntata per 2-6 6-1 10/8 contro Schold/Meacci, mentre Porcu e il debuttante Cristian Mostallino hanno vinto per 6-3 3-6 10/2 contro Cosimi/Nocchi, per il definitivo 6-0 che permette ai cagliaritani di salire in solitaria al comando della classifica del Girone 3, a punteggio pieno. Domenica 24 maggio un duello potenzialmente già decisivo per la certezza di un posto ai play-off promozione: i cagliaritani saranno impegnati di nuovo in trasferta, al Momy Sport Village di Rivalta di Torino.

L’altra vittoria in trasferta è invece arrivata nella B2 maschile, sui campi del prestigioso Tennis Club Parioli di Roma. I sardi si sono imposti per 4-2, conquistando tre singolari grazie a Samuele Porcu, Bruno Pujol Navarro e Marco Furlanetto, e poi chiudendo i conti grazie al doppio vinto dagli ultimi due. Anche per loro è il terzo risultato utile in altrettanti impegni, che vale un balzo dalla quarta alla seconda posizione della classifica. Domenica una nuova trasferta, ma a due passi da casa: la formazione sarà impegnata a Quartu Sant’Elena contro i rivali del Quattro Mori Tennis Team, ultimi in classifica a zero punti. La terza vittoria della settimana porta invece la firma delle “solite” ragazze del team “A” di Serie B1, a segno per la quarta volta consecutiva. Il successo casalingo per 3-1 contro il Tennis Club Lumezzane (vittorie di Alvisi e Dessolis, nei singolari e poi in coppia), permette alle ragazze di Carla Lucero di consolidare il primo posto in classifica, con addirittura il doppio dei punti – 12 contro 6 – della prima inseguitrice. I play-off potrebbero diventare certezza già nel prossimo turno, quando le sarde saranno a riposo. Sempre nella B1 femminile, è invece arrivata una sconfitta per la formazione “B”, battuta per 4-0 sui campi del Circolo Tennis Lucca.

RISULTATI
Serie B1 maschile – Quarta giornata Girone 3
Circolo Tennis Pontedera – Tennis Club Cagliari 0-6
Serie B1 femminile – Quarta giornata Girone 1
Tennis Club Cagliari “A” – Tennis Club Lumezzane 3-1
Serie B1 femminile – Quarta giornata Girone 3
Circolo Tennis Lucca – Tennis Club Cagliari “B” 4-0
Serie B2 maschile – Quarta giornata Girone 7
Tennis Club Parioli – Tennis Club Cagliari 2-4
Serie B2 femminile – Quarta giornata Girone 4
Tennis Club Cagliari a riposo

Tariffe esorbitanti, promesse di una carriera sfolgorante ma, alla prova dei fatti, un pugno di mosche in mano. Nel settore dell’estetica e del benessere in Sardegna si sta allargando a macchia d'olio la piaga dei corsi di formazione "ingannevoli": percorsi che si presentano come abilitanti ma che, all'atto pratico, lasciano gli studenti privi di qualsiasi titolo legale per esercitare la professione o avviare un’attività in proprio.

A lanciare l'allarme è Confartigianato Imprese Sardegna, che punta il dito contro una vera e propria trappola economica e formativa. Molti cittadini, attratti dalla prospettiva di uno sbocco occupazionale rapido, investono ingenti risparmi per poi ritrovarsi in mano un semplice attestato di partecipazione, privo di valore legale e del tutto inutile agli occhi del mercato del lavoro regolare.

Il fenomeno e le sue ripercussioni sul tessuto economico locale saranno il fulcro di un vertice organizzato da Confartigianato Imprese Nuoro-Ogliastra, in programma per la giornata di martedì. Durante il confronto, il segretario provinciale Pietro Mazzette, affiancato da diversi imprenditori artigiani del comparto del benessere, traccerà un bilancio nitido della situazione attuale.

