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“Apprendiamo dagli organi di stampa gli ultimi sviluppi sulla situazione della Nobento, ma è doveroso ricordare che la Regione Sardegna non ha mai fatto mancare il proprio sostegno”, dichiara l’assessora del Lavoro Desirè Manca. “Già un anno fa, questo Assessorato, in stretta sinergia e pieno accordo con il Comune di Alghero, aveva individuato e tracciato una strada concreta e percorribile con specifici strumenti di supporto destinati a salvaguardare tutti i lavoratori coinvolti nella vertenza. Purtroppo, tale percorso è stato nettamente rifiutato dall'azienda”.

L’azienda infatti ha comunicato “la richiesta di un concordato in continuità aziendale”.

L’esponente della Giunta Todde precisa, inoltre, che non vi è alcuna necessità di sollecitare interventi da parte delle istituzioni regionali poiché l'impegno della Regione è stato massimo fin dal primo momento.

“Nonostante il rifiuto opposto a suo tempo dall'azienda di percorrere le soluzioni prospettate, le nostre porte restano sempre spalancate. L'obiettivo primario di questo Assessorato – prosegue l’assessora - rimane la tutela e la salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro. Siamo e saremo sempre pronti a sederci a un tavolo con le parti sociali, i sindacati e le istituzioni locali per mettere a disposizione tutti gli strumenti regionali idonei a proteggere le maestranze e le famiglie del territorio algherese”.

Martedì, 06 Ottobre 2026 17:13

Sardegna, terra di sport e inclusione

Da 12 al 20 ottobre - premiazioni il 17 e il 19, cerimonia di chiusura il 19 - al PalaGeovillage ventidue Paesi al via con 200partecipanti all’Olbia 2026 World boccia challenger. L’evento guarda ai Giochi paralimpici di Los Angeles 2028 e coniuga socialità, inclusione, territorio e turismo. La Sardegna in pedana con gli arbitriDiletta Sanna (Budoni), Damiano Tuveri (Cagliari) e Francesca Pasella (Olbia). Ministero Sport, Regione Sardegna, Comune Olbia, Fib, Coni, Comitato paralimpico, Inail e Ussi tra I patrocini.

Stamani, martedì 6 ottobre, all’assessorato regionale al Turismo, è stata presentata l'Olbia 2026 World Boccia Challenger. Curato da World Boccia e Federazione italiana bocce (Fib), l’appuntamento, per il quinto anno di fila a Olbia, sposa cultura, socialità, territorio, sport, inclusione e turismo. Ai lavori interventi di Franco Cuccureddu (assessore regionale Turismo), Gianluca Lilliu, Claudio Secci e Alberto Borsetti (presidenti Fib, Cip e Msp Sardegna), Alice Ronsval (dirigenteIchnusa sport),.Da remoto, il presidente nazionale Fib, Roberto Favre e l’assessora allo Sport del comune di Olbia, Elena Casu.

 

Sardegna, terra di sport e inclusione. “Lavoriamo sul tema con venti eventi internazionali. Siamo orgogliosi di poter ospitare un evento complesso come il World boccia challenger con atketi che provengono  da Argentina, Colombia, Australia e Singapore” dice Franco Cuccureddu. “Regione ospitale e preparata. Complimenti al presidente del Cip Liguria, Dario della Gatta, e al suo staff per l’organizzazione. Il lavoro fatto dal Cip nazionale guidato da Marco Giunio De Sanctis è di alto livello” aggiunge Roberto Favre. “Ospitiamo un evento speciale e di valore internazionale. L’intesa è proficua” rimarca Elena Casu. “La manifestazione fa parte, grazie al supporto dell’assessorato regionale al Turismo, di sette appuntamenti isolani. La boccia coinvolge atleti con disabiltà molto gravi: diamo un segnale ai 120mila sardi con disabilità. Sono solo mille quelli che fanno sport” rimarca Claudio Secci. “Al Palageovillage corrono per le paralimpiadi americane dieci italiani, tra i primi cinquanta del ranking mondiale. La manifestazione non si racchiude in un palazzetto, vogliamo che appartenga a tutti" sottolinea Alice Ronsval. “L'universo paralimpico ha aspetti pubblici, economici,culturali e sociali. Ma ha come obiettivo il valore della persona. Auguriamo agli atleti il meglio: continuate a lottare, giocate correttamente, divertitevi e superate i vostri limiti” scrivono gli organizzatori. Tra questi, Asd Ichnusa sport e Fib, supportato da assessorato regionale Turismo, assessorato comunale Sport-Olbia, Bmw Specialmente. Partner istituzionali Coni e Comitato italiano paralimpico Sardegna e Msp Sardegna e Ussi (Unione stampa sportiva italiana). 

