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Si è tenuto questa mattina, nella sala riunioni dell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato dell’Agricoltura, il Tavolo verde presieduto dall’assessore Francesco Agus, un momento di confronto con le associazioni di categoria convocato in una fase particolarmente delicata per il comparto zootecnico isolano. Al centro dell’incontro, il tema della dermatite bovina, tornata a manifestarsi negli allevamenti del Sud Sardegna. “Siamo in una fase che richiede la massima attenzione. In queste ore, grazie all’azione tempestiva ed efficace dell’Assessorato della Sanità e della Asl – spiega l’assessore Agus - si sta lavorando per contenere e superare il problema il prima possibile. Il blocco della movimentazione dei capi è una misura che pesa sugli allevatori e l’obiettivo deve essere quello di ridurne al minimo la durata, evitando penalizzazioni per la Sardegna rispetto ad altre regioni”. Nel corso della riunione è stata condivisa la necessità di convocare a breve il tavolo tecnico per il coordinamento delle attività in materia di contrasto alla dermatite nodulare contagiosa in Sardegna con il coinvolgimento delle strutture regionali competenti, anche alla luce degli aggiornamenti in corso. “È uno strumento fondamentale per garantire un’azione tempestiva e coordinata tra tutte le strutture coinvolte”, evidenzia Agus. Il Tavolo ha il compito di monitorare e coordinare le attività, rafforzare la comunicazione e l’informazione, in particolare verso gli allevatori, e formulare proposte anche in merito a eventuali misure di sostegno per le aziende zootecniche. Sul fronte del sostegno alle imprese, l’assessore ha confermato la disponibilità di ulteriori risorse, frutto di economie su poste già stanziate nel 2025 dal Consiglio regionale. “Al netto delle somme già impegnate, abbiamo a disposizione 13 milioni di euro che intendiamo utilizzare per rafforzare gli interventi a favore delle aziende colpite. L’obiettivo è quello di estendere gli indennizzi relativi al blocco della movimentazione dei capi, inizialmente previsti solo sino al mese di settembre e durata in realtà sino a gennaio - sottolinea Agus - tenendo conto dell’andamento della situazione e delle difficoltà che le imprese stanno continuando ad affrontare”. La proposta, condivisa nel Tavolo verde, sarà approfondita nell’ambito del tavolo tecnico. Parallelamente, per quanto riguarda il tema delle Pratiche locali tradizionali, è stato illustrato l’accordo sottoscritto tra Assessorato, Argea e Agea, il 9 aprile 2026, che definisce un percorso operativo volto a garantire il rispetto delle scadenze di pagamento nazionali. In particolare, è stato spiegato al tavolo, l’intesa consente di procedere con i pagamenti posticipando successivamente i controlli richiesti ai fini delle regole della PAC. Argea convocherà la prossima settimana un tavolo con i CAA per affrontare le problematiche legate al fascicolo aziendale e riguardo le modalità delle verifiche rinviate a settembre 2026. L’accordo permette di assicurare il flusso di risorse previsto, pari a circa 60 milioni di euro complessivi tra pagamenti diretti e misure del Complemento di sviluppo rurale – tra cui benessere animale, indennità compensativa e agricoltura biologica – senza ritardi rispetto alle scadenze stabilite a livello nazionale. È stato inoltre fatto il punto sull’attuazione dei bandi del CSR, a partire dalla misura SRD01, la cui scadenza per la presentazione delle domande è stata posticipata al 18 maggio. Richiamata, infine, l’urgenza di accelerare sull’attuazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. “Abbiamo meno di due anni alla chiusura della programmazione: dobbiamo andare veloci, soprattutto sull’attuazione dei nuovi bandi per investimenti, perché - conclude l’assessore Agus - non possiamo permetterci di perdere risorse europee fondamentali per il comparto”.

Il ritiro dalla Commissione parlamentare della proposta di legge sulle servitù militari rappresenta un risultato significativo per la Sardegna e per la tutela dei suoi interessi strategici. “La decisione segna una vittoria importante per tutta l’Isola”, dichiara la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. “Il testo in discussione avrebbe comportato una riduzione del ruolo della Regione nelle competenze fondamentali di tutela ambientale e pianificazione territoriale, incidendo su aree già gravate da un peso storico rilevante legato alla presenza militare”.