Nel corso dell'incontro verranno diffusi i dati aggiornati sul comparto: il numero delle aziende in regola, il tasso di abusivismo che danneggia il mercato, le stime sulle assunzioni programmate e il paradosso di un settore che, a fronte di una proliferazione di diplomi fittizi, denuncia una cronica carenza di personale realmente qualificato.

Il momento centrale del dibattito sarà affidato alla voce di una giovane studentessa sarda, vittima in prima persona di questo circuito ingannevole. La ragazza racconterà come, dopo aver completato un costoso iter formativo privato con la speranza di un impiego, si sia vista sbarrare le porte delle aziende a causa di un titolo "fake", non riconosciuto dalle normative vigenti. Una testimonianza concreta che riflette lo strappo profondo tra il marketing aggressivo delle scuole private non autorizzate e le reali esigenze burocratiche del mondo del lavoro.

Per arginare il fenomeno, Confartigianato sottolinea l'urgenza di una duplice azione: da un lato, un netto inasprimento dei controlli da parte delle autorità competenti per verificare l'idoneità delle agenzie formative; dall'altro, una forte campagna di informazione per l'utenza.

Prima di iscriversi e versare quote di acconto, l'invito rivolto a giovani e famiglie è quello di verificare sempre l'effettivo accreditamento regionale dei corsi, l'unico elemento in grado di garantire il rilascio di una qualifica professionale reale ed evitare pesanti danni economici.

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato le nuove linee di indirizzo per l’Indennità regionale fibromialgia (IRF), il sostegno economico destinato alle persone affette da fibromialgia residenti nell’Isola. Il provvedimento aggiorna le modalità di riconoscimento ed erogazione del contributo a partire dal 2026, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge regionale n. 11 del 2025.

La misura, istituita con la legge regionale 18 gennaio 2019 n. 5, introduce un elemento di equità nella gestione delle risorse a tutela di tutti i beneficiari, garantendo al contempo un aiuto concreto ai cittadini che convivono con questa sindrome e confermando l’impegno della Regione nel sostenere il riconoscimento della fibromialgia quale patologia progressiva e invalidante.

I dati raccolti attraverso il sistema informativo SIPSO (il Sistema informativo delle Politiche Sociali, su cui converge la rendicontazione delle spese sostenute dagli enti locali in attuazione delle politiche sociali finanziate dalla Regione Sardegna) evidenziano una crescita costante delle richieste di accesso al beneficio: dalle circa 6 mila domande presentate nel 2023, per un importo complessivo di oltre 5,1 milioni di euro, si è passati a oltre 9 mila domande nel 2024, fino a raggiungere nel 2025 quota 11.023 richieste.

Le nuove disposizioni prevedono che, dal 2026, l’IRF venga erogata sotto forma di contributo a rimborso delle spese sostenute per interventi di carattere sanitario, sociosanitario e di cura della persona non coperti dal Servizio sanitario regionale, fino a un massimo di 800 euro annui, sulla base della situazione economica certificata tramite ISEE e nei limiti delle risorse disponibili.

Tra le spese ammissibili rientrano, tra le altre, l’acquisto di servizi professionali di assistenza domiciliare e alla persona, attività fisiche adattate, trattamenti fisioterapici e riabilitativi, supporto psicologico, cure termali, visite specialistiche, dispositivi medici, integratori alimentari e ulteriori prestazioni sanitarie correlate alla gestione della fibromialgia.

Le domande dovranno essere presentate ai Comuni di residenza entro il 30 aprile di ciascun anno. Per i beneficiari già ammessi negli anni precedenti sarà considerata valida la domanda già presentata, fermo restando l’obbligo di aggiornare annualmente l’attestazione ISEE e comunicare eventuali variazioni dei requisiti.

Per l’annualità 2026 la Regione Sardegna ha stanziato 5 milioni di euro, a valere sul bilancio regionale 2026-2028.