 

Sfide aperte dal 12 al 20 ottobre. Il 12 ottobre accreditamenti al PalaGeovillage. Il giorno dopo la cerimonia inaugurale. Dal 14 il via alle gare, chiusura il 19 ottobre. La sfida - nazionali di Argentina, Australia, Austria, Canada, Colombia, Corea, Finlandia, Gran Bretagna, Grecia, India, Israele, Isole Faroe, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca. Singapore, Spagna, Slovacchia, Stati Uniti, Ucraina e Ungheria - tra tecnici, accompagnatori e dirigenti haduecento i partecipanti, tra questi 77 atleti e atlete. Le gare: Individuale categorie BC1, BC2, BC3 e BC4, coppie BC3 e BC4, squadre BC1-BC2.

 

L’Italia e i giudici sardi. La commissione arbitrale guidata dalla spagnola Teresa Calverol, vede anche gli arbitri sardi Diletta Sanna (Budoni), Francesca Pasella (Olbia) e Damiano Tuveri (Cagliari). I Team leader azzurri sono Riccarda Ambrosi e Paola Paluselli. Acaccia del pass olimpico Gabriele Zendron (15 al mondo), Giuseppe Rollo (20), Michela Maria Favini (29), Riccardo Zanella (43)e Claudia Targa (51).

GRAZIA 100. Leggere, vivere, raccontare Deledda è un progetto dedicato alle giovani generazioni, promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna – assessorato della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport – e progettato dall’APS Il Club di Jane Austen Sardegna. Questa mattina, durante una conferenza stampa a Cagliari nella sala dell’assessorato della Cultura, sono state presentate le varie fasi del programma in una conferenza stampa a cui hanno partecipato l’assessora Ilaria Portas, la presidente dell’APS Gabriela Podda e la direttrice artistica del Club, Giuditta Sireus.

“Siamo canne, e la sorte è il vento”. Ci vogliono libri aperti, immaginazione e la curiosità dei giovani lettori per esplorare quanto quelle parole abbiano ancora da dire. GRAZIA 100 ha dunque l’obiettivo di portare questa ricerca nelle scuole superiori dell’isola, accompagnando studentesse e studenti attraverso letture, laboratori e creazioni originali nell'anno del centenario dell'assegnazione del Premio Nobel a Grazia Deledda.

L’iniziativa coinvolgerà indicativamente 16 istituti, 32 classi e tra 640 e 800 studenti distribuiti in otto ambiti territoriali della Sardegna: Cagliari e area metropolitana, Sulcis, Campidano, Ogliastra, Oristanese, Nuorese, Sassarese e Gallura. Dai conflitti dei personaggi alle interpretazioni dei ragazzi, dalla lettura dei romanzi alla scrittura, alla fotografia, ai podcast e alle performance, le opere deleddiane diventeranno materia viva di confronto e invenzione.

“Come Regione Sardegna e come Assessorato abbiamo voluto mettere al centro del centenario del Premio Nobel una visione integrata e diffusa della figura di Grazia Deledda, promuovendo un insieme di iniziative, risorse e progetti che restituiscano alla nostra scrittrice il posto d'onore che merita nel panorama culturale globale”, dichiara l’assessora Ilaria Portas. “Tutto ciò che abbiamo realizzato e programmato in questi mesi nasce dalla volontà di non limitarci a cerimonie astratte, ma con la finalità concreta di lasciare un insegnamento duraturo. Con GRAZIA 100 portiamo il Nobel direttamente dentro le aule e tra le giovani generazioni, trasformando la memoria in un’esperienza viva e partecipata. È un investimento culturale coordinato che unisce scuole, musei, biblioteche ed enti locali in una rete regionale coesa, capace di valorizzare il patrimonio deleddiano e di trasmettere a ragazze e ragazzi la forza straordinaria, l'attualità e la dimensione universale della sua produzione letteraria”.