 

La Presidente sottolinea come la posizione della Regione sia stata chiara e determinata sin dall’inizio del confronto istituzionale. Todde evidenzia inoltre il valore politico e istituzionale della convergenza registrata sul tema: “È stato particolarmente importante constatare una larga convergenza nella difesa degli interessi della Sardegna. Esistono questioni che superano le appartenenze politiche e richiedono un impegno comune”.

 

“La Sardegna dimostra ancora una volta che, quando sa unirsi nella tutela della propria terra e dei propri diritti, è in grado di ottenere risultati concreti”, conclude la Presidente. “Oggi riconosciamo un esito positivo, frutto di una mobilitazione istituzionale e politica che ha saputo rappresentare con forza le ragioni della nostra comunità”.

La Sardegna "Isola del Cinema". La Regione continua a investire nel settore cinematografico e lo fa con numeri e tempi che segnano finalmente una svolta. È stato ufficialmente pubblicato il bando 2026 per Festival, Premi, Circuiti e Rassegne (L.R. 15/2006), con un investimento che sale a 1,25 milioni di euro, 250mila euro in più rispetto allo scorso anno.

Inoltre, dopo un confronto tra la Regione e gli operatori del settore, sono state anticipate le scadenze di ben due mesi rispetto all’anno precedente, accogliendo le istanze e le necessità di chi lavora sul campo. Azioni strategiche e necessarie, per permettere agli organizzatori di pianificare i grandi eventi con la serenità di una copertura finanziaria non più solo certa ma anche tempestiva.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessora regionale della Pubblica Istruzione e Spettacolo, Ilaria Portas, che ha sottolineato come questo risultato sia il frutto di un nuovo metodo di lavoro: "Siamo orgogliosi di presentare un bando che nasce dopo tanti incontri con gli operatori. Quest'anno introduciamo 250 mila euro in più rispetto alla precedente dotazione finanziaria, ma il vero traguardo credo sia stato aver anticipato la scadenza del bando. Un risultato che non cade dall'alto, ma è frutto di un confronto costante e serrato con il settore, di cui abbiamo voluto raccogliere istanze e necessità. Stiamo ragionando alla costruzione di un bando biennale. Vogliamo che il cinema sardo abbia finalmente gli strumenti per programmare il futuro senza l'ansia dell'incertezza. Con questo nuovo percorso diamo dunque alla Sardegna gli strumenti per portare il cinema nei territori, attraverso i festival e i premi di settore, trasformando ogni rassegna in un volano di cultura, turismo e sviluppo per l'intera isola”.

C’è tempo fino al 21 maggio per presentare i progetti attraverso il portale istituzionale della Regione. Il bando integrale e la relativa modulistica sono disponibili al link https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/177667788259567

Quello che per decenni è stato un sogno inseguito da generazioni di skater cagliaritani sta per diventare realtà. Nel cuore del Grande Villaggio Sportivo di Monte Mixi, tra via Pessagno e viale Diaz, è stato inaugurato oggi il nuovo Skatepark, una struttura d’eccellenza che promette di cambiare il volto dello sport urbano in città e sull’isola.

L'opera non è solo un intervento di edilizia sportiva, ma un investimento strategico sul futuro dei giovani. Dopo il debutto trionfale dello skateboarding come disciplina olimpica a Tokyo 2021 e la sua riconferma alle olimpiadi di Parigi del 2024, lo sport si è trasformato da fenomeno di controcultura a sport olimpico, registrando un incremento di praticanti.

Cagliari, che vanta una comunità di skater folta e consolidata da decenni, è in grado di offrire oggi un impianto all’avanguardia, finanziato interamente con fondi comunali per 700.000 euro e inserito nell'ambito dell'operazione Grande Villaggio Sportivo Monte Mixi, cofinanziata dal Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020. 

“Investire nello sport e nelle infrastrutture significa creare comunità, coesione sociale, spirito di squadra e opportunità per il futuro - ha affermato il sindaco Massimo Zedda - Il nuovo skatepark fa parte del più ampio intervento di riqualificazione del villaggio sportivo di Monte Mixi, un'area strategica dedicata ad appassionati, dilettanti e professionisti. Gli interventi in corso al PalaPirastu e nello stadio di atletica Santoru, i lavori programmati nelle piscine e nelle palestre comunali dell'area, nelle passerelle che collegano Monte Mixi al quartiere Sant'Elia, dimostrano la chiara volontà dell'amministrazione di voler promuovere le attività sportive e una vita sana nella nostra città, una palestra a cielo aperto per tante discipline, comprese quelle legate al mare".