E’ stato pubblicato il bando relativo al Cartellone delle manifestazioni folkloristiche e tradizionali - Misura manifestazioni tradizionali. Si tratta dell’ottavo dei 13 cartelloni nei quali è articolato il programma dei Grandi eventi per il 2026, a valere sulla Legge Regionale 7/55.

Con uno stanziamento complessivo di 1,3 milioni di euro, la Regione punta a sostenere e valorizzare lo sviluppo turistico del territorio attraverso il rafforzamento delle manifestazioni legate alla tradizione popolare sarda, profondamente radicate nella memoria e nell’identità delle comunità locali. L’intervento è teso a favorire l’organizzazione di eventi dedicati al folklore e alle tradizioni dell’Isola, come sfilate in abiti tradizionali, riti popolari, canti tradizionali, canto a tenore e canto a chitarra, espressioni autentiche del patrimonio culturale della Sardegna.

“Si tratta di un intervento mirato al consolidamento degli eventi della tradizione sarda – afferma l’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu – con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’attrattività del territorio, incrementare i flussi turistici, anche quelli interni, e valorizzare il patrimonio immateriale della Sardegna, trasformandolo in un elemento strategico di sviluppo economico e sociale per le comunità locali”.

Potranno presentare domanda, entro il 29 maggio, organismi pubblici e privati, sia in forma singola che associata, che organizzano manifestazioni tradizionali caratterizzate da una consolidata storicità. Tra i requisiti richiesti è previsto un minimo di 20 edizioni già realizzate. L’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio potrà finanziare i progetti ammessi fino a un massimo del 50% delle spese ritenute ammissibili e, comunque, per un importo non superiore a 100 mila euro. È inoltre previsto che almeno il 20% del contributo concesso venga destinato obbligatoriamente ad attività di promozione e comunicazione. Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute nel link: https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/177856921557679

È stato aperto al traffico il nuovo incrocio, nei pressi dell’ospedale San Camillo a Sassari, dopo il completamento delle opere di messa in sicurezza e riqualificazione della viabilità. “A poco più di un anno dalla presentazione del progetto ai residenti interessati dalla viabilità di quell’intersezione - evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu - abbiamo consegnato sicurezza ad un’opera strategica ad intenso traffico e che richiedeva da tempo di essere ripensato secondo standard di viabilità al passo con le nuove esigenze di affidabilità”. L’assessore ha inaugurato stamane la conclusione dei lavori di riqualificazione della viabilità, per un valore complessivo di 558 mila euro, dell’incrocio all’altezza dell’intersezione tra la strada vicinale Taniga e la S.S. 200, km 3 + 800 (noto come incrocio di San Camillo) con Giuseppe Mascia, sindaco di Sassari, e con Salvatore Campione, responsabile struttura territoriale Anas Sardegna.

La consegna al traffico dell’opera rappresenta un importante traguardo per la sicurezza stradale del territorio e un miglioramento significativo per il collegamento dei flussi veicolari della zona. Il tratto di strada è caratterizzato da un consistente volume di traffico e negli anni l’incrocio è diventato noto a causa dei numerosi gravi incidenti che si sono verificati. Per questo implementare la sicurezza di quell’intersezione era un’esigenza non più rinviabile. La S.S. 200 dell’Anglona su cui insiste l’intersezione è una strada a carreggiata unica di tipo C e rappresenta un'importante arteria di collegamento tra il Comune di Sassari e i comuni vicini di Sennori e Sorso per poi innestarsi con la S.S. 134 verso Castelsardo. “L'impegno del mio Assessorato – spiega Piu – che ha coordinato Regione, Anas e Comune, ha portato a questo importante risultato che il territorio aspettava da molti anni. Dopo aver trovato i fondi e grazie allo studio del progetto eseguito da Anas, abbiamo realizzato l’opera in tempi record a cui abbiamo aggiunto la realizzazione di un’ampia fermata di autobus con pensilina e area sosta del mezzo pubblico contigua all’incrocio. Con questo intervento garantiamo sicurezza ad alto standard a chi transita ogni giorno in quella strada così strategica che, non solo collega comuni con un alto scambio, ma è frequentata anche da cittadine e cittadini che si recano nella vicina struttura sanitaria di San Camillo per motivi di salute e di lavoro”.