L'articolazione del percorso si svilupperà in diverse fasi. Si comincerà con la fase “Scoprire Grazia”, caratterizzata da incontri territoriali con studiosi ed esperti nei vari ambiti geografici della Sardegna per introdurre la figura dell’autrice, il significato del Nobel e il contesto storico-culturale delle sue opere. Successivamente, con “Vivere Grazia”, gli studenti entreranno nel rapporto diretto con i testi attraverso laboratori didattici basati su metodologie attive ed esperienziali, tra scrittura, immagini, gioco e immedesimazione. Nella fase “Raccontare Grazia”, ogni classe realizzerà la propria restituzione creativa sotto forma di video, podcast, reading, performance, installazioni artistiche o progetti grafici, facendo confluire le singole visioni in un racconto collettivo. Infine, il momento di “Incontrare Grazia” condurrà una rappresentanza delle scuole a Nuoro per attraversare i luoghi simbolo della scrittrice, dalla Casa Museo alla Chiesa della Solitudine, presentando le proprie creazioni in una giornata di confronto regionale.

“Quando abbiamo immaginato GRAZIA 100 – spiega la direttrice artistica del Club Jane Austen, Giuditta Sireus – siamo partiti da una domanda: come si celebra davvero una scrittrice a cento anni dal Nobel? La risposta, per noi, è stata: riportandola ai lettori. Grazia Deledda è parte profonda della nostra memoria culturale, ma un classico continua a vivere soltanto se nuove generazioni possono incontrarlo, leggerlo e sentirsi libere di interrogarlo con le proprie domande. Per questo abbiamo scelto di costruire un progetto che chiedesse ai ragazzi di entrare nelle sue storie e farne esperienza. I suoi personaggi parlano di identità, libertà, desiderio, appartenenza, conflitto ed emancipazione: questioni che, a distanza di un secolo, possono ancora dialogare profondamente con il presente”.

A garantire la continuità e l'eredità dell'iniziativa sarà la Rete Regionale GRAZIA 100, aperta a scuole, amministrazioni locali, biblioteche, musei, fondazioni e associazioni culturali, che consentirà anche ai soggetti non direttamente coinvolti nei laboratori di accedere a contenuti, metodologie e materiali condivisi.

La fase di avvio prevede ora la mappatura del sistema scolastico e culturale dei vari territori, la costituzione formale della Rete e l’apertura della manifestazione di interesse rivolta a tutti gli istituti secondari di secondo grado della Sardegna.

Non sono pervenute offerte per il servizio aereo Alghero-Milano Linate che dovrà entrare in vigore dal 1° febbraio 2027. La Regione prende atto dell’esito della procedura e proseguirà ora con la definizione di un nuovo bando, con l’obiettivo di garantire il collegamento e consentire anche alla Alghero Linate di accedere al nuovo regime di continuità territoriale.

Nel frattempo, è arrivata una notizia importante: Ita Airways ha comunicato alla Regione Sardegna l'accettazione dell'attuale servizio in proroga fino al 31 gennaio 2027.

“Prendiamo atto delle difficoltà che continua a incontrare questo collegamento – dichiara l’Assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca –. È una situazione complessa, che abbiamo affrontato predisponendo per tempo un doppio percorso. Oggi, di fronte all’assenza di offerte, mandiamo avanti la nuova procedura. L’obiettivo resta quello che abbiamo sempre indicato: mettere in sicurezza il collegamento Alghero-Milano, uniformarlo al più presto alle migliori condizioni di cui le altre rotte godono con il nuovo modello di continuità territoriale, con condizioni più favorevoli per i passeggeri, tariffe più basse e un incremento delle frequenze in termini di frequenze”.

Parallelamente, ITA Airways ha formalizzato la disponibilità alla proroga dell’attuale servizio fino al 31 gennaio 2027. La proroga consente quindi di superare senza soluzione di continuità il periodo transitorio compreso tra la conclusione dell’attuale affidamento e l’avvio del nuovo regime. La disponibilità di ITA consente inoltre di congelare la procedura negoziata d’urgenza relativamente alla copertura del periodo transitorio, mentre la Regione continuerà a lavorare attraverso la procedura prevista per garantire, dal 1° febbraio 2027, l'avviso del nuovo servizio.