“L’inaugurazione del nuovo skatepark rappresenta un traguardo particolarmente ambito per la nostra amministrazione perché consentirà ai tanti appassionati di queste discipline di poter finalmente fruire di un impianto dedicato e moderno, rispettoso di tutte le norme di sicurezza e che si integrerà alla perfezione con le altre strutture sportive della zona – ha affermato l’assessore allo sport, tempo libero e impiantistica sportiva Giuseppe Macciotta - Parallelamente il pattinodromo potrà essere utilizzato in via esclusiva dagli amanti di questa diversa specialità”

L’inaugurazione è stata occasione per svelare la targa commemorativa dedicata a Gianmarco De Agostini, lo skater surfer e wakeborder cagliaritano, deceduto nel 2021 a trent’anni vittima di incidente.

Il progetto nasce anche attraverso un dialogo costante con gli atleti locali e i tecnici della FISR (Federazione Italiana Sport Rotellistici). Non si tratta di una semplice pista, ma di un impianto progettato secondo i più moderni standard internazionali (normativa UNI EN 14974:2019).

La struttura sarà divisa in aree organiche:

Area Street: dedicata alla simulazione degli ostacoli urbani, progettata per ospitare competizioni di livello nazionale.

Area Park: una zona caratterizzata da diverse altezze e curvature per l’allenamento ad alto livello e la progressione sportiva.

Area Apprendimento: uno spazio pensato specificamente per chi muove i primi passi sulla tavola.

Il tutto è stato realizzato in calcestruzzo gettato in opera con lisciatura superficiale, una tecnica che garantisce la massima qualità per lo scorrimento e la sicurezza degli atleti.

L’attenzione ai dettagli non si ferma alla pista. Il progetto prevede una vera e propria integrazione ambientale: ampie zone verdi e alberature, concentrate soprattutto sul lato sud, proteggeranno l'area dal surriscaldamento estivo e offriranno ombra agli spettatori senza ostacolare la visuale. Un percorso pedonale collegherà i due accessi, trasformando l’area in un parco accogliente per tutta la cittadinanza.

Grande importanza è stata data all'illuminazione notturna. Le vecchie torri faro lasceranno il posto a un nuovo sistema a norma FISR, studiato per minimizzare l’abbagliamento degli atleti. Questo permetterà di prolungare gli allenamenti nelle sere d'estate e di ospitare eventi spettacolari sotto le stelle, con la possibilità di allestire tribune mobili per il grande pubblico.

Per garantire la massima sicurezza degli sportivi e il rispetto delle strutture, l'ente pubblico ha affidato  la custodia e la verifica degli accessi direttamente all’Associazione Sportiva Dilettantistica Zalu's Skate School, specializzata nel mondo dello skate.

Come funziona l'accesso e quanto costa

Per poter skateare sulle rampe e nell'area street dell'impianto sarà necessario iscriversi esclusivamente per via telematica utilizzando il link (https://www.comune.cagliari.it/portale/page/it/iscrizione_skatepark?contentId=SRV255090) e pagare una quota annuale di 30 euro.

L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha presentato stamane in conferenza stampa, nella sede territoriale dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa (Area), il Piano straordinario di riqualificazione degli edifici di edilizia popolare del territorio di Oristano, all’interno del programma regionale da 300 milioni di RinnovArea. In concomitanza dell’avvio dei primi cantieri, l’assessore ha illustrato nel dettaglio lo stanziamento delle risorse e gli interventi che riguardano gli edifici di proprietà di Area della città di Oristano e la sua provincia. “A distanza di poco più di un anno dall’avvio della gara, abbiamo già inaugurato diversi cantieri in tutti i territori regionali – spiega Piu – oggi partono i primi cantieri nell’Oristanese, ma già nei giorni scorsi ne sono stati avviati alcuni a Oristano. La riqualificazione degli edifici di edilizia pubblica è centrale nel mio mandato e lo stanziamento inedito di risorse ne è la prova pratica, ma è ancora più evidente ora che i cantieri partono. Alla fine del programma restituiremo ai cittadini assegnatari alloggi più confortevoli e sostenibili, così come restituiremo maggiore decoro al contesto urbano in cui questi edifici insistono”