Vista l’alta pericolosità dell’incrocio e l’incremento nel tempo dei flussi di traffico, per questo progetto si è ricorso a specifici studi. Anas è partito dall'analisi di visibilità, considerata nell'ambito della progettazione delle infrastrutture stradali uno strumento obbligatorio per la verifica dell'esistenza di spazi sufficienti all'esecuzione di manovre di guida fondamentali per la sicurezza degli utenti della strada, soprattutto per i "vulnerable road users", quelli considerati più vulnerabili. Il ricorso a questo tipo di analisi e della conseguente verifica di visibilità è considerata una condizione necessaria per una corretta interazione spaziale tra gli utenti. Nello specifico la distanza di visuale libera, intesa come lunghezza della porzione di traiettoria che il guidatore vede di fronte a sé, confrontata con la distanza necessaria per l'esecuzione delle manovre, permette di verificare o meno se sussistano spazi di visuale sufficienti ad arrestare il veicolo di fronte a potenziali ostacoli, evitando così pericolose collisioni. La metodologia adottata per questa intersezione a incrocio prevede l'acquisizione di dati geospaziali, la costruzione di un modello tridimensionale, e la sua successiva analisi al fine di determinare la distanza di visuale libera per le molteplici traiettorie in grado di essere eseguite dai vari utenti.

“Il proficuo coordinamento tra Regione e Anas ha consentito la realizzazione di un’opera moderna e sicura e in tempi rapidi. Sentivo come dovere l’esecuzione di questo intervento - conclude Piu - lo dobbiamo alle famiglie delle tante vittime della strada di quell’incrocio”.

Lunedì, 18 Maggio 2026 13:48

In Sardegna auto sempre più vecchie

Continua a crescere l’età media delle auto in circolazione in Sardegna, ormai arrivata a 14 anni, in aumento del 2% su base annua; il dato arriva dallo studio realizzato da Facile.it su un campione di oltre 370mila preventivi RC auto raccolti nell’ultimo anno.

La Sardegna è risultata essere la terza regione in Italia per anzianità dei veicoli, a pari merito con la Puglia; a livello nazionale l’età media è pari ad “appena” 12 anni e 6 mesi.

Altro dato che racconta quanto stia invecchiando il parco auto sardo è l’aumento della richiesta della garanzia “assistenza stradale”; secondo l’osservatorio Facile.it, nella regione ad aprile 2026 tra chi ha scelto una garanzia accessoria in fase di sottoscrizione della polizza RC, ben il 54,3% ha optato per l’assistenza stradale; lo scorso anno l’incidenza di questa copertura facoltativa era pari al 38,3%.

 

Le differenze provinciali

Sebbene il problema dell’anzianità dei veicoli riguardi tutta la regione, non mancano differenze provinciali. Leggendo i dati dell’analisi si scopre che le auto più vecchie della Sardegna si trovano in provincia di Nuoro, dove ad aprile 2026 l’età media delle auto ha raggiunto addirittura i 15 anni e 11 mesi. Seguono nella graduatoria le province di Sud Sardegna, con un’anzianità pari a 14 anni e 10 mesi, ed Oristano (14 anni e 8 mesi).

La provincia sarda dove invece circolano le auto più “giovani” è Cagliari, area in cui, sempre ad aprile 2026, l’età media era pari a 13 anni e 2 mesi, seguita da Sassari con 13 anni e 7 mesi.

Il parco auto è mediamente invecchiato in quasi tutta la regione, con una forbice compresa tra il +4% di Nuoro e Sud Sardegna, e il +1% di Cagliari. Uniche eccezioni Oristano e Sassari, dove l’anzianità è rimasta stabile rispetto a dodici mesi fa.