“Nonostante l’esito della gara, il collegamento è assicurato – sottolinea Manca –. Abbiamo predisposto gli strumenti necessari per garantire il servizio e continueremo a utilizzarli. La proroga di ITA ci permette intanto di superare il periodo di transizione senza lasciare scoperta la rotta. Parallelamente lavoreremo per assicurare il passaggio al nuovo modello dal 1° febbraio”.

“Siamo consapevoli della particolare difficoltà di questa tratta e proprio per questo abbiamo scelto di muoverci in anticipo, senza aspettare che l’eventuale esito negativo della gara producesse un vuoto. Il nostro impegno resta quello di garantire la continuità del collegamento e, dal prossimo febbraio, un servizio più conveniente e con maggiori frequenze per i cittadini del Nord-Ovest della Sardegna”, conclude l’Assessora.

Crescono l’occupazione e la partecipazione al mercato del lavoro in Sardegna. Nel secondo trimestre del 2026 gli occupati hanno superato quota 619 mila, quasi 34 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2024. La presidente della Regione Alessandra Todde interviene sui dati Istat già illustrati dall’assessora del Lavoro Desirè Manca, richiamando le priorità dell’azione regionale.

“Restituire fiducia a chi aveva smesso di cercare un impiego e creare le condizioni per un lavoro stabile sono priorità per la Sardegna. Gli ultimi dati Istat mostrano segnali di crescita”, dichiara la presidente Todde.

Il tasso di attività è passato dal 63,1% del 2024 al 64,4% del 2025, fino al 67,3% del secondo trimestre del 2026: il valore più alto del periodo analizzato, in linea con la media nazionale. Nel confronto tra il secondo trimestre del 2024 e quello del 2026, gli inattivi sono scesi da 371 mila a 318,8 mila, confermando una maggiore partecipazione al mercato del lavoro.

Il tasso di disoccupazione, dopo essere diminuito dal 10,1% del 2023 all’8,3% del 2024, si è attestato al 9,3% nel 2025.

“Questo dato si accompagna al ritorno nella ricerca di un impiego di persone che avevano smesso di cercarlo. Le politiche attive e i servizi per il lavoro devono continuare a sostenere questa partecipazione e, insieme agli interventi a favore delle imprese, contribuire a creare occupazione stabile e di qualità”, sottolinea Todde.

La presidente conclude con un riconoscimento al lavoro dell’Assessorato: «Ringrazio l’assessora Desirè Manca e tutto l’Assessorato del Lavoro per l’impegno quotidiano nel costruire questo percorso”.

La grande boccia paralimpica internazionale torna in Sardegna. Dal 12 al 20 ottobre Olbia ospiterà il World Boccia Challenger 2026, appuntamento che porterà al PalaGeovillage atleti provenienti da 22 Paesi e che rappresenta una tappa importante nel percorso internazionale verso i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028.

La manifestazione, organizzata da World Boccia e dalla Federazione Italiana Bocce, arriva per il quinto anno a Olbia e riunirà oltre 200 persone tra atleti, tecnici, accompagnatori e dirigenti. Saranno 77 gli atleti e le atlete chiamati a confrontarsi nelle diverse categorie della disciplina. Il calendario ufficiale internazionale fissa l’appuntamento dal 12 al 20 ottobre.

Prima delle gare, l’evento sarà presentato martedì 6 ottobre alle 12 a Cagliari, nella sede dell’assessorato regionale al Turismo di viale Trieste. Alla conferenza stampa sono attesi, tra gli altri, l’assessore regionale Franco Cuccureddu, il presidente nazionale del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis, l’assessora allo Sport del Comune di Olbia Elena Casu e i rappresentanti delle federazioni e delle realtà sportive coinvolte nell’organizzazione.

Il programma entrerà nel vivo il 12 ottobre con gli accreditamenti, mentre il giorno successivo, alle 18.30, è prevista la cerimonia inaugurale. Le competizioni cominceranno il 14 ottobre e proseguiranno fino al 19, giornata delle premiazioni.

A Olbia arriveranno le rappresentative di Argentina, Australia, Austria, Canada, Colombia, Corea, Finlandia, Gran Bretagna, Grecia, India, Israele, Isole Faroe, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Singapore, Spagna, Slovacchia, Stati Uniti, Ucraina e Ungheria.