All’Unità territoriale di Oristano, che conta circa 2.500 alloggi, sono stati assegnati in una prima fase poco più di 12,6 milioni che, a seguito dell’ulteriore ripartizione delle risorse FSC, diventeranno complessivamente oltre 28 milioni. “Anche per le altre province – spiega l’assessore – sono state destinate ulteriori risorse che si aggiungono al primo stanziamento”. Alla fine del 2024, tramite la Centrale regionale di committenza (CRC), è stata indetta una prima gara europea a procedura aperta per la conclusione di un Accordo quadro, con diversi operatori economici, per lavori pari a 120 milioni di euro. Al Piano straordinario sono state destinate risorse per 300 milioni di euro, di cui 230 programmati attraverso l’Accordo di coesione Stato - Regione del 28 novembre 2024, dal fondo di rotazione 27 milioni di risorse regionali e 43 milioni provenienti da AREA. Nel 2025 sono stati programmati ulteriori 4 milioni, con la legge regionale (11 settembre 2025) per la progettazione di interventi di manutenzione.

Gli alloggi che verranno interessati dal Programma RinnovArea nella prima fase di interventi a Oristano saranno in totale 211. Alcuni sono partiti il 17 aprile per un importo complessivo di 1,1 milioni di euro destinati alla manutenzione straordinaria e ripartiti in 755 mila per 72 alloggi in via Quasimodo ad Oristano (civici 5 - 7 - 9 – 11- 12 – 16); 71 mila euro per 60 alloggi in via Mons. Cogoni (civici 15-17-19-21); 267 mila per 5 alloggi in corso Vittorio Emanuele (civici 178-180-182-184) e 1 alloggio in via Salvemini a Samugheo Quelli avviati oggi riguardano 1,1 milioni di euro per la manutenzione straordinaria di complessivi 74 alloggi. A Cabras desinati 243 mila euro per 12 alloggi in piazza Ravenna (civici 19-20); a Marrubiu 257 mila euro per 22 alloggi in via Matteotti (civici 46-48-50-52); a San Nicolò D’Arcidano 212 mila per 10 alloggi in vi Lombardia (civici 5-23); a Laconi 265 mila per 10 alloggi in vico Cuccuru de Monte II; a Ghilarza 199 mila euro per 12 alloggi in località Sas Cortigheddas e a Santu Lussurgiu 63 mial euro per 8 alloggi in via Predu Migheli.

“Parlare di case popolari significa prima di tutto parlare di persone e di città, con l’obiettivo di creare le condizioni per migliorare la vita quotidiana dei nuclei familiari particolarmente vulnerabili -spiega l’assessore Piu - le politiche abitative rappresentano una leva strategica per la rigenerazione urbana e per il rafforzamento della coesione sociale. La casa non è solamente un bene materiale – conclude - ma è il pilastro fondamentale della dignità umana, il luogo in cui si costruisce la sicurezza familiare e il presidio di coesione sociale della nostra comunità”.

La cura e il miglioramento nella gestione del patrimonio edilizio da parte dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa (Area) si realizzerà attraverso interventi programmati di manutenzione ordinaria e straordinaria in tutto il territorio regionale. La distribuzione dei fondi sulle varie aree territoriali è stata definita sulla base di un criterio oggettivo, che è quello del numero degli alloggi ERP (Edilizia residenziale pubblica), e dopo lo stanziamento ulteriore dei fondi FSC, la ripartizione è aggiornata per Cagliari, che conta circa 7.000 alloggi, a oltre 111 milioni di euro che comprendono anche il progetto di Sant’Elia, per Sassari, con circa 6.550 alloggi, a 73 milioni, per Carbonia-Iglesias con circa 4.320 alloggi, a 48 milioni, a Nuoro con circa 3.510 alloggi, a 39 milioni e per Oristano, che conta circa 2.500 alloggi, a 28 milioni euro.