 

Età e RC auto

Le conseguenze negative connesse all’invecchiamento delle auto in circolazione sono molteplici; alcune note, altre meno. Se è evidente che all’aumentare dell’età i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria e i consumi di carburante crescono, pochi sanno che anche il prezzo dell’assicurazione auto può essere influenzato dall’anzianità del veicolo.

Ad esempio, se il premio RC auto medio** per un’automobile di 10 anni è pari a 461 euro, il valore sale a 559 euro se il veicolo ha 12 anni e arriva addirittura a 575 euro se ne ha 14; in soli 4 anni il premio sale del 25%.

«Dal punto di vista assicurativo, bisogna inoltre mettere in conto che l’offerta di garanzie accessorie per le autovetture più vecchie è limitata» spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Alcune coperture, ad esempio quella che tutela da furto e incendio, tendono ad essere meno efficaci all’avanzare dell’età del veicolo, mentre altre, come quelle contro gli eventi naturali o gli atti vandalici, difficilmente vengono offerte dalle compagnie assicurative se la vettura ha troppi anni sulle spalle».

 

L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha inaugurato stamane a Porto Torres i primi cantieri avviati in città all’interno del programma straordinario RinnovArea per la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di Area. Gli interventi avviati oggi riguardano Via Piemonte (civici 5-7) e via Veneto (civico 1). “Il piano regionale prevede la manutenzione straordinaria degli alloggi che nel tempo hanno accumulato criticità non più rinviabili, come nel caso degli edifici a Porto Torres - spiega l’assessore Piu - al di là delle risorse ingenti, 300 milioni di euro, quello che è importante sottolineare è che abbiamo cambiato l’approccio al tema. Parlare di case popolari significa prima di tutto parlare di persone e di città, con l’obiettivo di creare le condizioni per migliorare la vita quotidiana dei nuclei familiari particolarmente vulnerabili”. Gli interventi dei cantieri avviati oggi, per un valore di circa 1 milione di euro, interessano gli edifici in via Piemonte e via Veneto, sui quali sono previste, tra le altre, opere di risanamento della facciata con sostituzione dei mattoni danneggiati; interventi sull’ impianto idrico fognario; sostituzione delle finestre e del portone d’ingresso del vano scale, sostituzione di alcuni infissi; rifacimento della impermeabilizzazione della copertura e rifacimento dei balconi. “Porto Torres è una città strategica per l’Isola, sono convinto che anche interventi di questo tipo possano concorrere all’accrescimento del potenziale per cambiare la percezione che cittadini e cittadine hanno della città. Crediamo in questo progetto - sottolinea Piu - perché la casa non è solamente un bene materiale, ma è il pilastro fondamentale della dignità umana, il luogo in cui si costruisce la sicurezza familiare e il presidio di coesione sociale della nostra comunità. Le politiche abitative - conclude - rappresentano una leva strategica per la rigenerazione urbana e per il rafforzamento della coesione sociale”.

L’Accordo quadro RinnovArea è il primo intervento attuativo del Piano straordinario di interventi per la riqualificazione delle case popolari di proprietà di Area. La cura e il miglioramento nella gestione del patrimonio edilizio da parte dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa si realizzerà attraverso interventi programmati di manutenzione ordinaria e straordinaria in tutto il territorio regionale. La distribuzione dei fondi sulle varie aree territoriali è stata definita sulla base di un criterio oggettivo, che è quello del numero degli alloggi ERP (Edilizia residenziale pubblica), e dopo lo stanziamento ulteriore dei fondi FSC, la ripartizione è aggiornata per Cagliari, che conta circa 7 mila alloggi, a oltre 111 milioni di euro che comprendono anche il progetto di Sant’Elia, per Sassari, con circa 6.550 alloggi, a 73 milioni, per Carbonia-Iglesias con circa 4.320 alloggi, a 48 milioni, a Nuoro con circa 3.510 alloggi, a 39 milioni e per Oristano, che conta circa 2.500 alloggi, a 28 milioni euro.

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