In programma le prove individuali delle categorie BC1, BC2, BC3 e BC4, le competizioni di coppia BC3 e BC4 e quelle a squadre BC1-BC2. La boccia, disciplina paralimpica di precisione e strategia, prevede diverse classificazioni funzionali per consentire agli atleti con differenti disabilità di confrontarsi nelle rispettive categorie.

Particolare attenzione sarà riservata alla squadra azzurra, impegnata a raccogliere risultati importanti nel cammino internazionale che conduce alle Paralimpiadi di Los Angeles.

Tra gli atleti italiani annunciati ci sono Gabriele Zendron, Giuseppe Rollo, Michela Maria Favini, Riccardo Zanella e Claudia Targa. I team leader della rappresentativa saranno Riccarda Ambrosi e Paola Paluselli. L’obiettivo immediato è salire sul podio di Olbia, ma ogni risultato internazionale assume un peso particolare in una fase della stagione nella quale lo sguardo è già rivolto al 2028.

La Sardegna non sarà rappresentata soltanto sul piano organizzativo. Nella giuria internazionale, presieduta dallo spagnolo José Luis Sirera, figurano infatti anche tre arbitri sardi: Diletta Sanna di Budoni, Francesca Pasella di Olbia e Damiano Tuveri di Cagliari.

Il World Boccia Challenger vuole andare però oltre l’aspetto strettamente agonistico. La manifestazione è costruita anche come occasione di inclusione, socialità e promozione del territorio, con l’obiettivo di utilizzare lo sport paralimpico come strumento capace di creare relazioni e, allo stesso tempo, generare ricadute turistiche.

«Olbia rappresenta una delle città più importanti dell’universo paralimpico per gli aspetti pubblici ed economici e per il significato culturale e sociale di questa competizione, che avrà sempre come primo obiettivo il valore della persona», sottolineano gli organizzatori, che rivolgono agli atleti l’augurio di continuare a lottare, divertirsi e superare i propri limiti.

La manifestazione gode del sostegno e del patrocinio di numerose istituzioni e realtà del mondo sportivo e paralimpico, tra cui Regione Sardegna, Comune di Olbia, Ministero per lo Sport e i Giovani, Comitato Italiano Paralimpico, Coni, Inail e Ussi.

Per Olbia sarà così una settimana nella quale lo sport di alto livello diventerà anche una vetrina internazionale per la Sardegna. Ventidue nazioni, decine di atleti e un traguardo comune sullo sfondo: Los Angeles 2028, mentre il PalaGeovillage si prepara ancora una volta a diventare uno dei punti di riferimento della boccia paralimpica mondiale.

“La volontà dell’Amministrazione è quella di adoperarsi perché tutti coloro che si sono allontanati, per un motivo o per un altro, possano tornare nel centro storico. Ed ecco perché, accanto alle tradizionali casette di Piazza Yenne e del Corso Vittorio Emanuele II, realizzeremo un Villaggio di Natale in Piazza del Carmine”.

 

Non ha dubbi l’assessore alle Sviluppo economico e settori produttivi Carlo Serra che, nell’anticipare oggi nella Sala Retablo del Municipio il quadro temporale delle attività di Natale giunte alla decima edizione, ha scommesso sulla qualità dell’offerta di Piazza del Carmine, pronta a mettere in mostra tutta la sua bellezza. “Sta pian piano tornando ad un livello di sicurezza ottimale e noi puntiamo molto sulla valenza che questo luogo ha nell’ospitare tanti tipi di attività”.

 

A (ri)cominciare proprio dalle iniziative legate al Natale con un mese di animazione e proposte commerciali oltre che di somministrazione di alimenti e bevande.

 

Il calendario degli appuntamenti verrà diffuso nelle prossime settimana ma intanto l’amministrazione si è mossa con largo anticipo definendo le location nelle quali si concentreranno gli eventi principali del Natale.

 

Con un’offerta “potenziata” rispetto alle precedenti edizioni, il centro cittadino si animerà dei colori natalizi a partire dal 1 dicembre e fino al giorno dell’Epifania con 40 casette posizionate tra Piazza Yenne e il Corso Vittorio Emanuele II, altre 40 su un lato della Piazza del Carmine, affiancate, sull’altro lato, da una pista di pattinaggio, un area giochi e uno spazio per la somministrazione di cibi e alimenti.