«Denunciamo con forza l’ennesimo tentativo di colpire la Sardegna attraverso un provvedimento - sostenuto da una parlamentare di Fdi - che rischia di ridimensionare in modo significativo le competenze regionali in materia ambientale, soprattutto nei territori interessati da servitù militari. Qualsiasi iniziativa legislativa che punti a depotenziare le competenze regionali non può essere accettata. La proposta in discussione rappresenta un tentativo di aggirare i nostri strumenti di pianificazione e di ridurre la capacità della Regione di esercitare le proprie prerogative costituzionali. Non possiamo accettare un disegno politico che accentra poteri decisionali a discapito dei territori, riducendo il ruolo delle Regioni nella gestione e nel controllo del proprio territorio. Più volte abbiamo dichiarato che i beni non più utilizzati per funzioni statali devono tornare nella disponibilità della Regione e non possono essere trasformate in zone franche sottratte a ogni pianificazione, né tantomeno destinate a usi diversi eludendo le normative regionali. Contrasteremo ogni norma che possa indebolire l’autonomia speciale e compromettere la tutela ambientale della Sardegna perché, di fronte a interventi che minano le nostre competenze fondamentali, non smetteremo di far valere le nostre ragioni», così Todde.

Trenta edizioni eppure ancora una volta Cagliari Monumenti Aperti non smette di stupire. Complice un fine settimana perfetto anche sul fronte meteo e la presenza in città di migliaia di turisti, come ormai accade da qualche anno, la trentesima edizione di Cagliari Monumenti Aperti ha rinnovato un clamoroso successo di pubblico con oltre 112.000 visite registrate che rappresentano un record storico. Il numero medio di visitatori per sito aperto è stato il più alto di sempre.

 

Una lunga storia d’amore con il capoluogo sardo che risale alla prima edizione del 1997 ricordata nella Cripta di Santa Restituta nel corso di una visita guidata speciale condotta dai cinque fondatori.

 

Per Massimiliano Messina, Presidente di Imago Mundi: “Due giornate da incorniciare. Non solo perché il sole finalmente primaverile ha scaldato Cagliari, ma perché se speciale doveva essere questa 30esima edizione eccezionale lo è stata davvero, in tutti i sensi. Al di là forse delle nostre più rosee aspettative.

Non abbiamo sbagliato ad anticipare la manifestazione nella città madre ad aprile per aprire le danze, anzi, e abbiamo centrato in pieno lo slogan di quest’anno, Generazione Monumenti Aperti. Perché la partecipazione dei cittadini è stata straordinaria, lo dicono i numeri luccicanti, da record, e i nostri occhi, che sono stati testimoni, e perché il fattore presenza degli studenti e delle studentesse di ogni età è stata ancora più fondamentale e trainante del solito.

Vedere Cagliari, nella sua veste migliore, vivere una grande festa di comunità, quale Monumenti Aperti è, rappresenta per noi motivo di orgoglio enorme e linfa vitale che ci incoraggia e carica per affrontare a mille questa importante edizione appena iniziata”.

 

Il sito più visitato risulta essere l’Orto Botanico 5830, Sotterranei Ospedale Civile San Giovanni 3600, Chiesa e Cripta di Sant’Efisio 3237, Casa Massonica 3100, Villa Devoto 2780, Complesso Santa Croce Dipartimento di Architettura 2424, Galleria Rifugio Don Bosco 2200, Parco Nervi 2100.  

 

Così l’Assessora alla Cultura del Comune di Cagliari Maria Francesca Chiappe “Al di là dei numeri, bastava andare in giro per Cagliari in questi due giorni per comprendere il successo di Monumenti Aperti. Segno che la gente non è per niente stanca della manifestazione, considerato che fra i siti più visitati ci sono stati Orto Botanico e i Sotterranei. Vuol dire che c’è ancora bisogno di questa manifestazione, e ce ne sarà sempre, altrimenti non sarebbe diventato un modello anche per le altre regioni. Ha avuto la capacità di rinnovarsi pur mantenendo la propria identità”.

 

Settanta monumenti e sette itinerari, oltre a progetti speciali, mostre, open studios, itinerari e concerti, hanno esaltato la bellezza della città grazie a un racconto corale che ha visto migliaia di studentesse e studenti di ogni ordine e grado impegnati insieme a insegnanti e volontari dell’associazionismo culturale, per dar vita alla più grande festa del patrimonio culturale del capoluogo isolano. Tutto all’insegna del tema scelto quest’anno, “Generazione Monumenti Aperti” che intende proprio omaggiare le tante ragazze e i tanti ragazzi cresciuti con e dentro questo progetto.

 

La manifestazione prosegue ora nelle strade e nelle piazze della Sardegna e delle altre regioni italiane coinvolte in questa seconda edizione nazionale.