L’organizzazione sarà curata dal Centro commerciale naturale Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Yenne che si è aggiudicato il relativo affidamento triennale (fino al 2028). Ma non sono voluti mancare altri due protagonisti importanti nello scenario delle festività. Sia il CTM S.p.A. che l’Ente Fiera, infatti, faranno la loro parte perché quante più persone possibile riescano a godere delle iniziative in programma.

 

L’azienda di trasporti metterà in campo, finanziata dal comune di Cagliari e quindi gratuita per i fruitori, le navette di Natale che con un percorso circolare con partenza e arrivo in Piazza Yenne attraverseranno la città fino al quartiere di San Benedetto per convogliare verso il centro tutti gli interessati. Saranno due le vetture da sei metri che andranno avanti e indietro con partenza ogni 20 minuti (dalle 9 alle 15 e dalle 16,30 alle 20,30 nei giorni di apertura dei mercatini). E fino all’Epifania, anche la Fiera rappresenterà una tappa suggestiva con la Fiera Natale giunta alla 44^ edizione, che non sarà più solo un mercatino di Natale ma, grazie al contributo della Regione, diventerà un luogo di promozione dei territori pensato per le famiglie. L’ingresso e tutte le attività all’interno saranno gratuiti.


A illustrare in conferenza stampa i dettagli delle rispettive attività sono stati Bruno Useli, Direttore generale di CTM. S.p.A. e Alessandra Angius, Responsabile commerciale dell’Ente Fiera. Presenti all’incontro con i cronisti anche Antonio Ghiani ed Emanuele Frongia del CCN Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Yenne, oltre che il dirigente del Servizio Suape, Mercati e Attività produttive, Alessandro Cossa.

Per trovare un cuoco possono servire quasi cinque mesi. E quando un’impresa della ristorazione non riesce a coprire una posizione, in due casi su tre il problema non è la preparazione insufficiente di chi si presenta: mancano proprio i candidati. È da questo dato che, secondo FIPE Sardegna, bisogna partire per comprendere cosa sta accadendo nel mercato del lavoro, senza ricondurre un fenomeno complesso alla sola questione degli stipendi.

Gli ultimi dati del Rapporto Excelsior di Unioncamere fotografano infatti una difficoltà che va ben oltre la ristorazione: in Sardegna il 47% delle assunzioni programmate dalle imprese riguarda profili difficili da reperire, con criticità che interessano turismo, servizi, edilizia e competenze digitali.

Per FIPE si tratta quindi di un problema strutturale, nel quale si intrecciano demografia, formazione, orientamento scolastico, disponibilità di competenze e un diverso rapporto delle persone con il lavoro.

Un tema emerso anche nel recente tavolo nazionale organizzato da FIPE sul futuro del lavoro nella ristorazione: il calo demografico e il trasferimento all’estero di una parte dei giovani riducono il numero di persone disponibili a entrare nel mercato del lavoro. Ristoranti e bar cercano quindi collaboratori in un bacino più ristretto, conteso anche dagli altri settori. La difficoltà di reperire personale va letta anche alla luce di questo cambiamento, insieme alle condizioni di lavoro e alle prospettive professionali offerte dalle imprese.

Questo non significa ignorare le specificità della ristorazione. Turni serali, lavoro nei fine settimana e durante le festività, stagionalità e difficoltà nel conciliare vita privata e professionale sono problemi reali, sui quali l’associazione ritiene necessario intervenire.

“Il nostro settore ha delle criticità e non abbiamo interesse a nasconderle. Ma proprio per questo dobbiamo capire fino in fondo perché oggi tante imprese che cercano personale non riescano a trovarlo. Il mercato del lavoro è cambiato e servono strumenti nuovi per rispondere a esigenze nuove”.

Sul fronte delle retribuzioni, FIPE richiama il Contratto collettivo nazionale dei Pubblici Esercizi, sottoscritto con Filcams, Fisascat e Uiltucs. Dal primo giugno 2026 il minimo contrattuale è pari a 1.693 euro lordi mensili per il quarto livello e 1.390 euro per il settimo livello.

Un dato che, sottolinea l’associazione, deve essere letto insieme alla struttura dell’occupazione: il 59% dei dipendenti del settore lavora part-time, mentre il 60,5% ha un contratto a tempo indeterminato. Una retribuzione mensile relativa a un rapporto a tempo parziale non può dunque essere confrontata direttamente con i minimi previsti per un tempo pieno.