 

 

Il Tennis Club Cagliari si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e significativi della propria stagione. Mentre cresce l’attesa per il **Sardegna Open**, il torneo ATP Challenger 175 che dal 27 aprile riporterà sull’Isola grandi protagonisti del tennis internazionale, il club di **Monte Urpinu** è pronto a tuffarsi in un altro appuntamento chiave del 2026: l’inizio dei campionati nazionali di **Serie B1 e B2**.

A rendere ancora più speciale questo avvio è un dato che certifica la forza organizzativa e progettuale del circolo cagliaritano: **saranno ben cinque le formazioni impegnate contemporaneamente**, tra maschile e femminile, in B1 e B2. Un risultato che rappresenta un **record assoluto a livello nazionale** e che conferma, ancora una volta, la centralità del Tc Cagliari nello sviluppo del tennis sardo.

Una sfida che vale più dei risultati

Non si tratta soltanto di numeri. Dietro questo imponente schieramento c’è una visione chiara, costruita nel tempo: utilizzare i campionati a squadre come strumento di crescita per i giovani del vivaio e, più in generale, come occasione per alimentare tutto il movimento tennistico regionale.

Il fine settimana del debutto sarà subito densissimo. Sebbene l’inizio ufficiale dei campionati sia fissato per **domenica 19 aprile**, sui campi di Monte Urpinu si comincerà già **sabato 18**, con l’esordio casalingo della **formazione femminile di Serie B2**, fresca di promozione dalla Serie C conquistata nel 2025. E sarà subito una sfida dal sapore speciale: **derby cagliaritano contro il Circolo Tennis Decimomannu**.

Il giorno successivo toccherà invece alle due squadre di **B1 femminile**. La formazione “A” debutterà in casa contro le altoatesine del **Rungg**, mentre la squadra “B” affronterà il **Tennis Club Pistoia** nella cornice del **Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula**. Una soluzione organizzativa che il club replicherà anche nei prossimi weekend, alternando incontri anticipati al sabato e sfide disputate in sedi diverse, in un calendario particolarmente fitto che comprenderà anche gli impegni della **Serie C regionale**.

Ambizione, vivaio e spirito di squadra

Sempre domenica sarà il momento delle due formazioni maschili. La squadra di **Serie B1**, che punta a tornare in **A2**, esordirà in trasferta contro il **Circolo Tennis Parabiago** di Milano. La formazione di **Serie B2**, invece, sarà di scena al **Poggio Sport Village di Capoterra**.

A spiegare la filosofia che guida questa imponente attività è il direttore tecnico del Tc Cagliari, **Martin Vassallo Arguello**, che sottolinea il valore formativo dei campionati a squadre:

> “Come sempre, la nostra politica è quella di utilizzare le squadre come veicolo per generare movimento e occasioni di confronto, all’interno del club ma anche nell’intera Sardegna. Avendo più squadre possiamo distribuire meglio i giovani del nostro vivaio, dando quindi a tutti maggiori possibilità di giocare e fare esperienza”.

Una scelta coraggiosa, che comporta inevitabilmente anche qualche rischio dal punto di vista organizzativo, ma che il club affronta con convinzione.

> “Questo potrebbe anche crearci delle difficoltà, perché al minimo problema potremmo trovarci scoperti da una parte o dall’altra, ma è un rischio che siamo disposti a correre per offrire a tutti le opportunità ideali”.

Il cuore del progetto è proprio qui: creare un ambiente in cui atleti affermati, giovani in rampa di lancio e talenti del vivaio possano crescere insieme, condividendo esperienze, pressione agonistica e senso di appartenenza.

> “Nel periodo dei campionati si creano sempre una grande atmosfera e tanti momenti di condivisione, fra giocatori più affermati, altri agli inizi del percorso professionistico, altri ancora più giovani. Una situazione che fa bene a tutti. Le formazioni di B1 partono con discrete ambizioni, ma la promozione non è un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. La priorità è la crescita collettiva”.

Il segnale del vivaio e il volto giovane del club

Tra i simboli di questo percorso c’è anche **Lorenzo Rocco**, giovane talento del vivaio, indicato come uno dei possibili protagonisti della squadra di **Serie B1**. La sua presenza rappresenta perfettamente la direzione intrapresa dal club: investire sul presente senza perdere di vista il futuro, offrendo ai ragazzi occasioni concrete per confrontarsi con livelli sempre più alti.

È questa la vera ricchezza del Tc Cagliari: non soltanto allestire squadre competitive, ma costruire un sistema capace di dare continuità, prospettiva e identità al tennis sardo.

Anche il padel sorride: B femminile in vetta

Nel frattempo, il club può già sorridere per i risultati arrivati dal **padel**. La squadra femminile di **Serie B** ha infatti chiuso il girone d’andata da **capolista solitaria**, con **9 punti** conquistati grazie a tre vittorie in tre partite.

Un cammino impeccabile, costruito sempre con il punteggio di **2-1**: prima il successo casalingo contro il **Golden Padel Club di Caltanissetta**, poi le vittorie esterne al **Country Club di Castenaso**, nel Bolognese, e al **GPadel di Torino**. Un ruolino di marcia che legittima le ambizioni di accesso ai **play-off promozione**.

Per centrare la qualificazione alla seconda fase sarà necessario chiudere tra le prime due del **Gruppo 4**. Il ritorno in campo è ormai vicino: **domenica 26 aprile** la trasferta in Sicilia potrebbe già rivelarsi decisiva per ipotecare i play-off, mentre i due appuntamenti casalinghi di Cagliari sono fissati tra il **10 e il 24 maggio**.

## Un club in pieno fermento

Tra tennis e padel, tra prima squadra e vivaio, il Tc Cagliari si conferma dunque una delle realtà più vivaci e strutturate del panorama sportivo isolano. Le prossime settimane diranno quali risultati arriveranno dal campo, ma una certezza c’è già: il club di Monte Urpinu sta affrontando questa nuova sfida con una visione precisa, fatta di programmazione, coraggio e valorizzazione dei giovani.

Ed è forse proprio questa, al di là di classifiche e promozioni, la vittoria più importante.

 

Il Co.Mi.Pa. lancia l’allarme sui poligoni e trova il sostegno di Pigliaru e Scanu. Nel mirino la proposta di legge che cancella i controlli ambientali. Il Presidente del Consiglio Comandini resta l'unico solido ponte istituzionale.

Sulla questione delle servitù militari in Sardegna il clima si fa rovente. Quella che sembrava una discussione tecnica si è trasformata in uno scontro frontale che vede uniti il Co.Mi.Pa. (Comitato Misto Paritetico), l’ex Presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’ex Presidente della Commissione d’Inchiesta sui poligoni, Gian Piero Scanu. Al centro della contesa c'è un rischio concreto: che lo Stato riprenda il controllo totale sui territori sardi, cancellando decenni di battaglie per la trasparenza e la salute.

 

La "Legge Chiesa": Un colpo di spugna sulle conquiste sarde

La preoccupazione principale riguarda la proposta di legge n. 1887 (nota come "Legge Chiesa"). Per Pigliaru firmatario degli accordi Stato-Regione del 2017 e 2019, si tratta di un vero e proprio "atto di forza" che usa il pretesto delle tensioni internazionali per scavalcare l'autonomia sarda.

 

• Supremazia Statale: La norma ripristinerebbe il principio di esclusività dello Stato sulla gestione dei territori militari.

• Ambiente al buio: I siti militari verrebbero assimilati a "siti industriali dismessi", sottraendo alla Regione il potere di vigilare sulla sicurezza ambientale e sulla salute dei cittadini all'interno dei poligoni.

• Addio agli Osservatori: Verrebbero smantellati gli osservatori ambientali indipendenti, l'unico vero strumento di controllo a disposizione delle comunità locali.

 

Il Mistero di Quirra e il Progetto MR10

Il Co.Mi.Pa. denuncia inoltre una preoccupante mancanza di coinvolgimento su progetti industriali pesanti. È il caso dell’Area Nike nel Poligono di Quirra, dove si parla di una base di lancio per vettori suborbitali (progetto MR10).

L'impiego di tonnellate di propellenti criogenici (metano e ossigeno liquido) avviene senza che il Comitato sia stato consultato: non è chiaro se si tratti di attività civile o prettamente militare, né quale sia l'impatto reale di emissioni e inquinanti su un territorio già profondamente segnato.

Piero Comandini: L'unico alleato istituzionale

In questo panorama di tensioni e silenzi da parte di molti parlamentari sardi — spesso accusati di dialogare a "porte chiuse" solo con i vertici militari — il Co.Mi.Pa. individua un unico, fondamentale punto di riferimento: il Presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini.