Diverso è il caso di chi non rispetta le regole. Retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali o ore lavorate e non pagate sono violazioni che devono essere segnalate, accertate e sanzionate. Su questo, per FIPE, non possono esserci ambiguità.

I numeri mostrano però quanto sia diventato difficile per le imprese reperire personale. Nel 2025 una ricerca su due nella ristorazione è risultata problematica e per alcune professionalità i tempi di selezione si sono allungati fino a diversi mesi.

Allo stesso tempo è cresciuta la quantità di lavoro necessaria per produrre valore: rispetto al 2019 le ore lavorate sono aumentate dell’11%, a fronte di una crescita del valore aggiunto del 3,1%, con una produttività oraria inferiore di sette punti.

In Sardegna il settore conta 4.801 imprese con dipendenti, con una media di 5,6 addetti per azienda. Una fotografia fatta soprattutto di piccole attività, nelle quali il costo del lavoro, l’organizzazione dei turni e l’aumento generale dei costi incidono direttamente sulla sostenibilità dell’impresa.

Per FIPE è dunque su questo terreno che occorre costruire il confronto con le rappresentanze dei lavoratori: formazione professionale, orientamento nelle scuole, welfare contrattuale, organizzazione del lavoro e riduzione del cuneo fiscale.

“Un’impresa ha tutto l’interesse a trattenere un lavoratore preparato, farlo crescere e investire sulla sua professionalità. Quando una persona se ne va, non si perde soltanto un dipendente: si perdono esperienza, formazione, qualità del servizio e competitività”.

FIPE richiama infine l’attenzione su una parte del settore che spesso rimane sullo sfondo. Nella ristorazione sarda, caratterizzata soprattutto da piccole imprese, il titolare lavora frequentemente accanto ai propri collaboratori, affrontando a sua volta turni, weekend e festività, insieme alle responsabilità economiche legate all’attività e all’occupazione che genera.

“Non crediamo che lavoratori e imprenditori debbano essere messi gli uni contro gli altri. Le migliaia di imprese che rispettano i contratti, pagano regolarmente stipendi, contributi, tasse e fornitori e continuano a creare occupazione meritano attenzione quanto le persone che ci lavorano. La ristorazione funziona soltanto se si fa squadra. La sfida è rendere il lavoro più attrattivo e sostenibile e, nello stesso tempo, mettere le imprese nelle condizioni di continuare a creare occupazione. È su questo che vogliamo confrontarci con le organizzazioni sindacali”.

“La situazione di Eurallumina richiede un intervento immediato. La Regione Sardegna considera ormai non più rinviabile l'individuazione delle risorse necessarie a garantire la continuità della gestione del sito di Portovesme, con particolare riferimento ai presidi ambientali, alla sicurezza degli impianti e alla tutela dei lavoratori. Per la Regione è necessario dare seguito al percorso istituzionale avviato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e procedere alla convocazione urgente di un nuovo tavolo nazionale”.

Lo dichiarano la Presidente Alessandra Todde e l’assessore dell’Industria Emanuele Cani a seguito delle comunicazioni trasmesse nei giorni scorsi dalla società e delle preoccupazioni espresse sia dal Consorzio Industriale Provinciale Carbonia – Iglesias che dalle organizzazioni sindacali.

Secondo quanto comunicato dall'azienda, le attuali disponibilità finanziarie non sarebbero sufficienti a garantire tutte le obbligazioni aziendali e le attività indispensabili per il presidio ambientale e la sicurezza del sito. Tra queste rientrano il trattamento delle acque, la manutenzione e conservazione degli impianti e la messa in sicurezza del patrimonio aziendale.

“La situazione di Eurallumina non può essere affrontata soltanto come un'emergenza finanziaria. Servono risorse per affrontare l'emergenza, ma anche un percorso chiaro per superare definitivamente l'attuale situazione di incertezza che riguarda il futuro di uno stabilimento strategico per il sistema industriale del Sulcis e centinaia di lavoratori”.

“Comprendiamo la preoccupazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Mesi di incertezza e di riduzione del reddito hanno avuto un impatto pesante sulle famiglie e sul territorio – concludono Todde e Cani –. Proprio per questo è necessario che il confronto istituzionale produca rapidamente risultati concreti. La Regione è pronta a fare la propria parte, ma il Governo deve mettere in campo gli strumenti e le risorse di propria competenza”.

“La priorità è garantire che non venga mai meno la continuità dei presidi ambientali e delle attività necessarie alla sicurezza del sito. Su questo punto è indispensabile un'assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte, e in particolare che il Governo assicuri in tempi rapidissimi le risorse necessarie”, sottolineano la Presidente Todde e l'assessore Cani.

Tra i nodi da affrontare resta quello relativo al congelamento degli asset societari e alla possibilità di definire una prospettiva industriale per Eurallumina. La Regione ritiene necessario che su questo punto venga individuato un percorso istituzionale capace di salvaguardare il patrimonio industriale e occupazionale e di creare le condizioni per la ripresa produttiva.

“Abbiamo sempre ritenuto l’ambiente e il paesaggio isolano un bene identitario della Sardegna. Ancora una volta la Consulta ha ribadito il principio di cautela quando si parla idoneità o non idoneità di un territorio ad ospitare impianti per la produzione da fonti di energia rinnovabile”. Lo afferma la Presidente della Regione, Alessandra Todde, commentando la sentenza n. 156/2026 della Corte costituzionale, che ha respinto le questioni di legittimità sollevate dal Tar del Lazio nel procedimento promosso da Iberdrola Renovables Italia spa contro la Regione Sardegna. La sentenza della Corte lascia infatti in vigore gli Allegati A, B, C, D ed E della legge regionale 20/2024.
“La sentenza di oggi della Consulta – prosegue la Presidente – lascia in vigore le regole con cui abbiamo individuato le aree dove realizzare gli impianti e quelle da tutelare. Resta fermo anche il principio di cautela previsto dalla nostra legge”.
“Lo ribadiamo tutte le aziende che vogliono investire nella nostra terra sono le benvenute ma chi investe in Sardegna deve confrontarsi con le regole e con le esigenze delle comunità. Il valore del nostro paesaggio e le vocazioni dei territori devono avere un peso nelle decisioni”, sottolinea Todde.
“La nostra autonomia vive nelle scelte concrete. Continueremo a farla valere perché la transizione porti energia e benefici ai sardi, dia forza alle nostre imprese e rispetti la terra in cui viviamo. La Sardegna vuole la transizione energetica”, conclude la Presidente, “e vuole governarla, perché le scelte sul nostro territorio riguardano il futuro di tutti noi”.
 

“La sentenza di oggi conferma la linea scelta dalla Regione. Abbiamo rivendicato il diritto della Sardegna a governare le trasformazioni del proprio territorio e abbiamo costruito una disciplina per farlo, individuando dove le energie rinnovabili possono essere realizzate e dove devono essere tutelati altri interessi. Oggi quella scelta resta in campo”. Così l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda, riferendosi al pronunciamento della Consulta che ha respinto il ricorso intentato da un’azienda contro la legge sarda.

“Non abbiamo scelto la strada dei divieti indiscriminati - prosegue l’assessore - ma quella della pianificazione: stabilire regole, individuare le aree e assumere la responsabilità delle scelte. È questo il senso della legge regionale 20 ed è questa la direzione che la Regione continuerà a seguire”.

La sentenza n. 156/2026 della Corte costituzionale, depositata oggi, lascia infatti in vigore gli Allegati A, B, C, D ed E della legge regionale 20/2024, che individuano le aree idonee e non idonee alla realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili. Le questioni sollevate sugli Allegati sono state dichiarate inammissibili.

Resta inoltre fermo l’articolo 1, comma 7, della legge regionale, che introduce un principio di cautela stabilendo la prevalenza dell’inidoneità quando un’area presenti contemporaneamente caratteristiche di idoneità e di inidoneità. La relativa questione è stata dichiarata non fondata dalla Corte.

“La transizione energetica non può essere semplicemente una sommatoria di impianti. Deve essere governata, tenendo insieme produzione di energia, tutela del paesaggio, comunità e vocazioni dei territori. La Sardegna continuerà a fare la propria parte, con gli strumenti che la legge le riconosce e con la responsabilità di chi governa il territorio”, conclude Spanedda.

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