Comandini viene indicato come l’unico esponente istituzionale ad aver sempre accolto con attenzione le istanze del Comitato, intervenendo attivamente presso il Governo per difendere le prerogative della Sardegna. Una sponda politica necessaria per evitare che l'organismo preposto alla tutela dei sardi resti isolato nel confronto con il Ministero della Difesa.

L'appello: Un'azione Bipartisan per la Dignità

L’invito che arriva da Pigliaru, Scanu e dal Co.Mi.Pa. è rivolto all'intera classe dirigente isolana: serve un'azione politica determinata e bipartisan. La difesa della salute e dell'ambiente non ha colore politico, specialmente quando in gioco c'è la gestione di oltre 30.000 ettari di terra sarda.

 

"È necessaria un’azione di contrasto affinché questa proposta di legge venga respinta," dichiarano Pigliaru e Scanu. "La Giunta e il Consiglio devono sostenere il Co.Mi.Pa. nella salvaguardia della salute dei cittadini."

 

Il commento di ViviLaSardegna: La Sardegna non può tornare a essere un semplice "cortile di addestramento" senza voce in capitolo. La trasparenza ambientale è un diritto acquisito che non può essere sacrificato sull'altare della geopolitica. Vigileremo affinché l'impegno del Presidente Comandini non resti isolato e affinché la voce della nostra terra torni a contare nei tavoli romani.

 

ViviLaSardegna

Non è più un picco temporaneo, ma una tendenza che si consolida giorno dopo giorno. Anche nel Sud Sardegna il caro prezzi continua a incidere in modo trasversale su tutta la filiera, dai carburanti all’energia fino ai prodotti alimentari, con effetti diretti su imprese e consumatori.

 

A lanciare l’allarme è Mauro Spanu, imprenditore del territorio e delegato FIDA (Federazione Italiana Dettaglianti Alimentari) Confcommercio Sud Sardegna, che descrive una situazione sempre più complessa: aumenti diffusi, margini ridotti e famiglie costrette a rivedere le proprie abitudini di spesa.

 

“Abbiamo registrato un calo del 12% sui prodotti pasquali, come le uova di cioccolato. È un segnale evidente: le famiglie iniziano a tagliare anche sulle tradizioni”.

 

Parallelamente, si assiste a un aumento immediato e consistente dei prezzi, in particolare nel comparto ortofrutta:​+25% ortofrutta, +15/20% energia elettrica, +10% pane (previsto dalla prossima settimana)

 

Un effetto domino che non si fermerà qui. “I panificatori ci hanno già comunicato gli aumenti. Di conseguenza, anche i bar saranno costretti ad adeguare i prezzi: paste e tramezzini saliranno di circa il 10%”.

Le imprese, almeno per ora, stanno cercando di assorbire parte degli aumenti senza scaricarli immediatamente sui clienti. “Le aziende stanno facendo uno sforzo enorme: non trasferiscono subito i rincari sul prezzo finale, ma se li stanno accollando. Tuttavia, questa situazione non è sostenibile a lungo”, precisa l’imprenditore attivo nel settore bar, carburanti e distribuzione alimentare.

 

Il nodo più critico resta quello dei carburanti, con effetti diretti su tutta la filiera: Prezzo passato da 1,70€ a 2,10€ al litro. Con 50 euro oggi si acquistano circa 23 litri, contro i 30 litri precedenti. “l’aumento del prezzo del carburante è il vero moltiplicatore dei costi. Colpisce tutto: trasporti, agricoltura, distribuzione. Gli agricoltori devono usare gasolio e energia elettrica per lavorare, e questo si riflette inevitabilmente sui prezzi al consumo”.

 

Gli aumenti di carburanti, energia elettrica e ortofrutta rappresentano oggi gli impatti più evidenti, ma le conseguenze si stanno già estendendo a tutti i settori.

 

“Il tempo stringe. Se questa crisi dovesse continuare, le famiglie saranno costrette a rinunciare ancora: prima una colazione al bar, poi una gita fuori porta, poi un pranzo al ristorante. È un effetto a catena che rischia di colpire duramente l’intero sistema economico locale”.

 

Confcommercio Sud Sardegna lancia quindi un appello chiaro: “Servono interventi urgenti per contenere i costi energetici e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, prima che la contrazione dei consumi diventi strutturale”.

 
 
 
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